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Casse di previdenza
(compreso l’Inpgi)
in grande allarme:
equilibrio a 50 anni
da garantire entro
il 30 settembre 2012.
Il dl 216/2011 è legge.
La linea Fornero passa.

Il passaggio obbligatorio al contributivo pro rata e il contributo di solidarietà dell'1% richiesto ai professionisti pensionati scatteranno con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2012 se l'equilibrio a 50 anni non sarà garantito. Secondo la relazione attuariale del prof Marco Mecocci del luglio 2011, l’Inpgi “è in grado di pagare le pensioni fino al 2059 senza intaccare le riserve”.

di Franco Abruzzo

Milano, 24 febbraio 2012. La ministra Elsa Fornero  segna un punto all’attivo con l’approvazione del dl 216/2011 (cd “Milleproroghe”) convertito ieri dal Senato. L’articolo 29 (comma 16/nonies), modificando l’articolo 24 (comma 24) del dl 201/2011, sposta dal  30 giugno al 30 settembre  l’adozione da parte delle Casse privatizzate (Inpgi compreso) delle “misure volte ad assicurare l'equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta anni. Le delibere in materia sono sottoposte all'approvazione dei Ministeri vigilanti; essi si esprimono in modo definitivo entro trenta giorni dalla ricezione di tali delibere. Decorso il termine del 30 settembre 2012 senza l'adozione dei previsti provvedimenti, ovvero nel caso di parere negativo dei Ministeri vigilanti, si applicano, con decorrenza dal 1° gennaio 2012: a) le disposizioni sull'applicazione del pro-rata agli iscritti alle relative gestioni; b) un  contributo di solidarietà, per gli anni 2012 e 2013, a carico dei pensionati nella misura dell'1 per cento”.


Le 20 Casse di previdenza privatizzate (Inpgi compreso) dovranno ora dimostrare che hanno una  “resistenza”  e una prospettiva di vita di 50 anni, combinando entrate ed uscite nonché  rendite del patrimonio, inizialmente escluse. Gli esperti sostengono che solo medici e notai rientrano nei nuovi parametri. Per quanto riguarda l’ente dei giornalisti, la ministra il 20 dicembre ha affermato nella sede della Fnsi: “La Cassa dei giornalisti, come le altre, ha problemi di sostenibilità”.


La ministra Fornero vuole un passaggio complessivo al sistema di calcolo contributivo delle pensioni, scelta che alcuni enti potrebbero dover fare per garantire l'equilibrio di lungo periodo. Agli enti previdenziali privati viene, infatti, richiesto con legge (dl 201/2011, art. 24 comma 24) un equilibrio tra entrate e uscite di 50 e non più di 30 anni. Le entrate saranno composte dai versamenti contributivi degli iscritti e dalle rendite del patrimonio, inizialmente escluse. Resta però fuori gioco il patrimonio nel suo complesso (e su questo punto è polemica durissima). In caso di saldo negativo, gli enti che entro il 30 settembre 2012 (inizialmente, come riferito,  la scadenza era prevista al 30 giugno) non si saranno riformati per rispettare il nuovo parametro di sostenibilità dovranno passare al calcolo contributivo con pro-rata e agli iscritti che risultano già in pensione sarà richiesto un contributo di solidarietà dell'1% per il 2012 e il 2013.


La Camera aveva accolto il 20 gennaio un emendamento (che oggi è il comma 16/nonies dell’art. 29  del dl 216/2011 - cd. Milleproroghe) di Giuseppe Francesco Marinello (Pdl) che posticipa dal 30 giugno al 30 settembre 2012 la scadenza entro cui le Casse di previdenza professionali possono mettersi in regola con i saldi previdenziali e bilanci tecnici in equilibrio su 50 anni. «Il Governo – in quell’occasione sottolineò Andrea Camporese, presidente dell'Adepp – ha detto anche di voler rivedere con decreto i criteri per la tenuta dei bilanci e su questo diamo la nostra piena disponibilità a cooperare». 


Con la manovra approvata il 15 luglio e ratificata  l’8 novembre 2011 dai Ministri vigilanti (Economia e Lavoro), l’Inpgi, tenendo conto dell'intero patrimonio,   ha la capacità di pagare le pensioni per 50 anni e fino al 2059, come emerge dalla relazione attuariale del prof Marco Micocci, che pubblichiamo qui sotto. Solo il periodo 2030-2034 mostra una lievissima inversione di segno della dinamica con un’erosione dello 0,20% annuo nel quinquennio considerato. E’ la cosiddetta “gobba”. Con gli effetti della manovra il patrimonio dell'Istituto continuerà ad essere crescente e, nei prossimi 50 anni, non saranno intaccate le riserve accantonate. (Un esame più approfondito è in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=7616).


