Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
  » Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Scuole di Giornalismo e Università
Stampa

IFG “CARLO DE MARTINO”:
la convenzione tra l’Ordine
lombardo e l’Università statale
è scritta, ma il Consiglio è spaccato
sull’entità del contributo preteso
dall’Ateneo (200mila euro),
mentre la crisi dei mass media
dal 2003 ad oggi ha mandato in
frantumi il “sogno” di tanti giovani
diventati professionisti. Gli assunti
sono pochissimi, mentre i precari
formano un reggimento. Possono
le scuole dell’Ordine sfornare solo
precari? O è meglio ridurle da 18 a
6 (tre a Milano e tre a Roma), negando
il praticantato alle altre 12?
E’ urgente una decisione drastica.

L’Ordine deve rispondere a una domanda che viene dal basso: gli euro versati dagli iscritti, come quota annuale, possono essere spesi per coloro che diventeranno giornalisti o devono essere spesi per coloro che sono già giornalisti e che sono senza lavoro? All’Ordine anche il sindacato chiede di finanziare corsi sofisticati di aggiornamento professionale che possano dare una speranza a chi oggi è disoccupato.

di Franco Abruzzo


Milano, 2 marzo 2009. Il destino dell’Istituto “Carlo De Martino” per la Formazione al Giornalismo (meglio noto  come “Ifg De Martino”) è appeso a un esile filo. L’accordo, sotto forma di convenzione della durata biennale, in questi giorni è stato raggiunto tra il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e il rettore della Università Statale. Ma sulla convenzione il Consiglio dell’Ordine sarebbe spaccato, mentre i revisori dei conti nutrono forti perplessità almeno su un passaggio del patto, che implica uscite consistenti. Il 4 marzo la convenzione verrà esaminata dal Consiglio di presidenza dell’Associazione “Walter Tobagi” per la Formazione al giornalismo (“Afg Tobagi”), l’ente senza scopo di lucro che, per conto dell’Ordine, gestisce l’Ifg De Martino. La parola definitiva sarà pronunciata dal Consiglio dell’Ordine, che, con la Regione Lombardia, ha finanziato l’Afg e che, dopo il ritiro della Regione Lombardia, rimarrà da solo a sostenere economicamente l’Afg. Nel 2008 l’Ordine ha sborsato 250mila euro e quest’anno ne dovrà scucire altri 80/90mila. Il  passaggio della convenzione, che fa discutere e divide,  è  racchiuso nell’articolo 6:


“L’Università mette a disposizione del corso per master aule per lezioni e seminari, gli spazi, i supporti tecnologici e i servizi amministrativi e tecnici  attualmente utilizzati dalla Scuola, nonché le testate giornalistiche edite autonomamente dalla Scuola medesima, comprendenti un quotidiano on-line, con radio e televisione, e un periodico quindicinale, assicurando inoltre i finanziamenti necessari per il suo funzionamento.


L’Associazione “Walter Tobagi” si impegna a contribuire agli oneri connessi al funzionamento del corso per master, fornendo un vice-direttore dei laboratori e delle testate, dedicato all’attività pratico-professionale del master a tempo parziale per non meno di cinque mezze giornate settimanali, e una unità di personale amministrativo a tempo pieno, scelti d’intesa con il Direttore della Scuola. L’Associazione si impegna inoltre a finanziare, direttamente o con fondi acquisiti da terzi, 5 vouchers biennali per ciascun biennio attivato, che coprano un importo pari alla metà della tassa di iscrizione prevista per gli studenti ammessi al master”.


Il secondo comma dell’articolo 6 va tradotto in numeri:  la retribuzione del vicedirettore  avrebbe un costo  pari a quello dell’attuale direttore dell’Ifg De Martino, cioè 65mila euro all’anno, mentre il costo  dell’unità di personale amministrativo è sui 37.500 euro. Il totale fa 102.500 euro all’anno Il costo dei 5 vouchers (“buoni formativi”) è di 97.500 euro pari alla metà del gettito (195mila euro) delle rette pagate dai 30 allievi/praticanti (ognuno dovrà versare 6.500 euro all’anno). Il contributo dell’Ordine, quindi, dovrebbe ammontare a 200mila euro. Ma non è finita: la convenzione presuppone che l’Associazione “Walter Tobagi” per la Formazione al Giornalismo (“Afg Tobagi”) mantenga la sede attuale di via Filzi 17 con il personale, si presuppone, che ne garantisca l’operatività. Accade, però, che in quella sede l’Afg, in base a un accordo con la Regione Lombardia, possa rimanere soltanto fino al dicembre 2010. La Regione ha già venduto l’immobile. Prendere in affitto locali di 600 mq (per farne quale uso?) comporterebbe una uscita di almeno 250/350mila euro all’anno. L’articolo 7 della Convenzione recita: “L’Università e l’Associazione si impegnano reciprocamente a consentire alle persone coinvolte nella realizzazione del master l’accesso alle rispettive strutture, a specifiche banche dati, archivi e biblioteche, nonché l’utilizzo delle necessarie attrezzature tecnologiche”, mentre l’articolo 8 afferma: “L’Università e l’Associazione garantiscono, ciascuna per il proprio personale impegnato nelle attività del master, la copertura assicurativa contro gli infortuni e per responsabilità civile. Analoga copertura è assicurata dall’Università per gli studenti del master, anche qualora dovessero frequentare i locali dell’Associazione”. La convenzione, quindi, ha costi nascosti,  che hanno suscitato l’attenzione critica dei revisori dell’Ordine contrari, pari, a sottoscrivere patti dai costi imprevedibili.  La convenzione, invece, ha il sostegno del presidente e del tesoriere dell’Ordine,  che fino al 2007,  erano contrari a protrarre la vita della scuola.


