Francesco (“Franco”) Abruzzo, nato a Cosenza il 3 agosto 1939, laureato (con lode) in Scienze politiche e storiche , è giornalista professionista dal 3 febbraio 1963. Ha iniziato la professione il 1° ottobre 1959 presso le redazioni calabresi dei quotidiani “ Il Tempo ” e il “ Giornale d'Italia ” per poi trasferirsi a Milano, dove ha lavorato (come cronista giudiziario, caposervizio di cronaca giudiziaria e caposervizio al “Politico” e ai “Fatti della Vita”) a "Il Giorno" dal giugno 1965 al novembre 1983 (in quel periodo diretto da Italo Pietra, Gaetano Afeltra e Guglielmo Zucconi ). Dal dicembre 1983 (chiamato da Gianni Locatelli) al marzo 2001 ha lavorato a "Il Sole 24 Ore" (capo redattore centrale, articolista e inviato ). Nel luglio 1975 è stato assunto da Eugenio Scalfari come cronista giudiziario di “la Repubblica” (ma successivamente rinunciò all'incarico).
Nel 1978 con Walter Tobagi e Massimo Fini ha fondato la componente sindacale di “ Stampa democratica ” e tra il 1975 e il 1982 ha fatto più volte parte del CdR de “Il Giorno”, della Giunta dell'Associazione lombarda dei Giornalisti e del Consiglio nazionale della Fnsi.
E' stato consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal giugno 1986 al maggio 2007 e ne è stato lo “storico” presidente (vedi Ansa 22 maggio 2008) per oltre 18 anni (attraverso sette elezioni) dal 15 maggio 1989 al 7 giugno 2007.
E' stato direttore dal 1° ottobre 1986 al 7 giugno 2007 di "Tabloid", mensile dell'Ordine della Lombardia, e dal 1998 dello stesso portale dell’Ordine (www.odg.mi.it).
E' stato anche presidente (dal maggio 1989 al maggio 1991) dell'Associazione " Walter Tobagi " per la Formazione al Giornalismo, l'ente senza scopo di lucro che gestisce l'Istituto "Carlo De Martino" per la Formazione al Giornalismo (meglio noto come "Scuola di giornalismo" di Milano).
E' tra “i 5062 italiani notevoli” (Giorgio dell’Arti e Massimo Parrini, Catalogo dei viventi, Marsilio 2006).
Come presidente dell'Ordine, ha avviato una intransigente battaglia a favore del rinnovamento della professione giornalistica e per il suo ancoraggio ai principi della deontologia e della formazione continua. Ha portato avanti, con determinazione, il principio dell'aggancio della professione giornalistica all'Università (battaglia vinta il 9 luglio 2007 con il varo della laurea magistrale in Giornalismo) e alle scuole riconosciute dall'Ordine. Ha indirizzato l'azione concreta dell'Ordine della Lombardia in direzione della puntuale applicazione dei canoni deontologici e del rispetto delle regole contrattuali nelle redazioni attraverso l'iscrizione nel Registro dei praticanti di quanti, assunti a termine o esercitando la professione in “nero”, vivono di giornalismo. La difesa del principio costituzionale della tutela della dignità della persona rimane un altro pilastro dell'azione sviluppata dall'Ordine di Milano negli anni della presidenza di Franco Abruzzo. Sul tema della commistione informazione-pubblicità la sua azione è stata particolarmente intensa e rigorosa.
Notevole anche lo sforzo in campo culturale: la creazione di una biblioteca di 4.500 volumi sul giornalismo frequentata soprattutto da laureandi; il Premio annuale, a partire dal 1998, sulle migliori tesi di laurea dedicate al giornalismo, che ha visto la partecipazione degli studenti di quasi tutte le Università italiane pubbliche e private; una forte politica di comunicazione pubblica attraverso il portale, il mensile Tabloid e l’utilizzazione di un pacchetto di email per aggiornare gli iscritti all’Albo in maniera rapida ed efficace; la partecipazione attiva al dibattito nazionale sul giornalismo di cui sono testimonianza, non soltanto le relazioni ai convegni e gli articoli sui giornali, ma anche i premi ricevuti (Manzù 2003; Brianza 2004; Isimbardi 2005; Cinque stelle per il giornalismo 2006 e Telesio 2006). Il mensile “Tabloid”, dal 1986 in poi, ha sviluppato una linea editoriale imperniata sui temi del diritto e della storia del giornalismo, della deontologia e della professione (accesso universitario e formazione permanente).
Rilevante la politica della formazione avviata nel 1989 dall’Ordine di Milano con i due corsi annuali (di 120 ore, con 12 prove scritte) dedicati ai praticanti impegnati nell’esame di Stato (sessioni di aprile e di ottobre); e con i corsi, due all’anno, tra il 2003 e il 2006, a favore degli operatori degli Uffici stampa pubblici e privati, che chiedevano l’iscrizione all’elenco pubblicisti dell’Albo in base a una delibera del Consiglio nazionale.
