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Stampa

DIBATTITO.
"Per una stampa libera,
non solo democratica".

Il prossimo congresso della Fnsi a Bergamo lo sponsorizzerà la Confindustria. Il Circolo della Stampa da Palazzo Serbelloni al Casello di Porta Venezia offerto dall’Unione del Commercio (altra lobby). Per l’elezione dei delegati al Congresso della Fnsi, STAMPA LIBERA si presenta con lista unitaria con il MIL (Movimento Informazione e Libertà, fondato da Franco Abruzzo). La lista è guidata da Maria Grazia Molinari, Franco Abruzzo e Pierfrancesco Gallizzi.

di Andrea Montanari

Cari colleghi, siete soddisfatti di come stanno andando le cose nella nostra categoria, a partire dal nuovo contratto, i prepensionamenti e gli stati di crisi? Io no. Insieme, con la lista Stampa Libera-MIL (Movimento Informazione e Libertà) possiamo dare una spallata a chi in questi anni ci ha fatto solo perdere peso e posti di lavoro. Lo stesso cammino che abbiamo iniziato con Salviamo la Casagit. Dobbiamo impedire che prosegua questo scempio dei nostri diritti.


Sono Andrea Montanari, cronista di Repubblica e membro del Comitato di redazione del quotidiano diretto da Ezio Mauro, ma soprattutto uno dei tanti di voi, cosiddetti post ’97, che fanno con passione un lavoro ancora esaltante, ma negli ultimi anni non certo ben retribuito e sempre meno garantito. "Dopo anni di fallimenti, voltiamo pagina". A fine mese (26, 27, 28, 29 novembre) si vota per rinnovare i vertici sindacali della Lombardia e i delegati al congresso dell’Fnsi di Bergamo. Per scrivervi, ho scelto le stesse parole di tre anni fa. Allora mi candidai con Stampa democratica che per anni aveva garantito l’indipendenza dell’Associazione lombarda giornalisti dai "giochi romani". Diceva il presidente uscente dell’Alg Giovanni Negri: "Esserci per contare, puntiamo sui giovani per cambiare le cose". Purtroppo le cosa sono andate diversamente. A cominciare dal nuovo contratto nazionale dei giornalisti, che la Lombarda ha subito fin dall’inizio. Per colpa di un patto scellerato tra le componenti della maggioranza, in primis Stampa Democratica, che hanno sostenuto la giunta della Fnsi. Una specie di "governissimo" che ha prodotto i risultati che ora, dopo mesi di disinformazione, sono sotto gli occhi di tutti. Dai prepensionamenti (gli esuberi gli hanno negati fino all’ultimo accusando chi li denunciava di voler provocare solo il panico tra i colleghi) alle conseguenze del taglio degli scatti sui più giovani (hanno detto addirittura che i colleghi ci avrebbero guadagnato).


Questi sono fatti. E’ chiaro che a questo punto i Cdr hanno fatto quello che hanno potuto. Meno male che Giovanni Negri doveva essere il presidente di "tutti". Gli sono bastati due anni per far fatica ad avere il numero legale perfino per approvare il bilancio dell’Alg e diventare il presidente di una sola parte. Non quella dei giornalisti, ma di chi non vuol vedere a accettare la realtà per quella che è e preferisce illudersi. Che delusione sono stati questi tre anni. Che poco peso ha avuto la Lombarda nella sua attività, nonostante il vittimismo continuo del suo presidente. Basta vedere i fatti e chiedere un giudizio ai colleghi che lavorano nelle redazioni. Centinaia di esuberi e vertenze che nella maggior parte dei casi si sono concluse con la chiusura della testata e la messa in cassa integrazione dei colleghi. Che bel successo. Come per il contratto. Sempre per la paura di opporsi sperando in cambio di ottenere qualche posto, a patto di non disturbare troppo. La sapete l’ultima? Il prossimo congresso della Fnsi a Bergamo lo sponsorizzerà la Confindustria. È l’ultima trovata di Negri per risparmiare. Poteva dirlo direttamente alla Fieg, sarebbe stato più chiaro. Quando mai si è vista una categoria che si fa finanziare il congresso dalla controparte? Questo non ve lo racconterà nessuno della maggioranza durante la campagna elettorale, ma è agli atti del consiglio direttivo dell’Alg. Controllare per credere. Io avrei preferito fare organizzare un congresso al bar, magari con meno ospiti e chiedendo un contributo straordinario ai colleghi, ma evitare questa ennesima figuraccia. Come è successo per il Circolo della Stampa. Prima il roboante annuncio della presidenza a Paolo Mieli. Che appena si è accorto di dove si stava cacciando è scappato via. Poi la presidenza di Negri che doveva durare solo pochi mesi ed è ancora in carica. Quindi la soluzione del Casello di Porta Venezia offerto dall’Unione del Commercio (altra lobby) che al momento sembra sia stata offerta come soluzione provvisoria di risulta. Ma stiamo scherzando? Tanto valeva essere meno presuntuosi fin dall’inizio.


Questo succede anche quando la stampa magari è anche democratica, ma non è libera. Ecco perché ho cambiato e chiedo anche a voi di farlo. Con la lista indipendente STAMPA LIBERA è una lista indipendente e trasversale fatta di colleghi che si battono ogni giorno nelle loro redazioni e che non devono rendere conto alle correnti e ai soliti accordi. Il nostro leader è Maria Grazia Molinari storico esponente di  Stampa Democratica e presidente dell’Associazione Lombarda Giornalisti negli anni ruggenti del sindacato. Per l’elezione dei delegati al Congresso della Fnsi, STAMPA LIBERA si presenta con lista unitaria con il MIL (Movimento Informazione e Libertà, fondato da Franco Abruzzo). La lista è guidata da Maria Grazia Molinari, Franco Abruzzo e Pierfrancesco Gallizzi.


RIDIAMO PRESTIGIO ALLA LOMBARDA


 


 


 


 


 


 


 





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