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Diritto di cronaca
La Suprema Corte assolve il direttore de Il Messaggero dal reato di diffamazione. Ricorso inammissibile: doveva essere sottoscritto solo dai difensori della parte offesa. In tema di diritto di cronaca giornalistica, la verità della notizia mutuata da un provvedimento giudiziario sussiste qualora essa sia fedele al contenuto del provvedimento stesso.  (16/01/2017)
I limiti imposti dalla Corte Edu a sanzioni pecuniarie e risarcimenti nei confronti dei giornalisti. Riproponiamo la sintesi della relazione svolta dalla professoressa Marina Castellaneta durante il convegno “Una legge per fermare le querele temerarie”, organizzato da Fnsi e Articolo21 il 14 dicembre 2016, a Roma.  (12/01/2017)
Censura/Bavagli nelle pubbliche amministrazioni. Alla faccia della trasparenza. di Paolo Brogi/articolo 21  (24/05/2016)
Facebook, insultare in bacheca è diffamazione aggravata. Lo ha deciso la Cassazione. La Suprema Corte applica l'aggravante dell'offesa a mezzo stampa a un caso di ingiurie sui social. Protagonista il presidente della Croce Rossa Italiana. di fattoquotidiano.it  (02/03/2016)
Risarcimento per danno da diffamazione a mezzo stampa: una ricerca empirica. A svolgerla è stato il professor Morris L. Ghezzi, docente di sociologia del diritto e direttore scientifico dello studio Martinez&Novebaci. Questa la principale evidenza: se a portare in tribunale giornalisti e direttori di testata è un magistrato, è molto probabile che il risarcimento ottenuto sarà più alto rispetto a quello che potrebbe avere un politico o un comune cittadino. L'autore ha rilevato, in via empirica, due elementi: la quantificazione economica media del risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa e la durata dei relativi procedimenti, analizzandoli sotto il profilo degli attori della causa, cioe giudici, politici e persone comuni. Il campione individuato, anche se anonimo, è particolarmente indicativo: sono infatti stati presi in esame i 407 procedimenti (162 in sede civile e 245 in sede penale) in cui una delle principali aziende editoriali italiane è stata coinvolta in seguito a querele per diffamazione nel corso di 6 anni ( tra il 1/1/2000 ed il 31/12/2006). I soggetti promotori di queste azioni giudiziarie sono stati o magistrati o politici o comuni cittadini.  (13/02/2016)
La Convenzione europea dei diritti dell’uomo non protegge affermazioni offensive soprattutto quando le modalità e i tempi amplificano l’impatto offensivo delle dichiarazioni. Giusta la condanna per diffamazione. di www.marinacastellaneta.it  (12/02/2016)
Mons. Angelo Becciu (Sostituto della Segreteria di Stato): "Il processo 'vatileaks' accerterà il metodo dei giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi. Il dibattimento nel tribunale dello Stato Pontificio punta a chiarire il modo con cui hanno ricevuto le notizie". Ma «hanno tutto il diritto di pubblicare le notizie che ricevono».  (28/12/2015)
Messaggio inviato in occasione dei seminari per giornalisti (dal titolo 'La censura in maschera') organizzati dall'Associazione Ossigeno per l'informazione. SERGIO MATTARELLA: "Anche nelle società più avanzate sul piano dei diritti umani e civili, esistono condizionamenti politici, economici, professionali che costituiscono un ostacolo a una piena realizzazione della libertà di espressione e un oggettivo limite del diritto dei cittadini a essere informati. Ma, per una informazione davvero libera e indipendente, non si può prescindere dai giornalisti, dal loro coraggio, dalla loro consapevolezza, dal loro spessore etico, frutto anche di una corretta formazione deontologica".  (16/12/2015)
REGGIO CALABRIA. Giornalista 81enne,invalido, arrestato. Deve scontare 2 anni 11 mesi e 16 giorni di reclusione "per il reato di diffamazione a mezzo stampa e per non avere rivelato chi gli ha fornito alcune notizie". L'ordine è del Tribunale di Catania che non conosce la giurisprudenza sul punto della Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo. Ironica dichiarazione di Enzo Iacopino (presidente del Cnog): "Con il suo arresto l'Italia è più al sicuro". IN CODA 4 sentenze di Strasburgo.  (12/12/2015)