Anche la politica sociale, con la presidenza Abruzzo, ha fatto registrare iniziative innovative e all’avanguardia: l’assistenza legale gratuita diretta al recupero dei crediti vantati dai colleghi nei confronti di aziende editoriali morose; l’assistenza legale gratuita a favore dei giornalisti, percettori di redditi bassi, che avevano e che hanno “grane” contrattuali con i loro datori di lavoro.
Nell'estate del 1999, come vicepresidente del Cup (Comitato unitario delle professioni) di Milano, Franco Abruzzo ha svolto una vigorosa e intensa attività in difesa delle professioni intellettuali regolamentate contro la minaccia governativa di soppressione. Nel marzo 2001 è stato riconfermato vicepresidente del Cup di Milano.
Franco Abruzzo ha contribuito, con l’aiuto del senatore Antonino Caruso, a far modificare la legge professionale, che imponeva la convocazione degli iscritti., sia per l’approvazione dei bilanci sia per le elezioni dei membri dei Consigli dell’Ordine, con posta raccomandata e, quindi, con una spesa notevole. Il nuovo testo (art. 2, comma 4-quater, della legge 80/2005) prevede – e questo principio vale oggi per tutti gli Ordini e i Collegi italiani – che la convocazione si effettui per posta prioritaria, per telefax o a mezzo di posta elettronica certificata. Sugli Ordini grava solo l'onere di dare prova solo dell'effettivo invio delle comunicazioni.
Scrive di problemi legati alle professioni intellettuali e di temi giuridici d'attualità legati al diritto di cronaca e di critica nonché alla privacy, alla previdenza dei giornalisti e al diritto del lavoro giornalistico su importanti riviste giuridiche (anche telematiche) nonché sul suo sito personale (www.francoabruzzo.it). Sul tema della gestione separata dell’Inpgi, Abruzzo ha avviato una vivace campagna di stampa in difesa dei soggetti percettori di redditi inferiori ai 5.000 euro annui o di redditi legati alla cessione del diritto d’autore.
Dal 1999 al 2007 haa tenuto un corso di “Diritto dell'informazione” nell'Istituto “Carlo De Martino” per la Formazione al Giornalismo. Dal 2001 al 2004 ha insegnato, come professore a contratto, “Storia del giornalismo” nel corso di laurea quadriennale di Sociologia presso l'Università Statale di Milano-Bicocca. Dal 2002 al 2008 ha insegnato “Diritto dell'informazione e dell'editoria” all'Università Iulm di Milano. Dall'anno accademico 2004/2005 insegna “Diritto dell'informazione e dell'editoria” nel corso di laurea magistrale in Sociologia presso l'Università Statale di Milano-Bicocca.
Alimenta giornalmente il sito www.francoabruzzo.it, che è un punto di riferimento per il mondo dell’informazione e della comunicazione. E’ autore di una newsletter quotidiana sui temi dell’informazione e della comunicazione, che viene spedita via internet a 34mila giornalisti, avvocati, magistrati, parlamentari, professionisti e comunicatori.
Ha pubblicato: Il giornalista, la legge e l'esame di Stato, edito dall'Associazione “Walter Tobagi” per la Formazione al Giornalismo, Milano 1990, pag. 640; Guida del giornalista, editore Il Sole 24 Ore Libri, Milano 1992, pag. 900; Codice dell'informazione e della comunicazione , editore il Centro di Documentazione Giornalistica, Roma 1996, pagine 1087 (II edizione, ottobre 1999, pagine 1.287; III edizione in due volumi, ottobre 2001, pagine 2.176; IV edizione in due volumi, aprile 2003, pagine 2608; V edizione, in tre volumi, aprile 2006, pagine 3.046). Rinnovata nel formato e nella veste grafica, l’opera è diventata una collana in tre volumi: il primo raccoglie le fonti del diritto italiano, comunitario e internazionale; il secondo è dedicato alla storia del giornalismo, da Gutenberg ad oggi; il terzo è un vero e proprio “sistema” di domande e risposte, ampie e ragionate, per aiutare i giovani giornalisti a padroneggiare le tematiche della professione. La collana, completamente aggiornata, soddisfa curiosità ed interessi di quanti abitano il panorama mediatico e il mondo della comunicazione, ma è utile anche a chi è iscritto in molteplici corsi di laurea (Giurisprudenza, Scienze politiche, Relazioni pubbliche, Sociologia, Scienze della Comunicazione) e a chi opera negli Urp e negli uffici stampa delle imprese private e delle pubbliche amministrazioni. E’ naturalmente il vademecum indispensabile per i giornalisti e per gli aspiranti giornalisti, che affrontano l’esame di Stato.
Milano, 12 giugno 2009
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Prof. Franco Abruzzo, via XXIV Maggio 1, 20099 Sesto San Giovanni, telef/fax 022484456, cell 3461454018 - fabruzzo39@yahoo.it, fabruzzo39@hotmail.com, www.francoabruzzo.it
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RICONOSCIMENTI
30. 11. 1998. Lingottino d’oro della Città di Sesto San Giovanni a Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. “Ai vertici della categoria si è distinto per il rigore etico e morale, unito a una grande professionalità”.
