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Riforma professione
L'individuazione delle professioni spetta solo allo Stato. di Giovanbattista Tona www.ilsole24ore.com 14.12.2015  (14/12/2015)
La laurea triennale ed un master in giornalismo come requisiti minimi per accedere all'esame di giornalista professionista; una drastica riduzione del numero dei consiglieri nazionali dell'Ordine; un "giurì" per la correttezza dell'informazione e un nuovo schema di formazione professionale continua: sono i punti di forza della proposta di legge sulla riforma dell'Ordine dei giornalisti presentata alla Camera da Pino Pisicchio (Misto). La proposta di legge riprende il testo approvato alla Camera la scorsa legislatura.  (28/11/2014)
EDITORIA. LEGNINI: “L’ORDINE DEI GIORNALISTI DA RIFORMARE MA NON DA CANCELLARE. Opportunamente riformati tutti gli Ordini che hanno a che fare con materie di rilievo costituzionale (Sanità, giustizia, informazione) devono rimanere”. IN CODA un saggio di Franco Abruzzo sul tema.  (26/06/2013)
NON SI FERMA IL FURORE IDEOLOGICO CONTRO GLI ORDINI. Bersani: Professionisti come imprese. Monti: avanti con le liberalizzazioni. Giannino: liberalizzare rapidamente. Pdl: riconoscere le funzioni sussidiarie di pubblico interesse delle libere professioni di Luigi Berliri www.mondoprofessionisti.it  (13/02/2013)
Lettera aperta di Franco Abruzzo al primo ministro Mario Monti: “Gentile Presidente, la nostra Ue vuole che i professionisti abbiano almeno una laurea triennale alle spalle. Perché il suo Governo, con il dpr “Severino”, afferma che i giornalisti professionisti italiani possono essere tali anche con la quinta elementare? Il suo Governo umilia i giornalisti e li fa diversi rispetto a tutti gli altri professionisti privandoli di percorsi formativi universitari necessari per comprendere le realtà complesse del mondo del XXI secolo. Lei è un convinto europeista: è concepibile che non applichi le direttive comunitarie sul punto a una categoria professionale?” Franco Abruzzo: “L’assunto della ministra Severino è semplice: devono conseguire la laurea coloro che intendono accedere a un Albo per il quale già oggi la legge stabilisce l’indispensabilità della laurea. La legge professionale dei giornalisti non prevede tale vincolo e quindi per i giornalisti futuri non c’è obbligo di conseguire una laurea per iscriversi al Registro dei praticanti. La ministra Severino, avvocato, finge di non conoscere il diritto comunitario e la prevalenza delle direttive comunitarie sulla normativa interna degli Stati. Mi lasci dire, Gentile Presidente, che la ministra dimostra una inspiegabile ignoranza che offende l’intelligenza degli italiani. Le dia una girata, lei è un maestro di diritto comunitario”. Parere n. 2228 emesso dalla seconda sezione del Consiglio di Stato nell’adunanza 13 marzo 2002: la formazione universitaria, come vuole la Ue, si addice ai giornalisti.  (20/06/2012)
PROFESSIONI: ECCO COME CAMBIANO. Le leggi 148/2011, 183/2011, 214/2011 e 27/2012: in 8 mesi, dall’agosto 2011 al marzo 2012, la rivoluzione delle professioni intellettuali organizzate con gli Ordini e i Collegi ha richiesto 14 mosse, che sono altrettanti passaggi cruciali della storica svolta. Ordini e Collegi indeboliti dalla perdita della deontologia che passa ai “Consigli di disciplina”. Società tra professionisti (Stp) con soci esterni titolari del 33% del capitale. Negli Albi iscritto soltanto chi, laureato (come vuole la Ue), abbia superato l’esame di Stato. Praticantato possibile per i primi sei mesi (sui 18) nelle Università e, dopo la laurea, anche nelle Pa. Entro il 12 agosto 2012 i 28 Ordini e Collegi avranno una nuova legge sotto forma di Dpr: altrimenti decadranno le parti delle vecchie leggi in contrasto con il dl 138/2011. Gli Ordini e i Collegi si occuperanno in sintesi delle iscrizioni all’Albo e al Registro dei praticanti, della formazione, della pubblicità informativa degli iscritti e dell’esame di Stato. “L’accesso alle professioni è libero e il suo esercizio è fondato e ordinato sull’autonomia e sull’indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica del professionista”. di Franco Abruzzo consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e dell’Associazione lombarda dei Giornalisti.  (26/03/2012)
La professione giornalistica, come quella degli avvocati e dei medici, è nella Costituzione. La Costituzione e la Corte costituzionale disegnano una professione giornalistica come professione della libertà. di Franco Abruzzo consigliere dell’Ordine Giornalisti Lombardia e dell’Associazione lombarda dei Giornalisti.  (01/12/2011)
