Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
  » Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Giornalismo-Giurisprudenza
Stampa

GIORNALI. CASSAZIONE:
OBBLIGO DI RETTIFICA
nel caso di ARCHIVIAZIONI.
LIMITATA DISCREZIONALITÀ
DEL DIRETTORE ANCHE
per le NOTIZIE VERE, ma
sconfessate in una fase successiva.

Roma, 24  novembre 2010.  Intervento della Cassazione per limitare il potere discrezionale dei direttori delle testate giornalistiche nel caso in cui qualcuno - che si ritiene diffamato o danneggiato da un articolo - chieda la rettifica di notizie vere alla data di pubblicazione ma successivamente sconfessate nel corso degli avvenimenti. Ad esempio nel caso in cui qualcuno risulti accusato nell'ambito di una inchiesta e poi, invece, a distanza di qualche tempo venga prosciolto con la richiesta di archiviazione. In una simile circostanza, il direttore - ha stabilito la Suprema Corte con la sentenza 23835 - non può sottrarsi alla rettifica delle notizie. Altrimenti corre il rischio di dover risarcire, alla parte lesa, i danni che la tempestiva pubblicazione di una rettifica avrebbe potuto limitare. L'affermazione di questi principi di diritto nasce dal ricorso di un medico napoletano, Filippo T., proprietario di una clinica a Napoli, coinvolto in una inchiesta di bustarella. Un quotidiano nazionale aveva scritto, nell'aprile del 1993, che il dottore, finito in carcere, era accusato di corruzione nei confronti di un manager della Usl per continuare ad assicurarsi erogazioni in favore della sua clinica. Pochi mesi dopo, a settembre, l'inchiesta ribaltò i fatti scoprendo che era il manager della sanità pubblica a taglieggiare Filippo T. la cui posizione, nel settembre dello stesso anno, fu archiviata mentre scattava l'arresto del vero concussore. Senza successo il medico, allora, aveva chiesto al giornale di dare notizia della sua archiviazione dato che l'intera vicenda aveva portato a un calo del fatturato della clinica. Sia in primo grado che in appello, i giudici avevano confermato che il direttore aveva fatto bene a negare la rettifica in quanto i fatti narrati erano veri anche se smentiti in seguito. Ora la Cassazione ha sancito che «l'accertata liceità della pubblicazione della notizia di cui si chiede la rettifica - trattandosi di notizia rispondente alle conoscenze acquisite fino a quel momento e ricorrendo gli estremi del diritto di cronaca - non fa venir meno l'obbligo di pubblicare la rettifica dell'interessato qualora la relativa domanda sia diretta a far valere l'avvenuto accertamento dei fatti in termini diversi da quelli in precedenza pubblicati, dovendo la verità reale prevalere su quella putativa». «L'attuazione del diritto di rettifica - aggiunge la Suprema Corte - non è rimesso alla discrezionale valutazione del direttore del mezzo di informazione, ma deve avere corso in tutti i casi in cui ne ricorrano i presupposti, con i soli limiti stabiliti dalla legge stessa», ossia il contenuto non penalmente illecito della rettifica stessa e i limiti di spazio. Ora la Corte di Appello di Napoli dovrà riesaminare il caso e valutare se liquidare e quantificare il risarcimento danni da mancata rettifica. (ANSA).





Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com