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I fatti della vita
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La Corte dei Conti comunica
il risultato del controllo
eseguito sulla gestione
finanziaria dell’Istituto per il 2009:
“Le risultanze finali della
Gestione sostitutiva dell’Inpgi
paiono consolidare, anche
con miglioramenti di non poco
rilievo, i dati dell’esercizio precedente”
Secondo la Corte, vi sono ancora elementi di preoccupazione – “di cui l’Istituto è ben consapevole” – che, tuttavia, vanno ricollegati soprattutto all’andamento demografico e alla crisi del mercato editoriale. Fattori questi che non possono non avere una influenza diretta sull’equilibrio gestionale dell’Inpgi. Permangono, quindi, quegli elementi di criticità già evidenziati dall’ultimo bilancio tecnico che richiedono – secondo la Corte - “un’assidua vigilanza, indispensabile per l’adozione degli interventi correttivi che si rilevassero opportuni”, anche alla luce di quelle che saranno le risultanze del nuovo bilancio tecnico attuariale. “Vengono confermate - afferma il presidente Andrea Camporese - le preoccupazioni per le note criticità che comunque interessano un arco temporale circoscritto a venti anni”. IN CODA la Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola” (INPGI), per l’esercizio 2009 (trasmessa alle Presidenze delle due Camere). (09-08-2010)
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PUBBLICITÀ: +9,7% in giugno,
EFFETTO MONDIALI CALCIO
sulla TV e sulla RADIO.
Variazioni appena positive per quotidiani (+0,5%), cinema (+0,3%), cards (+0,3%), mentre chiudono in calo free press (-8,2%) e periodici (-9,1%). (02-08-2010)
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CALTAGIRONE SPA: RICAVI
SEMESTRE STABILI,
MOL SALE A 66,6 MILIONI.
Il risultato operativo, si legge in una nota, cresce da 15,3 a 17,1 milioni, mentre il risultato netto passa da un rosso di 8,1 milioni ad un dato positivo di 2,5 milioni. “Nell'editoria, nonostante la forte incertezza che continua a caratterizzare il mercato, la rigorosa politica di controllo dei costi ha già prodotto significativi risultati che si rifletteranno anche sui mesi successivi”. (30-07-2010)
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GUIDO BERTOLASO.
Lettera aperta alle
donne e agli uomini
della Protezione Civile:
“Mi sento come un alluvionato”.
Sotto accusa il modo di
fare informazione con
le intercettazioni usate
dalla stampa come prova
assoluta e insuperabile.
(Ma Ordine ed Fnsi hanno qualcosa da dire?)
“Discuto, invece, come tutti coloro che si sono trovati nella situazione nella quale ora mi trovo, sul sostanziale silenzio che sembra generale consenso che copre la diffusione di carte, registrazioni, documentazione raccolta dai magistrati a fini processuali, ancora ovviamente tutta da verificare, che arriva alla stampa e ai media….. Su questo fronte si apre la seconda iniziativa giudiziaria di cui sono oggetto. Da giorni i giornali titolano non sospetti su di me, ma certezze, pubblicano intercettazioni usandole non come elementi indiziari ma come prove di colpe commesse, di fatto dando una immagine complessiva della rete dei corrotti e corruttori, di cui sarei parte, magari non proprio protagonista, ma sicuramente parte. Tutto ciò avviene mentre la magistratura sta ancora, semplicemente, indagando, per capire se ci siano elementi per trasformare i sospetti in prove…..Nei processi mediatici la verità è l’ultima cosa che interessa, si cercano emozioni, pruderie, notizie sfiziose sui difetti, le debolezze, le leggerezze, ma soprattutto si cerca e si riesce, gettando fango, di sfigurare il profilo di ogni persona investita da questa tempesta provocata ad arte. L’innocente e il colpevole diventano irriconoscibili, sotto la maschera inzaccherata, e l’accusa trionfante diventa il verdetto: “Sono tutti sporchi uguale!””. (18-02-2010)
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DOCUMENTO FNSI.
