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Deontologia e privacy
Privacy. Senza consenso vietato l'uso pubblicitario. Per gli indirizzi di posta tutela anche sui social di Antonello Cherchi/ilsole24ore  (30/11/2017)
L'immagine del fotoreporter che lascia la sua macchina per aiutare una profuga Rohingya in fuga dal Myanmar rilancia l'eterna questione dei giornalisti al bivio fra testimonianza e soccorso. SCATTARE O AIUTARE IL DILEMMA DEL FOTOGRAFO di Michele Smargiassi/larepubblica  (04/11/2017)
NUOVO REGOLAMENTO DELLE FUNZIONI DISCIPLINARI DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI.  (16/10/2017)
INTERVENTO. Privacy e intercettazioni, dal Garante rigore nel sanzionare gli abusi. di Antonello Soro*/ilsole24ore  (17/09/2017)
DIRITTO ALL'OBLIO. "Il diritto cosiddetto 'all'oblio' si configura come un diritto alla cancellazione dei propri dati personali in forma rafforzata". - Guida all'applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali. La Guida (preparata dal Garante della privacy) intende offrire un panorama delle principali problematiche che imprese e soggetti pubblici dovranno tenere presenti in vista della piena applicazione del regolamento, prevista il 25 maggio 2018.  (29/04/2017)
La privacy prevale sul Foia. Lo ha stabilito l'Anac.  (16/01/2017)
- Privacy, il Garante: no alla banca dati on line della reputazione.  (28/12/2016)
GIORNALISMO. PRIVACY: L'AGGIORNAMENTO DI UN ARTICOLO WEB DEVE ESSERE SUBITO VISIBILE.  (21/11/2016)
Privacy. Garante: "La cronaca rispetti la riservatezza del bimbo malato".  (27/05/2016)
I nuovi doveri del giornalista, tra social network e rispetto del diritto all’oblio. IN CODA il Testo unico deontologico approvato dal Cnog. di Laura Biarella/altalex  (12/04/2016)
Il lavoro giornalistico e la tutela dei minori. di Alessandra Concas/Diritto penale  (31/03/2016)
Testo unico dei doveri del giornalista approvato dal Cnog nelle riunioni del 15-17 dicembre 2015 e del 26-28 gennaio 2016.  (29/01/2016)
Oblio Internet, il tribunale frena. Prima sentenza sul diritto all'oblio Internet boccia il ricorso di un utente: ecco quando Google non può essere obbligato a rimuovere i risultati dal motore di ricerca.  (16/12/2015)
Il Codice della privacy (dlgs 196/2003) con tutti gli aggiornamenti dal 2004 al 2015.  (16/11/2015)
Online tutte le sentenze della Cassazione: i rischi per la privacy e le possibili cautele. Intervento di Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali ("L'Huffington Post", 3 novembre 2014)  (06/11/2014)
Le norme relative alla privacy dei dati sensibili nel caso di Associazioni e Fondazioni spiegate dal Garante. di Paolo Mastromo  (28/09/2014)
Privacy o diritto alla riservatezza e protezione dei dati personali – di www.brunosaetta.it  (27/01/2014)
NIENTE TELECAMERE OCCULTE SUI LUOGHI DI LAVORO. CENSURATA DAL GARANTE DELLA PRIVACY LA SOCIETÀ EDITRICE DELLA "GAZZETTA DEL SUD" DI MESSINA: “ILLECITO TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI”.  (02/06/2013)
Dlgs 196/2003 (Testo unico sulla privacy). Codice di deontologia della privacy nell'esercizio dell'attività giornalistica. Giurisprudenza. Analisi di Franco Abruzzo  (01/11/2012)
CODICE MEDIA E SPORT– Agcom e novità introdotte dal Dlgs 44/2010. Fa discutere il “product placement” nei programmi sportivi, in opere cinematiografiche, film, programmi di intrattenimento. Modifiche al regolamento sulle procedure di vigilanza e sanzionatorie. Disposizioni a tutela dei minori. Il decreto legislativo 44/2010 (in allegato, ndr) ha inoltre introdotto un nuovo articolo all’interno del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 che disciplina il product placement televisivo nei programmi sportivi, oltre che in opere cinematografiche, film e serie prodotti per servizi media audiovisivi, programmi di intrattenimento leggero con esclusione di quelli per bambini. Il “posizionamento di prodotto”, ossia quella pratica pubblicitaria che consiste nell’inserire un prodotto o un marchio in una produzione audiovisiva all’interno del contesto narrativo così da legare la comunicazione alla dinamica espressiva dei soggetti pur mantenendo la natura funzionale riconducibile allo scopo pubblicitario. L’inserimento di prodotti può avvenire sia dietro corrispettivo monetario che dietro fornitura gratuita di determinati beni e servizi. Il contenuto e la programmazione dei programmi non devono essere influenzati dalle modalità di inserimento dei prodotti in maniera tale da compromettere la responsabilità ed indipendenza editoriale del fornitore dei servizi media. Inoltre, il product placemente non deve essere attuata in maniera tale da incoraggiare direttamente l’acquisto o la locazione di beni e servizi. Previste sul punto procedure di autoregolamentazione e la comminazione di sanzioni. analisi di Andrea Maria Mazzaro per www.medialaws.eu 21/4/2011  (26/04/2011)