La libertà di stampa prevale anche se il titolo è aggressivo, dirompente o forte. di www.marinacastellaneta.it  (20/11/2015)
Diffamazione. I “paletti” che limitano la discrezionalità dei giudici nazionali. LA CORTE UE: NO A CONDANNE PENALI PER L’INFORMAZIONE. di Marina Castellaneta Il Sole 24 Ore 9.7.2015  (10/07/2015)
CAMERA DEI DEPUTATI - Via libera in terza lettura alla legge che modifica le norme sulla diffamazione, LA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA e l'ingiuria. Con 295 voti favorevoli, 116 astenuti e 3contrari, l'aula ha approvato il testo che passa nuovamente al Senato. Insieme alla maggioranza hanno votato a favore Sel e Forza Italia. Ideputati di Area popolare, M5S e Lega Nord si sono astenuti. Niente più carcere per i giornalisti, multe da 5mila a 50mila euro. Introdotto l'obbligo di rettifica senza commento. Soppressa la norma sul diritto all'oblio. Pubblichiamo il resoconto stenografico del dibattito.  (24/06/2015)
La pubblicazione di atti di interesse collettivo - L'IDEA SBAGLIATA DI RESTRINGERE IL DIRITTO DI CRONACA - Le proposte sul tavolo per le intercettazioni rischiano di danneggiare giornalisti e giudici di Caterina Malavenda* Corriere della Sera 7.3.2015  (07/04/2015)
Il garante della privacy sul diritto all’oblio: deve essere bilanciato con il diritto di cronaca.  (31/03/2015)
Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti: sì alla tutela della privacy, no alle leggi bavaglio.  (25/03/2015)
MAFIA. FRANCO ROBERTI: “PINO MANIACI ESEMPIO DI GIORNALISTA CHE FA IL SUO DOVERE FINO IN FONDO”.  (06/12/2014)
REATO DI DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA/RIFORMA - Legge n. 47/1948 sulla stampa: proposta di modifica elaborata da Franco Abruzzo nel 2000 e ancora attuale. Una nuova legge sulla rettifica: va affermato il principio secondo il quale la persona offesa che non abbia chiesto la pubblicazione di una rettifica o smentita della notizia lesiva non può chiedere il risarcimento del danno lamentato in conseguenza della stessa. Il ruolo sul punto dei presidenti dei Consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti. La “trappola” dell’articolo 2947 del Cc: questa norma espone giornalisti ed aziende al rischio di vedersi citare in giudizio, anche a distanza di 7-10 anni, per fatti remoti e sui quali il giornalista non ha conservato alcuna documentazione. Molto opportunamente il “progetto Passigli” riduceva l’azione di risarcimento a 180 giorni. Bisogna includere, per evitare disparità di trattamento, i giornali online nel concetto di stampa o stampato di cui all’articolo 1 della legge 47/1948 sulla stampa. IN ALLEGATO E IN CODA la proposta punto per punto.  (02/06/2013)
GIORNALISTI. L’OSCE ALL’ITALIA: NO AL CARCERE PER LA DIFFAMAZIONE, IL PARLAMENTO DEPENALIZZI IL REATO. LETTERA DEL RAPPRESENTANTE PER LA LIBERTA’ DEI MEDIA AL MINISTRO DEGLI ESTERI EMMA BONINO DOPO IL CASO PANORAMA  (29/05/2013)
GIORNALISMO/ PROCEDIMENTO PENALE/PRIVACY di Vittorio Lo Fiego, avvocato in Milano Sommario 1. Premessa. 2. La pubblicità degli atti, dei documenti e delle notizie di un procedimento penale. 3. L’accesso del giornalista agli atti, ai documenti e alle notizie riguardanti un procedimento penale. 4. La tutela della privacy. 5. Le conseguenze per l’illecita acquisizione e pubblicazione degli atti, dei documenti e delle notizie di un procedimento penale. 6. Conclusioni.  (23/12/2010)
Informazione e dignità, se Calabrò fissa i confini "Solo la verità processuale dopo un giudizio definitivo può privare l'uomo di dignità e onorabilità". Anche la relazione di Francesco Pizzetti merita una lettura più attenta.  (06/07/2010)
INTERCETTAZIONI. Tutto quel che c’è da scoprire nel “ddl Alfano” in 6 articoli di FRANCO ABRUZZO. Anche il testo del ddl approvato dal Senato.  (15/06/2010)
Intercettazioni:Il testo del ddl Alfano approvato il 10/6/2010 dal Senato  (11/06/2010)
