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Stampa

Novembre 2009:
è dramma
per l’Ifg De Martino.
L’Istituto chiude dopo 32
anni con un bilancio
di 683 giornalisti
professionisti. Articoli
e notizie scandiscono
la fine di una bella storia

Paura della verità
L’Ifg “De Martino” è morto,
ma l’Ordine di Milano
parla di un rilancio, che nessuno
riesce a vedere, perché
la Statale di Milano ha dato vita
a un secondo master nemmeno
parente alla lontana del vecchio
e glorioso “Ifg De Martino”.
Il quadro occupazionale
è fosco, ma nessuno lo dice
a chi deve sborsare 13mila euro
In due anni. Chi chiuderà queste
fabbriche di disoccupati?

Notarella di Franco Abruzzo


Milano, 23 luglio 2009.  Questa mattina il presidente dell’Ordine di Milano ha diffuso una lettera agli iscritti annunciando che “il 21 settembre riparte la “nuova” scuola di giornalismo. Qualcuno dava per scontata la chiusura della gloriosa scuola di giornalismo di Milano. La convenzione tra Ordine dei giornalisti della Lombardia e Università Statale di Milano ha permesso invece di rilanciarla. Il 21 settembre apre infatti il nuovo Master biennale di giornalismo per l’anno accademico 2009/2011. Si svolgerà nelle aule del Polo di Comunicazione a Sesto San Giovanni fino al 10 settembre 2011. I posti a disposizione sono 30 e il termine per le iscrizioni è il 7 agosto. Il costo per l’iscrizione e la frequenza è di 6.500 euro. I requisiti per l’ammissione e il Bando completo sono consultabili sul nostro portale www.odg.mi.it oppure sul sito del Master dell’Università www.giornalismo.unimi.it”. Gli euro da scucire non sono 6.500 ma 13mila come si legge nel sito della università: “Gli ammessi al corso sono tenuti al versamento di un contributo d’iscrizione pari a € 6.500,00 (compresa la quota assicurativa) per ciascuno dei due anni di corso, oltre all’imposta di bollo prevista dalla legge pari a € 14,62” (in: http://www.unimi.it/cataloghi/master/Bando_giornalismo_09-11.pdf)


 


Il sito della Statale (in: http://www.giornalismo.unimi.it/) in verità titola “Scuola di giornalismo Walter Tobagi -Bando per il biennio 2009-2011” e poi scrive: “Dall’anno Accademico 2006-2007 è istituito il Master in giornalismo dell’Università degli Studi di Milano. Dal 2009,in seguito a un accordo con l'IFG Carlo De Martino, nasce la nuova Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano. La Scuola attiva per il biennio 2009-2011 il Master biennale in giornalismo/IFG, selezionando e avviando alla professione 30 allievi in possesso di laurea triennale di qualsiasi disciplina. In forza della convenzione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, stipulata di biennio in biennio, il Master è riconosciuto come sede idonea allo svolgimento del praticantato. La partecipazione al Master consente, quindi, di sostenere l’esame di Stato ai fini dell’iscrizione all’Albo dei giornalisti professionisti. Il Master in giornalismo, organizzato in collaborazione con il Centro di Servizio per le Tecnologie e la Didattica Universitaria Multimediale e a Distanza (CTU), si propone di offrire un percorso di eccellenza per professionisti che operino nei vari campi dei media, con un’ottica europea e internazionale. L’attività formativa del Master si svolge nell’arco di almeno 1000 ore all’anno, a tempo pieno e frequenza obbligatoria, e si basa sul rapporto fra formazione accademica e formazione pratica volta ad assicurare la padronanza delle tecniche e dei principi necessari per il corretto esercizio dell’attività giornalistica”.


 


CONCLUSIONI. Vogliamo capire chi ha fatto nascere questo nuovo master in Statale: l’Ordine di Milano da solo con la Statale? L’Ifg De Martino (che non ha alcuna veste giuridica)? Oppure la Convenzione è stata firmata dall’Ordine di Milano e dall’Associazione “Walter Tobagi” per la Formazione al Giornalismo? Il fatto sicuro è uno solo: il nuovo master non si chiama “Ifg De Martino”. Perché non ammetterlo? Tanto al Consiglio dell’Ordine non si può addebitare alcunché per la chiusura dell’Ifg De Martino. La chiusura è il risultato di una decisione sovrana della Regione Lombardia di tagliare progressivamente i fondi a partire dal 2004. 


 


Onestà intellettuale vuole che si ricordi quanto segue agli incauti  che si iscriveranno al master: gli ultimi due bienni (XV e XVI) dell’Ifg De Martino hanno fatto registrare un flop occupazionale pauroso. Solo 15 allievi su 80 hanno un posto in molti casi a termine. I giornalisti disoccupati in ambito nazionali sono all’incirca 2mila, mentre l’esercito dei free lance è forte di quasi 25mila unità. La crisi dei media nei prossimi due anni comporterà l’uscita, si ritiene, di 2.500 unità dalle redazioni . Ed è evidente come 18 master universitari siano troppi: dovrebbero rimanere in vita i tre di Roma e i tre di Milano, città in cui esiste ancora un modesto mercato. Nelle altre regioni non c’è alcuna prospettiva di occupazione. Ma l'Ordine nazionale non ha il coraggio di guardare in faccia la realtà e di “tagliare”. Anche la Fnsi tace.  Bisogna trovare la determinazione morale di dire ai giovani aspiranti giornalisti che almeno per i prossimi 5 anni non esistono speranze di lavoro.  I consiglieri dell0’Ordine di Milano conoscono la realtà: perché tacciono?


 


 


www.francoabruzzo.it


Mesta cerimonia in via Filzi.
Dopo 32 anni di vita.
“IFG Carlo de Martino”:
e stavolta è proprio finita...

“Quando l'anno prossimo vi diranno che l'Ifg c'è ancora, che è stata spostata, incorporata o chissà cos'altro, non credeteci: l'Istituto per la Formazione al Giornalismo "Carlo De Martino" non è un marchio o una sede con le pareti di un'inquietante colore giallo. L'Ifg sono le persone che potevate trovare da lunedì a venerdì a lavorare in via Filzi. E quelle non sono mai state in vendita”.


MIlano, 12 giugno 2009. L'ultimo, affettuoso saluto al XVI biennio. Alla storica sede di via Fabio Filzi, con le sue incommentabili pareti gialle (e le porte gialle, gli infissi gialli, i termosifoni gialli...). A Milano Ore 13, Radio Ifg e Ifgonline.it. E all'Istituto per la formazione al giornalismo "Carlo De Martino" di Milano, che dopo 32 anni di onorato servizio chiude i battenti. Grazie a tutti, di tutto.


