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Stampa

Privacy (invocata a sproposito).
L’aula di Montecitorio è una
piazza” dice Fini. E allora?
Parlamento: non serve
il codice per i fotoreporter
accreditati. C’è già quello
del 1998 varato dal Garante
d’intesa con l’Ordine
valido per tutti i giornalismi.
(In coda il dibattito).

La Fnsi e l’Ordine dei giornalisti non devono accettare che i fotogiornalisti vengano trattati come cittadini di serie B in contrasto con il principio dell’uguaglianza (rispetto ai redattori della carta stampata, della radio, della tv e del web). Diciamo no ai compromessi entro il 31 dicembre 2011: in questo caso l’autoregolamentazione è sinonimo di autocensura.

di FRANCO ABRUZZO/consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e dell’Associazione lombarda dei Giornalisti

Milano, 14 dicembre 2011. Dal 3 agosto 1998 esiste un Codice deontologico,  emanato dal Garante dei dati personali, che regola l’attività giornalistica in tema di riservatezza. Oggi è l’allegato A del dlgs 196/2003 meglio noto come “Testo unico sulla privacy” e pertanto ha connotato giuridico di prima grandezza.  Codice e Testo unico sono pubblicati in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=6199. E’ surreale il dibattito in corso alla Camera dei Deputati in base al quale i fotoreporter accreditati a Montecitorio devono costituire in tempi stretti un’Associazione sul modello di quella dei cronisti parlamentari e darsi un codice di comportamento. Ciò accade mentre il presidente della Camera dichiara che l’aula di Montecitorio è una piazza. Se è così i fotogiornalisti sono liberi di immortalare con lo scatto tutti i fatti di interesse pubblico che vi accadono. Anche il messaggio di un deputato al premier, o il deputato che gioca con il blackberry mentre è in corso il dibattito o le immagini peccaminose tra deputi che si scambiano sguarsi languidi e ammiccanti. Il Testo unico sulla privacy, comunque, non annulla la legge n. 633/1941 sul diritto d’autore. L’articolo 97 di questa legge afferma: “Non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico”. Sul risvolto di tale norma si suole articolare l’ampiezza del diritto di cronaca: si può pubblicare tutto ciò che è collegato a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Nel concetto di pubblicazione lecita è compresa anche la fotografia di persone che godano di notorietà o che ricoprano uffici pubblici.


I giudici della Corte dei diritti dell’Uomo (di Strasburgo) hanno messo in luce  che in una società democratica la stampa svolge il fondamentale ruolo di «cane da guardia» (Thorgeir Thorgeirson c. Islanda, sentenza del 25 giugno 1992) e che il giornalista, pur potendo far ricorso ad un certo grado di esagerazione, cioè di provocazione (Prager e Oberschlick c. Austria, sentenza del 25 aprile 1995; Thoma c. Lussemburgo n. 38432/97, CEDH 2001-III) ha l’obbligo di comunicare al pubblico informazioni di interesse generale, purché affidabili e precise, e di esporre correttamente i fatti nel rispetto della deontologia professionale (Fressoz e Roire c. Francia n. 29183/95 CEDH 1999-1; Bladet Tromsø e Stensaas c. Norvegia n. 21980/93, CEDH 1999-III). Le foto sono equiparabili ai dati, ai fatti, agli avvenimenti: parlano in maniera più forte e incisiva delle stesse parole. Spetta poi al giornalista e non alla Corte europea né ai tribunali nazionali verificare se la riproduzione di una fotografia sia necessaria, perché è il giornalista che deve decidere sulle modalità di diffusione di una notizia. La pubblicazione dell'informazione contribuisce – precisa la Corte – alla pubblica discussione su problemi di carattere generale. Così come è giustificata la divulgazione del nome. Questo perché, anche se non si tratta di una figura pubblica o di un politico, la notizia serve ad attirare l'attenzione su un problema generale. La Convenzione europea dei diritti dell’Uomo fa parte dal 1° dicembre 2009 della Costituzione europea (Trattatto di Lisbona): le correlate sentenze della Corte di Strasburgo pertanto, come ha chiarito la nostra Corte costituzionale, prevalgono sul diritto interno. Basta?