Delle commissioni di selezione per l’ammissione al master, -dice l’articolo 3 -,  faranno parte anche membri designati dall’Associazione “Walter Tobagi” in accordo con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia, in numero tale per cui i componenti giornalisti, a norma dell’art. 22 del “Quadro di indirizzi per il riconoscimento, la regolamentazione e il controllo delle scuole di formazione al giornalismo” approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, risultino complessivamente pari al numero dei componenti universitari. Questo articolo  fa capire la ratio della convenzione: l’Ordine vuole contare nella struttura universitaria, nominando commissari e docenti,.ma questo sfizio implica uscite pesanti per l’ente. Non è più conveniente consegnare l’Afg/Ifg alla Statale  senza giocare alcun ruolo? E a costo zero? L’Università statale pertanto dovrebbe assorbire l’Ifg, contando soltanto sulle rette degli studenti. Lo farà? Senza il salvagente della Statale, l’Ifg chiuderà a fine ottobre 2009, quando terminerà il XVI biennio. In 32 anni di vita l’Ifg ha formato 650 giornalisti professionisti, di cui almeno 500 (tra i quali, 40 direttori e vicedirettori) hanno una occupazione stabile.


Dalla fusione tra l’attuale master della Statale e il  corso dell’Ifg dovrebbe nascere una nuova Scuola ridenominata “Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano”. Con l’autorizzazione dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, il master  avvierà alla professione 30 allievi per anno in possesso di laurea conseguita in una qualunque classe.  In  sostanza l’Ordine e l’Università recupererebbero la  Convenzione del 2004, che prevedeva il trasferimento dell’Ifg nella Statale. Quell’accordo fu bloccato dall’assessore regionale alla Formazione con la garanzia che il Pirellone avrebbe continuato a finanziare l’Afg-Ifg, ma l’impegno fu disatteso nel giro di sei mesi, quando ormai la Statale aveva dato vita al suo master biennale in giornalismo. Il Consiglio dell’Ordine, per far fronte alle esigenze del bilancio Afg 2005, chiese 10 euro a ognuno dei 22mila ìscritti all’Albo. Non mancarono le polemiche per quell’esigua richiesta una tantum. L’anno successivo l’Afg si è trovata costretta a licenziare due impiegate per mancanza di fondi. Il bilancio 2007/2008 ha chiuso in pareggio grazie a un contributo straordinario dell’Ordine di 250mila euro, mentre quest’anno l’Ordine dovrà sborsarne altri 80/90mila per portare a conclusione il XVI  biennio.


In Lombardia  attualmente sono aperte 4 delle 18 scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine nazionale. Altre scuole hanno chiuso i battenti o sono in difficoltà (Bari, Potenza, Firenze, Palermo). Le scuole lombarde sono quelle della Università Statale, della Università Iulm e della Università  Cattolica. La quarta scuola è l’Ifg De Martino (40 allievi praticanti al biennio contro i 30 delle altre). Gli allievi al biennio sono 550 circa sul piano nazionale, mentre ogni anno le redazioni perdono grosso modo 200/250 giornalisti, che vanno in pensione.  Questi numeri fanno capire la gravità delle prospettive. Bisogna considerare anche che gli editori non hanno alcun  obbligo di assumere i praticanti delle 18 scuole. Possono assumere chi vogliono. I giornalisti disoccupati sul piano nazionale sono 2mila circa, di cui 520 in Lombardia. La crisi dei mass media dal 2003 ad oggi ha mandato in frantumi il “sogno” di tanti giovani  diventati professionisti. Gli assunti sono pochissimi, mentre  i precari formano un reggimento. Possono  le scuole dell’Ordine sfornare solo precari? O  è meglio ridurle da 18 a 6 (tre a Milano e tre a Roma), negando  il praticantato alle altre 12? E’ urgente una decisione drastica.


Per ora il bando del XVII biennio 2009/2011 è bloccato. Oggi la Regione Lombardia ha il problema serio di riservare i suoi mezzi anche agli ammortizzatori sociali alla luce di una crisi occupazionale acuta  nella maggior parte delle 11 province in cui è diviso il suo territorio. Una crisi che ha colpito anche le redazioni di quotidiani, periodici, Tg, radiogiornali e giornali telematici. La Regione Lombardia non può finanziare una scuola, che, nata nel 1977,  soprattutto dal 2003 in poi   sforna, come tutte le altre scuole,  per lo più disoccupati e precari. L’Ordine deve rispondere a una domanda che viene dal basso: gli euro versati dagli iscritti, come quota annuale, possono essere spesi per coloro che diventeranno giornalisti o devono essere spesi per coloro che sono già giornalisti e che sono senza lavoro? All’Ordine anche il sindacato chiede di finanziare  corsi sofisticati di aggiornamento professionale  che possano dare una speranza a chi oggi  è disoccupato.


………………………………………………………………


In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3306


IFG ”DE MARTINO”:


il futuro potrebbe essere


quello dell’assorbimento


nella Università statale


di Milano. L’Ordine


lombardo deciderà presto.


Pronta la convenzione.


Per ora il bando del XVII


biennio 2009/2011 è bloccato.


 


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3307


IFG DE MARTINO:


botta e risposta


Gonzales-Abruzzo.


Abruzzo: “Le notizie


si pubblicano senza


chiedersi a chi


giovano. Sei ferma


agli Anni Settanta”.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°





Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com