 


 


 


Molti li hanno visti, alcuni li hanno incontrati, altri ancora ne hanno solo sentito parlare. Quaranta persone, quaranta storie, destinate a diventare una sola. Improbabili, eccentrici, disagiati, un po' eroi un po' cialtroni, di sicuro giornalisti. Partiti da  tutte le regioni d'Italia, puntini scivolati su una cartina due anni fa, destinazione Milano. Ci hanno messo cuore, testa, qualcuno s'è rovinato il fegato e altri hanno sacrificato un orecchio. E ora ripartono, in ordine sparso, da Roma fino a Washington, diretti nelle più importanti redazioni del panorama editoriale. E mica cambiano, la stessa competenza, la stessa professionalità, ma anche lo stesso spirito, quello di chi fa sul serio senza prendersi troppo sul serio. Perché quelli veri sono così, lavorano come i primi della classe ma hanno le idee di chi è sempre stato seduto all'ultimo banco. E perciò via, dalla colonia del "Sole 24 Ore", che trasformerà viale Monterosa in una succursale di via Filzi, passando attraverso settimanali, radio, agenzie, fino ai siti che non si fermano mai. Economia, sport, politica, gossip, dal Papa al "papi", ogni argomento sarà impreziosito dalla loro firma, la loro voce, e qualcuno ci dovrà mettere anche gambe che corrono veloci. Oltre al quotidiano di Confindustria, i gruppi "L'Espresso" e "Class" hanno accolto una nutrita compagine dei ragazzi dell'Ifg. E anche quest'anno c'è chi ha fatto scelte particolari, lontane dalle luci delle grandi redazioni: la nostra Chiara Andreola, che troverete sulle pagine di "Città Nuova", periodico dei focolarini. Altra menzione d'onore per chi in un'estate si farà due stage in due diverse città e per la nostra rappresentante oltreconfine: Barack Obama pensava che la parte difficile fosse la crisi, ma quando la tagliente penna di Luciana Grosso sbarcherà a Washington, lì sì che diventerà dura. E siamo ai saluti, titoli di coda e musica un po' triste perché qui si chiude una parentesi splendida. Ma prima di scendere dal "galeone di stoffa" e portarsi via una borsa logora piena di ricordi, è il momento di ringraziare. Chi ha scoperto ogni giorno su ifgonline notizie dimenticate dai giornali, chi ha ascoltato i nostri notiziari alla radio, quelli che hanno pranzato leggendo "Ore13", che sono venuti agli eventi organizzati al Circolo della Stampa e sono rimasti svegli con noi la notte delle elezioni americane. Ma stavolta, concedetecelo, grazie soprattutto a noi. Per i premier, i capitani, i faraoni e i sire. Per l'ultimo dei romantici e il primo degli esclusi. Per le mamme e le spose. Per donne belle di quella bellezza che non si vede riflessa nello specchio, così tanto da non sembrare vere. Per le riunioni a ogni ora, per gli aperitivi infiniti, i calcetti "finiti in tragedia" e le serate che "tanto io la strada la so" concluse in una piazzola dell'autostrada a imprecare sulla cartina di Milano. E per tutte le cose che in una pagina non possono stare perché due anni così valgono una vita bella piena. Quando l'anno prossimo vi diranno che l'Ifg c'è ancora, che è stata spostata, incorporata o chissà cos'altro, non credeteci: l'Istituto per la Formazione al Giornalismo "Carlo De Martino" non è un marchio o una sede con le pareti di un'inquietante colore giallo. L'Ifg sono le persone che potevate trovare da lunedì a venerdì a lavorare in via Filzi. E quelle non sono mai state in vendita. 


 


 


 


Gli stage finali degli allievi del XVI biennio 


 


Chiara Andreola  Città Nuova  Roma


 


 Gennaro Barbieri  Ansa (economia)  Roma


 


 Riccardo Bianchi  Il Venerdì  Roma


 


 Alberto Bolis  Milano Finanza  Milano


 


 Giulia Bonezzi  Il Giorno - Gr Rai


 


  Milano - Roma


 


 Lorenzo Bordoni  Ansa - Class Cnbc  Milano - Milano


 


 Valentina Buzzi  SportItalia  Milano 


 


 Valentina Caiazzo  assunta a Mf DowJones  Milano 


 


 Ferdinando Cotugno  Vanity Fair  Milano 


 


 Benedetta Dalla Rovere  Reuters  Milano


 


 Alessandra D'Angiò  Vanity Fair  Milano


 


 Massimiliano Del Barba  Sole 24 Ore  Milano


 


 Mattia Ferraresi  Il Foglio  Roma


 


 Maria Gallelli  Il Giornale.it  Milano


 


 Natascia Gargano  Tgr Rai Lombardia - Vita  Milano - Milano


 


 Andrea Gianni  Ansa - Repubblica (politico)  Milano - Roma


 


 Luciana Grosso  Repubblica (Milano) - Ansa estero  Milano - Washington


 


 Lara Gusatto  Repubblica.it  Roma


 


 Marco Lignana  L'Espresso  Roma


 


 Dario Mazzocchi  Libero  Milano


 


 Fabrizio Monari  Sky Sport  Milano


 


 Mauro Munafò  Kataweb  Roma


 


 Mariaveronica Orrigoni  L'Espresso  Roma


 


 Zelia Pastore  Radio 24 - Caterpillar  Milano - Milano


 


 Mario Pagliara  Gazzetta dello Sport - Tg2  Milano - Roma


 


 Maudie Piccinno  D la Repubblica delle donne  Milano


 


 Fabio Pisanu  Radio 24 - Repubblica (sport)  Milano - Roma


 


 Irene Privitera  Radio 24 - Repubblica (Roma)  Milano - Roma


 


 Antonio Prudenzano  Affari Italiani - Gazzetta dello Sport  Milano - Milano


 


 Chiara Rancati  Class Cnbc  Milano


 


 Antonio Sanfrancesco  Libero - Il Giornale  Milano - Milano


 


 Paolo Scandale  Gazzetta dello Sport  Milano


 


 Gianluca Schinaia  Sole 24 Ore - L'Espresso  Milano - Roma


 


 Federico Simonelli  Milano Finanza  Milano


 


 Camilla Tagliabue  Sole 24 Ore  Milano


 


 Antonio Vanuzzo  Mf DowJones  Milano


 


 Giovanni Vegezzi  Sole 24 Ore  Milano


 


 Stefano Vergine  L'Espresso  Milano


 


 Ilaria Verunelli  Sole 24 Ore  Milano


 


 Piero Vitiello  SportItalia  Milano


 


 


 


Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3845


“Colpo di Stato”: i 9 consiglieri


dell’Ordine di Milano riuniti


il 6 maggio  due volte nello spazio di un’ora


come soci benemeriti dell’Afg Tobagi


decapitano il vecchio Consiglio


di presidenza dell’Afg stessa,


nominano i sostituti e un presidente


ad interim (Stefano Gallizzi).


Gesto dignitoso di Carlo M.


Lomartire: si dimette l’8 maggio


con una lettera fortemente polemica,


quando ormai era stato cacciato


da due giorni (ma  viene recuperato


nel direttivo del master della “Statale”).


Dal Consiglio eliminati Chiodini e Ventimiglia


oppositori  della presidenza dell’Ordine.


 


L’Afg è un ente senza scopo di lucro che finora ha gestito l’Ifg De Martino (ceduto ora alla Statale di Milano) in base a una convenzione con la Regione Lombardia.


 


Lomartire ha scritto: “È evidente che non posso restare a presiedere un organismo che, in base alle modifiche apportate allo statuto dell’Afg, non è lo stesso che mi ha eletto. Ma c’è dell’altro. In sostanza il Consiglio dell’OdgL avoca a sé direttamente e tutta intera la gestione dell’Associazione. Una impostazione legittima ma che non condivido”. Posti di lavoro a rischio: “Anche il proposito (di preservare i posti di lavoro, 5, ndr) è stato, purtroppo, seccamente respinto dal Consiglio dell’OdgL. Ragione di più per constatare la netta divaricazione fra il mio orientamento e quello del “padrone” dell’Afg. E per trarne le conseguenze. Sono certo che, a questo punto, dei problemi riguardanti i posti di lavoro si farà carico, direttamente e responsabilmente, il Consiglio dell’OdgL”.


