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Stampa

Chiudono la redazione romana
e il Tg di Telepace. Così
la “Tv del Papa” risponde
alle richieste dei redattori
di avere diritti normali.
Decisione inspiegabile
per un’emittente cattolica


Roma, 6 ottobre 2006. Con una raccomandata anticipata a mano alla redazione il direttore di Telepace, don Guido Todeschini, da un giorno all’altro ha cancellato l’informazione dell’emittente. Da lunedì prossimo Telepace non avrà più il tg. Non avrà più programmi di informazione. Non avrà più l’informazione dal Vaticano. Non avrà più gli “speciali” e le interviste che hanno resa nota l’emittente e che sono stati ripresi dalla stampa nazionale e internazionale. 


L’Associazione Stampa Romana denuncia con grande forza come la decisione di Todeschini rappresenti secondo il sindacato un gravissimo atto ritorsivo contro un’intera redazione che aveva trovato la forza di ribellarsi alle vessazioni, alle ingiustizie, allo sfruttamento: giornalisti sottopagati, ai quali non venivano riconosciuti i più elementari diritti contrattuali e di legge.


Telepace, comunque, non chiude: esiste un’altra redazione, a Verona, che manda in onda i propri notiziari in forma locale sulla stessa emittente, ci sono corrispondenti in giro per il mondo che da ieri non fanno più capo a Roma (come consuetudine) ma a Verona.


Tra le tante carenze nei rapporti tra l’azienda e la redazione, c’è anche la totale inadempienza riguardo la prevista presentazione annuale dei bilanci al sindacato. Unico dato economico a disposizione è la nota, inviata alcuni giorni fa dal direttore e presidente dell’editrice (l’Associazione Amici di Telepace) al fiduciario di redazione, in cui lamenta una diminuzione delle “offerte” dedicate alla tv da parte dei privati. La rappresentanza sindacale, in questa occasione, ha inutilmente tentato più volte di ottenere incontri informativi con l’azienda.


I reali bilanci dell’emittente andranno ora invece analizzati compiutamente, insieme alla complessa situazione societaria di Telepace e delle sue diverse dislocazioni. Il sindacato dei giornalisti, che intende tutelare i colleghi in tutte le sedi, chiederà in tempi rapidissimi i dovuti incontri con i rappresentanti aziendali per l’esame della situazione. (www.fnsi.it)


 


“CARI TELESPETTATORI, DOPO 16 ANNI IL NOSTRO TG SI SPEGNE”: COSI’ I REDATTORI DI TELEPACE HANNO DATO NOTIZIA DELL’IMPROVVISA CHIUSURA DEGLI SPAZI INFORMATIVI DELL’EMITTENTE


Roma, 6 ottobre 2006 - Pubblichiamo l’accorato saluto della redazione di Telepace ai telespettatori, nell’edizione del tg del 5 ottobre 2006(alle 19,30 e 22,30), in cui si dà notizia dell’improvvisa cancellazione degli spazi informativi dell’emittente:


“Cari telespettatori o meglio carissimi amici , è l’ultima volta che ci vediamo su questo schermo


dopo 16 anni in cui vi abbiamo accompagnato giorno dopo giorno nei momenti belli o difficili e comunque importantissimi attraverso due pontificati.


Da lunedì la nostra voce si spegne. Non è una nostra scelta. Oggi improvvisamente abbiamo ricevuto una lettera in cui si legge che a partire da lunedì prossimo 9 ottobre il direttore ci comunica la “cessazione dell’attività redazionali improrogabilmente con effetto dal 9 ottobre”. Proprio così scrive il nostro direttore.


Siamo stati travolti dallo tsunami di amore e fede dell’aprile 2005. Abbiamo poi iniziato un nuovo cammino con Papa Benedetto . Ogni giorno nelle vostre case abbiamo portato con puntualità, professionalità e passione la vita quotidiana del Papa, della Santa Sede della Chiesa di Roma.


Lunedi prossimo alle 19.30 o alle 22.30 non troverete più l’appuntamento con l’ informazione dal Vaticano.


Capi di Stato di tutto il mondo dopo aver varcato la soglia del palazzo apostolico ci hanno regalato in questi anni e spesso in esclusiva l’emozione dell’incontro con il vicario di Cristo.