Garante della privacy e risparmiatori truiffati: “Il diritto di cronaca deve rispettare il principio di essenzialità”  (10/04/2011)
AGCOM - Comitato Processi in Tv. Racccomandazione sulla copertura mediatica del delitto di Avetrana. Tutte le “carte” del Comitato  (31/12/2010)
TUTELA DELL'IMMAGINE, PRIVACY E LAVORO GIORNALISTICO La deroga prevista dall’art. 137 del Codice della Privacy - in forza del quale non è necessario il consenso dell’interessato quando il trattamento dei dati personali avviene nell’ambito dell’esercizio della professione giornalistica e per l’esclusivo perseguimento di finalità informative - può riguardare anche chi non abbia stabilmente alcun ruolo nella formazione del messaggio giornalistico in quanto tale, purché il materiale raccolto abbia la funzione di illustrare un avvenimento nella esclusiva prospettiva della pubblicazione. di Sabrina PERON, avvocato in Milano  (21/11/2010)
Caso Feltri/Boffo La Procura generale contesta l’Ordine di Milano: “Troppo severa la sanzione della sospensione per la durata di 6 mesi”. Franco Abruzzo: “Vittorio Feltri ha rettificato la notizia inesatta. Non poteva essere processato. Così dice la legge professionale”. da “Il Tempo del 29 giugno 2010  (29/06/2010)
Mantova, 19-21 maggio 2010. Convegno “Mondo piccino” “La Carta di Treviso e la privacy del minore” relazione di Franco Abruzzo presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 15/5/1989 al 7/6/2007 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° INDICE 1. Premessa. Costituzione e legge professionale dei giornalisti tutelando la dignità della persona limitano il diritto di cronaca e di critica. 1.1. Le “Carte” deontologiche integrano le norme professionali. 1.2. “Il Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica” oggi ha forza di legge. L’articolo 7 dedicato ai minori assorbe la Carta di Treviso. 2. Le novità della “legge Gasparri” a tutela dei minori. 3. Minori: il Cnlg richiama la Convenzione Onu del 1989 sui diritti del bambino. Lo sbarramento del Cpp. 4. La nuova “Carta di Treviso” valida anche per le cronache web 5. L’attività del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (dal 1996 al 2003). 6. Normativa rilevante (Costituzione; La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; Legge 633/1941 sul diritto d’autore; Legge professionale dei giornalisti n. 69/1963; Codice di procedura penale; Legge “Gasparri” 112/2004; Dlgs 196/2003. Testo unico sulla privacy; Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica (3 agosto 1998); Carta dei doveri dei Giornalisti (7 luglio 1993); Carta di Treviso edizione 2006; Codice di autoregolamentazione nei rapporti tra tv e minori). 7. Privacy . Garante. Giurisprudenza dal 2005 ad oggi °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°  (19/05/2010)
La deontologia del giornalista. di Franco Abruzzo già presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia dal 1989 al 2007 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° INDICE 1. Premessa. Costituzione e legge professionale dei giornalisti tutelando la dignità della persona limitano il diritto di cronaca e di critica. I precetti deontologici. 2. Le carte deontologiche sono norme giuridiche obbligatorie valevoli per gli iscritti all'albo, che integrano il diritto oggettivo ai fini della configurazione dell'illecito disciplinare. 3. La commistione pubblicità/informazione “cancro” del giornalismo. 4. I Consigli dell’Ordine giudici disciplinari rispetto al Codice di procedura penale (e non soltanto rispetto al Codice della privacy). 5. Poteri di vigilanza, le regole e le sanzioni disciplinari. 6. Il procedimento disciplinare (5 gradi di giudizio nell’arco di 7 anni e 6 mesi). 7. Le deliberazioni disciplinari degli Ordini sono pubbliche e divulgabili. 8 Giurisprudenza sulla divulgabilità dei provvedimenti giudiziari e anche amministrativi/disciplinari (emessi da Ordini e Collegi professionali): 9. Sistema radiotelevisivo, cittadini-utenti, giornalisti e principi della Costituzione (nella rielaborazione della Corte costituzionale) in tema di libertà di manifestazione del pensiero. I processi mediatici. 10. CODICE IN MATERIA di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive sottoscritto il 21/5/2009 11. Conclusioni. Le regole ci sono, ma i Consigli dell’Ordine agiscono in … ordine sparso.  (19/07/2009)