 


 



“Colpo di Stato”: i 9 consiglieri
dell’Ordine di Milano riuniti
il 6 maggio due volte nello
spazio di un’ora come soci
benemeriti dell’Afg Tobagi
decapitano il vecchio Consiglio
di presidenza dell’Afg stessa,
nominano i sostituti e un presidente
ad interim (Stefano Gallizzi).
Gesto dignitoso di Carlo M.
Lomartire: si dimette l’8 maggio
(dalla presidenza dell'Afg)
con una lettera fortemente polemica,
quando ormai era stato cacciato
da due giorni (ma viene recuperato
nel direttivo del master della “Statale”).
Dal Consiglio eliminati Chiodini e Ventimiglia
oppositori della presidenza dell’Ordine.

L’Afg è un ente senza scopo di lucro che finora ha gestito l’Ifg De Martino (ceduto ora alla Statale di Milano) in base a una convenzione con la Regione Lombardia.

Lomartire ha scritto: “È evidente che non posso restare a presiedere un organismo che, in base alle modifiche apportate allo statuto dell’Afg, non è lo stesso che mi ha eletto. Ma c’è dell’altro. In sostanza il Consiglio dell’OdgL avoca a sé direttamente e tutta intera la gestione dell’Associazione. Una impostazione legittima ma che non condivido”. Posti di lavoro a rischio: “Anche il proposito (di preservare i posti di lavoro, 5, ndr) è stato, purtroppo, seccamente respinto dal Consiglio dell’OdgL. Ragione di più per constatare la netta divaricazione fra il mio orientamento e quello del “padrone” dell’Afg. E per trarne le conseguenze. Sono certo che, a questo punto, dei problemi riguardanti i posti di lavoro si farà carico, direttamente e responsabilmente, il Consiglio dell’OdgL”.


ricostruzione di Franco Abruzzo 


 


Milano, 8 maggio 2009.  “Colpo di Stato” nell’ambito dell’Ordine dei giornalisti di Milano e dell’Assocazione “W. Tobagi” per la Formazione al Giornalismo ("Afg Tobagi" oppure AWT)). E’ avvenuto il 6 maggio, ma la notizia è trapelata oggi. Il 6 maggio il  Consiglio di presidenza dell’Afg si è riunito una prima volta alle 18.26 in seduta straordinaria e una seconda volta alle 19.35 in seduta ordinaria.


 


Il giorno 6 maggio 2009, alle ore 18,26, regolarmente convocata dal Presidente AFG Carlo Maria Lomartire su richiesta del Presidente dell'OGL Letizia Gonzales, si è riunita l’Assemblea straordinaria dei Soci dell’AFG presso la sede dell’Istituto Carlo De Martino per la formazione al giornalismo in Milano (via Fabio Filzi 17). E’ assente Carlo Maria Lomartire (presidente dell'Afg in carica). L’ordine del giorno ha un solo punto rilevante: “1. Revisione dello Statuto AFG, in considerazione della necessità di aggiornamento della normativa, a seguito dei nuovi avvenimenti; 2. Varie ed eventuali”.


 


Ed ecco quanto accade secondo la ricostruzione fatta da alcuni consiglieri. Viene modificato l’articolo 10 dello Statuto (il testo è in coda). A questo punto l’Assemblea, in considerazione della immediata efficacia della modifica dell’art. 10, delibera alla unanimità “di considerare cessato e comunque di decretare la cessazione, con effetto immediato, del Consiglio di presidenza in carica”.


 


I soci– preso atto della modifica dell’art. 10 dello Statuto nonché alla cessazione del Consiglio di presidenza attualmente in carica – vista la necessità di procedere alla costituzione di un nuovo Consiglio di presidenza, nominano i 15 componenti del Consiglio di presidenza nelle persone:


 


•          dei consiglieri dell’OgL: Letizia Gonzales, Stefano Gallizzi, Mario Consani, Alberto Comuzzi, Paolo Pirovano, Amelia Beltramini, Laura Hoesch, Laura Mulassano e Mario Molinari;


 


•          di 4 rappresentanti delle istituzioni e in particolare Massimo Cherubini per il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Marina Cosi per la Federazione nazionale della stampa italiana, Davide Messina per l'Associazione lombarda dei giornalisti, e Pasquale Chiappetta per la Federazione italiana editori giornali;


 


•          di 2 rappresentanti degli ex allievi della scuola Walter Tobagi, nelle persone di Maxia Zandonai e Rossella Minotti.


 


Dal Consiglio di presidenza sono stati eliminati  Ezio Chiodini e  Marco Ventimiglia, revisori dell'Ordine e noti oppositori  della presidenza dell’Ordine. Escono anche i  rappresentanti di Regione Lombardia,  Provincia e Comune di Milano.


 


L’assemblea dei soci poi ha incaricato Stefano Gallizzi di convocare il prossimo Consiglio di Presidenza per il 12 maggio alle ore 18.


 


Appare opportuno sottolineare che la nomina del nuovo Consiglio  non era all’ordine del giorno. Per Statuto l’assemblea dei soci benemeriti viene convocato dal presidente dell’Ordine e non dal presidente dell’Afg.  Sono anomalie che potrebbero far scattare l’ivalidazione della riunione  e delle decisioni adottate.


 


Nella seduta successiva delle 19.35 il Consiglio di presidenza ha preso atto delle decisioni e delle nomine fatte dell’assemblea straordinaria dei soci delle 18.26. I soci benemeriti all'unanimità hanno poi invitato il presidente dell'Ordine ad assumere la carica di presidente dell'AWT ad interim. Il presidente Gonzales non ha accettato. I soci benemeriti, sempre all'unanimità hanno invitato a questo punto il vice presidente dell'Ordine ad assumere la carica di presidente ad interim dell'AWT. Il vice presidente Stefano Gallizzi  ha accettato.


 


Successivamente il Consiglio di presidenza ha indicato anche  la componente giornalistica del direttivo e del comitato di indirizzo del master (ex Ifg) dell’Università Statale di Milano: Carlo Maria Lomartire, Marcello Foa, Peter Gomez, Daniela Ovadia, Valeria Gandus, Nino Ciravegna, Alessandro Casarin, Cinzia Sasso, Ettore Mo. Lomartire, come si legge, è stato “ripescato”.


 


L’Afg, com’è noto, ha ceduto il  corso di praticantato (inquadrato nell’Ifg de Martino) all’Università statale di Milano, che ha già un suo master  biennale abilitato al praticantato. Il XVI biennio dell’Ifg,  che formalmente si concluderà il 30 ottobre, è l’ultimo di una lunga storia trentennale iniziata con il biennio 1977/1979. l’Afg ha attualmente 5 dipendenti di cui soltanto due a tempo indeterminato.


 


Il gesto di Carlo M. Lomartire di dimettersi da presidente è soltanto un fatto morale, perché in effetti l’assemblea straordinaria ne aveva decretato la cessazione dall’incarico dopo il varo del nuovo articolo 10 dello Statuto. Il dimissionario Carlo Maria Lomartire è giornalista professionista dal 1978. Ha lavorato al Giorno fino al 1986 e a Italia Oggi con la direzione di Marco Borsa fino al ‘89 poi per quasi tre anni alla Rai di Milano e dal 1991 a Mediaset dove è stato capo redattore al Tg5 e vice direttore di Studio Aperto. Ora è vice direttore di Videonews. Lomartire ha scritto alcuni libri tra cui la biografia di Enrico Mattei, la ricostruzione dell’attentato a Palmiro Togliatti, la storia del bandito Giuliano e  quella di Guglielmo Giannini  (Il qualunquista).