“Tagli all’editoria: sale
la preoccupazione per i
giornali di partito, di
cooperative, di minoranze
linguistiche, no profit e di
idee. Si apre una grande
vertenza nazionale”.
A rischio100 testate, circa
4mila lavoratori (mille cronisti)
e il pluralismo informativo.
Pronte iniziative clamorose.
Iniziative clamorose che saranno comunicate all'ultimo momento, incontri con le più alte cariche istituzionali, un faccia a faccia entro tre giorni con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, una manifestazione a Roma: è un calendario di lotta quello messo a punto oggi in un incontro tra la Fnsi, i Comitati di Redazione delle testate di partito, cooperative, delle minoranze linguistiche, no profit e di idee, esponenti di Mediacoop, della Slc-Cgil, del Sinagi e di Articolo 21. Tutti contro il taglio dei fondi pubblici a questi giornali deciso dalla Finanziaria. La Fnsi - si legge in una nota - conta anche su un appello dei parlamentari, con la sensibilizzazione dei candidati alle imminenti elezioni regionali. Ipotizzate pagine di informazione specifica sulla carta stampata, sollecitata l'attenzione concreta del servizio pubblico, previsti spot su radio e tv locali. Forme di intervento che dovranno essere attivate già a partire dai prossimi giorni. In coincidenza cioè del passaggio del decreto milleproroghe alla Camera che dovrebbe accogliere l'emendamento bipartisan per il ripristino del diritto soggettivo delle testate a ricevere i fondi. Emendamento non accolto al Senato dove il milleproroghe è passato con un voto di fiducia. Qualora l'emendamento non fosse recepito - annuncia il fronte contro i tagli - la pressione dovrà proseguire per sfruttare ogni altro possibile testo parlamentare nel quale inserire il ripristino del diritto soggettivo. «Si apre - si legge nella nota - una grande vertenza nazionale. Non si possono cambiare le regole a partita in corso, tanto più, mentre si sta discutendo in Parlamento del nuovo regolamento per l'editoria e di stati generali di settore. Lo stop ai tagli deve essere anche un'operazione di buon senso». (Ansa, 15/2/2010)
Fini: “La Presidenza del Consiglio è in ritardo sul disboscamento delle testate. Ho avuto rassicurazioni da Tremonti per il 2010”. (15-02-2010)
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“Battere la solitudine!”
Iniziativa firmata
da Paolo Chiarelli
e Fulvio Bruschetti
Progetto dell’Alg chiede
all’Inpgi l’acquisto
di miniappartamenti
per pensionati “single”
o per coppie di anziani.
“In Lombardia, a fine 2009, i pensionati erano 1576 di cui 869 maschi e 707 femmine. Gli ex contrattualizzati (art. 1) 1.124 di cui 850 solo a Milano, mentre i vedovi/e erano 452, di cui 49 maschi e 403 femmine. Di fronte a questi numeri, basterebbe un 10 per cento di colleghi bisognosi di una casa accogliente e ad affitto equo e solidale per dar vita al primo nucleo di 8-10 mini appartamenti. Attraverso questo progetto, i giornalisti ospiti, a fronte di un esborso mensile di poco più di 1.500 euro (comprendenti l’affitto e il costo dei servizi garantiti da una Società specializzata in questo settore), avrebbero un’assistenza continua che va dalla fornitura dei pasti, ai cambi della biancheria e alle pulizie degli alloggi e degli spazi comuni, inclusa la gestione del tempo libero”. TESTO IN ALLEGATO (28-01-2010)
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INPGI/1 – L’assestamento
al bilancio preventivo 2009
presenta un avanzo
di euro 80,943 mln
(ed è di 69,702 mln
l’avanzo della gestione
previdenziale: + 5,166 mln
rispetto alle previsioni).