INPGI - Valutazioni attuariali della riforma del 2011 (prof. Marco Micocci)


Roma, 13 luglio 2011. Dallo studio attuariale del prof Marco Micocci sulle prospettive dell'Inpgi nel periodo 2009-2059 emerge quanto segue: "Come si evince dalle tabelle in base  alle basi tecniche adottate  nelle valutazioni, il Fondo mantiene l'obiettivo di pagare le pensioni per tutto il periodo di simulazione (2009-2059). Con la riferimento agli indicatori cardine di solvibilità prospettica di Inpgi val la pena di evidenziare:


- il Patrimonio dell’istituto è sostanzialmente sempre crescente (anche se ovviamente in modi diversi) sia nella simulazione a patrimonio di mercato che nella simulazione a patrimonio storico; questa dinamica è ovviamente il presidio più rilevante che iscritti possono vantare ed è ottenuto già con le ipotesi “ministeriali” di rendimento.


- l’Indice di Garanzia rimane stabilmente a livelli “solidi” che testimoniano l’incisività della Riforma 2011; il valore minimo (corrispondente al momento demografico “peggiore” della gestione) dell’indice nel caso di simulazione a patrimonio di mercato è pari a 0,88; nel caso di simulazione a patrimonio storico a 0,64. In entrambi i casi al momento del minimo dell’Indice di Garanzia ci si trova comunque in uno scenario di patrimonio crescente.


- l’indice di Garanzia chiude il periodo di simulazione oltre il livello di 2 nello scenario a patrimonio di mercato e oltre 1,7 nel caso di patrimonio storico.


- considerando la sola gestione IVS I’Indice di Garanzia si attesta a valori lievemente migliori di quelli sopra citati.


Per comprendere appieno la portata della Riforma 2011, nel par. 7 sono analizzate le principali differenze tra ìl Bilancio Tecnico ante e post riforma.


Le dinamiche degli indicatori descritti, del saldo tecnico (contributi - prestazioni) e del saldo corrente (contributi + rendimenti - spese - prestazioni) mostrano che l’incremento delle aliquote di contribuzione (par. 2.21), la variazione dell’età di vecchiaia delle donne (par. 2.20) e la graduale sostituzione dei “vecchi” iscritti con i “nuovi” giornalisti attivi riporta l’Istituto in una situazione virtuosa nel medio - lungo periodo.


In particolare, i giornalisti entrati in INPGI dal 24.7.1998 in avanti sono contraddistinti da un favorevole rapporto tra contributi versati e prestazioni; in termini tecnici l’aliquota di equilibrio del loro trattamento è inferiore all’aliquota di contribuzione che effettivamente versano. Pertanto via via che le nuove generazioni entrano nel fondo apportano nuovi contributi che in parte sanano anche le dinamiche non altrettanto virtuose ereditate dalle generazioni precedenti.


Quanto evìdenziato in precedenza con riferimento al patrimonio di mercato è riflesso anche nei risultati dei Bilancio Tecnico Sintetico (Tabella 6.3 e 6.4) che mostrano un rilevante avanzo tecnico derivante proprio dalla dinamica di lungo periodo della gestione.


NOTA/8 In questo caso (patrimonio storico) il solo periodo 2030-2034 mostra una lievissima inversione di segno della dinamica con un’erosione dello 0,20% annuo nel quinquennio considerato.


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LA NUOVA NORMATIVA.


1. Dl 216/2011 (cd. Milleproroghe) convertito in legge dal Senato nella seduta del 23/2/2012. Articolo 29 (Proroghe di termini in materia fiscale).


comma 16-novies. Al fine di consentire la predisposizione dei bilanci tecnici di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, alla luce di nuovi criteri da prevedere con il decreto di cui all'articolo 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, che tengano conto della nuova disciplina prevista all'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come modificato dal presente decreto, all'alinea del comma 24 del medesimo articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011, le parole: «30 giugno 2012», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «30 settembre 2012».


 


2. Dl 201/2011. Articolo 24 (comma 24): In considerazione dell'esigenza di assicurare l'equilibrio finanziario delle rispettive gestioni in conformità alle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, gli enti e le forme gestorie di cui ai predetti decreti adottano, nell'esercizio della loro autonomia gestionale, entro e non oltre il 30 settembre 2012, misure volte ad assicurare l'equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta anni. Le delibere in materia sono sottoposte all'approvazione dei Ministeri vigilanti secondo le disposizioni di cui ai predetti decreti; essi si esprimono in modo definitivo entro trenta giorni dalla ricezione di tali delibere. Decorso il termine del 30 settembre 2012 senza l'adozione dei previsti provvedimenti, ovvero nel caso di parere negativo dei Ministeri vigilanti, si applicano, con decorrenza dal 1° gennaio 2012: a) le disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo sull'applicazione del pro-rata agli iscritti alle relative gestioni; b) un  contributo di solidarietà, per gli anni 2012 e 2013, a carico dei pensionati nella misura dell'1 per cento.





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