Premio Manzù 2003 con questa motivazione: "Il diritto alla libera informazione si re della costante azione di difesa e promozione del valore democratico della professione giornalistica. Franco Abruzzo, da 14 anni al vertice dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha trasferito in questo ruolo la passione per la verità maturata nelle redazioni di grandi e prestigiosi quotidiani italiani. Fautore della necessità di costruire un nuovo modo di informare, contraddistinto dal rispetto della deontologia e della competenza specialistica, ha avviato un profondo processo di rinnovamento della professione giornalistica, legando le moderne esigenze di formazione all'università. Nella sua funzione di esponente della categoria, scrive di temi giuridici connessi al diritto di cronaca, del lavoro e della privacy. Docente di diritto dell'informazione all'Università Iulm di Milano, insegna anche Storia del giornalismo presso l'Università degli studi di Milano Bicocca. All'artefice di tante battaglie per la libertà di stampa e di informazione, il Centro Pio Manzù è onorato di conferire la medaglia della Camera dei Deputati".
Premio Brianza 21 settembre 2004 (X edizione)
Premio alla carriera “ Carlo De Martino alla memoria ” a Franco Abruzzo con la seguente motivazione: “Presidente da 15 anni (il mandato gli è stato rinnovato per la settima volta nel maggio scorso) dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, al di là del suo rilevante curriculum professionale, si è rivelato nel suo incarico strenuo difensore della libertà e del ruolo democratico della categoria, rigoroso custode dell'etica e della deontologia giornalistica, valente docente e fautore al contempo di una preparazione sempre più qualificata e di un più favorevole accesso delle giovani generazioni alla professione. Degno erede e successore del grande Carlo De Martino a cui è intitolato il premio”.
Premio Isimbardi - Giornata della Riconoscenza 2005
Milano, Palazzo Isimbardi, 19 dicembre 2005. Dal 1953 la Provincia organizza la "Giornata della Riconoscenza" per conferire un riconoscimento a cittadini e associazioni del mondo culturale, sociale, artistico, economico, sportivo, legati al territorio del milanese e che si siano distinti nella propria attività a favore delle comunità. Dal 1999 al riconoscimento provinciale, che consiste in una medaglia d'oro e un diploma con la motivazione è stato attribuita la denominazione di "PREMIO ISIMBARDI". Questa la motivazione:
FRANCO ABRUZZO
NATO NEL ‘39, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE, HA INIZIATO LA PROFESSIONE DI GIORNALISTA NEL ’59 PRESSO LE REDAZIONI CALABRESI DEI QUOTIDIANI “IL TEMPO” E IL“GIORNALE D'ITALIA” PER POI TRASFERIRSI A MILANO. HA LAVORATO A "IL GIORNO" E A "IL SOLE 24 ORE”. COFONDATORE DELLA COMPONENTE SINDACALE DI “STAMPA DEMOCRATICA” E DIRETTORE DI "TABLOID” DALL ‘89 AL ‘91 È STATO PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE "WALTER TOBAGI" PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO. AUTORE DI NUMEROSI LIBRI E DOCENTE PRESSO DIVERSE UNIVERSITA’, DALL‘89 È PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA. HA AVVIATO UNA INTRANSIGENTE BATTAGLIA A FAVORE DEL RINNOVAMENTO DELLA PROFESSIONE GIORNALISTICA E IN DIFESA DEI PRINCIPI DELLA DEONTOLOGIA, DELL'INDIPENDENZA E DELLA LIBERTÀ DI CRONACA E DI CRITICA. HA SOSTENUTO IL FORTE LEGAME DELLA PROFESSIONE GIORNALISTICA CON LE UNIVERSITÀ E LE SCUOLE RICONOSCIUTE DALL'ORDINE. HA INDIRIZZATO L'AZIONE CONCRETA DELL'ORDINE DELLA LOMBARDIA VERSO LA DIFESA DELLA TUTELA DELLA DIGNITÀ DELLA PERSONA, LA PUNTUALE APPLICAZIONE DEI CANONI DEONTOLOGICI E IL RISPETTO DELLE REGOLE CONTRATTUALI NELLE REDAZIONI.
“Premio Cinque stelle per il giornalismo” – Milano Marittima 25 aprile 2006
A Franco Abruzzo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è toccato il Premio alla deontologia giornalistica con questa motivazione: “Come giornalista de “Il Giorno” e de “Il Sole 24 Ore” si è particolarmente distinto per un uso corretto e scrupoloso delle fonti e per un approfondimento non comune di temi scottanti per il futuro nazionale. Come presidente dei giornalisti della Lombardia ha dato un contributo decisivo in tutte le battaglie per il riconoscimento della dignità della professione giornalistica e per la valorizzazione dei principi deontologici”.