“In riferimento ai contributi dell'anno occorre considerare che la crisi del settore ed i conseguenti piani di riorganizzazione aziendali, sia pure con onere a carico dello Stato, hanno comportato una riduzione della massa retributiva imponibile, con conseguente stallo del trend di crescita delle retribuzioni. In particolare la previsione si assesta a 413,355, con un aumento di 0,200 mln pari allo 0,05% rispetto a quanto preventivato”. L'onere per il trattamento di disoccupazione stimato in assestamento in 10,400 mln segna un aumento di 1,100 mln pari all'11 ,83%. Gli organi dell’ente sono costati nel 2009 euro 1.623.300 contro 1.822.843 euro del 2008 con un calo delle uscite per 199.543 euro. I contributi alle Associazioni regionali della stampa sono cresciuti di 96.233 euro passando da 1.943.767 euro del 2008 a 2.040.000 euro del 2009 con un incremento del 4.95%. (10-12-2009)
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Libertà di informazione?
Bonaiuti: “Mai messa in
discussione. Nel 2009 il
Dipartimento editoria
ha erogato 206 milioni
di euro per contributi
diretti alla stampa”.
“Abbiamo sostenuto - ha aggiunto Bonaiuti - 450 testate, tra cui anche "L'Unità" con 6,3 milioni di euro, "Il Manifesto" con 4,3 milioni, "Avvenire" con 6 milioni, "Europa" con 3,5 milioni, "Il Riformista" con 2,5 milioni, "Il Foglio" con 3,5 milioni, "Libero" con 7 milioni. Sono stati erogati 21 milioni per contributi alle emittenti radiofoniche. Vogliamo aggiungere anche i rimborsi delle tariffe postali agevolate? Bene, abbiamo distribuito 273 milioni di euro. Anche a giornali che non sono ritenuti fiancheggiatori del governo". Bonaiuti ha criticato: "Voi state qui e protestate contro l'infrazione della libertà di stampa, mentre l'Agcom ci ha lodato per sensibilità istituzionale e trasparenza". Gratis copie di giornali a un certo numero di giovani meritevoli sotto i 18 anni. (01-10-2009)
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Bocca contro i Cc.
Abruzzo risponde
a Marco Travaglio:
“La vendetta della
mafia non è affidata
soltanto alle lupare”.
Anche la calunnia
è un’arma micidiale.
“Nella guerra contro la mafia, l’Arma annovera 33 caduti tra i quali il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Quando si parla dell’Arma, prima di lanciare accuse gratuite e diffamatorie, bisogna sempre tenere presenti anche gli altri Carabinieri caduti nel corso di quasi due secoli: da Pastrengo al Podgora, da Culqualber a Nassirya. Non si può difendere chi ingiustamente ha attribuito ai carabinieri comportamenti pavidi e collusi con la mafia, dimenticando che il figlio di Ciancimino e Riina sono stati ammanettati (con sodali e parenti) dai carabinieri. La vendetta della mafia non è affidata solo alle lupare”.
“Presumo che Travaglio, impegnatissimo in mille incarichi professionali, non abbia letto l’articolo di Bocca. Bocca, infatti, ha “accusato (i carabinieri) in blocco di colludere con la mafia”, quando afferma:….” (22-08-2009)
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Se per colpa della crisi
il giornalismo piange,
Tv e web di certo non ridono
La chiusura di giornali, anche piccoli, scalfisce ed incrina uno dei beni pubblici per eccellenza: la democrazia. Lo diceva Thomas Jefferson oltre 200 anni fa. Le aziende stanno spendendo meno in campagne pubblicitarie - il discorso vale anche per la maggior parte dei cosiddetti "big spender", con in testa Wind, Unilever, Vodafone, Ferrero e Volkswagen - e il solo mezzo che dimostra di essere in attivo è il Web, che segna un incremento nei primi cinque mesi del 7,8%. Per Tv e stampa il bilancio è in profondo rosso: -14,8% di entrate per il piccolo schermo (il dato comprende sia i canali generalisti che quelli a pagamento) e -25,1% per quotidiani e periodici.
di Giuseppe Pennisi
per www.loccidentale.it (15-08-2009)
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"Il Domenicale" (n. 30/2009).
Clamoroso caso di
pogrom sindacale.
A chi non van giù
i giornalisti israeliani?
