Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
  » Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Corte di Strasburgo
Stampa

Diffamazione, nuova proposta allontana l'ipotesi della galera
Depositata da Isabella Bertolini (fi) in Commissione una versione corretta del Ddl. La pena sarà una multa non superiore a 7.500 euro. E l'azione civile per il risarcimento si prescrive entro un anno dalla pubblicazione.

Roma, 4 novembre 2003. Per la diffamazione a mezzo stampa si esclude il carcere per i giornalisti. E' quanto prevede il testo appena presentato in commissione giustizia dalla relatrice Isabella Bertolini (Fi). Si prevedono multe che variano dai 1500 ai 7500 euro. Nel nuovo testo presentato dalla Bertolini si prevede anche un tetto massimo per il risarcimento del danno: 25 mila euro. E l'azione civile per il risarcimento si prescrive entro un anno dalla pubblicazione.


''Salva la responsabilita' dell'autore della pubblicazione e fuori dai casi di concorso - si legge nel testo appena depositato - il direttore o il vicedirettore responsabile rispondono dei delitti commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione se il delitto e' conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione. La pena e' in ogni caso ridotta di un terzo''.


Nella nuova formulazione del provvedimento si prevede anche che il competente ordine professionale stabilisca delle sanzioni disciplinari in seguito alla trasmissione degli atti da parte della magistratura. Anche l'ingiuria e' punita con una multa fino a 650 euro. La pena aumenta a 950 se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Le pene aumentano se l'offesa e' commessa davanti a piu' persone. Anche la diffamazione semplice, cioe' quella non a mezzo stampa, sara' punita con una multa che puo' arrivare fino a 1500 euro.

Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato la pena potra' arrivare fino a 2500 euro. Se l'offesa ''e' arrecata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicita' ovvero in atto pubblico - si legge ancora nel testo - si applica la pena della multa da 500 a 2500 euro. Le sanzioni previste in questo testo si applicano anche ai siti Internet e viene riformulata anche la parte riguardante la rettifica.La persona offesa ha il diritto di pretendere la rettifica. L'autore dell'offersa ha non solo l'obbligo di pubblicarla, ma deve anche chiedere ad almeno altri due quotidiani che questa rettifica venga stampata. Il tutto a sue spese. Chi ha offeso deve fare questa richiesta ad almeno altri due quotidiani a tiratura nazionale entro tre giorni dalla rettifica. Chi adempie a questa disposizione dovra' pagare una multa non superiore a 375 euro. (ANSA).

Paolo Bonaiuti:  “Sono soddisfatto”
Roma, 4 novembre. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega all'editoria, Paolo Bonaiuti, esprime soddisfazione per il nuovo testo sulla diffamazione appena presentato in Commissione giustizia dalla relatrice Isabella Bertolini (Fi). ''La mia presenza oggi - dichiara Bonaiuti - e' per significare l'importanza che il Governo da' a questo problema. Per noi la decarcerizzazione della diffamazione e' fondamentale''.

''Ricordo ancora molto bene - prosegue - la polemica che nacque quando si penso' di prevedere il carcere per il giornalista ondannato per diffamazione, anche se a dire la verita' la detenzione e' comunque prevista nell'attuale normativa. C'e' anche chi auspica che si possa arrivare ad una depenalizzazione vera e propria. L'importante comunque e' rinnovare, cambiare e togliere definitivamente la previsione del carcere''.

''Siamo anche contenti - dichiara ancora Paolo Bonaiuti - di vedere come vadano bene i lavori parlamentari su questo punto. Il nuovo testo infatti ha tenuto conto del lavoro gia' svolto in Commissione e del contributo dato dall'on. Anedda che e' stato il primo firmatario del testo precedente. Mi sembra che ora la questione sia su un binario giusto''.

Bonaiuti auspica che su questo tema ci sia il piu' ampio consenso: ''Piu' ampio e' l'accordo, meglio sara' perche' si tratta di questioni delicatissime sulle quali, ripeto, sarebbe necessario avere il consenso di tutti''. ''Spero che ora si possa approvare questa proposta di legge in tutta fretta - conclude - perche' si tratta di una questione molto importante che speriamo di vedere risolta in tempi brevi. Vorrei ricordare che il testo e' calendarizzato per l'Aula della Camera il 24 novembre''. (ANSA).

Pisapia (Prc): “Si depenalizzi tutto”

Bonito (Ds) : “Testo debole”

Anedda (An): “Alcune parti da rivedere”
Roma, 4 novembre. La proposta di legge sulla diffamazione, presentata oggi in commissione Giustizia dalla relatrice Isabella Bertolini, e' stata accolta con qualche perplessita' soprattutto dal centrosinistra.    ''La montagna ha partorito un topolino - ha commentato il deputato del Prc Giuliano Pisapia - e' positivo il fatto che sia stato fissato un tetto per il risarcimento, ma non capisco perche' visto che e' stata tolta la pena detentiva e quella economica e' cosi' irrisoria si debba comunque affrontare il processo penale. Allora si depenalizzi davvero tutto e si sposti tutto sul piano civile. Il testo poi e' lacunoso per tutta una serie di altre cose come ad esempio le 'querele temerarie'. Perche' non si introduce la possibilita' di sanzionare anche chi sporge querele solo per intimidire il giornalista?''.