INTERCETTAZIONI, Con il “ddl Alfano” i cronisti possono raccontare le indagini per “riassunto” (oggi è possibile solo nel “contenuto”). E’ un indubbio passo in avanti. Restano i 30 giorni di arresto (più l’ammenda da 1000 a 5mila euro) per chi pubblica arbitrariamente atti di un procedimento penale di cui è vietata per legge la pubblicazione. Intercettazioni pubblicabili, - come vuole anche la sentenza 59/1995 della Consulta per quelle presenti nel fascicolo processuale -, dopo la conclusioni delle indagini preliminari: chi sgarra rischia da 6 mesi a 3 anni di reclusione. Editori senza sanzioni se organizzano corsi di formazione per i redattori e una catena di controllo efficace sulle notizie messe in pagina. Anche questo è un fatto fortemente positivo. IN CODA PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE GLI ARTICOLI DEL DDL CHE RIGUARDANO I GIORNALISTI. LE MODIFICHE SONO IN NERO (NELLA VERSIONE APPROVATA DAL SENATO IL 10/6/2010). IN ALLEGATO TUTTO IL TESTO DEL DDL. nota tecnica di FRANCO ABRUZZO  (11/06/2010)
INTERCETTAZIONI. Con il “ddl Alfano” i cronisti possono raccontare le indagini per “riassunto” (oggi è possibile solo nel “contenuto”). E’ un indubbio passo in avanti. Restano i 30 giorni di arresto (più l’ammenda da 1000 a 5mila euro) per chi pubblica arbitrariamente atti di un procedimento penale di cui è vietata per legge la pubblicazione. Intercettazioni pubblicabili, - come vuole anche la sentenza 59/1995 della Consulta per quelle presenti nel fascicolo processuale -, dopo la conclusioni delle indagini preliminari: chi sgarra rischia da 6 mesi a 3 anni di reclusione. Editori senza sanzioni se organizzano corsi di formazione per i redattori e una catena di controllo efficace sulle notizie messe in pagina. Anche questo è un fatto fortemente positivo. Fnsi e Ordine, invece della protesta sterile e retorica, devono preoccuparsi di far tutelare la dignità delle persone innocenti e anche indiziate (che non sono ancora da ritenere colpevoli). Ma anche i colpevoli meritano il rispetto che spetta a ogni persona umana. Il diritto di cronaca ha i suoi limiti interni: il rispetto appunto della dignità della persona e della verità sostanziale dei fatti. Gli abusi della libertà di stampa non hanno cittadinanza in nessun paese civile dell’Occidete democratico e liberale. IN CODA PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE GLI ARTICOLI DEL DDL CHE RIGUARDANO I GIORNALISTI. LE MODIFICHE SONO IN NERO (NELLA VERSIONE APPROVATA DAL SENATO IL 10/6/2010). IN ALLEGATO TUTTO IL TESTO DEL DDL. E` vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto, delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misure cautelari: di tali atti è tuttavia consentita la pubblicazione nel contenuto dopo che la persona sottoposta alle indagini o il suo difensore abbiano avuto conoscenza dell’ordinanza del giudice. Sanzioni amministrative (da 25.800 a 310mila euro) per l’impresa multimediale in relazione alla violazione dell’articolo 684 Cp (pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale). La salvezza (per gli editori) è l’adozione di un modello organizzativo, che preveda anche la formazione continua dei giornalisti e il funzionamento di una catena di comando efficace nei controlli dei testi messi in pagina o mandati in onda. Questa è una norma che riempie una lacuna: la formazione continua prevista dall’articolo 45 del Cnlg non è stata mai attuata. I 2,5 milioni di gettito per la formazione (collegati all’art. 116 della legge 388/2000) vanno per ora all’Inpgi in mancanza di una intesa Fnsi/Fieg. Il ddl prevede, inoltre, una sanzione pecuniaria fino a 500 quote (per 775mila euro) a chi viola l'articolo 377-bis del codice penale (induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria) e anche una sanzione di 300 quote (per 465mila euro) per la pubblicazione arbitraria di intercettazioni acquisite in un procedimento penale. Le rettifiche dovranno essere pubblicate per intero e senza commenti. Sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali loro affidati. I giornalisti rischiano la sospensione cautelare dall’esercizio della professione fino a tre mesi nota tecnica di FRANCO ABRUZZO  (11/06/2010)
Diffamazione, la lezione USA. (Le differenze fra la giurisdizione USA e quella europea continentale, in particolare italiana). By Paolo Costa  (11/06/2010)
Limiti a stampa e tv: le regole all’estero Nella Repubblica Ceca la legge più severa: carcere fino a 5 anni e multa fino a quasi 200 mila euro al giornale. GB: Già nel 1993 i giornali, pubblicarono le telefonate fra Carlo e Camilla  (21/05/2010)