La riforma degli Ordini nella manovra Tremonti. Il decreto 138/11 convertito dalla legge 148/2011: estrapolate tutte le norme che riguardano le professioni. Il potere disciplinare passa ai “Consigli di disciplina”. Formazione continua una priorità forte. Nei guai chi emette fatture false. Tirocinio effettivo. Tariffe professionali. I commenti punto per punto dell’Ordine dei Giornalisti. IN CODA il testo del dl 138/2011 coordinato con la legge 148/2011 con in nero le parti che riguardano le professioni intellettuali organizzate con Ordini o Collegi.  (16/09/2011)
GIORNALISTI. Montecitorio: ok della Commissione Cultura alla RIFORMA dell’ORDINE. Nasce Giurì sulla correttezza. Consiglio nazionale con 90 membri contro i 150 di oggi. Sarà approvata in sede legislativa. In coda i 7 articoli della riforma. UNA LAUREA QUALSIASI - I praticanti in possesso di titolo di studio non inferiore al diploma di laurea triennale non sono tenuti a sostenere l'esame di cultura generale, - di cui al settimo comma dell'articolo 33 della legge 69/1963 -, ai fini dell'iscrizione al Registro. PUBBLICISTI DOPO UNA PROVA ORALE – L’iscrizione all’Albo subordinata anche al «superamento di un esame di cultura generale». CONSIGLIO NAZIONALE: sarà formato da 60 giornalisti professionisti e da 30 pubblicisti.  (10/02/2011)
La sentenza 11/1968 della Corte costituzionale sulla professione di giornalista. L’Ordine dei Giornalisti è legittimo A) perché “lascia integro il diritto di tutti di esprimere il proprio pensiero attraverso il giornale”. B) perché l’Albo è obbligatorio soltanto per coloro che “manifestano il pensiero” per professione. C) perché tutela, con la deontologia, “la libertà degli iscritti nei confronti del contrapposto potere economico del datori di lavoro”. D) perché “i poteri disciplinari conferiti ai Consigli non sono tali da comprometere la libertà degli iscritti”.  (20/11/2010)
Intervista a Italia Oggi del 28 luglio 2010 Maria Grazia Siliquini: “La riforma delle professioni si farà entro il 2012”.  (29/07/2010)
Presentata alla Camera. PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI PISICCHIO, ZAMPA, MAZZUCA, PIONATI, MERLO, GIULIETTI, RAO, SALVINI e LEHNER NORME RELATIVE ALLA RIFORMA DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI. Si tratta di una riforma profondamente innovativa, basata su tre punti cardine che modificano, rivoluzionandola, la legge istitutiva dell'Ordine risalente a 46 anni fa. I punti di forte innovazione riguardano l'accesso alla professione, lo snellimento del Consiglio Nazionale realizzato attraverso la sostanziale riduzione del numero dei consiglieri, l’importante modifica della composizione e delle procedure degli organi chiamati a giudicare sulle violazioni al codice deontologico.  (07/05/2009)
PROFESSIONE. Il Consiglio nazionale dell’Ordine approva la proposta di riforma dell’ente esponenziale dei giornalisti italiani. Accesso soltanto per via universitaria. Si tratta di una riforma profondamente innovativa, basata su tre punti cardine che modificano, rivoluzionandola, la legge istitutiva dell'Ordine risalente a 45 anni fa. I punti di forte innovazione riguardano l'accesso alla professione, lo snellimento del Consiglio Nazionale realizzato attraverso la sostanziale riduzione del numero dei consiglieri, l’importante modifica della composizione e delle procedure degli organi chiamati a giudicare sulle violazioni al codice deontologico. IL DOCUMENTO DEL CNOG. IL DIBATTITO NELLA CATEGORIA (documento di A&S e risposta)  (19/10/2008)
ANALISI. Lo “stato” dell’informazione* di Giuseppe Baiocchi  (16/10/2008)
INTERNET. GIORNALISMO ONLINE TRA NOVITA' E PRECARIATO  (14/10/2008)
Ordine dei giornalisti: la riforma va avanti. Accesso via università. Stretta sui pubblicisti. IN ALLEGATO IL DOCUMENTO DI INDIRIZZO PER LA RIFORMA DELL’ORDINE + la cronaca del dibattito al Cn (16 e 17 settembre 2008)  (20/09/2008)
RIFORMA DELL’ORDINE: meno consiglieri e giudizi più tempestivi ed equi. Professionisti: accesso con laurea triennale + biennio specialistico. Pubblicisti soltanto i portatori di esperienze. IN CODA la bozza della riforma  (07/07/2008)
Il Sole 24 Ore del 7.6.2008 Consulta su Stato-Regioni: Liguria censurata sui massaggi sportivi Quattordicesima sentenza in materia di Albi: le Regioni non possono istituire professioni. Questo compito spetta soltanto allo Stato.  (07/06/2008)
Tredicesima sentenza in materia di Albi: cancellata dalla Consulta una legge del Piemonte. Una Regione non istituisce professioni. E’ un compito esclusivo dello Stato.  (22/04/2008)
TRE PROGETTI A CONFRONTO. Professioni: elezioni vicine, Pd e An presentano i “manifesti” per la riforma. Cup - Il riordino degli Albi in diciannove tappe.  (02/03/2008)
Riforma delle professioni: PROPOSTA TESTO BASE DEI RELATORI On. Pierluigi Mantini et On. Giuseppe Chicchi. RELAZIONE sui “PRINCIPI FONDAMENTALI DELLE PROFESSIONI” .  (26/10/2007)