….….Ma se ormai la Ifj è ridotta al rango di una copia occidentale, sul piano dei rapporti interni, nello stile burocratico di lavoro, e nella visione del mondo di quella che fu la vecchia organizzazione filosovietica dei giornalisti, che aveva sede a Praga, tanto vale abbandonarla al proprio destino.
(IN CODA: Il gruppo "Non in mio nome", a cui aderiscono quasi duemila tra giornalisti e lettori, aperto lo scorso 14 luglio su Facebook per contestare il provvedimento, ufficialmente adottato (all'unanimità) per il mancato pagamento delle quote di adesione, si rivolge a Franco Siddi e Roberto Natale, chiedendo "di prendere pubblicamente le distanze da una decisione vergognosa e inaccettabile dalla società civile").
di ANDREA MORIGI (25-07-2009)
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CONTRATTO.
Referendum. Appena 3.329
votanti in tutt’Italia
(su 34.115 aventi diritto):
vince il “fronte del sì”
con il 59,7% dei voti.
La prevalenza dei sì è netta
tra i contrattualizzati,
i pensionati e gli autonomi.
Clamoroso flop dell’appello
del “fronte del no” (che ha
lanciato via internet più
comunicati dei voti incassati).
Le ragioni dell’insuccesso:
interessi contrastanti
tra giovani e “anziani”.
Gli attacchi irragionevoli
non hanno fatto presa.
I giovani giornalisti hanno mollato gli anziani, perché hanno capito di avere destini diversi: chi va in pensione lascia il posto libero. Che potrebbe essere occupato in tempi brevi da chi oggi è in attesa di entrare nelle redazioni.
Bisogna intendersi anche sulla portata del referendum: se avesse efficacia revocatoria dell’accordo firmato con la controparte, la Fnsi si condannerebbe in futuro all’inerzia. Nessuna controparte tratterebbe con la piazza. E’ giusto, invece, che il risultato del referendum abbia una valenza politica nel senso che, in caso di una vittoria schiacciante dei “no”, la dirigenza federale ne avrebbe dovuto trarre le conseguenze (con le dimissioni e l’indizione del congresso), rimanendo, comunque, in vigore l’accordo sottoscritto con la Fieg e ratificato a livello governativo. Il risultato, invece, ha premiato il vertice della Fnsi. Adesso pensiamo a far rispettare le clausole contrattuali. Questa è la scommessa.
NOTA di FRANCO ABRUZZO (07-06-2009)
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Corte costituzionale (sentenza
108/09 e ordinanza 158/2009).
Professioni: gli esami di Stato
già superati restano validi
quando l’ammissione all’orale
sia stata decisa dal Tar.
La prova orale positiva
assorbe la prova scritta
giudicata con voto negativo.
(In coda sentenza e ordinanza)
"L'articolo 4 (comma 2 bis) del decreto legge n. 115 del 2005 (poi convertito dalla legge n. 168 del 2005) estende agli esami di abilitazione professionale un principio già elaborato dalla giurisprudenza amministrativa per gli esami di maturità (secondo il quale la prova orale positiva assorbe quella scritta giudicata con voto negativo, ndr)”. La legge è stata difesa dall’Avvocatura generale dello Stato; al riguardo si legge nella sentenza: “L'Avvocatura afferma l'infondatezza della questione, osservando che la disposizione impugnata è stata concepita come una norma di sanatoria, da valutare alla luce della relativa giurisprudenza costituzionale, che non esclude in via di principio le leggi di sanatoria, ma le sottopone a un rigoroso scrutinio di costituzionalità (sentenze nn. 14 del 1999, 94 del 1995, 402 del 1993, 474 del 1988, 100 del 1987). La disposizione impugnata, introdotta per esigenze organizzative e di celerità, per evitare gravi disfunzionalità e consolidare posizioni acquisite, sarebbe coerente con i principi stabiliti da questa giurisprudenza”.
(a cura di FRANCO ABRUZZO) (25-05-2009)
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Agcom: stop ai
processi show in tv.