Analogo il giudizio di alcuni esponenti dei Ds. Per Francesco Bonito si tratta di ''un testo debole che si limita solo a eliminare la sanzione detentiva e ad introdurre la responsabilita' colposa del direttore''. ''La parte che riguarda la rettifica poi - aggiunge - e' a dir poco confusa. E si fa differenza tra risarcimento equitativo e non equitativo favorendo cosi' i piu' benestanti. Se infatti un famoso avvocato puo' dimostrare di guadagnare un miliardo l'anno il risarcimento sara' adeguato. Non potra' superare i 25.000 euro per tutti gli altri...''.

Anche per Vincenzo Siniscalchi ''la parte sulla rettifica e' a dir poco lacunosa''. Mentre per il responsabile giustizia dello Sdi Enrico Buemi la proposta Bertolini prevede ''sanzioni troppo lievi''. ''Questo testo - dichiara - fa pensare che il reato di diffamazione a mezzo stampa sia da trattare in modo leggero, con sole sanzioni pecuniarie. In realta' non e' un reato lieve, visto che puo' procurare danni morali e materiali al soggetto diffamato, alla sua famiglia e anche ad eventuali aziende di proprieta'. Non voler sanzionare questo reato con la detenzione, cosa su cui concordo, non vuole dire non fare uno sforzo per trovare modalita' di sanzionamento adeguate''. ''Tra la detenzione e la sanzione pecuniaria - conclude - c'e' un ampio spazio di ricerca di sanzioni almeno per evitare ulteriori diffamazioni''.

Anche per il capogruppo di An Gianfranco Anedda, che aveva presentato un'altra proposta di legge sulla diffamazione e che e' stato relatore in commissione prima della Bertolini, ci sono delle ''parti del testo che andrebbero riviste''. ''Prima di tutto - dichiara - andrebbe formulata meglio la parte sulla rettifica che nel testo riguarda solo la stampa non periodica. E poi perche' non si prevede anche la possibilita' per il giornalista di fare una rettifica spontanea?''. ''Poi - aggiunge Anedda - hanno ripristinato la responsabilita' del direttore per omesso controllo. Ma ora chiedo: puo' il direttore del Corriere della Sera controllare sempre ogni giorno l'intero giornale prima che esca? O non si rivolge per questo ai capiredattori? Infine, non sarebbe meglio fare riferimento solo al codice penale per disciplinare la materia invece di riferirsi ancora alla legge sulla stampa del '48?''. (ANSA).

Serventi  Longhi (Fnsi): “Favorevole, ma prudente”
Roma, 4 novembre. Mantiene la massima cautela ''alla luce dell'esperienza recente per quanto riguarda le proposte di legge delle maggioranza'' ma esprime soddisfazione per il provvedimento, che depenalizza la diffamazione, il segretario generale Fnsi Paolo Serventi Longhi per il quale il nuovo testo ''raccoglie molte delle indicazioni che il sindacato dei giornalisti e il consiglio nazionale dell'Ordine hanno sostenuto in anni e anni di mobilitazione''.

Il segretario Fnsi e' convinto che ''il dibattito in seno al Governo e al Parlamento, le posizioni espresse da esponenti della maggioranza, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, e da numerosi parlamentari ed esperti di materia giuridica dell'opposizione, abbia consentito di formulare un testo che consente finalmente ai giornalisti di fare il proprio mestiere senza la spada di Damocle di richieste di risarcimento danni, difficilmente dimostrabili, per cifre tanto spropositate quanto spesso vessatorie''.

Per quanto riguarda gli aspetti penali, la proposta fa cadere, sottolinea Serventi Longhi, l'ipotesi della pena detentiva per i giornalisti. ''Tra l'altro - sottolinea il segretario Fnsi - viene giustamente enfatizzata la pubblicazione di precisazioni e rettifiche, sempre sostenuta dalla Fnsi, viene ribadito il ruolo disciplinare dell'Ordine professionale, e' giustamente sottolineata la responsabilita', pur sanzionata  solo parzialmente, dei direttori e dei vice direttori, si prevede l'equiparazione della informazione via internet a quella di tutti gli altri media''. 

Il segretario della Federazione dei giornalisti si aspetta che ''il dibattito parlamentare eviti ai giornalisti nuove brutte sorprese e che, quindi, sia rapidamente approvata una buona legge sulla base di un testo che appare una positiva  base di discussione''. (ANSA).

Pannella: “Licenza di uccidere”
Roma, 4 novembre. ''Licenza di uccidere''. Così il leader Radicale Marco Pannella definisce il testo sulla diffamazione presentato oggi dalla relatrice Isabella Bertolini(Fi) in Commissione Giustizia alla Camera. ''Licenza di uccidere - spiega Pannella - data agli editori e alle forze corporative e partitiche che potranno cosi' meglio pianificare campagne di assassinio di individui e soggetti collettivi non graditi...''. (ANSA).

Lussana (Lega Nord): “Sì all’abolizione del carcere”
Roma, 4 novembre. ''Siamo favorevoli all'abolizione della norma che prevede il carcere per il reato di diffamazione'': lo afferma Carolina Lussana, responsabile della giustizia per la Lega Nord, commentando al nuovo testo sulla diffamazione a mezzo stampa presentato dalla relatrice Isabella Bertolini di Forza Italia.

''Ci siamo da subito schierati contro l'ipotesi del carcere per i giornalisti. La liberta' di stampa - aggiunge Lussana - deve essere tutelata. Ma e' altrettanto vero che servono nuove norme sulla rettifica: una notizia sbagliata, in buona o cattiva fede, puo' rovinare una persona ed e' una questione di giustizia fornire gli strumenti idonei affinche' chi e' colpito ingiustamente da una falsa notizia, possa ristabilire la verita' di fronte alla societa' ''. (ANSA).




Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com