Anche questo è un appuntamento che troverete domenica per l’ultima volta soppresso insieme ad altri appuntamenti della redazione vaticana


Domenica 8 dopo l’angelus l’ultimo appuntamento con “speciale interviste”, ospite il presidente della Commissione europea Manuel Barroso, ricevuto dal Papa nella scorsa primavera.


Abbiamo letto con voi le pagine del quotidiano della Santa Sede, quell’Osservatore Romano che da 145 anni racconta il Vaticano, offrendovi così una specialissima rassegna stampa.


Da oggi tutto questo non ci sarà più.


Domani e sabato infatti siamo in sciopero come tutti i giornalisti italiani per chiedere un contratto negato da un anno e mezzo. Siamo in sciopero per difendere i diritti di tutti, soprattutto i più deboli. Siamo in sciopero, nonostante le nostre difficoltà e il nostro dolore, per difendere la dignità del lavoro e il diritto alla libertà di informazione. Ci salutiamo così, certi che troveremo il modo di accompagnarvi ancora e di donarvi quel bene prezioso che si chiama informazione dal vaticano!”


…………….


La lettera di Piero Schiavazzi ai vaticanisti


Cari colleghi, dopo il toccante commiato di Angela, nel notiziario di Giovedì, ora tocca a me ringraziarVi e salutarVi.  Il calendario ha voluto infatti che l’ultima trasmissione giornalistica di Telepace, prima dell’annunciata chiusura della redazione, sia il mio “Speciale Interviste”, in onda domani dopo l’Angelus, con la testimonianza di José Manuel Barroso.


Insieme a lui, in questi anni, abbiamo ospitato più di 150 protagonisti del nostro tempo, tra cui Arafat e Rabin, Madre Teresa e Mandela, Annan e Clinton, Agnelli e Kohl, Gorbaciov e Havel, Peres e Hariri, Ciampi e Napolitano.


I prossimi avrebbero dovuto essere il Premier Polacco Kaczynski, Giovedì 12 ottobre, e Massimo D’Alema, Mercoledì 25.


Nell’autunno del 1990, quando arrivai a Telepace, partirono contemporaneamente due programmi: il notiziario vaticano e la rubrica di interviste esclusive con i grandi della terra.


Il notiziario, egregiamente curato da Angela (1990), Simona (1995), ed Elisabetta (2000), ha costituito un unicum nel panorama televisivo: l’unico TG monografico interamente dedicato alla giornata del Papa e della Santa Sede.  La sua cancellazione lascia un vuoto evidente, un ruolo scoperto nell’informazione cattolica.


Quanto alla mia rubrica, in essa ho cercato di accreditare Telepace come la TV dove i grandi della terra si confrontano con la geopolitica vaticana e “si confessano”, raccontando il proprio rapporto con Dio e i loro incontri con il Papa.


Questa rete di relazioni internazionali mi ha consentito di progettare per il Ministero degli Esteri un’iniziativa che ha valorizzato la figura dei vaticanisti, attraverso 40 conferenze in altrettante città del mondo.


Dopo il periodo alla Farnesina, il rientro a Telepace come sapete è stato sofferto: un percorso a ostacoli e – oggi posso dirlo – una lotta contro il tempo, in cui non avete mai smesso di sostenermi.


Grazie alla Vostra sollecitudine, negli 18 ultimi mesi le mie interviste e il nome dell’Emittente sono apparsi 50 volte sui quotidiani e 200 volte sulle agenzie, con alcuni di scoop che hanno fatto il giro del mondo.


E’ a Telepace che il Cardinale Bertone ha paragonato Joseph Ratzinger a Beckenbauer. Su Telepace Laura Bush ha raccontato in esclusiva il proprio incontro con Benedetto XVI. A Telepace, infine, il Cardinale Macharski ha rivelato che Karol Wojtyla, eletto Papa, avrebbe voluto chiamarsi “Stanislao”.


Essere intervistato da Telepace, ormai, per un leader in visita in Vaticano, è diventato un must.


Tutto questo non è servito a salvarmi il posto. Ma la professionalità, e l’integrità, quelle sì. In un passaggio umanamente difficilissimo.


Ancora grazie.


Piero Schiavazzi


 


 


 





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