 


Questa la lettera di dimissioni di  Carlo Maria Lomartire:


 


“Cari colleghi,vi comunico le mie dimissioni, inevitabili, irrevocabili e con effetto immediato, da presidente della Associazione per la formazione al giornalismo “Walter Tobagi”. 


 


Sono arrivato a questa determinazione in seguito alla decisione del Consiglio dell’Ordine di modificare lo Statuto dell’Afg e dopo una cordiale e franca conversazione col presidente dell’OdgL Letizia Gonzales. È evidente che non posso restare a presiedere un organismo che, in base alle modifiche apportate allo statuto dell’Afg, non è lo stesso che mi ha eletto. Ma c’è dell’altro.


 


In sostanza il Consiglio dell’OdgL avoca a sé direttamente e tutta intera la gestione dell’Associazione. Una impostazione legittima ma che non condivido. Anche perché rende la figura del presidente irrilevante, se non pleonastica, e le sue funzioni puramente burocratiche e formali. D’altra parte questo orientamento era già presente nello statuto e rinvendicato piuttosto perentoriamente e nella sua interpretazione più radicale dalla dirigenza dell’Odg. Sul presidente, di fatto, gravano le responsabilità ma non i poteri di gestione. Il presidente, insomma, firma quello che decidono altri.


 


Già per questo motivo avevo comunque deciso, come alcuni amici sanno, di rinunciare al mio incarico non  appena messa al sicuro la convenzione con la Statale, a cui tenevo molto e che sono francamente fiero di aver promosso e sottoscritto. La riforma imposta dal Consiglio dell’OdgL fa, se non altro, chiarezza sui rapporti fra OdgL e Afg, sul futuro dell’Associazione e sulle funzioni del presidente, perciò rendendo ora urgenti le mie dimissioni.


 


Aggiungo anche che, dopo la firma della convenzione con la Statale, avevo tentato, con la preziosa e generosa collaborazione dell’amico Pietro Scardillo, di assicurare la sopravvivenza di qualche attività formativa autonoma dell’Ifg. Mi sembrava necessario per giustificare l’esistenza dell’Istituto e dell’Afg e per dare continuità ad un “marchio” prestigioso. Ma anche nel tentativo di preservare, per quanto possibile, i posti di lavoro che l’evoluzione della situazione mette a rischio.


 


Anche questo proposito è stato, purtroppo, seccamente respinto dal Consiglio dell’OdgL. Ragione di più per constatare la netta divaricazione fra il mio orientamento e quello del “padrone” dell’Afg. E per trarne le conseguenze. Sono certo che, a questo punto, dei problemi riguardanti i posti di lavoro si farà carico, direttamente e responsabilmente, il Consiglio dell’OdgL.


 


Cari colleghi, vi ringrazio per la fiducia che mi avete fino ad ora accordato, permettendomi di svolgere una interessante esperienza umana e professionale, che metto comunque a disposizione dell’Afg e dell’Ifg, e vi saluto molto cordialmente. Carlo Maria Lomartire”


 


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Il nuovo articolo 10 dello Statuto dell’Afg “W. Tobagi”


 


“Art. 10 Consiglio di presidenza


 


La prima riunione di ogni legislatura del Consiglio di presidenza è indetta dal Presidente dell'Ordine regionale entro 30 giorni dalla sua investitura.


 


E' demandato al Presidente dell'Ordine regionale l'onere di sollecitare il Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, la Federazione nazionale della stampa italiana, l'Associazione lombarda dei giornalisti, la Federazione italiana editori giornali a designare un loro rappresentante nel Consiglio di Presidenza.


 


I membri del Consiglio di presidenza, che durano in carica tre anni e che sono rieleggibili, sono designati dai soci benemeriti, che ne determinano anche il numero. Il Consiglio di presidenza non può avere più di 15 membri.


 


Al Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, è riservata la nomina della maggioranza dei 15 membri.


 


Il Consiglio di presidenza nomina il presidente, uno o più vicepresidenti, un tesoriere e un segretario.


 


In attuazione delle linee direttive approvate dall'Assemblea, il Consiglio di presidenza decide sulle iniziative da assumere e sui criteri da seguire per il conseguimento degli scopi dell'Associazione e per la sua direzione ed amministrazione. Ha pertanto i più ampi poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria.


 


In particolare:


 


a) fissa le direttive per la realizzazione dei compiti statutari, ne stabilisce le modalità e le responsabilità di attuazione, ne controlla l'esecuzione;


 


b) decide sull'attività e le iniziative dell'Associazione e la sua collaborazione con terzi;


 


c) costituisce Comitati e Commissioni per lo studio e/o l'attuazione di iniziative per il raggiungimento degli scopi associativi, designandone il Presidente;


 


d) delibera sulla raccolta e sulla gestione dei fondi dell'Associazione;


 


e) predispone il rendiconto dell'attività ed i progetti di bilancio consuntivo e preventivo da presentare all'Assemblea dei soci;


 


f) delibera, con insindacabile giudizio, sulla ammissione dei soci sostenitori, collaboratori e aderenti e ne determina la quota annua associativa o il contributo;


 


g) delibera, con insindacabile giudizio, l'espulsione del socio, in caso di inadempienza agli impegni assunti nei confronti dell’Associazione o di attività in contrasto con i fini associativi;


 


h) nomina e revoca dirigenti, funzionari ed impiegati, ed emana ogni provvedimento riguardante il personale;


 


i) istituisce nel suo ambito un Comitato ristretto formato da: presidente e vicepresidenti dell’Afg, presidente e vicepresidente OgL, segretario e tesoriere dell’Afg, direttore pro-tempore della scuola. Esso ha il compito di tradurre operativamente le delibere del Consiglio e di assicurare continuità ed efficienza all'attività dell'Ifg nonché di adottare provvedimenti urgenti da sottoporre poi alla valutazione del Consiglio di presidenza in occasione della prima riunione utile;


 


l) demanda al regolamento interno dell'Ifg la definizione delle strutture didattiche, l'emanazione di norme disciplinari per gli allievi; la fissazione di criteri di selezione dei candidati da ammettere ai corsi;


 


m) il Consiglio può delegare taluni suoi compiti al Presidente, ad uno o più dei suoi membri, o a non soci, delimitando le funzioni e responsabilità”.


 


 


 


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STEFANO GALLIZZI PRESIDENTE SCUOLA W.TOBAGI


 


Milano, 14 maggio 2009. L¨Associazione Walter Tobagi per la formazione al Giornalismo, ha rinnovato i propri vertici e presidente è stato eletto Stefano Gallizzi, tesoriere Alberto Comuzzi, segretario Maria Amelia Beltramini, tutti rappresentanti istituzionali dell¨Ordine dei Giornalisti della Lombardia. «Dopo aver siglato l'importante accordo con l'Università Statale di Milano, che prevede una gestione condivisa del prossimo corso della più prestigiosa scuola di giornalismo italiana ¨ afferma Stefano Gallizzi -, si è ritenuto giusto ed opportuno far sì che l'Ordine, socio predominante dell'Associazione, si assumesse importanti responsabilità in prima persona». «L'Associazione - conclude la nota - rivolge un sentito ringraziamento a chi, fino ad oggi, ha guidato la scuola con impegno e dedizione». (ANSA).


 


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Si terrà il 26 marzo (h 10.30)


al Circolo della Stampa


 


Assemblea degli iscritti


all'Albo di Milano. Bilancio


preventivo 2009: i


revisori bocciano un


contributo di 50mila


euro a favore


dell'Ifg De Martino.