CODICE IN MATERIA di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive sottoscritto il 21/5/2009  (16/07/2009)
DIRITTO DI CRONACA E PRIVACY DAL 1997 AL 2009: LE DECISIONI E I “CHIARIMENTI” DEL GARANTE (In coda “Privacy-massime giurisprudenziali”) ricerca di Franco Abruzzo  (28/02/2009)
ELUANA. Monito del Garante della privacy ai media: non pubblicate foto  (27/02/2009)
Il Garante ai media: non si possono pubblicare dettagli che rendono identificabile la ragazza violentata a Roma  (16/02/2009)
Cassazione penale: i nomi presenti nelle sentenze sono da oscurare soltanto quando le sentenze sono pubblicate nelle riviste giuridiche (anche telematiche). Il “Testo unico della privacy” 196/2003 dà piena libertà ai giornalisti di pubblicare le sentenze con i nomi degli imputati, ma nel rispetto delle regole deontologiche della professione: è proibito diffondere i nomi dei minori, delle persone che hanno subito violenza sessuale o che abbiano contratto l’aids, delle parti nei procedimenti in materia di “delicati” rapporti di famiglia o di stato delle persone. “Il rilascio di copia della sentenza o di altro provvedimento giurisdizionale in favore di un soggetto diverso dalla parte del relativo procedimento e non titolare di uno specifico interesse processuale non è, già, un'attività di diffusione della decisione, e non soggiace, perciò, alla disciplina di cautela prevista dall'art. 52 del Codice in materia di protezione dei dati personali”. L’art. 52 del dlgs 196/2003 “interviene soltanto a disciplinare il momento della diffusione della sentenza o del provvedinento giurisdizionale per finalità di informatica giuridica”. LA NOTIZIA. Con la sentenza 4239/2009, la quinta sezione penale della Cassazione, ha ribadito la liceità della pubblicazione di una sentenza (della Corte dei Conti) in una rivista telematica nel rispetto dell’articolo 52 del Dlgs 296/2003 sulla privacy. NOTA DI FRANCO ABRUZZO  (09/02/2009)
Svizzera - Il Codice di condotta dei direttori di giornale  (07/01/2009)
Minori: il Cnlg richiama la Convenzione Onu del 1989 sui diritti del bambino (ratificata dalla legge 176/1991). La tutela affidata (anche) al Codice di procedura penale. in coda la CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA 1989  (07/01/2009)
Dobbiamo riflettere sul comportamento di alcuni giornalisti napoletani di fronte al collega schiaffeggiato dal comandante dei VVUU Alessandro Migliaccio: “Lo schiaffo dei colleghi e il silenzio delle Istituzioni: le disavventure di un giovane giornalista professionista”. INTERVENTO DI IACOPINO.  (21/12/2008)
Provvedimento disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia: sanzione della censura per Mauro Tedeschini direttore di “Quattroruote”: violazione delle norme su pubblicità-informazione  (14/12/2008)
Media e minori: Calabrò propone Codice per i new media in attesa di norme UE di Raffaella Natale www.key4biz.it  (16/11/2008)
Garante privacy: libertà di accesso ai dati personali nei procedimenti disciplinari a carico di terzi  (01/11/2008)
Privacy e diritto di cronaca con riguardo a particolari categorie di soggetti: le persone pubbliche e i minori di FRANCESCA RAIA  (15/09/2008)
Fondazione Centro iniziativa giuridica Piero Calamandrei Università degli studi di Bari Bari 4.7.2008-Aula Aldo Moro-Facoltà di Giurisprudenza Il rapporto tra giustizia e mass media: quali regole per quali soggetti ………………… La deontologia del giornalista. relazione di Franco Abruzzo docente universitario a contratto di “Diritto dell’informazione” °°°°°°°°°°°°°°°°°°° INDICE 1. Premessa. Costituzione e legge professionale dei giornalisti tutelando la dignità della persona limitano il diritto di cronaca e di critica. I precetti deontologici. 2. Le carte deontologiche sono norme giuridiche obbligatorie valevoli per gli iscritti all'albo, che integrano il diritto oggettivo ai fini della configurazione dell'illecito disciplinare. 3. La commistione pubblicità/informazione “cancro” del giornalismo. 4. I Consigli dell’Ordine giudici disciplinari rispetto al Codice di procedura penale (e non soltanto rispetto al Codice della privacy). 5. Poteri di vigilanza, le regole e le sanzioni disciplinari. 6. Il procedimento disciplinare (5 gradi di giudizio nell’arco di 7 anni e 6 mesi). 7. Le deliberazioni disciplinari degli Ordini sono pubbliche e divulgabili. 