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Stampa

INTERCETTAZIONI: finta lite
tra Unione e An/Fi. Sinistra e Destra
sono d’accordo: anni di galera
ai cronisti che pubblicano
le “carte” dei giudici.
Non è il caso che la Fnsi
proclami uno sciopero immediato?
I direttori dei grandi giornali
dormono: non è il momento
di alzare la voce
sull'inciucio Prodi/Berlusconi/Fini?

Serventi Longhi: reagiremo


Roma, 3 aprile 2007. Posizioni invariate, e differenziate, tra Unione, Alleanza nazionale e Forza italia, su alcune delle sanzioni da applicare ai giornalisti in caso di pubblicazione di stralci di intercettazioni. La questione  è al vaglio della commissione Giustizia di Montecitorio, che sta completando l'esame del Ddl Mastella, anche se difficilmente il provvedimento potrà approdare in aula prima della sosta pasquale. Il punto di attrito, sul quale non si è ancora trovata una mediazione, è quello relativo alla pubblicazione di atti che non sono coperti dal segreto istruttorio, ma che possono anche essere rappresentati da stralci di intercettazioni o documenti utili al processo. Per questo tipo di violazione il centrosinistra chiede di applicare la sanzione prevista nel testo unificato: arresto fino ad un mese o multa di 258 euro. Alleanza nazionale e Forza Italia, invece, chiedono un ulteriore giro di vite. E, più in particolare, An chiede una pena detentiva fino ad un anno, mentre Forza italia, con un emendamento presentato da Gaetano Pecorella, vuole introdurre nel testo un'ammenda ben più salata: da 250mila fino a 500mila euro. Sulle altre sanzioni, invece, dovrebbe essere mantenuto l'accordo fin qui registrato in modo bipartisan dalle forze politiche. Sia per quel che riguarda le intercettazioni illecite, sia per quelle lecite. Nel primo caso, per i giornalisti le nuove norme prevedono da 1 a 3 anni di carcere per la 'visione abusiva' di atti coperti da segreto istruttorio e da 6 mesi a 4 anni per attività di dossieraggio o pubblicazione. Se a commettere questo reato è, invece, un magistrato, la pena si fa piu' pesante: da 1 a 5 anni di carcere. Per quel che riguarda invece le intercettazioni lecite, il testo parla di una pena detentiva da 6 mesi a 3 anni se il reato è di violazione del segreto del procedimento penale. Carcere fino a un anno, invece, se il reato è quello di pubblicazione colposa. (Pol-Fer/Pe/Adnkronos) 03-APR-07


 


INTERCETTAZIONI: BUEMI (SDI), TROPPO FACILE COLPIRE I GIORNALISTI. Roma, 3 aprile 2007.  "La volontà di sanzionare il giornalista che pubblica notizie provenienti da atti giudiziari secretati, invece che cercare e punire severamente coloro che essendo tenuti al segreto o alla custodia degli atti secretati per ragioni di ufficio, riduce la capacità del controllo democratico dell'opinione pubblica sui comportamenti delle istituzioni, le più delicate e rilevanti, per il mantenimento di uno Stato di diritto e per un corretto esercizio dell'azione giudiziaria". Lo dice il responsabile Giustizia dello Sdi, Enrico Buemi, a proposito della discussione sul provvedimento sulle intercettazioni. "Il problema delle diffusione di contenuti provenienti da atti giudiziari secretati -prosegue Buemi- esiste ed è un fenomeno grave che produce lesioni importanti a diritti fondamentali del cittadino. Tutto ciò, però, non può essere contrastato con una riduzione di altrettanto importanti diritti fondamentali quale quello dell'essere informati e conseguentemente della libertà di stampa. Il diritto della libertà di stampa e del giornalista non può avere altro limite e condizionamento se non quello della deontologia professionale e della propria coscienza, fermo restando l'obbligo a diffondere fatti veri e non falsi". L'esponente socialista conclude: "Certo è più facile colpire un giornalista che i protagonisti delle inchieste: magistrati, investigatori, imputati, avvocati e collaboratori vari di tutti, che per ragioni diverse di protagonismo, di tattiche processuali, di messaggi trasversali o anche solo si interessi economici diffondono contenuti non utilizzabili se non ai fini del processo''. (Pol/Col/Adnkronos) 03-APR-07 17:33


 