Premio “Telesio” - Cosenza 13 maggio 2006
II presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, è il vincitore dell'edizione 2006 del Premio «Telesio», che il Rotary Club assegna ogni anno a personalità calabresi che si sono affermate nel mondo dell'arte, della scienza, della cultura, delle professioni e della ricerca scientifica. II premio è stato istituito nell'anno 1976/77. Franco Abruzzo ha ricevuto il riconoscimento nel corso di una manifestazione, che si è svolta oggi pomeriggio nella sala congressi dell'hotel Executive a Quattromiglia di Rende. La manifestazione è stata aperta da una relazione del presidente del Rotary Club cosentino, Antonio Iorio. Lo scrittore Coriolano Martirano ha illustrato i controversi rapporti tra Chiesa e Rotary: «Chiesa e Rotary: dallo scontro l'incontro». La manifestazione si è conclusa con una relazione di Franco Abruzzo, che ha parlato sul tema « I giornalisti del terzo millennio tra Costituzione, università e deontologia». Vi è una motivazione profonda nella scelta del nome del Premio: Bernardino Telesio è ricordato come il filosofo della libertà, che ha restituito dignità all'uomo, rendendolo artefice del proprio destino. Il Premio consiste in una statuetta in bronzo raffigurante il famoso filosofo cosentino splendidamente modellata dal compianto artista ed indimenticato rotariano, Cesare Baccelli. Dal 1976 ad oggi il Premio è stato assegnato, con cadenza biennale, a personaggi di chiara fama, quali: il pro£ Giuseppe AULETTA, giurista, cattedratico di diritto commerciale, Accademico dei Lincei; il prof. Francesco VALENTINi, cattedratico di filosofia all'Università di Roma; il prof. Carlo PERRIS, cattedratico di neuropsichiatria all'università di Stoccolma; l'on. Giacomo MANCINI, politico meridionalista; il prof. Carlo BARCA, cattedratico di clinica oculistica; il pro£ Aldo BRANCATI, cattedratico di Fisiologia umana, Rettore della III Università di Roma; il prof. Luigi GULLO, giurista, cattedratico di diritto penale, presidente dell'Accademia Cosentína; il prof Luigi AMANTEA, cattedratico di chirurgia; il prof. Rocco DOCIMO, cattedratico di Clinica Chirurgica; 1'ing. Antonio RODOTA', direttore generale dell'Agenzia Spaziale europea con sede a. Parigi; il pro£ Aldo TURCHIARO, pittore; il prof. Beniamino QUINTIERI, Presidente dell'Istituto per il Commercio Estero.
Unione cronisti lombardi - “Premio Guido Vergani 2008”
Il Premio “Vita di Cronista” assegnato a FRANCO ABRUZZO .
Le sue e-mail arrivano come un fiume in piena, a ogni ora del giorno e anche della notte, suscitando ora approvazioni ora arrabbiature, comunque, tenendo sempre caldi i motori del dibattito sul mondo del giornalismo. Che lo si voglia o no, le sue informazioni on line per i giornalisti lombardi sono un sollecito a non disinteressarsi di una professione bellissima eppure sempre più controversa. Ma Franco Abruzzo è stato soprattutto un cronista. In un'epoca in cui le notizie si trovavano scarpinando e senza l'incubo di violare la privacy di nessuno i suoi articoli erano costruiti con la stessa dovizia di particolari e lo stesso puntiglio che i colleghi più giovani hanno conosciuto attraverso la lunga presidenza dell'Ordine e poi con l'inesauribile vis polemica dei messaggi come "difensore civico dei giornalisti".
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L'amarcord di Silvano Balestreri:
“Le tue delibere erano un inno ai diritti sanciti dalla Costituzione.
La tua lezione di legalità rimane scolpita, non solo nei cuori”.
From: Silvano Balestreri - Date: 8-giu-2007 13.21 - Subject: amarcord -To: fabruzzo39@gmail.com
Carissimo Presidente, quando finisce una stagione o, come questa volta, tramonta addirittura un’epoca, a noi, con i capelli grigi, viene la malinconia, è uno scotto che si paga all’avanzare degli anni. Tra le mille incertezze di questo mestieraccio (come lo chiamavano i grandi vecchi) era rimasto il porto sicuro dell’Ordine di Milano, dove il grande Franco Abruzzo, vegliava vigile sulla legalità. Carissimo, grande Presidente, Ti devo, fosse solo come amarcord, il riconoscimento di aver fatto scuola a tutti gli Ordini regionali: è soltanto merito Tuo se negli anni Novanta in un Paese squassato dalla questione morale i giornalisti hanno ritrovato, grazie alla Tua lezione, l’orgoglio della legalità. Facevi scuola a noi piccoli presidenti di Ordini piccoli, con le Tue delibere, toste e grintose come requisitorie. Abituati alle mediazioni ai compromessi e ai tentennamenti, ci siamo accorti che la nostra forza era nella legge dell’Ordine. Mentre i vari organismi di categoria temporeggiavano (e gli abusivi invecchiavano) abbiamo imparato a far rispettare la legge, leggendo e copiando le Tue delibere che erano un inno ai diritti sanciti dalla Costituzione. Abbiamo sanato tante situazioni e riparato tanti torti. All’orizzonte dell’Ordine dei giornalisti tramonta la stagione Abruzzo, ma la tua lezione di legalità rimane scolpita, non solo nei cuori. Ti abbraccio, Silvano Balestreri
Silvano, mi hai fatto piangere. un abbraccio, franco
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(da: «www.scriptamanent.net», anno III, n. 22, luglio 2005) www.francoabruzzo.it: giornalismo e non solo! Privacy, deontologia, normativa, storia, attualità, dibattiti, approfondimenti: un sito che “educa” sui numerosi aspetti del difficile mestiere di informare
di Sandra Migliaccio
Un sito “singolare”, «www.francoabruzzo.it», un nome e un cognome, il variegato mondo del giornalismo. Un sito che, pur essendo un “fai da te”, è, per molti aspetti, completo ed approfondito assai più che tanti altri dal gran blasone istituzionale (leggasi ordine e sindacato nazionale).
