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Corte di Strasburgo
STRASBURGO – SENTENZE. La Convenzione e la Corte europea dei diritti dell’uomo ampliano il diritto di cronaca (“dare e ricevere notizie”) e proteggono il segreto professionale dei giornalisti. Il giudice nazionale deve tener conto delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo ai fini della decisione, anche in corso di causa, con effetti immediati e assimilabili al giudicato: è quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 19985 del 30/9/2011. (In coda la raccomandazione R7/2000 sul segreto professionale dei giornalisti approvata dal Consiglio d’Europa). Il Consiglio d’Europa, nella raccomandazione R(2000)7 sulla tutela delle fonti dei giornalisti, ha scritto testualmente: «L'articolo 10 della Convenzione, così come interpretato dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo, s'impone a tutti gli Stati contraenti». Su questa linea si muove il principio affermato il 27 febbraio 2001 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo: ”I giudici nazionali devono applicare le norme della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo secondo i principi ermeneutici espressi nella giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo” (in Fisco, 2001, 4684). Questo assunto è condiviso pienamente dalla Corte costituzionale: le sentenze di Strasburgo hanno un peso ineludibile nel sistema giudiziario italiano. Si legge nella sentenza 39/2008 della Consulta: “Questa Corte, con le recenti sentenze n. 348 e n. 349 del 2007, ha affermato, tra l'altro, che, con riguardo all'art. 117, primo comma, Cost., le norme della CEDU devono essere considerate come interposte e che la loro peculiarità, nell'ambito di siffatta categoria, consiste nella soggezione all'interpretazione della Corte di Strasburgo, alla quale gli Stati contraenti, salvo l'eventuale scrutinio di costituzionalità, sono vincolati ad uniformarsi…Gli Stati contraenti sono vincolati ad uniformarsi alle interpretazioni che la Corte di Strasburgo dà delle norme della Cedu (Convenzione europea dei diritti dell’Uomo)”. Dal 1° dicembre 2009 la Carta dei diritti fondamentali della Ue e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) fanno parte della Costituzione europea (Trattato di Lisbona) e sono direttamente applicabili dai giudici e dalle autorità amministrative italiani. di FRANCO ABRUZZO (dal 1989 al 2007 presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia)  (07-10-2011)
Corte di Strasburgo. Giornalisti. La sanzione sproporzionata limita la libertà di stampa. IL PRINCIPIO - Per scagionare il giornalista dall'accusa di diffamazione il giudice deve solo verificare se il comportamento professionale è stato corretto di Marina Castellaneta per Il Sole 24 Ore 17/7/2011  (20-07-2011)
IL SOLE 24 ORE del 23 febbraio 2009. Diritti dell'uomo. Strasburgo condanna la Finlandia. La libertà di stampa vince sulla privacy. Compito del giornalista: Corte europea e giudici nazionali non possono verificare se è necessario o meno pubblicare una foto o una notizia di MARINA CASTELLANETA  (23-02-2009)
La sentenza in allegato. L'articolo ripreso da www.osservatoriosullalegalita.org Libertà di stampa: la Corte dei diritti dell'uomo condanna l'Italia di Gabriella Mira Marq  (23-07-2008)
Giornalisti: Corte diritti dell’uomo condanna il Belgio sul “caso Tillack” (perquisizioni contro il diritto alla protezione delle fonti fiduciarie). .....ma i giudici italiani continuano ad ignorare Strasburgo! In coda massima e sentenza  (27-11-2007)
Strasburgo batte Roma Il legislatore italiano deve rispettare i vincoli derivanti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo nell’interpretazione datane dalla Corte europea (Corte costituzionale n. 348 del 24 ottobre 2007, pres. Bile, red. Silvestri).  (06-11-2007)
Il diritto di cronaca vince 4 volte a Strasburgo (Corte dei diritti dell'uomo)  (16-09-2007)
NOVITA' EDITORIALI. IL DIBATTITO E L'EVOLUZIONE DEI DIRITTI UMANI E LA LORO LENTA AFFERMAZIONE DAL XVI SECOLO  (08-07-2007)
Risposta a Giancarlo Zingoni (Il Giorno/Il Resto del Carlino /La Nazione del 15 gennaio 2006: ”Porte chiuse a molti se il giornalista è dottore”). Giornalisti sospesi tra terza media e laurea. “L’attività giornalistica è oggi professione. La professione richiede un bagaglio culturale specifico per il suo espletamento”. Parola di Consiglio di Stato. Se il giornalista è dottore la professione è più libera. ---------------- di Franco Abruzzo presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. ----------------------------------------------------------------------------------. PROFESSIONI - Il “dlgs La Loggia” in via di pubblicazione nella “Gazzetta Ufficiale”: “Spetta solo alla legge statale la tutela delle professioni. Il Governo ha il potere di disciplinare l’esame di Stato”. La professione giornalistica (italiana) riconosciuta a livello comunitario con i Dlgs 277/2003 e 319/1994. ------------------------------------- Analisi di Franco Abruzzo/ presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia; docente a contratto di Diritto dell’informazione presso l’Uni verità di Milano Bicocca e presso l’Università Iulm di Milano  (15-01-2006)
Professioni, intesa nella Ue. Gli Ordini restano in piedi  (16-05-2005)
Relazione del presidente Franco Abruzzo: “Informazione-pubblicità: sulla commistione appello al buon senso degli editori affinché acquistino consapevolezza dei danni provocati ai media sul piano della credibilità e scrivano con l’Ordine nuove regole, ma ineludibili”  (10-04-2005)
Giornalisti, segreto ampio  (14-06-2004)
I giornalismi  (12-01-2004)
“Professioni, decide solo lo Stato”. (Giornalisti vicini alla laurea). Siliquini: gli esami di Stato alla riforma-bis entro maggio  (12-01-2004)
Diffamazione, nuova proposta allontana l'ipotesi della galera  (07-11-2003)




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