Parcelle consensuali, tirocini limitati a un anno, sistema duale, giustizia disciplinare affidata ad organismi esterni ai Consigli. Ingressi indiscriminati negli Albi a scapito della qualità e di un praticantato di durata ragionevole. La proposta di riforma delle professioni varata dal “Governo Prodi” volta le spalle alle regole comunitarie (con l’accesso aperto ai diplomati) e alle legge 4/1999 del “Governo D’Alema” Verrà favorita la trasformazione in associazioni per quegli ordini, albi e collegi già esistenti per i quali non ricorrano specifici interessi pubblici, che rendano necessario il ricorso al sistema ordinistico.  (16/09/2007)
Convegno di Bema, 7 luglio 2007 Società, Informazione, Giustizia Violenza negli stadi: la Giustizia e il ruolo dell’Informazione. di Piero Calabrò/giudice del Tribunale di Monza …………………………………. INDICE 1. Premessa. I fatti di Catania. 2.I nostri mass media e il richiamo all’esempio di altri Paesi. 3. L’informazione sull’operato della Giustizia. I decreti Pisanu e Amato. La disinformazione sull’operato della Giustizia ......................................................  (08/07/2007)
28 febbraio 2005-28 febbraio 2007: due anni di attesa! Dalla Fnsi appello al Governo per lo sblocco della vertenza contratto. Serventi Longhi: “Non ci può essere il silenzio delle istituzioni. Decideremo nuove iniziative di lotta”.  (28/02/2007)
La proposta di riforma delle professioni varata dal “Governo Prodi” volta le spalle alle regole comunitarie (con l’accesso aperto ai diplomati) e alle legge 4/1999 del “Governo D’Alema”. (In coda il testo del ddl)  (03/12/2006)
PROFESSIONI Veto del Ministro dell’Università blocca la "riforma" del Ministro della Giustizia Giornalisti professionisti e ministri. Mussi contro Mastella: “Sulle professioni intellettuali la competenza è soltanto mia” In allegato lo “Schema di disegno di legge di riforma degli Ordini professionali e di accesso alle professioni” preparato dal Ministro della Giustizia di Franco Abruzzo/presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia  (12/11/2006)
Professioni intellettuali.//// Il ministro Fabio Mussi ritira il “Dpr Siliquini”, ma annuncia alla Camera che recupererà le regole europee (laurea almeno triennale per l’accesso). Vuol dire che il praticantato verrà legato al possesso di un titolo universitario anche per i giornalisti.////////////// analisi di Franco Abruzzo presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia; docente a contratto di “Diritto dell’Informazione” presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e presso l’Università Iulm di Milano  (14/07/2006)
Il testo completo del bando (con le istruzioni) in allegato.//// Bando di concorso per l’ammissione al MASTER BIENNALE IN GIORNALISMO dell’Università Cattolica di Milano e al relativo praticantato giornalistico. Anni Accademici 2006/2007 e 2007/2008  (01/07/2006)
ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA LOMBARDIA/// Assemblea degli iscritti all’Albo di Milano. Circolo della Stampa, 23 marzo 2006. Dopo cinque anni di battaglie il giornalismo professionale approda ufficialmente in Università. Eppure questo cammino è iniziato nel 1930. Una storia vecchia, ma ancora senza la parola “fine”. Relazione di Franco Abruzzo /presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia  (23/03/2006)
Parere del Consiglio di Stato sul “regolamento Siliquini”: il giornalismo professionale mette un piede in Università, ma resterà in vita il vecchio accesso legato ai diplomi.  (16/03/2006)
PROFESSIONI – Colto un primo successo significativo, ma rimane “torbido e pesante” il clima attorno alla nuova disciplina regolamentare dell’esame di Stato di 21 Ordini e Collegi. Pubblicato (era ora!) il “dlgs La Loggia”: spianata la strada a una rapida approvazione del “dpr Siliquini” sul nuovo esame di Stato. Frattanto la legge 27/2006 chiede la laurea agli enologi e agli infermieri. La sentenza 40/2006 della Consulta: “Spetta soltanto allo Stato decidere sulle professioni intellettuali” intervento di Franco Abruzzo presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e docente a contratto di Diritto dell’Informazione presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e presso l’Università Iulm di Milano  (23/02/2006)
Decreto legislativo n. 30/2006. I principi fondamentali in materia di professioni: “La legge statale definisce i requisiti tecnico-professionali e i titoli professionali necessari per l'esercizio delle attività professionali”  (08/02/2006)
E', comunque, una prima splendida vittoria! Pubblicato il dlgs La Loggia  (08/02/2006)
D.M. 22-10-2004 n. 270. Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei  (22/10/2004)




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