8 Giurisprudenza sulla divulgabilità dei provvedimenti giudiziari e anche amministrativi/disciplinari ( emessi da Ordini e Collegi professionali): 9. Sistema radiotelevisivo, cittadini-utenti, giornalisti e principi della Costituzione (nella rielaborazione della Corte costituzionale) in tema di libertà di manifestazione del pensiero. I processi mediatici. 10. Conclusioni. Le regole ci sono, ma i Consigli dell’Ordine agiscono in … ordine sparso. Possibile un’organizzazione giuridica diversa della professione. 11. Appendice - AGCOM/DELIBERA N. 13/08/CSP. Atto di indirizzo sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive. L’Autorità invita le emittenti, con il concorso dell’Ordine, a redigere un Codice di autoregolamentazione.  (04/07/2008)
CASSAZIONE: SE NON VISIBILI LE MANETTE, PUBBLICABILI LE FOTO DI IMPUTATO IN STATO DI ARRESTO. Sconfitto il Garante privacy.  (20/03/2008)
PRIVACY. GARANTE A GIORNALISTI: “NO A DATI SANITARI ECCESSIVI”  (03/03/2008)
Commistione pubblicità- informazione SPECIALE ARMANI SU GRAZIA: CARLA VANNI SOSPESA PER DUE MESI. Il settimanale Grazia (n. 43 del 25 ottobre 2005) dedicò la copertina e numerosi servizi all’interno allo stilista Giorgio Armani. In copertina si poteva leggere: “SPECIALE/QUESTO NUMERO È FIRMATO GIORGIO ARMANI”. Tutto il numero è targato ARMANI dalla moda (pagg 164/188) alla cucina (pagg 242/248), dai prodotti di bellezza (pagg 193/197) ai suggerimenti turistici (pagg 256/256), dal fitness (pagg 207/208) al servizio di arredamento (pagg 227/234), dalla riunione di redazione (pagg 6/8) alla rubrica personale (pag 58). Armani è presentato come “giornalista” e come “condirettore” della rivista. La Mondadori difende il suo direttore: “Equivoco gigantesco”. Il Cn ha ridimensionato la sanzione, infliggendo la censura.  (19/02/2008)
Messaggio di Benedetto XVI per la 42° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali La critica del Papa ai media: "Bisogna evitare che diventino megafoni del materialismo economico e del relativismo etico. C’è il rischio che vengano usati per fini ideologici e per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva”. “I media, nel loro insieme, non sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l’uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento. E’ il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale. Inoltre, per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza. Vi è infine la possibilità che, attraverso i media, vengano proposti e sostenuti modelli di sviluppo che aumentano anziché ridurre il divario tecnologico tra i paesi ricchi e quelli poveri”. "Oggi, in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Si costata, ad esempio, che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per "creare" gli eventi stessi. Questo pericoloso mutamento della loro funzione è avvertito con preoccupazione da molti Pastori".  (25/01/2008)
IL SOLE 24 ORE del 15 gennaio 2008 Autodisciplina. La sentenza delle Sezioni unite civili sulle regole «interne» degli avvocati. Deontologia, decide la Cassazione I giudici possono intervenire sull'interpretazione dei codici - IL PESO DELLA DECISIONE: confermata la condanna ma espresso un principio applicabile a tutte le procedure in materia disciplinare. In coda il testo della sentenza  (15/01/2008)
IL SOLE 24 ORE del 14 gennaio 2008 Privacy. Il caso di una persona intervistata senza sapere di essere ripresa In tv mette la faccia solo chi dà il consenso  (14/01/2008)
Identità personale e identità digitale: nuove regole per tutelare la personalità individuale dalle insidie del web Il forte legame tra identità personale e tecniche informatiche di individuazione del soggetto costituiscono i punti fermi di un moderno sistema di tutela civilistica della personalità.  (05/01/2008)
www.diritto.it del 6/12/2007 Visconti Gianfranco La disciplina della pubblicita’ ingannevole e di quella comparativa: il decreto legislativo n° 145 del 2007  (06/12/2007)
Rivista “Il diritto dell’informazione e dell’informatica” n. 4/5 del 2007 (pagg. 871-894). FRANCO ABRUZZO: "La commistione informazione/pubblicità nella giurisprudenza ordinaria e disciplinare vista attraverso le sentenze dei tribunali".  (01/12/2007)
DEONTOLOGIA/MASSIMARIO DELLA GIURISPRUDENZA PROFESSIONALE (ricerca di Franco Abruzzo- 2 febbraio 2006)  (14/09/2007)
Il direttore è…responsabile dell’illecito disciplinare commesso dal non iscritto  (12/09/2007)




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