 


"La situazione attuale è caratterizzata da una pesante crisi giornalistico-editoriale. Non bisogna creare altri giornalisti essendo già molti (troppi) quelli attuali spinti con forza fuori dal mercato e molti altri costretti a sottostare ad umilianti e non dignitose condizioni di lavoro".


 


 


Milano, 16 marzo 2009. Pubblichiamo uno stralcio della relazione che il presidente dei revisori dei conti, Ezio Chiodini, leggerà nel corso dell'assemblea del 26 marzo (Circolo della stampa, ore 10,30) dei giornalisti iscritti all'Albo di Milano. In quell'occasione i giornalisti lombardi saranno chiamati a votare il bilancio consuntivo 2008 e il bilanco preventivo 2009 dell'Ordine regionale.


 


Per quanto riguarda l'impegno nei confronti dell'Afg/Ifg cioè, nella sostanza, alla scuola di giornalismo, "il parere dei revisori è non favorevole all'inserimento, nel bilancio di previsione 2009, di un ulteriore impegno di 50 mila euro".


Ciò, innanzitutto, perché i revisori ritengono non rientri nelle finalità dell'Ordine devolvere, direttamente o indirettamente, fondi e/o sostenere spese per finanziare, a fondo perduto, corsi o simili per aspiranti giornalisti. Questi fondi, della categoria, possono/debbono a nostro avviso essere destinati solo ad attività a favore di chi fa già parte della categoria.


Tanto più nella situazione attuale, caratterizzata da una pesante crisi giornalistico-editoriale che non necessita di creare altri giornalisti essendo già molti (troppi) di quelli attuali spinti con forza fuori dal mercato e molti altri costretti a sottostare ad umilianti e non dignitose condizioni di lavoro. In aggiunta a tutto questo l'Ifg De Martino, prima scuola di giornalismo in Italia, a nostro e non solo a nostro parere ha concluso la propria missione sia per effetto della nascita di altre (troppe) scuole di giornalismo sia perchè, due anni fa, i suoi corsi, fino a quel momento gratuiti per gli studenti, sono diventati a pagamento e quindi hanno perso la loro motivazione originaria.


Non solo. Il panorama di Afg/Ifg appare fosco. Nessun progetto articolato e ben definito di autonoma (autonoma!) sopravvivenza è stato finora predisposto né, tanto meno, appare chiaro e inequivocabile l'eventuale (eventuale!) ruolo e impegno della Regione Lombardia nell'avviamento di un eventuale nuovo corso.


Per tutto ciò - oltre a considerazioni di altra natura - il nostro parere è contrario al sostenimento di altri gravosi impegni economici a favore - direttamente o indirettamente - di Afg/Ifg. Sottolineando, di nuovo, che questi impegni non rientrano, a nostro avviso, nelle finalità dell'Ordine.


"Desta inoltre forti perplessità - aggiunge il revisore Marco Ventimiglia - l'utilizzo che di questi soldi è fatto, in particolare con la stipula di un contratto giornalistico da caporedattore per il Direttore della Scuola a fronte di un impiego che è di fatto part-time, nonché con la stipula di un contratto di consulenza a beneficio di un parente stretto di un membro del Consiglio di presidenza AFG, vicende che hanno avuto anche risonanza pubblica attraverso Internet".


IFG "CARLO  DE MARTINO":


la convenzione tra l'Ordine


lombardo e l'Università  statale


è scritta, ma il Consiglio è spaccato


sull'entità del contributo preteso


dall'Ateneo (200mila euro),


mentre la crisi dei  mass media


dal 2003 ad oggi ha mandato in


frantumi il "sogno" di tanti giovani


diventati professionisti. Gli assunti


sono pochissimi, mentre i precari


formano un reggimento. Possono


le scuole dell'Ordine sfornare solo


precari? O  è meglio ridurle da 18 a


6 (tre a Milano e tre a Roma), negando


il praticantato alle altre 12?


E' urgente una decisione drastica.


 


L'Ordine deve rispondere a una domanda che viene dal basso: gli euro versati dagli iscritti, come quota annuale, possono essere spesi per coloro che diventeranno giornalisti o devono essere spesi per coloro che sono già giornalisti e che sono senza lavoro? All'Ordine anche il sindacato chiede di finanziare  corsi sofisticati di aggiornamento professionale  che possano dare una speranza a chi oggi  è disoccupato.


 


di Franco Abruzzo


Milano, 2 marzo 2009. Il destino dell'Istituto "Carlo De Martino" per la Formazione al Giornalismo (meglio noto  come "Ifg De Martino") è appeso a un esile filo. L'accordo, sotto forma di convenzione della durata biennale, in questi giorni è stato raggiunto tra il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia e il rettore della Università Statale. Ma sulla convenzione il Consiglio dell'Ordine sarebbe spaccato, mentre i revisori dei conti nutrono forti perplessità almeno su un passaggio del patto, che implica uscite consistenti. Il 4 marzo la convenzione verrà esaminata dal Consiglio di presidenza dell'Associazione "Walter Tobagi" per la Formazione al giornalismo ("Afg Tobagi"), l'ente senza scopo di lucro che, per conto dell'Ordine, gestisce l'Ifg De Martino. La parola definitiva sarà pronunciata dal Consiglio dell'Ordine, che, con la Regione Lombard ia, ha finanziato l'Afg e che, dopo il ritiro della Regione Lombardia, rimarrà da solo a sostenere economicamente l'Afg. Nel 2008 l'Ordine ha sborsato 250mila euro e quest'anno ne dovrà scucire altri 80/90mila. Il  passaggio della convenzione, che fa discutere e divide,  è  racchiuso nell'articolo 6:


"L'Università mette a disposizione del corso per master aule per lezioni e seminari, gli spazi, i supporti tecnologici e i servizi amministrativi e tecnici  attualmente utilizzati dalla Scuola, nonché le testate giornalistiche edite autonomamente dalla Scuola medesima, comprendenti un quotidiano on-line, con radio e televisione, e un periodico quindicinale, assicurando inoltre i finanziamenti necessari per il suo funzionamento.


L'Associazione "Walter Tobagi" si impegna a contribuire agli oneri connessi al funzionamento del corso per master, fornendo un vice-direttore dei laboratori e delle testate, dedicato all'attività pratico-professionale del master a tempo parziale per non meno di cinque mezze giornate settimanali, e una unità di personale amministrativo a tempo pieno, scelti d'intesa con il Direttore della Scuola. L'Associazione si impegna inoltre a finanziare, direttamente o con fondi acquisiti da terzi, 5 vouchers biennali per ciascun biennio attivato, che coprano un importo pari alla metà della tassa di iscrizione prevista per gli studenti ammessi al master".


