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FNSI-Giornalismo dipendente
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Manifesto in 31 punti.
E’ nato il MIL (Movimento
“Informazione e Libertà”).
Assemblea il 14 ottobre 2010 (h. 20.30 – Circolo della Stampa di Milano) degli amici e dei simpatizzanti del Movimento per decidere sulla partecipazione alle elezioni sindacali del 26/27/28/29 novembre.
Centralità della deontologia – Giornalisti solo per via universitaria – Conferma del praticantato d’ufficio soprattutto per i pubblicisti che vivono di giornalismo - “Banchieri, giù le mani dai giornali” - “La pubblicità stia al suo posto e non sostituisca l’informazione” -“Si pubblica tutto ciò che non è temporaneamente vietato dal Gip, salvaguardando la dignità della persona e la verità sostanziale dei fatti” - Dobbiamo tornare a fare inchieste, che facciano male a qualcuno - Garantire ai redattori addetti al desk, come prevede il Cnlg, il diritto alla firma almeno settimanalmente - Tabella di compensi relativi agli articoli, ai servizi giornalistici e fotogiornalistici depositata presso le Camere di commercio e che valga come uso o consuetudine - Attuazione dell’articolo 45 (“Aggiornamento culturale e professionale”) del Cnlg con il gettito assicurato dall’articolo 116 della legge 388/2000 oggi incamerato dall’Inpgi in mancanza di un’intesa Fnsi/Fieg: è una priorità la costituzione del “Fondo nazionale paritetico interprofessionale per la formazione continua dei giornalisti” - Creazione della figura del “MEDIATORE” all’interno dei Consigli dell’Ordine prevista dal dlgs 28/2010 per risolvere in via “amichevole” le vertenze civili (status professionale, deontologia, tariffe, lavoro autonomo, diffamazione a mezzo stampa, abusivismo, rettifiche e periodici tecnici) - Ritorno all’Inpgi pubblico?
di FRANCO ABRUZZO
presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 15/5/1989 al 7/6/2007 (10-06-2010)
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Battere la solitudine!”
Iniziativa firmata
da Paolo Chiarelli
e Fulvio Bruschetti
Progetto dell’Alg chiede
all’Inpgi l’acquisto
di miniappartamenti
per pensionati “single”
o per coppie di anziani.
“In Lombardia, a fine 2009, i pensionati erano 1576 di cui 869 maschi e 707 femmine. Gli ex contrattualizzati (art. 1) 1.124 di cui 850 solo a Milano, mentre i vedovi/e erano 452, di cui 49 maschi e 403 femmine. Di fronte a questi numeri, basterebbe un 10 per cento di colleghi bisognosi di una casa accogliente e ad affitto equo e solidale per dar vita al primo nucleo di 8-10 mini appartamenti. Attraverso questo progetto, i giornalisti ospiti, a fronte di un esborso mensile di poco più di 1.500 euro (comprendenti l’affitto e il costo dei servizi garantiti da una Società specializzata in questo settore), avrebbero un’assistenza continua che va dalla fornitura dei pasti, ai cambi della biancheria e alle pulizie degli alloggi e degli spazi comuni, inclusa la gestione del tempo libero”. TESTO IN ALLEGATO (28-01-2010)
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EDITORIA.
Lo stato di crisi (articoli 35
e 37 della legge 416/1981).
Il ministro del Lavoro
Maurizio Sacconi
spiega con decreto
le procedure semplificate
per la concessione della
Cigs (Cassa integrazione
speciale) anticamera
dei prepensionamenti.
Parificate alle grandi aziende
quelle con meno di 15 dipendenti.
Per ciascuna unità produttiva i trattamenti straordinari di integrazione salariale possono avere una durata complessiva superiore a trentasei mesi nell'arco di un quinquennio.
"La situazione di crisi può essere valutata anche in base al calo delle vendite o alla contrazione degli investimenti pubblicitari o alla diminuzione dell'attività produttiva. Ll'avvenuta contrazione degli indicatori può essere valutata anche per gli effetti che si verificheranno per l'impresa nel periodo immediatamente successivo all'istanza. Deve essere presentato, da parte dell'impresa, un piano di risanamento con l'indicazione delle iniziative intraprese o da intraprendere idonee al superamento della crisi. Deve essere predisposto un piano di gestione delle eventuali eccedenze di personale. Ciascuna domanda di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale straordinaria è riferita ad un periodo massimo di dodici mesi. E’ previsto un prolungamento di sei mesi e poi di altri sei mesi subordinato all’esito degli accertamenti svolti dal Servizio ispettivo delle competenti Direzioni provinciali del lavoro sulla regolare attuazione del programma di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale. Il programma deve essere indirizzato ad interventi specifici, che prevedano investimenti coerenti con lo stato di crisi anche prospettica in cui versa l'azienda e idonei agli interventi che si intendono realizzare, anche con riferimento, per le aziende editoriali, agli interventi volti a favorire la riorganizzazione dell'assetto redazionale; deve individuarsi il rapporto tra le sospensioni e gli interventi programmati, specie per le modalità di attuazione e i tempi di realizzazione; deve essere esplicitato il piano delle sospensioni e della gestione delle eventuali eccedenze; possono essere indicati, altresì, adeguati interventi di formazione volta a favorire la realizzazione del programma presentato; devono essere indicate le modalità di copertura finanziaria degli investimenti".
SEGUE IL TESTO DEL DECRETO. (18-12-2009)
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Numero 38 (aprile 2008) del
“Giornale di Socrate al Caffè”
GIORNALISTI AL BIVIO.
Lo scontro con gli Editori
per il contratto di lavoro
le “caste”, il mega-establishment
e le incognite della flessibilità.
Oggi chi è il giornalista?
Un’appendice del computer.
Questa è la realtà dei grandi giornali nazionali, a sentire ciò che si racconta. Non dei piccoli quotidiani di provincia, però, che hanno mantenuto un certo spirito del giornalismo originario, anche se stanno cambiando pelle. Il lettore, dicono i sociologi, è di due tipi fondamentali: quello che “non legge” e quello che “legge”. Il lettore del secondo tipo, che in Italia, secondo statistiche conta su 2-3 milioni di persone, vorrà sempre di più giornali specializzati negli esteri, nella politica nazionale e internazionale, nella società, nel costume, nel clima, nello spettacolo. (29-04-2008)
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