I diritti inviolabili
della persona
pietra angolare del
lavoro giornalistico.
Ordine dei giornalisti, Fnsi, Rai, Mediaset ed emittenti radio tv hanno firmato il Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive. Il Codice trova fondamento nei diritti - garantiti dalla Costituzione - di libertà di espressione del pensiero da un lato e di rispetto dei diritti della persona dall’altro, riconoscendo la necessità di piena esplicazione del diritto di cronaca degli operatori dell’informazione e, nello stesso tempo, l’inderogabile dovere di rispettare nell’esercizio di tale funzione informativa, i diritti alla dignità, all’onorabilità e alla riservatezza delle persone.
L'informazione sulle vicende giudiziarie in corso dovrà rispettare i diritti inviolabili della persona, rendere chiare le differenze fra cronaca e commento, fra indagato, imputato e condannato, fra accusa e difesa, e adottare modalità che consentano un'adeguata comprensione. Sarà l'Authority a irrogare le sanzioni nei confronti delle emittenti radiotelevisive, che a loro volta potranno rivalersi sui presunti responsabili (registi, programmisti registi, autori testi, presentatori, conduttori, showman, ecc.) che fino ad oggi la passavano franca. In caso di trasgressione da parte dei giornalisti le eventuali sanzioni resteranno, invece, affidate esclusivamente al giudizio dell'Ordine regionale territorialmente competente.
IN CODA LA REPLICA DI PIERLUIGI FRANZ AL
PRESIDENTE DEI CRONISTI GUIDO COLUMBA (25-05-2009)
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Rcs/Nel primo trimestre
perde 40,7 mln,
taglia costi
per 200 milioni
in Italia e all’estero,
in tutte le voci
compreso il lavoro.
Il Cdr del Corriere, che ha incontrato i vertici dell'azienda, non ha ottenuto, secondo quanto informa, «lo spaccato dei costi» ma ha saputo che nell'area editoriale e redazionale dei quotidiani è previsto un taglio sui costi fra il 20 e il 25%, con risparmi sia sui costi del lavoro e dei collaboratori, sia su quelli editoriali, di beni e servizi e di marketing. (15-05-2009)
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Il nuovo Contratto
dei giornalisti “spiegato”
da Guido Besana
Il nuovo CNLG contiene praticamente intatti gli articoli a tutela delle redazioni dei contratti precedenti, dalla clausola di coscienza all'articolo 34 sui CdR, dal 42 sulle tecnologie al 43 sulle sinergie e così via. All'articolo 1, la cui applicazione viene prevista per tutti i media, viene tolto il riferimento all'allegato N e il secondo paragrafo contiene come prima il fondamentale richiamo alla legge sull'ordinamento della professione. Quest'ultimo riferimento poi è stato introdotto anche nell'articolo 6 in relazione alle figure di direttore, condirettore e vicedirettore, che sono quindi in primo luogo sottoposti alla deontologia professionale, e poi al rapporto con l'editore. Veniamo a una disamina per temi, ricordando prima una realtà che è bene tenere presente: sono circa 2100 le aziende, comprese le pubbliche amministrazioni, che impiegano regolarmente giornalisti con contratto di lavoro subordinato, con una media inferiore agli 8 giornalisti per azienda. (05-05-2009)
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“IL Giornalista pensionato” n. 2/2009.
PICCOLA ANALISI DEL
NOSTRO MONDO E DELLE
SUE ISTITUZIONI L’INPGI
VA FORTE CASAGIT UN PO’
MENO. Il contratto è un
misterioso oggetto del desiderio:
quando sembra sempre più vicino,
improvvisamente si allontana –
Adesso si sta parlando di quattrini.