Il Codice della privacy per l’attività giornalistica (3 agosto 1998) tutela in maniera rigida le persone comuni, ma non i personaggi pubblici, ubbidendo a questa massima giurisprudenziale: “Chi ha scelto la notorietà come dimensione esistenziale del proprio agire, si presume abbia rinunciato a quella parte del proprio diritto alla riservatezza direttamente correlata alla sua dimensione pubblica” (Tribunale di Roma, 13 febbraio 1992, in Dir. Famiglia, 1994, I, 170, n. Dogliotti, Weiss). In dottrina si ritiene, infatti, che l’esercizio del  diritto di cronaca può essere tanto più penetrante quanto più elevata sia la posizione pubblica della persona nelle istituzioni, nel mondo politico, in quello economico o scientifico, nella collettività, per il riflesso che le sue condotte anche private possono assumere sulla sua dimensione pubblica” (M. Polvani, La diffamazione a mezzo stampa, Cedam, Padova 1995, 108).


La Fnsi e l’Ordine dei giornalisti non devono accettare che i fotogiornalisti vengano trattati come cittadini di serie B in contrasto con il principio dell’uguaglianza (rispetto ai redattori della carta stampata, della radio, della tv e del web).  Diciamo no ai compromessi entro il 31 dicembre 2011: in questo caso l’autoregolamentazione è sinonimo di autocensura.


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CAMERA E FOTOGIORNALISTI: DIBATTITO


1. Roberto NATALE (Fnsi): “No a misure del


PARLAMENTO contro i FOTOREPORTER”


Roma, 22 novembre 2011.  «Vogliamo sperare che il Parlamento italiano si asterrà nelle prossime ore dall'adottare qualsiasi provvedimento che limiti l'attività dei fotoreporter in servizio alla Camera e al Senato». Lo afferma il presidente della Fnsi, Roberto Natale, in merito alle ipotesi di porre paletti ai fotografi alla Camera e al Senato, dopo le zoomate sugli appunti dell'ex premier Silvio Berlusconi in occasione del voto sul rendiconto dello stato e sul biglietto inviato da Enrico Letta al presidente del Consiglio Mario Monti in occasione del discorso programmatico a Montecitorio. «Il collega che nei giorni scorsi ha fotografato il biglietto di Enrico Letta a Mario Monti non ha violato alcuna privacy - sostiene Natale -. Così come hanno fatto nei mesi scorsi ottimo esercizio del diritto-dovere di cronaca gli altri fotoreporter che (senza aprire porte o forzare serrature) hanno documentato altri particolari della vita istituzionale, che si svolgono sotto gli occhi di tutti nelle aule parlamentari». «Il sindacato dei giornalisti - prosegue la nota - ribadisce un principio tante volte riaffermato nel corso della pluriennale battaglia contro il disegno di legge sulle intercettazioni, e che non perde di validità con il cambiare dei governi: in generale gli esponenti politici ed istituzionali possono invocare il diritto alla riservatezza in misura assai più contenuta rispetto ai privati cittadini; in particolare non possono invocarlo affatto quando si tratta dell'attività nelle aule parlamentari, che è pubblica per definizione. Siamo certi che i propositi di limitare il lavoro dei fotoreporter finiranno in un meritato cestino: anche per non dare ulteriore ed inopportuno alimento ad un clima - già molto diffuso - di ostilità nei confronti di chi è in Parlamento per rendere un servizio alla collettività». (ANSA).


in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=7743


2. CAMERA: NASCE L’ASSOFOTOGRAFI CON un CODICE DEONTOLOGICO perl a tutela della privacy. FINI: “L'AULA È UNA PIAZZA, NON SI POSSONO BLOCCARE I FOTOGRAFI”.