Sono questi gli elementi sui quali poggia solidamente la sua struttura, caratterizzata dalla specificità e dalla ricchezza dei contenuti, rivolti a quanti, professionisti e non, di questo mondo fanno parte. “Singolare” anche perché al tradizionale «Chi siamo», presente nella stragrande maggioranza dei siti web, si sostituisce un insolito «Chi è», sezione all’interno della quale viene presentata l’eclettica figura di Franco Abruzzo.
Calabrese di origine, giornalista professionista dal 1963, è, dal 1989, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, con un mandato rinnovatogli per ben sette volte (ma, si badi, non con elezioni “bulgare”: ha, difatti, sempre prevalso al termine di chiare competizioni contro le varie liste di opposizione che, di volta in volta – e in alcuni casi in modo anche molto agguerrito – si presentavano in alternativa alla sua).
Una vita per il giornalismo. L’evoluzione della professione giornalistica e il suo ancoraggio ai principi dell’indipendenza e della libertà di cronaca e di critica, la necessità di dar vita ad un nuovo modo di informare caratterizzato dal rispetto della deontologia e delle competenze specialistiche, la tutela della dignità della persona, sono le motivazioni che hanno animato le sue più intransigenti battaglie.
Docente di Diritto dell’informazione e dell’editoria all’Università “Iulm” di Milano e presso l’Università degli studi di Milano “Bicocca”, sostiene da sempre la necessità di uno stretto legame della professione di giornalista con l’università e le scuole di formazione riconosciute. Autore di numerose pubblicazioni – indispensabili “supporti” per giornalisti e aspiranti tali –, tra cui ricordiamo «Il giornalista, la legge e l’esame di Stato», edito dall'associazione “Walter Tobagi” per la formazione al giornalismo, ed il «Codice dell’informazione», pubblicato dal Centro di documentazione giornalistica, scrive regolarmente, su riviste sia cartacee che telematiche, di problemi legati alle professioni intellettuali e di temi giuridici d’attualità connessi al diritto di cronaca e di critica, nonché alla privacy e al diritto del lavoro giornalistico.
La professione “a portata di mouse”. Esperienza e professionalità dunque, liberamente fruibili dal navigatore che ha modo di raggiungere il sito, che si presenta curato e gradevole anche nella veste grafica e facilmente “percorribile” persino dai meno esperti, grazie ad un utile motore di ricerca interno. «Attualità», «Casagit», «Deontologia e privacy», «Dibattiti, studi e saggi», «I fatti della vita», «In primo piano», «Lavoro giornalistico e contratti», «Legislazione», «Previdenza 1», «Previdenza 2», «Previdenza 3», «Professione», «Storia del giornalismo», «Tesi di laurea sul giornalismo»: queste le tante aree di interesse, che attraversano in maniera trasversale il “pianeta giornalismo”. Ad esse si può accedere sia dall’home page che tramite il link «Documenti» – tranne che a «In primo piano», “cliccabile” solo dalla home –, all’interno del quale sono riportate in rigoroso ordine alfabetico, arricchito inoltre dalla sezione «Lettere».
Di grande utilità l’area «Legislazione», nella quale si dà risalto a particolari aspetti della normativa che disciplina l’attività giornalistica nel suo complesso. Ad esempio, un’accurata ricerca condotta dallo stesso Abruzzo analizza la figura del giornalista pubblicista e le modalità di iscrizione al relativo albo, alla luce della legge 69/1963 (istitutiva dell’ordine dei giornalisti), del regolamento per l’esecuzione della stessa e delle recenti sentenze. Attualissimo poi l’approfondimento sull’articolo 9 della legge 62/2005, che affronta le problematiche inerenti l’abuso di informazioni privilegiate in grado di influenzare l’andamento dei titoli quotati e che vede “nel mirino” anche i giornalisti.
In «Professione» si affrontano alcune tematiche legate a questo difficile mestiere: dal segreto professionale (di recente esteso dalla Cassazione «a tutte le indicazioni che possono condurre all’identificazione di coloro che hanno fornito fiduciariamente le notizie»), alla denuncia della “strana” combinazione tra informazione e pubblicità in merito ai servizi cosiddetti “redazionali”, ossia a quegli articoli, apparentemente dal carattere giornalistico-informativo, il cui unico fine è quello di sponsorizzare, “tra le righe”, prodotti o persone.
