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Europa 7, accordo
fatto. In onda
dal mese di giugno

All'emittente verranno assegnate "frequenze cerotto" per una copertura dell'80% del territorio. E sulla vicenda Sky il viceministro Romani annuncia: chiesto nuovo incontro con la Ue

di Margherita Amore
per il Corriere delle comunicazioni

Roma, 8 aprile 2010. Da giugno Europa 7 potrà trasmettere su tutto il territorio nazionale. Dopo 11 anni di contenziosi legali Francesco Di Stefano, proprietario dell’emittente televisiva, ha raggiunto un accordo con il governo: dopo l'assegnazione del canale 'liberatosi' grazie alla ricanalizzazione di Raiuno, arrivano anche le frequenze integrative necessarie all'emittente per ottenere una copertura pari all'80% del territorio.


L’assegnazione, nel 2008, del Canale 8 in Vhf non era stata ritenuta soddisfacente da Di Stefano, che aveva fatto ricorso al Tar del Lazio. "Per questo abbiamo proceduto all’assegnazione di una serie di canali ‘cerotto’, ossia integrativi, per raggiungere le aree dove Canale 8 ha problemi di ricevibilità e garantire così a Europa 7 una copertura dell'80% del territorio", ha spiegato il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani. “L'intesa, raggiunta anche attraverso gli ottimi rapporti personali con Di Stefano - ha detto Romani - si inserisce in maniera virtuosa nel processo di chiusura della procedura di infrazione aperta dall'Europa a carico dell'Italia, ormai in fase conclusiva”.


L’accordo, siglato lo scorso febbraio, vincola Europa7 a non vendere le frequenze integrative fino al termine della digitalizzazione, quindi fino al 2012.


Di Stefano, che in virtù dell'intesa ha deciso di non proseguire il contenzioso davanti al Tar, ha dichiarato: “E’ la fine di incubo. Finalmente dopo undici anni vediamo riconosciuti i nostri diritti. La nostra vera intenzione è sempre stata quella di fare televisione e non di ottenere un risarcimento economico, come la stampa ha ripetutamente raccontato in questi anni”.


La nuova televisione sarà presentata ufficialmente all'inizio di maggio; ancora da decidere se le trasmissioni partiranno in analogico o in digitale, o utilizzando ambedue le tecnologie.


Sulla richiesta di ingresso anticipato nel digitale terrestre da parte di Sky Italia, Romani sostiene di aver " chiesto un secondo incontro ad Almunia, commissario Ue alla Concorrenza, dopo il primo che è stato molto garbato". Romani si augura "possa essere un incontro chiarificatore" per trovare la migliore soluzione alla fine dei market test. Romani precisa comunque di rimanere sulla posizione che "gli impegni di Sky debbano restare quelli di oggi".


Per quanto riguarda lo scontro Sky-Mediaset sui diritti dei Mondiali di calcio, il viceministro si è limitato a precisare che "non si tratta di un contenzioso Sky-Mediaset, quanto di uno scontro tra Sky e il mercato italiano". Le tv locali, ad esempio, ha sottolineato il viceministro, sono contrarie all'inserimento di un nuovo concorrente nel digitale. Anche Francesco Di Stefano, proprietario di Europa 7 che ha concluso un accordo per iniziare le trasmissioni da giugno, si è detto contrario a un ingresso anticipato di Sky sul mercato del digitale terrestre: "Noi siamo in ritardo di 11 anni, Sky vuole anticiparne uno".


 


 





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