LIBERTA' STAMPA. RSF: LE MAFIE ITALIANE TRA I "40 PREDONI" dell’informazione operanti nel mondo  (03/05/2010)
Diritto di cronaca: riflessioni sulla professione di giornalista. (ricerca di Franco Abruzzo in www.francoabruzzo.it)  (25/02/2009)
Informazione. Natale (Fnsi): vale per tutti la presunzione d'innocenza.  (30/12/2008)
GARANTE PRIVACY. Proteggere l’identità delle donne vittime di violenza Occorre evitare la pubblicazione di dettagli che violino riservatezza e dignità.  (19/12/2008)
Cassazione penale (sentenza 34940-08) Esimente del diritto di cronaca e di critica.  (14/11/2008)
Tribunale di Roma. L’identità personale lesa dalla falsità di una notizia  (08/10/2008)
La legge sulla stampa (47/1948) commentata con la giurisprudenza articolo per articolo.  (06/01/2008)
N. 4/2007 di “Diritto Comunitario e Internazionale” (supplemento bimestrale di “GUIDA AL DIRITTO”) DIFFAMAZIONE. Nella giurisprudenza (secondo Costituzione) il diritto di cronaca cede il passo alla dignità della persona “E’ dovere primario ed insopprimibile del giornalista, anche se collegato ad organi di stampa di partiti politici, esercitare con assoluta correttezza il diritto di cronaca, nel senso di riportare le notizie in maniera assolutamente fedele, spogliandosi, in tale fase, della propensione verso determinate ideologie, di qualunque natura siano; al giornalista è consentito soltanto nella fase in cui proceda a commentare la notizia, esercitando il diritto di critica, d'esprimere le proprie convinzioni personali, in forma anche polemica ed aspra, purché non venga offesa la reputazione altrui”. Ricerca di Franco Abruzzo  (19/10/2007)
Sentenza della Cassazione civile che è una svolta rilevante. Diffamazione: Bruno Vespa risarcito dal Gruppo Espresso. Il giudice civile non può infliggere la sanzione pecuniaria. Il direttore di “Venerdì” non sostituisce il direttore responsabile del quotidiano “la Repubblica”.  (09/08/2007)
USA: AI BLOGGER LE STESSE TUTELE DEI GIORNALISTI. Lo prevede una nuova legge, bipartisan, che ha cominciato il suo iter al Congresso Usa il primo agosto – Il voto contrario del governo Bush - I blogger possono essere considerati giornalisti e come tali hanno diritto alle relative tutele professionali, per esempio quando si tratta di mantenere il segreto rispetto a una fonte confidenziale. I blogger possono essere considerati giornalisti e come tali hanno diritto alle relative tutele professionali, per esempio quando si tratta di mantenere il segreto rispetto a una fonte confidenziale. L’importante è che la loro sia un’attività retribuita e non semplicemente un hobby. Lo stabilisce una nuova legge che ha appena iniziato il suo iter al Congresso degli Stati Uniti.  (04/08/2007)
Giornali e giornalisti: perquisizioni a raffica. E’ ora di dire “basta!”. Violate la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e le sentenze (Goodwin e Roemen) della Corte di Strasburgo. I giudici nazionali sono tenuti ad applicare le norme della Convenzione secondo i principi ermeneutici espressi dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo.  (01/08/2007)
In coda il testo della sentenza 25138/2007 della V sezione penale della Cassazione (che ha assolto Vittorio Feltri). E’ una sentenza che segna una svolta radicale nella storia giudiziaria del nostro Paese. Il vento di Strasburgo ha scosso i Palazzi della Capitale italiana: così per i giornalisti è aria nuova. La Cassazione ha chiarito che “la libertà di manifestazione del pensiero garantito dall'art. 21 della Costituzione e dall'art. 10 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee o critiche su temi d"interesse pubblico, senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche”. “I giornali sono cani da guardia della democrazia e delle istituzioni (anche giudiziarie)”. Si afferma finalmente in Italia la visione americana del ruolo della stampa. Botta micidiale indiretta al “ddl Mastella” sulle intercettazioni (che protegge i politici di destra e sinistra dalle “curiosità” dei cronisti). La sentenza recupera, ed era ora, la giurisprudenza della Corte dei diritti dell’Uomo.  (16/07/2007)