Di commistione tra informazione e pubblicità si parla anche nella sezione «Deontologia e privacy», in cui vengono presentati casi, sui quali si è pronunciato il già citato Ordine della Lombardia, che hanno visto protagonisti alcuni giornalisti di importanti testate. Questa pratica, purtroppo ampiamente diffusa, risulta assolutamente lesiva dell’immagine delle stesse testate, delle loro redazioni, della professione giornalistica e della sua autonomia, nonché dell’interesse dei cittadini a ricevere un’informazione corretta, distinta e distinguibile dal messaggio pubblicitario, che deve in ogni caso essere individuabile come tale.
Sempre nella stessa sezione, si affronta la delicata relazione tra privacy e giornalismo, attraverso un interessante approfondimento delle questioni più spinose (tutela dei minori, trasparenza delle fonti pubbliche, corretto uso di fotografie e foto segnaletiche, divieti e rischi della diffusione dei dati sulla salute, rapporto tra cronaca e giustizia, privacy “attenuata” per i personaggi pubblici, autonomia e responsabilità del giornalista, interesse pubblico ed essenzialità dell’informazione), oggetto di uno specifico documento emesso dal Garante della privacy in risposta ad alcuni quesiti posti dall’Ordine nazionale dei giornalisti.
I rischi del giornalista. E di segreto professionale si parla anche nello spazio dedicato a «Dibattiti, studi e saggi», in cui, partendo dall’esame di due diverse sentenze emesse sulla questione dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, se ne sancisce l’imprescindibilità ponendolo come base della garanzia al diritto all’informazione dei cittadini.
È di scena il “mobbing” nell'area «Lavoro giornalistico e contratti»: la dequalificazione professionale subita da una giornalista all’interno della redazione di un settimanale facente capo ad un noto gruppo editoriale, ha portato il tribunale di Milano a disporre il suo reintegro nelle mansioni originarie, la cancellazione dei provvedimenti disciplinari assunti a suo carico ed un risarcimento di ben trecentomila euro.
La riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa, contenuta in un disegno di legge già approvato dalla Camera dei deputati ed in attesa dell’approvazione del Senato, è oggetto di due interessanti approfondimenti realizzati dallo stesso Abruzzo nella sezione «Lettere». Per quanto riguarda l’aspetto penale del reato, scompare la sanzione del carcere sostituita con la pena della multa da 5.000 a 10.000 euro. L’offesa semplice, invece, è punita con la multa da 3.000 a 8.000 euro. In entrambi i casi di condanna e nell’ipotesi di recidiva «consegue la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista per un periodo da un mese a sei mesi». La previsione dell’interdizione automatica dalla professione è, per Abruzzo, una minaccia alla libertà dei giornalisti (che finirebbero per autocensurarsi) e al diritto costituzionale dei cittadini all’informazione. Da qui, l’auspicio della cancellazione del reato di diffamazione e del trasferimento, in sede civile, delle controversie per offesa all’onore. Ancor più grave poi, la possibilità per le aziende editoriali, di avviare, nei confronti dei redattori “interdetti”, il procedimento disciplinare previsto dall’articolo 7 dello «Statuto dei lavoratori» (legge 300/1970) con riferimento agli articoli 2104 e 2105 del «Codice civile», che prevedono, a carico del prestatore di lavoro, rispettivamente l’obbligo di diligenza e di fedeltà. I giornalisti condannati sono, dunque, di per sé inaffidabili e, quindi, possono non essere ritenuti degni dall’editore di restare nel collettivo redazionale. La riforma della diffamazione offrirebbe, così, agli editori “l’arma” (rappresentata appunto dalla sanzione del licenziamento) con la quale liberarsi dei giornalisti più scomodi e più “spericolati”.
Non solo attualità. Molto interessante anche lo spazio, all’interno del sito, dedicato alla pubblicazione di alcuni stralci per ora di solo due tesi di laurea legate al mondo del giornalismo: «I giornali studenteschi milanesi. 1945-1968» e «Tommaso Besozzi e la morte del bandito Giuliano».
Nella sezione «Storia del giornalismo» si può leggere l’omaggio di Abruzzo alla figura di Piero Gobetti: «Piero Gobetti, una lezione ancora viva. L’Italia ha bisogno di una rivoluzione liberale», in occasione del convegno sul centenario della sua nascita, promosso nel 2001 a Brescia e patrocinato dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Egli ne ricorda le straordinarie capacità di giornalista, di promotore di cultura, di teorico del liberalismo, di combattente delle libertà ed in particolare di quella di stampa, in una stagione tragica, quale quella fascista. E ne esalta il rigore morale, cui invita i giovani giornalisti a guardare come modello da imitare.
Ampia visibilità è data poi alle tante questioni che riguardano gli aspetti previdenziali legati alla professione giornalistica («Previdenza 1», «Previdenza 2» e «Previdenza 3») e all’assistenza integrativa («Casagit», link dedicato alla Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani).