Il secondo comma dell'articolo 6 va tradotto in numeri:  la retribuzione del vicedirettore  avrebbe un costo  pari a quello dell'attuale direttore dell'Ifg De Martino, cioè 65mila euro all'anno, mentre il costo  dell'unità di personale amministrativo è sui 37.500 euro. Il totale fa 102.500 euro all'anno Il costo dei 5 vouchers ("buoni formativi") è di 97.500 euro pari alla metà del gettito (195mila euro) delle rette pagate dai 30 allievi/praticanti (ognuno dovrà versare 6.500 euro all'anno). Il contributo dell'Ordine, quindi, dovrebbe ammontare a 200mila euro. Ma non è finita: la convenzione presuppone che l'Associazione "Walter Tobagi" per la Formazione al Giornalismo ("Afg Tobagi") mantenga la sede attuale di via Filzi 17 con il personale, si presuppone, che ne garantisca l'operatività. Accade, però, che in quella sede l'Afg, in base a un accordo con la Regione Lombardia, possa rimanere soltanto fino al dicembre 2010. La Regione ha già venduto l'immobile. Prendere in affitto locali di 600 mq (per farne quale uso?) comporterebbe una uscita di almeno 250/350mila euro all'anno. L'articolo 7 della Convenzione recita: "L'Università e l'Associazione si impegnano reciprocamente a consentire alle persone coinvolte nella realizzazione del master l'accesso alle rispettive strutture, a specifiche banche dati, archivi e biblioteche, nonché l'utilizzo delle necessarie attrezzature tecnologiche", mentre l'articolo 8 afferma: "L'Università e l'Associazione garantiscono, ciascuna per il p roprio personale impegnato nelle attività del master, la copertura assicurativa contro gli infortuni e per responsabilità civile. Analoga copertura è assicurata dall'Università per gli studenti del master, anche qualora dovessero frequentare i locali dell'Associazione". La convenzione, quindi, ha costi nascosti,  che hanno suscitato l'attenzione critica dei revisori dell'Ordine contrari, pari, a sottoscrivere patti dai costi imprevedibili.  La convenzione, invece, ha il sostegno del presidente e del tesoriere dell'Ordine,  che fino al 2007,  erano contrari a protrarre la vita della scuola.


Delle commissioni di selezione per l'ammissione al master, -dice l'articolo 3 -,  faranno parte anche membri designati dall'Associazione "Walter Tobagi" in accordo con l'Ordine dei giornalisti della Lombardia, in numero tale per cui i componenti giornalisti, a norma dell'art. 22 del "Quadro di indirizzi per il riconoscimento, la regolamentazione e il controllo delle scuole di formazione al giornalismo" approvato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, risultino complessivamente pari al numero dei componenti universitari. Questo articolo  fa capire la ratio della convenzione: l'Ordine vuole contare nella struttura universitaria, nominando commissari e docenti,.ma questo sfizio implica uscite pesanti per l'ente. Non è più conveniente consegnare l'Afg/Ifg alla Statale  senza giocare alcun ruolo? E a costo zero? L'Università statale pertanto dovrebbe assorbire l'Ifg, contando soltanto sulle rette degli studenti. Lo farà? Senza il salvagente della Statale, l'Ifg chiuderà a fine ottobre 2009, quando terminerà il XVI biennio. In 32 anni di vita l'Ifg ha formato 650 giornalisti professionisti, di cui almeno 500 (tra i quali, 40 direttori e vicedirettori) hanno una occupazione stabile.


Dalla fusione tra l'attuale master della Statale e il  corso dell'Ifg dovrebbe nascere una nuova Scuola ridenominata "Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano". Con l'autorizzazione dell'Ordine nazionale dei Giornalisti, il master  avvierà alla professione 30 allievi per anno in possesso di laurea conseguita in una qualunque classe.  In  sostanza l'Ordine e l'Università recupererebbero la  Convenzione del 2004, che prevedeva il trasferimento dell'Ifg nella Statale. Quell'accordo fu bloccato dall'assessore regionale alla Formazione con la garanzia che il Pirellone avrebbe continuato a finanziare l'Afg-Ifg, ma l'impegno fu disatteso nel giro di sei mesi, quando ormai la Statale aveva dato vita al suo master biennale in giornalismo. Il Consiglio dell'Ordine, per far fronte alle esigenze del bilancio Afg 2005, chiese 10 euro a ognuno dei 22mila ìscritti all'Albo. Non mancarono le polemiche per quell'esigua richiesta una tantum. L'anno successivo l'Afg si è trovata costretta a licenziare due impiegate per mancanza di fondi. Il bilancio 2007/2008 ha chiuso in pareggio grazie a un contributo straordinario dell'Ordine di 250mila euro, mentre quest'anno l'Ordine dovrà sborsarne altri 80/90mila per portare a conclusione il XVI  biennio.


In Lombardia  attualmente sono aperte 4 delle 18 scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine nazionale. Altre scuole hanno chiuso i battenti o sono in difficoltà (Bari, Potenza, Firenze, Palermo). Le scuole lombarde sono quelle della Università Statale, della Università Iulm e della Università  Cattolica. La quarta scuola è l'Ifg De Martino (40 allievi praticanti al biennio contro i 30 delle altre). Gli allievi al biennio sono 550 circa sul piano nazionale, mentre ogni anno le redazioni perdono grosso modo 200/250 giornalisti, che vanno in pensione.  Questi numeri fanno capire la gravità delle prospettive. Bisogna considerare anche che gli editori non hanno alcun  obbligo di assumere i praticanti delle 18 scuole. Possono assumere chi vogliono. I giornalisti disoccupati sul piano nazionale sono 2mila circa, di cui 520 in Lombardia. La crisi dei mass media dal 2003 ad oggi ha mandato in frantumi il "sogno" di tanti giovani  diventati professionisti. Gli assunti sono pochissimi, mentre  i precari formano un reggimento. Possono  le scuole dell'Ordine sfornare solo precari? O  è meglio ridurle da 18 a 6 (tre a Milano e tre a Roma), negando  il praticantato alle altre 12? E' urgente una decisione drastica.


Per ora il bando del XVII biennio 2009/2011 è bloccato. Oggi la Regione Lombardia ha il problema serio di riservare i suoi mezzi anche agli ammortizzatori sociali alla luce di una crisi occupazionale acuta  nella maggior parte delle 11 province in cui è diviso il suo territorio. Una crisi che ha colpito anche le redazioni di quotidiani, periodici, Tg, radiogiornali e giornali telematici. La Regione Lombardia non può finanziare una scuola, che, nata nel 1977,  soprattutto dal 2003 in poi   sforna, come tutte le altre scuole,  per lo più disoccupati e precari. L'Ordine deve rispondere a una domanda che viene dal basso: gli euro versati dagli iscritti, come quota annuale, possono essere spesi per coloro che diventeranno giornalisti o devono essere spesi per coloro che sono già giornalisti e che sono senza lavoro? All'Ordine anche il sindacato chiede di finanziare  corsi sofisticati di aggiornamento professionale  che possano dare una speranza a chi oggi  è disoccupato.


 


Ifg De Martino: precisazione del presidente dell’Ordine dei giornalisti Letizia Gonzales


Newsletter n. 12 del 11 Febbraio 2008


di Letizia Gonzales

La voglia di protagonismo e di scoop a tutti i costi dell’ex presidente dell’Ordine Franco Abruzzo produce l’unico risultato di creare confusione in un momento molto delicato per il futuro della Scuola di giornalismo di Milano.
L’Ordine dei giornalisti della Lombardia in collaborazione con il presidente AFG Carlo Maria Lomartire  sta lavorando intensamente da tempo e con grande tenacia  per assicurare un rilancio all’IFG  Carlo De Martino, all’altezza del suo glorioso passato.
Il Consiglio dell’Ordine della Lombardia si riunisce proprio stasera 11 febbraio  per tracciare un percorso,  che prevede  la valutazione di diversi progetti. Fra questi, ma non l’unico, c’è  la proposta dell’Università Statale di Milano, che è al vaglio dei  consiglieri. La  soluzione finale dovrà essere esaminata dall’assemblea dei soci Afg e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine. Franco Abruzzo sa bene da ex cronista giudiziario che le informazioni in primis vanno verificate alla fonte e che divulgare notizie parziali nel corso di un’istruttoria rischia di pregiudicare qualsiasi risultato.


Letizia Gonzales
Presidente
Ordine dei Giornalisti
della Lombardia

IFG "DE MARTINO":


il futuro potrebbe essere


quello dell'assorbimento


nella Università statale


di Milano. L'Ordine


lombardo deciderà presto.