Roma, 23 novembre 2011.  Nasce l'Associazione fotografi parlamentari, con tanto di codice deontologico, impegno scritto a tutela della privacy e sanzioni che vanno dalla cancellazione dall'elenco al ritiro del tesserino. L'innovazione, sollecitata a Montecitorio dagli stessi fotografi, è stata introdotta da una delibera votata stamattina dall'Ufficio di presidenza della Camera a maggioranza e con due sole astensioni (Leone e Stucchi). Con la delibera, in vigore da martedì prossimo e alla quale si è arrivati dopo una istruttoria dei questori, vengono invitati i fotografi a creare la loro associazione sulla scorta dell'Associazione stampa parlamentare, mentre il codice deontologico verrà concordato con la Camera stessa. Ad ogni operatore, verrà chiesto di sottoscrivere un impegno a “non utilizzare strumenti di ripresa fotografica o visiva per cogliere con essi gli atti o i comportamenti dei deputati e dei membri del governo presenti nell'Aula che non risultano essenziali per l'informazione sullo svolgimento dei lavori parlamentari, si risolvono in un trattamento di dati personali non consentito, con conseguente violazione della privacy, ovvero in una lesione del diritto alla riservatezza delle comunicazioni”.


Inoltre, per evitare che vi siano deputati più penalizzati di altri perchè meglio esposti agli obiettivi, verrà disposta una più articolata dislocazione dei fotograti in tribuna con tanto di rotazione. Ai parlamentari che chiedevano “norme più severe”, il presidente Fini nella riunione dell'Ufficio di presidenza ha ribattuto: “I deputati sono personaggi pubblici, l'aula è un luogo pubblico, immaginiamo che sia una piazza, non possiamo impedire ai fotografi di fare il loro lavoro”. Fini ha sottolineato che “quello che non è ammissibile è intercettare o riprendere scritti riservati come può essere un sms. Ma o si nega la presenza dei fotografi in aula, cosa che non si può fare, o bisogna consentire che questi lavorino con gli strumenti che per il loro lavoro sono considerati più idonei”. Per quel che riguarda, invece, i cineoperatori, a loro verrà chiesto di sottoscrivere l'impegno deontologico per il rilascio del permesso di accesso semestrale alla Camera. (Adnkronos)


CAMERA. IACOPINO: “SI RISPETTI  L’AUTONOMIA DEI FOTOGRAFI. NON VA BENE CHE IL  CODICE SIA CONCORDATO CON LA CAMERA”.


Roma, 23 novembre 2011. «Nella delibera dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio ci sono troppe parole perchè la si possa condividere. La proposta che i fotografi si riuniscano in un'associazione è condivisibile, ma che l'adozione di un codice di autoregolamentazione vada concordato con la Camera non va affatto bene». Lo dichiara il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino in merito alla decisione presa a maggioranza dall'Ufficio di presidenza di Montecitorio sulla regolamentazione delle fotografie alla Camera. «Molti dei fotografi sono iscritti all'Ordine dei giornalisti, sono professionisti e sono in grado autonomamente di distinguere la notizia dal gossip - aggiunge Iacopino -. La priorità deve rimanere il diritto dei cittadini ad essere informati. Chi ha un incarico pubblico ha una riduzione della privacy e deve esserne consapevole. Sono favorevole a un codice di autoregolamentazione: ma quale codice può escludere che si mandi la foto del messaggio di Enrico Letta al premier Monti? Quale codice può escludere che si divulghi la foto di un parlamentare che gioca su Internet mentre si prendono decisioni per l'intero Paese? I cittadini hanno diritto di sapere». (ANSA).


CAMERA. NATALE: “AUTOREGOLAMENTAZIONE dei FOTOGRAFI SIA VERA. PRIVACY VA INVOCATA A PROPOSITO, NON PER BIGLIETTINO DI LETTA”.