E poi, tanti approfondimenti nelle sezioni «Attualità» e «I fatti della vita», dal discorso di Benedetto XVI agli esponenti del mondo della comunicazione – in cui il pontefice ha rinnovato loro l’invito a cercare la verità nel rispetto della dignità umana –, al rapporto tra diritto di cronaca e tutela dei minori, al legame tra diritto di cronaca e pubblicazione di immagini impressionanti o raccapriccianti.
Tra tante virtù... La professione giornalistica: un puzzle complesso abilmente ricostruito, nelle sue mille sfaccettature, attraverso le pagine – costantemente aggiornate – di questo sito. Un puzzle complesso, con il quale Abruzzo realizza un obiettivo non certo facile: “informare sul mestiere di informare”.
Un difetto? Eccolo: non sempre la divisione fra i vari link e la gerarchia fra gli stessi è perfettamente coerente. Se vogliamo, si tratta dell’altra faccia della medaglia che si coglie spesso nel caso di “indirizzi virtuali” a carattere personale. Una pecca che non si nota di certo nell’altro sito da lui gestito, quello dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia («www.odg.mi.it») che approfondisce, in un tradizionale stile più “istituzionale” (ma meno vivace), molte delle tematiche qui accennate. Sito sul quale qui non ci soffermiamo, in quanto questa – come si suol dire – “è un’altra storia”.
Sandra Migliaccio
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Lascia questa sera la presidenza dell’OgL dopo 18 anni. Franco Abruzzo saluta tutti i colleghi
Milano, 7 giugno 2007. Questa sera, Franco Abruzzo, dopo 18 anni, lascia la presidenza dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia di cui è consigliere dal 1986. Continuerà a servire l’ente e i giornalisti lombardi, Dio volente, ancora per tre anni come consigliere d’opposizione, l’unico. Ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Mi trovo in una posizione duplice: lascio la presidenza, dopo le elezioni di maggio, ma continuerò a far parte del Consiglio. Il mio primo pensiero va ai colleghi, a tutti i colleghi, amici e avversari, con uguale intensità. Mi hanno consentito, con il consenso elettorale e il dissenso legittimo, di maturare una esperienza unica sotto il profilo professionale, umano e sociale. Ho studiato in maniera appassionata, e continuerò a farlo, i problemi della categoria, dando un contributo, che, penso, resterà vivo. Parimenti il mio pensiero va ai colleghi, che, con me, primo Brunello Tanzi (vicepresidente dell’Ogl dal 1965 al 2004), hanno condiviso lavoro e valori, battaglie e delusioni. Il mio pensiero, non ultimo, va ai nostri impiegati e collaboratori, che hanno lavorato in questi lunghi anni con dedizione e impegno. Come presidente dell'Ordine, ho avviato una intransigente battaglia a favore del rinnovamento della professione giornalistica e per il suo ancoraggio ai principi della deontologia, dell'indipendenza e della libertà di cronaca e di critica. Ho portato avanti il principio dell'aggancio della professione giornalistica all'Università e alle scuole riconosciute dall'Ordine. Ho indirizzato l'azione concreta dell'Ordine della Lombardia in direzione della puntuale applicazione dei canoni deontologici e del rispetto delle regole contrattuali nelle redazioni attraverso l'iscrizione nel Registro dei praticanti di quanti, esercitando la professione in “nero”, vivono di giornalismo. La difesa del principio costituzionale della tutela della dignità della persona rimane un altro pilastro dell'azione sviluppata negli anni della mia presidenza. Sul tema della commistione informazione-pubblicità la mia azione è stata particolarmente intensa. In questi anni sono comparsi davanti al Consiglio i direttori dei più importanti quotidiani nonché i direttori dei più importanti periodici. Conosciamo dove sta di casa l’uguaglianza giuridica dei cittadini di fronte alla legge e in particolare, per i giornalisti, davanti alla legge professionale nonché alla legalità deontologica. Non abbiamo fatto sconti a nessuno. Anche questo dato contribuisce a rendermi orgoglioso del lavoro fatto. Grazie dell’attenzione e cordiali saluti a tutti”. (da: www.odg.mi.it)
NOTA - Franco Abruzzo, nuovo cellulare 3461454018 – telef/fax 022484456 – email: fabruzzo39@yahoo.it oppure fabruzzo39@gmail.com -www.francoabruzzo.it
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TESTIMONIANZE
Luciano Aiolfi: "Non bastano le parole"
Data: Thu, 7 Jun 2007 14:57:34 +0200 - Da: "Aiolfi, Luciano" - A: fabruzzo39@yahoo.it
Caro Presidente, Ci sono momenti nella vita professionale nei quali, incredibilmente, anche a un giornalista possono mancare le parole. Specie dopo l’annuncio, al mio rientro da un duplice intervento chirurugico del mese di maggio, che il nostro Abruzzo dovrà lasciare quello scettro di grande presidente che stringeva con onore e competenza tra le mani da così tanti anni, sempre portato dignitosamente insieme con la corona di spine derivanti da un incarico, mai interpretato per occupare o scaldare una sedia, ma fatto di tanti sacrifici, di tantissimo tempo speso per gli altri, di innumerevoli battaglie combattute e vinte per migliorare le condizioni di lavoro e lo stato sociale di noi giornalisti operanti in Lombardia. Non so che cosa diventerà il nostro Ordine regionale senza la tua guida, carissimo Presidente. E non voglio neanche pensarci. So però quanto grande sia il debito di riconoscenza che tutti noi giornalisti contrattualizzati di Reed Business Information dobbiamo al tuo impegno morale, alla tua dedizione e soprattutto alla tua indiscutibile competenza. Un grazie sincero allora a un grande uomo, perché onesto; a un grande giurista, perché fine conoscitore delle leggi e delle loro applicazioni; soprattutto a un grande amico dei giornalisti. Luciano Aiolfi
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Fabrizio De Marinis:
"Punto di riferimento contro le ingiurie e gli abusi dei
poteri trasversi, delle consorterie piagiste, dello squallore che ha
pervaso e pervade le redazioni spegnendo l'ingegno".