Intercettazioni. Salvi: “Attenti a sentenza della Corte europea. E’ vincolante anche per l’Italia”.  (03/07/2007)
Dalla Corte (di Strasburgo) dei diritti dell’uomo parte un forte monito al Parlamento italiano chiamato a decidere sul “ddl Mastella” sulla pubblicazione delle intercettazioni. Politici meno potetti rispetto all’uomo della strada. Il diritto dei cittadini di conoscere i fatti prevale sempre sulla segretezza delle carte processuali. ………………………… IL SOLE 24 ORE del 21 giugno 2007 Corte Ue. Prevale l'informazione Libertà di stampa più forte dell'istruttoria SEGRETO LIMITATO: due giornalisti francesi avevano rivelato il sistema di intercettazioni illegali durante la presidenza di Mitterand  (01/07/2007)
INTERCETTAZIONI. FNSI: è sciopero entro fine mese. Il "ddl Mastella" inciampa al Senato..  (20/06/2007)
Intercettazioni. Abruzzo: “Diciamo no al progetto Mastella”  (19/06/2007)
Relazione sulle 70 sentenze emesse dalla Corte d’Appello Civile di Milano nel trien-nio 2003–2004- 2005 in materia di diffamazione a mezzo stampa. In particolare, i procedimenti di diffamazione esaminati hanno riguardato articoli diffusi dalle se-guenti testate: Corriere della Sera (20%), Il Giornale (13%), Panorama (12%), L’Indipendente (6%), il Mondo (4%), Il Giorno (3%), Il Giornale di Lecco (3%), Oggi (3%), Epoca (3%) altre testate con un caso per ciascuna (33%). Diffamazione: tre anni di tempo per la sentenza civile di appello Per quanto concerne la tipologia degli articoli e/o servizi diffamatori si è potuto ri-scontrare che nel 47% dei casi la portata diffamatoria dei “pezzi” incriminati riguar-dava la cronaca dei fatti, nel 36% concerneva interviste e solo nel 16% investiva e-spressioni di critica: il residuo 1% riguardava lesioni del diritto all’immagine. a cura di Sabrina Peron ed Emilio Galbiati, avvocati in Milano  (13/06/2007)
Sentenza (Dupuis c. Francia) del Tribunale di Strasburgo dei diritti dell’Uomo (7 giugno 2007) Pubblicazione di atti processuali (intercettazioni illegali) coperti dal segreto istruttorio: preminente la libertà di stampa. ………………………………….… In coda il testo integrale della sentenza ……………………………………………  (07/06/2007)
INTERCETTAZIONI: SCONTRO SUL CARCERE AI GIORNALISTI. OGGI ESAME DELLA CAMERA. FI PUNTA SU VOTO SEGRETO. La Cdl (in particolare An e Forza Italia) propone una pena detentiva anche fino a un anno, mentre l'Unione punta all'applicazione dell'articolo 684 del codice penale, quello che prevede l'arresto fino a 30 giorni o l'ammenda da 51 a 258 euro.  (16/04/2007)
INTERCETTAZIONI: finta lite tra Unione e An/Fi. Sinistra e Destra sono d’accordo: anni di galera ai cronisti che pubblicano le “carte” dei giudici. Non è il caso che la Fnsi proclami uno sciopero immediato? I direttori dei grandi giornali dormono: non è il momento di alzare la voce sull'inciucio Prodi/Berlusconi/Fini? Serventi Longhi: reagiremo  (03/04/2007)
INTERCETTAZIONI. SCONTRO TRA I POLI SULLE SANZIONI PER I GIORNALISTI. AN E FI INTENZIONATI A RENDERE PIU' PESANTI PENE DETENTIVE E PECUNIARIE. Gli altri argomenti: editoria, flessibilità e contratto.  (30/03/2007)
DIFFAMAZIONE TRAMITE MASS-MEDIA. Analisi di 195 sentenze emesse nel triennio 2003-2005 dalla Corte d’Appello penale di Milano. I più colpiti da querela sono gli articoli di cronaca (nel 44% dei casi), quindi gli articoli di critica (40%) ed infine le interviste (per il restante 16%)  (26/02/2007)
LECCO. Medici e cronisti in guerra. Ospedale, cittadini e incidenti stradali: la libertà di cronaca non è sempre prevalente sulla privacy dei pazienti (meno tutele solo ai personaggi pubblici).  (12/02/2007)
Tribunale di Lecco: un giudice caccia dall’aula i cronisti, ma il processo non è pubblico? Abruzzo: “Un episodio gravissimo. Il pubblico è rimasto in aula, i cronisti buttati fuori. Chiedo al Csm, al presidente della Corte d’Appello e al Procuratore generale di intervenire. La decisione è un attentato alle libertà costituzionali e al diritto dei cittadini all’informazione! Il giudice Laura De Dominicis ha commesso un abuso abnorme e intollerabile. Che farà l’Anm?”.  (08/02/2007)




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