Pronta la convenzione.


Per ora il bando del XVII


biennio 2009/2011 è bloccato.


 


I consiglieri dell'Ordine di Milano e dell'Associazione "Walter Tobagi" per la Formazione al Giornalismo (Afg Tobagi) in questi mesi hanno lavorato intensamente per individuare una soluzione. La soluzione è quella di mantenere in vita, - attraverso una Convenzione della durata iniziale di 3 anni - l'Ifg nella Scuola dell'Università Statale, che ha sede in Sesto San Giovanni. I due corsi oggi hanno 70 allievi. Dalla fusione dovrebbe nascere una nuova Scuola ridenominata "Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano". Con l'autorizzazione dell'Ordine nazionale dei Giornalisti, il master avvierà alla professione 30 allievi per anno in possesso di laurea conseguita in una qualunque classe. La convenzione ha un punto deb ole: l'incapacità dell'Afg di contribuire alle spese di funzionamento del master.


 


di Francesco De Bonis-redattore collettivo


Milano, 10 febbraio 2009. L'Istituto "Carlo De Martino" per la Formazione al Giornalismo (meglio noto come "Ifg De Martino") combatte in queste settimane la battaglia per la sopravvivenza dopo la decisione della Regione Lombardia di tagliare i finanziamenti (da 500mila a 250mila all'anno nel triennio 2007-2009) a seguito della riduzione degli stanziamenti del Fondo sociale europeo (Fse). Per ora il bando del XVII biennio 2009/2011 è bloccato. Oggi la Regione Lombardia ha il problema serio di riservare i suoi mezzi (di provenienza europea) anche agli ammortizzatori sociali alla luce di una crisi occupazionale acuta nella maggior parte delle 11 province in cui è diviso il suo territorio. Una crisi che ha co lpito anche le redazioni di quotidiani, periodici, Tg, radiogiornali e giornali telematici. I giornalisti professionisti e praticanti disoccupati sono in Lombardia 500 circa (e 1.500/2.000 in tutt'Italia). La Regione Lombardia non può finanziare una scuola, che, nata nel 1977, soprattutto dal 2004 in poi sforna, come tutte le altre scuole, per lo più disoccupati e precari. In 32 anni di vita l'Ifg ha formato 650 giornalisti professionisti, di cui almeno 500 (tra i quali, 40 direttori e vicedirettori) hanno una occupazione stabile.


In Lombardia attualmente sono aperte 4 delle 18 scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine nazionale. Altre scuole hanno chiuso i battenti o sono in difficoltà (Bari, Potenza, Firenze, Palermo). Le scuole lombarde sono quelle della Università Statale, della Università Iulm e della Università Cattolica. La quarta scuola è l'Ifg De Martino (40 allievi praticanti al biennio contro i 30 delle altre). Gli allievi al biennio sono 550 circa sul piano nazionale, mentre ogni anno le redazioni perdono grosso modo 200/250 giornalisti, che vanno in pensione. Questi numeri fanno capire la gravità delle prospettive. Bisogna considerare anche che gli editori non hanno alcun obbligo di assumere i praticanti delle 18 scuole. Possono assumere chi vogliono.


I consiglieri dell'Ordine di Milano e dell'Associazione "Walter Tobagi" per la Formazione al Giornalismo (Afg Tobagi) in questi mesi hanno lavorato intensamente per individuare una soluzione. La soluzione è quella di collocare, - attraverso una Convenzione della durata iniziale di 3 anni - l'Ifg nella Scuola dell'Università Statale, che ha sede in Sesto San Giovanni (piazza Montanelli). I due corsi oggi hanno 70 allievi. Dalla fusione dovrebbe nascere una nuova Scuola ridenominata "Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano". Con l'autorizzazione dell'Ordine nazionale dei Giornalisti, il master avvierà alla professione 30 allievi per anno in possesso di laurea conseguita in una qualunque classe. Le modalità di partecipazione alla selezione per l'ammissione al master, le modalità di iscrizione e l'entità dei contributi di iscrizione saranno determinate ogni anno dall'Università di Milano e rese note nel bando di concorso.


In sostanza l'Ordine e l'Università recupererebbero la Convenzione del 2004, che prevedeva il trasferimento dell'Ifg nella Statale. L'accordo, siglato dall'allora presidente dell'Ordine Franco Abruzzo e dal rettore Enrico Decleva, fu bloccato dall'assessore regionale alla Formazione con la garanzia che il Pirellone avrebbe continuato a finanziare l'Afg-Ifg, ma l'impegno fu disatteso nel giro di sei mesi, quando ormai la Statale aveva dato vita al suo master biennale in giornalismo. Il Consiglio dell'Ordine, per far fronte alle esigenze del bilancio Afg 2005, chiese 10 euro a ognuno dei 22mila ìscritti all'Albo. Non mancarono le polemiche per quell'esigua richiesta una tantum. L'anno successivo l'Afg si è trovata costretta a licenziare due impiegate per mancanza di fondi. Il bilancio 2007/2008 ha chiuso in pareggio grazie a un contributo straordinario dell'Ordine di 250mila euro, mentre quest'anno l'Ordine dovrà sborsarne altre 80/90mila per portare a conclusione il XVI biennio.


L'Università mette a disposizione del nuovo master aule per lezioni e seminari, gli spazi, i supporti tecnologici e i servizi amministrativi e tecnici attualmente utilizzati dalla Scuola, nonché le testate giornalistiche edite autonomamente dalla Scuola medesima, comprendenti un quotidiano on-line, con radio e televisione, e un periodico quindicinale, assicurando inoltre i finanziamenti necessari per il suo funzionamento. L'Associazione "Walter Tobagi" si dovrà impegnare a contribuire agli oneri connessi al funzionamento del master, assicurando all'Università un finanziamento annuale, il cui ammontare sarà definito di anno in anno. Parimenti saranno determinate di anno in anno le modalità di corresponsione del contributo finanziario. Queste parole sono nella Convenzione. Accade, però, che l'Associazione non abbia mezzi economici, perché l'aiuto della Regione verrà meno alla fine del 2009, mentre l'attuale sede di via Filzi dovrà essere restituita all'inizio del 2011 al proprietario, che l'ha acquistata dalla Regione nel 2008. L'Università statale pertanto dovrebbe assorbire l'Ifg, contando soltanto sulle rette degli studenti. Lo farà? Senza il salvagente della Statale, l'Ifg chiuderà a fine ottobre 2009, quando terminerà il XVI biennio.


Il progetto, però, è ambizioso. La Statale e l'Afg intendono promuovere e realizzare, in un ambiente moderno e tecnologicamente avanzato, un percorso di formazione al giornalismo di eccellenza, che miri a preparare un professionista versatile, capace di operare in maniera competente e produttiva in tutti i settori dei media, dotato di solide basi culturali e deontologiche, con un profilo internazionale e aperto all'innovazione tecnico-scientifica.


ORDINE della LOMBARDIA.


Una pagina oscura e dimenticata


con verbali ancora oggi indisponibili.


 


Torna d’attualità il “golpe” all’Afg


“W. Tobagi” avvenuto il 6/5/2009,


quando Letizia Gonzales nel giro


di un’ora ha cambiato lo Statuto


e ha eliminato dal Consiglio della


scuola i tre revisori dell’Ordine


e il presidente Carlo Maria


Lomartire sostituendolo con il


suo “vice” in seno all’Ordine. Eppure


gli autori di questo “golpe” danno


del  “tiranno” a  Franco Abruzzo!