Data: Thu, 7 Jun 2007 13:05:01 +0200 - Oggetto: Fabrizio de Marinis - Da: "fdemarinis@inwind.it" - A: "fabruzzo39"
Caro Presidente, Rimarrai per tantissimi di Noi "Il Presidente". Sono lontano da Milano e non posso abbracciarti come dovrei. Ti giunga la mia più totale solidarietà e il mio affetto commosso. Sei stato una guida per moltissimi colleghi. Il punto di riferimento contro le ingiurie e gli abusi dei poteri trasversi, delle consorterie piagiste, dello squallore che ha pervaso e pervade le redazioni spegnendo l'ingegno. Appartengo a quell'Italia che da Fiume non ha mai ammainato gli stendardi di guerra, nè i sacri principi dell'onore, dell'integerrima azione, dell'esempio perchè la maestà della nostra Civiltà mai perda smalto. Ed è nel segno di questi Valori Egregio e Stimato Presidente che ti rendo l'Onore delle Armi nel momento in cui lasci l'incarico. Ne esci a fronte alta mentre l'osanna di molti e tanti colleghi ti accompagnerà nel saluto. Sei stato un amico solidale e attento e di questo ti ringrazio. Un esempio nei momenti di sconforto. Una presenza autorevole anche nelle sciagure private. Non sentirti mai solo nelle tue battaglie. Vigili sentinelle vegliano pronte in ogni istante alla sortita. Ti giunga ancora il mio fraterno abbraccio. Ardire non Ordire. Evviva Evviva Evviva! Fabrizio de Marinis
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Laura Mulassano: "Onore delle Armi! Grazie..."
Da: lauramulassano@libero.it A: fabruzzo39@yahoo.it - Oggetto: grazie - Data: Thu, 7 Jun 2007 12:57:23 +0200
Onore delle armi a un Presidente che sicuramente lascia un grande segno nella vita dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Desidero rivolgerti anche il mio personale ringraziamento per avermi avviato - in qualità di modesta allieva - nei difficili meandri delle leggi e dei doveri che riguardano la professione. Nella speranza di una collaborazione pacifica, corretta e fruttuosa, un cordiale saluto da Laura Mulassano
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Alfredo Leto: "Hai insegnato il rispetto della dignità umana!".
A: fabruzzo39@yahoo.it - Oggetto: Un sincero plauso - Data: Thu, 7 Jun 2007 11:57:41 +0200
Caro Presidente, pur appartenendo all’Ordine di Sicilia ho seguito costantemente l’attività dell’Ordine di Lombardia sotto la tua presidenza che ritengo sia stata sempre illuminata e motrice di rinnovamento e qualità. E il tuo merito principale, che giustamente ti onora, è stato quello di aver sempre avuto presente il principio del rispetto della dignità umana e di averlo rammentato a colleghi immemori e insegnato alle nuove leve professionali. Questo è il principio fondamentale su cui deve reggersi la professione giornalistica e vanno convertite quelle aree in cui, in omaggio al male interpretato dovere di informazione, si opera senza curarsi dei prevedibili effetti devastanti. In tanti anni di presidenza regionale hai dato all’intera categoria nazionale un alto apporto di idee, di proposte, di sviluppi positivi. Un così prezioso contributo è destinato a durare nel tempo e a favorire l’opera del nuovo Consiglio lombardo. Nel quale tu, anche da unico Consigliere di minoranza, ma il più quotato in dottrina, esperienza, saggezza, sarai una presenza autorevole, costante, attiva, e continuerai a dispensare sapere e consigli. Tutta la Categoria avrà ancora a lungo bisogno del tuo apporto. Non negarglielo. Con i migliori auguri e saluti, Alfredo Leto, giornalista in pensione di Messina
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2861
Il Quotidiano della Calabria
di domenica 9 novembre 2008
Il personaggio Franco Abruzzo
ex cronista ed esperto di diritto
Si definisce un «calabrese tosto».
Ha avviato grandi battaglie
per il rinnovo della professione
Di lui hanno scritto
«Le sue delibere
inno alla Costituzione»
L’ORACOLO DEI GIORNALISTI
di Romano Picaro
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