Roma, 23 novembre 2011. «L'autoregolamentazione per i fotoreporter proposta oggi dall'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati può andar bene, a condizione che di vera autoregolamentazione si tratti, affidata cioè alla responsabilità dei colleghi». Lo afferma il presidente della Fnsi, Roberto Natale, in merito alle decisioni dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio sui fotografi. «E purchè - prosegue Natale - sia chiaro che la privacy va invocata a proposito: non certo quando - per stare al caso più recente, quello del bigliettino di Enrico Letta a Mario Monti - la foto documenta, in modo assolutamente legittimo, un fatto politico di sicuro interesse che si è svolto nell'aula parlamentare, luogo pubblico per definizione».(ANSA).


CAMERA. ASP: “BENE. NO SANZIONI A FOTOGRAFI, C'È DIRITTO CRONACA. STAMPA PARLAMENTARE SODDISFATTA PER DECISONE UFFICIO PRESIDENZA”.


Roma, 23 novembre 2011. L'Associazione Stampa Parlamentare saluta l'annuncio della nascita dell'Associazione dei fotoreporter parlamentari esprimendo inoltre «soddisfazione per la decisione dell'ufficio di presidenza della Camera di non procedere a sanzioni nei confronti dei fotografi e dei telecineoperatori (che in diversi casi sono giornalisti professionisti) in seguito agli episodi che hanno indotto diversi deputati a sollevare il problema della compatibilit… tra diritto di cronaca e diritto alla privacy. Tali provvedimenti - si legge in una nota dell'Asp - avrebbero rappresentato un'inaccettabile e anacronistica limitazione alla libert… di informazione e al diritto dei cittadini a conoscere quel che accade nelle aule del Parlamento». L'Asp ritiene inoltre «impraticabile qualsiasi forma di esclusione dalle tribune e quindi di espulsione dai palazzi delle istituzioni dei colleghi fotografi e telecineoperatori per comportamenti che comunque attengano allo svolgimento della loro professione, considerando difficile ed arbitrario individuare il confine tra diritto alla riservatezza e diritto di cronaca all'interno di un'aula parlamentare». (ANSA).


CAMERA. D'ALEMA: “FOTO del BIGLIETTO di LETTA IMBARBARIMENTO della VITA PUBBLICA”.


Roma, 23 novembre 2011. «Un imbarbarimento della vita pubblica». Massimo D'Alema, a Radiodue, ha giudicato così l'episodio della foto in aula alla Camera del biglietto che Enrico Letta ha inviato a Mario Monti. «La privacy è principio importante, fa parte dei diritti fondamentali -ha detto D'Alema-. Almeno le intercettazioni sono autorizzate dai magistrati, le fotografie no». (Adnkronos)


In http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=7748


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TUTELA DELL'IMMAGINE,


PRIVACY E LAVORO GIORNALISTICO


La deroga prevista dall’art. 137 del Codice della Privacy - in forza del quale non è necessario il consenso dell’interessato quando il trattamento dei dati personali avviene nell’ambito dell’esercizio della professione giornalistica e per l’esclusivo perseguimento di finalità informative - può riguardare anche chi non abbia stabilmente alcun ruolo nella formazione del messaggio giornalistico in quanto tale, purché il materiale raccolto abbia la funzione di illustrare un avvenimento nella esclusiva prospettiva della pubblicazione.


di Sabrina PERON, avvocato in Milano


In http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3221


……………………..


Dlgs 196/2003 (Testo unico sulla privacy). Codice di deontologia della privacy nell'esercizio dell'attività giornalistica. Giurisprudenza. Analisi di Franco Abruzzo (7 maggio 2008)


in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=2074


……………………..


Codice deontologico generale


della professione di giornalista.


a cura di Franco Abruzzo


già presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia dal 1989 al 2007


in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=6199


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