INTERCETTAZIONI: SLITTA DDL, IN AULA CAMERA DAL 17 APRILE


ROMA, 4 APR - Slitta a dopo Pasqua l'esame del disegno di legge sulle intercettazioni. Il testo verra' infatti esaminato a partire dal 17 aprile a Montecitorio. La settimana dopo Pasqua sara' dedicata a interrogazioni e atti di sindacato ispettivo. Lo ha comunicato in Assemblea il vicepresidente di turno Giorgia Meloni. (ANSA). KTV 04-APR-07


 


INTERCETTAZIONI: SERVENTI (FNSI), NO A NUOVE PRESSANTI SANZIONI PER GIORNALISTI. GRUPPI PARLAMENTARI E GUARDASIGILLI EVITINO SCONTRO DURISSIMO CON INFORMAZIONE


Roma, 4 aprile 2007. ''I Gruppi Parlamentari della Camera, ma anche il Ministro della Giustizia, hanno il dovere di evitare uno scontro durissimo con il mondo dell'informazione e in particolare con i giornalisti e le loro organizzazioni rappresentative. Se infatti l'aula di Montecitorio dovesse introdurre nuove e pesanti sanzioni detentive o multe salatissime per i giornalisti nell'ambito del provvedimento sulle intercettazioni legali e illegali, la Federazione della Stampa, d'intesa con l'Ordine professionale, dovrebbe valutare le conseguenze di un grave attentato al diritto di cronaca e alla libertà di informare". Lo dichiara il segretario della Federazione della Stampa, Paolo Serventi Longhi. "La protesta della categoria, già duramente colpita dal rifiuto degli editori a rinnovare il contratto e dagli attacchi al proprio sistema previdenziale, non potrebbe che essere forte e determinata. I giornalisti sono tenuti a rispettare le leggi ed a pagare il prezzo degli errori che commettono, ma il loro comportamento non può essere soggetto a provvedimenti come il carcere o multe fino a 500.000 Euro comminati da organismi come la magistratura e le Autorita' di Garanzia estranei al regime di autoregolamentazione deontologica, gestito dall'Ordine professionale. Vogliamo sperare - continua il segretario della Fnsi-che il dialogo aperto in Parlamento e una iniziativa finalmente moderatrice del Governo inducano le forze politiche a smentire con i fatti le voci sempre più preoccupanti che si vanno diffondendo''. (Sin/Pe/Adnkronos) 04-APR-07


 


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VITA DA CRONISTI IN CALABRIA


COSENZA: MINACCE A CRONISTA 'CALABRIAORA' PER ARTICOLI SU DICHIARAZIONI COLLABORATORE GIUSTIZIA. QUESTORE DISPONE SORVEGLIANZA


Lamezia Terme, 3 aprile 2007. Un cronista di 'CalabriaOra' e' stato oggetto di gravi e seri atti d'intimidazione. Lo rende noto lo stesso quotidiano calabrese, il quale riferisce che ''nei giorni scorsi, in seguito a due articoli sulle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Cosimo Scaglione, il quale riferiva che il suo pentimento era stato pilotato da un altro pentito, Antonio Di Dieco, si verificavano i seguenti episodi''. Il quotidiano riporta i dettagli di due telefonate di minacce ricevute sabato e domenica. Ieri mattina, poi, il giornalista uscendo di casa per recarsi al lavoro, ha trovato il finestrino posteriore e lo specchietto retrovisore della sua autovettura distrutti. L'episodio e' stato denunciato alla polizia. La direzione di Calabria Ora ringrazia il Questore di Cosenza per essere prontamente intervenuto disponendo immediatamente un servizio speciale di vigilanza a tutela del giornalista minacciato. ''Quanto e' avvenuto - commenta la redazione - e' gravissimo. Un collaboratore di giustizia non puo' permettersi d'intervenire nella tranquillita' di chi esercita la professione del giornalista. Invitiamo la magistratura ad occuparsi celermente di questi gravi episodi''. La redazione del quotidiano calabrese invita ''l'ordine dei giornalisti e il sindacato ad intraprendere iniziative che tutelino il diritto all'informazione in una regione molto difficile come la Calabria. Non saranno questi - conclude - episodi ad intimidirci e a fermarci. Continueremo ad informare e a preservare la sacralita' delle notizie''. (Prs/Pn/Adnkronos) 03-APR-07.


 


 





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