 


Il 10/5/2009 Ezio Chiodini


(presidente del Collegio dei


revisori dell’OgL) scrive alla


Gonzales e ai consiglieri:


“Si stanno già intessendo


le alleanze per il nuovo Consiglio


dell’Ordine. Che alcuni


sperano sia un rinnovo”.


 


La lettera è stata scritta nel contesto del golpe avvenuto nel Consiglio di amministraione dell’Afg “W Tobagi”. Scrive Chiodini: “Tutto ciò è ampiamente documentato nei verbali delle riunioni del Consiglio di presidenza e del Comitato ristretto. Mi riferisco ai verbali disponibili poiché, come diligentemente  riferito e documentato dalla segretaria d.ssa Tania Fasano, non tutti i verbali risultano disponibili e quindi conservati e alcuni di quelli disponibili non sono ancora stati approvati”. ANCORA OGGI “NON TUTTI I VERBALI RISULTANO DISPONIBILI”. Il consiglio dell’Ordine in carica vuole dare spiegazioni  sul punto agli iscritti negli elenchi dell’Albo? Nessuno ha ancora spiegato perché il Consiglio regionale dell’Ordine ha lasciato cadere l’offerta dell’Università di Malta pronta a salvare l’Ifg DeMartino…...


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Leggi in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3845


“Colpo di Stato”: i 9 consiglieri
dell’Ordine di Milano riuniti
il 6 maggio due volte nello
spazio di un’ora come soci
benemeriti dell’Afg Tobagi
decapitano il vecchio Consiglio
di presidenza dell’Afg stessa,
nominano i sostituti e un presidente
ad interim (Stefano Gallizzi).
Gesto dignitoso di Carlo M.
Lomartire: si dimette l’8 maggio
(dalla presidenza dell'Afg)
con una lettera fortemente polemica,
quando ormai era stato cacciato
da due giorni (ma viene recuperato
nel direttivo del master della “Statale”).
Dal Consiglio eliminati Chiodini e Ventimiglia
oppositori della presidenza dell’Ordine.

L’Afg è un ente senza scopo di lucro che finora ha gestito l’Ifg De Martino (ceduto ora alla Statale di Milano) in base a una convenzione con la Regione Lombardia.

Lomartire ha scritto: “È evidente che non posso restare a presiedere un organismo che, in base alle modifiche apportate allo statuto dell’Afg, non è lo stesso che mi ha eletto. Ma c’è dell’altro. In sostanza il Consiglio dell’OdgL avoca a sé direttamente e tutta intera la gestione dell’Associazione. Una impostazione legittima ma che non condivido”. Posti di lavoro a rischio: “Anche il proposito (di preservare i posti di lavoro, 5, ndr) è stato, purtroppo, seccamente respinto dal Consiglio dell’OdgL. Ragione di più per constatare la netta divaricazione fra il mio orientamento e quello del “padrone” dell’Afg. E per trarne le conseguenze. Sono certo che, a questo punto, dei problemi riguardanti i posti di lavoro si farà carico, direttamente e responsabilmente, il Consiglio dell’OdgL”.
ricostruzione di Franco Abruzzo 


data 15/4/2010


Ai Consiglieri di OgL e Afg-Milano.


Gentili e cari colleghi, da due giorni, con riferimento alla scabrosa storia dei verbali dell’Afg di cui ha parlato per primo Ezio Chiodini,  gira per il vasto mondo un testo attribuito al presidente dell’Afg. A me sembra un testo con diversi e molteplici buchi: non si parla dei verbali mancanti, non si parla del problema  sollevato dai sindaci dell’Afg a proposito della posizione della signora Cinzia  passata da mezzo tempo a tempo pieno e meritatamente premiata con un aumento di stipendio senza l’ok del Consiglio di presidenza dell’Afg, ma non si parla nemmeno del posto dove i documenti sono stati conservati (a casa di qualche consigliere, ma se è così chi garantisce sulla genuinità delle carte?). Vi prego di fornirmi  informazioni precise. Per ora non pubblico nulla, ma aspetto vostre nuove. Domanda: il nuovo status della signora Cinzia è stato comunicato a  chi di dovere? Buon lavoro e cordiali saluti, franco abruzzo


 


“Buongiorno a tutti. Vi scrivo per aggiornarvi sulla questione dei verbali non approvati. Finalmente siamo riusciti a ricostruire la situazione delle varie sedute: mancavano da approvare alcuni verbali relativi alle riunioni presiedute da Carlo Maria Lomartire. Da mercoledì 14 aprile copia di questi verbali saranno a disposizione presso l'Ordine dei Giornalisti, da Tania Fasano (la mattina dalle 9.30 alle 12.30) per la lettura e le relativi correzioni o integrazioni.  Nelle settimana dal 26 al 30 aprile sarà convocato un Consiglio di Presidenza per provvedere all'approvazione di tutti quelli mancanti (come d'altronde avevamo stabilito nell'ultimo Consiglio). Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento  e ne approfitto per chiedervi  di segnalare  a Tania Fasano le disponibilità in quei giorni (è indispensabile il numero legale) per provvedere alla convocazione. Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità. Cordialmente, Stefano Gallizzi”


 


data 10/4/2010


Da: Franco Abruzzo


A: Presidente, vicepresidente, consiglieri e  revisori


dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.


Cari colleghi, ho appreso in questi giorni, con stupore, che i verbali delle sedute del Consiglio di presidenza dell’Afg “W. Tobagi” dal luglio 2007 a tutto il 2009, non sono stati a tutt’oggi approvati. Sono interessato a  conoscere la verità perché ho fatto parte del Consiglio dell’Ordine e del Consiglio dell’Afg dal giugno 2007 al maggio 2008.


Mi interessa che risulti da qualche parte che non ho approvato i lavori di ristrutturazione della sede di via  Filzi 17 dell’Ifg De Martino costati 180mila euro circa e sborsati dal nostro Ordine. Lavori inutili, perché sapevamo che l’Ifg avrebbe dovuto lasciare la sede alla fine del 2010. Invece la sede è stata consegnata alla Regione addirittura alla fine del 2009.


Che quello del marzo 2007 fosse l’ultimo accordo con la Regione Lombardia (840mila euro in 3 anni) era noto a me e a Barranco e ai Consigli di Ordine e Afg in carica fino al giugno 2007 (Letizia ne era consapevole e informata). Questo dato fu acquisito dal nuovo Consiglio. E se le cose stavano così, perché sono sTati  buttati 180mila euro in lavori inutili? Mi si potrebbe rispondere che quei lavori erano necessari. Lo sapevamo benissimo anche io e Barranco, ma la cassa non ci ha mai consentito di attuarli.  E abbiamo tirato avanti. Quei 180mila euro appartengono ai giornalisti della Lombardia, che potrebbero chiederne conto a chi ha firmato  quella spesa insensata.  Io ho votato contro. Ma i verbali non sono stati approvati. Qualcuno vuole provvedere e daresollecite spiegazioni?


Cordiali saluti,


Franco Abruzzo


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Leggi tutto in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5478


INDAGINE CONOSCITIVA
sugli allievi dell'Istituto
“Carlo De Martino” per la
Formazione al Giornalismo.
Una scuola che ha “creato”
in 32 anni ben 683 giornalisti.
In coda: gli allievi dell’Ifg divisi
per biennio dal 1977 al 2009.
Appello di Abruzzo agli ex-allievi:
“Aiutatemi a ricostruire i vostri
percorsi professionali, così
teniamo viva la memoria dell’Ifg.
Il mio indirizzo è fabruzzo39@yahoo.it".

ricerca di Franco Abruzzo


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