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Stampa

INTERCETTAZIONI.
FNSI: è sciopero
entro fine mese.
Il "ddl Mastella"
inciampa al Senato..

Roma, 20 giugno 2007.  ''Il Consiglio Nazionale della Fnsi, udita la relazione del Segretario Generale, approva la proposta della Giunta Esecutiva di proclamare uno sciopero nazionale dei giornalisti italiani entro il mese di giugno cosi' da realizzare una giornata di silenzio dell'informazione. E' in corso nel Paese un pesante attacco all'autonomia del giornalismo e al diritto di cronaca. Un attacco trasversale di parte del mondo politico e istituzionale che sostiene leggi le quali impediscono il lavoro dei giornalisti che legittimamente diffondono notizie di interesse generale per i cittadini''. E' quanto si legge in una nota della Federazione nazionale della stampa italiana. ''Il no al disegno di legge Mastella, approvato dalla Camera con voto quasi unanime, si salda con la protesta per le indecisioni della maggioranza parlamentare sulle nuove leggi che riguardano la comunicazione, dalla riforma dell'editoria, della legge Gasparri, alla legge che punta a sottrarre la Rai all'attuale inaccettabile situazione di incertezza e di controllo politico -continua la nota- a queste lacune si aggiunge la mancata attuazione della legge 150 negli uffici stampa pubblici. Il blocco del contratto di lavoro, l'attacco all'occupazione giornalistica, anche attraverso le minacce di stati di crisi e di prepensionamenti, rappresentano, inoltre, elementi centrali di uno scontro sociale che mette in discussione il diritto ai rinnovi contrattuali''. ''La Fieg e il sistema delle imprese editoriali, mettono in discussione le tutele sociali, previdenziali e della salute di migliaia di giornalisti professionali e freelance, precari e collaboratori. Le stesse proposte di riforma delle norme sul mercato del lavoro giornalistico, avanzate dal Ministero del Lavoro, sono state respinte dagli editori. Il C.N. invita il Governo a procedere con coraggio, specie per quanto riguarda la tutela dei colleghi precari, sfruttati e mal pagati. La Fnsi incontrerà nei prossimi giorni le Confederazioni Sindacali per organizzare una manifestazione nazionale per la difesa del diritto alla contrattazione che sarà al centro anche di una manifestazione Europea prevista per il 5 novembre'', conclude la nota. (Rem/Zn/Adnkronos)


 


Stampa democratica: “Uno sciopero sbagliato”


Roma, 20 giugno 2007. La Segreteria della FNSI ha fatto approvare dal Consiglio Nazionale un giorno di sciopero entro la fine di giugno per protesta contro il ddl Mastella sulle intercettazioni e per la ripresa di quelli bipartisan sulla diffamazione. Due temi di grande rilevanza per la libertà di stampa, strumentalmente abbinati all’ inquietante e drammatica situazione che si trovano a vivere i giornalisti: l’assenza di qualsiasi trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro.


I consiglieri di Stampa Democratica, di Puntoeacapo e di Giornalisti Domani, pur non mettendo in discussione le gravissime conseguenze che la categoria subirebbe a causa dell’entrata in vigore del ddl Mastella, non ritengono efficace un’ulteriore giornata di sciopero. Da 843 giorni la vertenza contrattuale è in un vicolo cieco, anche per le evidenti responsabilità della maggioranza che governa la Fnsi. Ed è sbagliato e mistificante sovrapporre questioni, pur determinanti per il futuro dei giornalisti, allo scontro contrattuale in atto. 


………………………………………………


INTERCETTAZIONI/ RELATORE:


NON PUNIRE CHI PUBBLICA,


MA CHI DIVULGA


Casson: "Il testo della Camera


deve essere modificato dal Senato"


 