“Diverso, purtroppo molto diverso, il discorso che riguarda la Casagit. Il nostro ente sanitario integrativo ha il fiatone. Tutti siamo rimasti di sasso quando abbiamo saputo la verità sui bilanci, quella verità che per troppi anni ci hanno nascosto: eravamo convinti di avere un ente solido, con tante riserve accantonate, capace di affrontare con scioltezza le difficoltà di questi anni senza contratto e di costi sanitari aumentati. Ma non era così. E nessuno ci viene a dire, almeno: “Scusate, ho sbagliato”. La colpa è sempre di qualcun’altro, magari di chi s’è fatto qualche visita di troppo. Chi “comandava”, invece, (come le tre scimmiette) non vedeva, non sentiva e, soprattutto, se ne stava zitto. Adesso vengono i “giri di vite”, i “risparmi”, i “risanamenti” e, (guarda che fantasia) gli aumenti dei contributi”.
di GIUSEPPE ISELLI (13-03-2009)
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CRONISTI ALL’ATTACCO.
Processi in Tv: no alla censura
scritta nel “Codice Agcom
di autodisciplina”.
I giornalisti non possono
essere complici di un altro
bavaglio alla libertà stampa.
In base al testo del codice su cui si sta lavorando, i partecipanti all'avventura avviata da mesi - Rai, Mediaset, La7, Sky, Frt, Aeranti, e altre aziende del settore, più Fnsi e Ordine - si "obbligano" a costituire una associazione che ha il compito di vegliare sul rispetto del codice e di comminare "le relative sanzioni a carico dei trasgressori". Di quale natura e di che entità queste sanzioni siano, peraltro, non è indicato: ci saranno e basta. Trasgressori tremate. (29-01-2009)
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CONTRATTO. Le assemblea della
Commissione Contratto e dei CdR
(10 e 11 dicembre 2008).
Cdr e fiduciari di redazione
alla Fnsi: “Proseguire
senza alcuna esitazione
il negoziato, respingendo
le provocazioni della Fieg”.
Disponibilità per le “iniziative
di lotta ritenute necessarie”
Il segretario generale Siddi ha spiegato che punti centrali della trattativa, «condivisi con convinzione» dai Cdr, sono: «patto generazionale, tutela dell'occupazione, tutela sindacale e tutela del lavoro nelle nuove realtà multimediali». La conferenza ha quindi confermato «la ferma volontà di giungere in tempi rapidi alla firma di un contratto», che tuteli le fasce più deboli e garantisca il potere di acquisto degli stipendi. In coda:
a) IL DOCUMENTO FINALE DELLA CONFERENZA DEI CDR.
b) Raccomandazione (in 4 punti) alla Giunta della Fnsi da parte di esponenti dei Cdr di Messagero, Repubblica, Corriere della Sera, Giorno, Mattino di Napoli e Stampa.
c) La cronaca ("minuto per minuto") della riunione della Commissione contratto e dell'assemblea dei Cdr curata da "SenzaBavaglio.info".
d) Donati: "Non vedo prospettive di una conclusione rapida".
Stato di agitazione immediato proclamato dal Coordinamento Espresso-Repubblica-Finegil. (11-12-2008)
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CASAGIT. CDA:
entro 10 giorni i primi
interventi di riordino
del sistema contributivo
e del regime
delle prestazioni.
Saranno chiesti sacrifici
anche pesanti: i giornalisti
pagheranno gli
errori degli amministratori.
Gli interventi «terranno anche conto dei differenti livelli di reddito, privilegiando l'assistenza diretta ma lasciando alla libera scelta la possibilità di usare come sempre le convenzioni in regime di assistenza indiretta». Sarà esaminato attentamente, inoltre, anche il sistema dei Poliambulatori, che hanno una gestione onerosa. Ridotto da due anni a tre mesi, a far data dal 1° gennaio 2009, il tempo utile per presentare le richieste di rimborso, contenendo tutte le spese non indispensabili. L'investimento in obbligazioni Lehman Brothers riguarda il 2,7% del capitale. Assemblea dei delegati il 27 novembre. Articolo di Andrea Leone (www.fnsi.it): “Dovremo realizzare un risparmio del 10%, buona parte del quale necessariamente ricadrà sugli assistiti. L'alternativa, conti alla mano, è che tra tre-quattro anni la Casagit chiuda”. (06-11-2008)
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