Roma, 20 giugno 2007.  Una serie di audizioni e modifiche "sostanziali" ad alcune parti del ddl sulle intercettazioni: si è aperta così oggi, in commissione Giustizia del Senato, la discussione sul provvedimento che ha già ottenuto il primo ok alla Camera. Felice Casson, relatore del testo, ha tenuto la relazione introduttiva e aperto la discussione: degli 8 punti critici che compongono il provvedimento, ha fatto notare il senatore ulivista, almeno tre sono molto importanti e vanno modificati. "Il primo - ha spiegato Casson - riguarda l'inasprimento delle sanzioni per i giornalisti, su cui sono perplesso: è sbagliato il sistema e si va a colpire soltanto l'ultimo anello della catena, senza risolvere il problema della fuga di notizie, che si verifica nei passaggi precedenti e che va quindi risolto". Inoltre, per l'ex toga vanno "regolamentati in maniera molto più rigida" i punti d'ascolto. Così come, sempre secondo il relatore, "c'è un restringimento assoluto nella fase di secretazione degli atti per le intercettazioni che non ha motivo d'essere, perchè quando un'intercettazione entra a far parte di un ordine di custodia cautelare, conosciuto da indagato e avvocati, non è più coperta dal segreto".


"Il sistema precedentemente in vigore sulla secretazione - ha spiegato l'ex magistrato - era omogeneo ed equilibrato. Ora è stato individuato un bersaglio sbagliato: non è un intervento nella fase della pubblicazione che risolve il problema, ma intervenire in maniera più rigida sulle fasi precedenti, ovvero la fase della polizia giudiziaria e quella degli uffici giudiziari. Nel testo uscito dalla Camera - ha perciò aggiunto Casson - ci sono alcune indicazioni positive ma sicuramente non vengono strette a sufficienza le maglie". Infine, per il relatore, "bisogna intervenire anche per rendere omogeneo il sistema delle intercettazioni indirette rispetto a quello ordinario e non creare privilegi particolari per i parlamentari". Insomma, c'è molto lavoro da fare e il testo che dovrebbe uscire da palazzo Madama sarà, almeno nelle dichiarazioni d'intenti, sostanzialmente diverso da quello uscito dalla Camera.


Per questo, la commissione Giustizia di palazzo Madama ha in programma una serie di audizioni durante le quali verranno sentite l'Unione cronisti, la Fnsi e l'Unione delle Camere Penali. La relazione di Casson è stata condivisa anche dal senatore di An Giuseppe Valentino, che l'ha definita "pacata, rigorosa e non appiattita sulle determinazioni della Camera, che pure sono state condivise a larga maggioranza. Da Casson - ha detto - sono stati individuati profili che meritano attenzione ed eventuali rivisitazioni, e devo dire - ha aggiunto - che l'impianto generale è un impianto condiviso. E non mi pare che, al di là delle sortite del ministro Di Pietro, altri rappresentanti di maggioranza e opposizione abbiano avuto una ferma opposizione".  (apcom).


 


INTERCETTAZIONI: SANZA (FI), SE PASSA DDL PERDIAMO LIBERTA' DI SAPERE.  PUNIRE LA STAMPA E' COME PRENDERSELA CON TERMOMETRO CHE INDICA FEBBRE


Roma, 20 giugno 2007.  "Edward Luttwak l'aveva definita 'fantastica, incredibile', con ironica e garbata cortesia nei confronti degli ospiti di Ballaro'. 'Sbagliata, prepotente e velleitaria', e' invece il giudizio di Pierluigi Battista sulle colonne del 'Corriere' di oggi. Di cosa stiamo parlando? Della legge sulle intercettazioni, del 'bavaglio' che si vorrebbe mettere alla stampa, dell'afflato bipartisan che se la prende col termometro anziche' curare la febbre". E' quanto dichiara Angelo Sanza (Fi). "Anche la stampa -aggiunge- ha i suoi peccati, le auto-censure, le tifoserie dichiarate o meno, un certo distacco dai semplici 'fatti' che inevitabilmente limitano le opinioni, una vera tragedia per certo giornalismo. Pero', alla meno peggio, cerca di far sapere al grande pubblico le notizie che siano 'notizie di reato' o semplicemente comportamenti eticamente 'indecenti'". "Se dovesse passare la questa legge perderemo anche quest'ultima liberta', la liberta' di sapere. Qualcuno, piu' di duemila anni fa, ci ha insegnato che l'uomo e' un essere libero, talmente libero da porsi al di sopra della legge della religione, tanto da poter negare Dio se non e' toccato dalla fede". (Fan/Pn/Adnkronos)





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