Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
  » I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  I fatti della vita
Stampa

GIORNALI: piani lacrime e sangue.

Soltanto nel 2009.
sono 516 i giornalisti
prepensionabili
e ben 1.950 quelli che
hanno 59 anni e 35 anni
di contributi (ma bisogna
scorporare quanti
lavorano nelle testate
radiotv). I conti
dell’Inpgi appaiono
davvero a rischio.
Il quadro degli esuberi
testata per testata.

Gli editori potrebbero presto essere chiamati ad aumentare i contributi per ogni giornalista assunto, passando dal 23,04 di oggi al 29,26 per le aziende con 15 dipendenti; al 29,56 per le aziende con 50 dipendenti e al 29,86 per le aziende con più di 50 dipendenti. Si tratta di una differenza cospicua che supera i 6 punti percentuali (che valgono un gettito annuale di almeno 50 milioni di euro). In alternativa rimane il vecchio progetto di riportare l’Inpgi nell’area pubblica, perché è l’unica Cassa sostitutiva dell’Inps, assicurando giornalisti dipendenti e non autonomi. I giornalisti autonomi e parasubordinati sono “coperti” dall’Inpg/2 simile alle altre casse riservate a quanti esercitano professioni intellettuali. Gli Stati generali dell’editoria si terranno dopo la legge finanziaria per il 2010.

RICERCA di FRANCO ABRUZZO

Milano, 26 giugno 2009.  La giornata di oggi è segnata da quanto è successo al Messaggero, che, come annuncia il comitato di redazione della testata, esce da domani senza le firme dei suoi redattori, sia nella versione cartacea che on line L'iniziativa sindacale - spiega il Cdr in una nota - è stata proclamata per «protestare contro la rottura unilaterale delle trattative sul piano di crisi, imposta dall'azienda». «Sono in gioco - spiega il sindacato - 48 posti di lavoro, la chiusura di due redazioni e pesanti sacrifici economici per l'intera redazione. È in gioco, infine, la qualità dell'informazione che abbiamo sempre cercato di fornire ai lettori». Il quotidiano esce inoltre senza le firme di quei collaboratori che hanno aderito alla protesta. All'Unità, invece,  “si prova a far passare l'innovazione della cassa integrazione oraria che non soltanto snaturerebbe la sana flessibilità della professione, ma finirebbe per far pagare due volte ai giornalisti uno stato di crisi per il quale non hanno responsabilità alcuna”. Più in generale, sottolinea la Giunta dell'Associazione Stampa Romana, «ogni stato di ristrutturazione parte, nella prassi degli editori, dall'idea che vadano automaticamente cancellati i posti dei colleghi a tempo determinato o di quelli più vicini alla pensione». Questi fatti drammatici fanno capire che sono ormai al via, nel mondo dell’editoria, i piani lacrime e sangue. Sono 516 i giornalisti, che hanno 58 anni e almeno 18 anni di contributi e che possono, pertanto, essere prepensionati. Ma sono ben 1.950 i giornalisti che hanno 59 anni e 35 anni di contributi e  che possono essere spediti in quiescenza (ma bisogna scorporare quanti lavorano nelle testate radiotv) in base al nuovo articolo 33 del Cnlg. In tutto 2.466 giornalisti rischiano l’espulsione dal ciclo produttivo. La crisi morde. Le entrate legate alla diffusione e alla pubblicità languono e non si vedono spiragli di ripresa


"La crisi c'é lo testimonia il crollo della raccolta pubblicitaria, il fatto che si vendono meno giornali, anche se aumentano i lettori, ma il giornale non morirà. La ripresa sarà molto graduale quindi bisognerà adeguare le uscite alle entrate e il nostro problema è diminuire i costi senza intaccare la qualità". E' la prospettiva delineata il 10 giugno a Bari dal presidente dell'associazione italiana stampatori di giornali (Asig), Paolo Paloschi, che ha partecipato alla giornata di apertura della 12/a conferenza internazionale per l'industria editoriale e della stampa italiana organizzata dall'Ifra, associazione europea di editori di giornali. Per Paloschi, esistono aree in cui è possibile "ridurre i costi senza intaccare la qualità dell'informazione: riducendo la paginazione dei giornali non tagliando l'informazione ma scrivendo in modo più incisivo e sintetico, diminuendo i formati, tagliando collaboratori, snellendo le redazioni, cercando di razionalizzare la distribuzione, diminuendo costi di agenzie e per foto". "Interventi si possono fare - ha detto – anche  razionalizzando i centri di produzione, come già avviene in alcuni Paesi dove anche giornali concorrenti mettono in comune i centri stampa con risparmi enormi".


Il governo è consapevole della necessità di “assicurare al mondo dell’editoria, in grave crisi, tutto il sostegno possibile” e di varare “una riforma strutturale di sistema condivisa” per il settore: è l’impegno preso ieri da Elisa Grande, nuovo capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio, davanti alle associazioni del settore Mediacoop, Media non profit e Articolo 21, a un convegno a Roma sul pluralismo dell’informazione. “Il regolamento sull’editoria messo a punto dal Dipartimento - ha sottolineato Grande - non pregiudica il varo di una riforma strutturale di sistema, che non potrà che essere condivisa da tutti gli operatori del settore e svilupparsi nell’ambito di un approfondito confronto e in un quadro di risorse certe”. La “sede più opportuna” per l’elaborazione del nuovo testo saranno gli Stati generali dell’editoria, più volte annunciati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per il settore, Paolo Bonaiuti: “Speriamo di organizzarli - ha spiegato Grande - subito dopo la prossima Finanziaria, per aver risorse certe su cui lavorare”. Gli Stati generali offriranno anche l’occasione “per riflettere sul ruolo fondamentale della stampa, che non può continuare a vivere il complesso di inferiorità rispetto ai nuovi media, a Internet, alla tv. La tempistica delle notizie sta cambiando, e il ruolo di Twitter nelle vicende dell’Iran lo dimostra. Ma ci sarà sempre bisogno di un contenitore ragionato, di un approfondimento autorevole”. Nel frattempo il regolamento, “primo passo necessario per la razionalizzazione e per la semplificazione del sistema”, continua il suo percorso: è “al vaglio dei tecnici del ministero dell’Economia”, ha ricordato il capo del Die, e dovrà essere sottoposto “ai pareri di legittimità del Consiglio di Stato e di merito delle commissioni parlamentari”. Ma l’impegno del governo non finisce qui: “E’ in atto uno sforzo straordinario da parte della presidenza del Consiglio per rinvenire i fondi necessari per assicurare il pagamento dei contributi diretti per il 2009″, ha assicurato Grande, proprio nelle ore in cui l’Aula di Montecitorio ha approvato il reintegro di 70 milioni per il fondo per l’editoria, misura contenuta nell’articolo 56 del ddl sviluppo. 70 milioni per il 2009 e altri 70 per il 2010.


E’ possibile tracciare un quadro, sia pure lacunoso, degli esuberi per una parte consistente della stampa italiana. Le notizie sono state pubblicate dalle agenzie di stampa e nei siti dei giornalisti:


Corriere della Sera: - 91



  • Periodici Rcs: - 90

  • Mondadori: -  90

  • Ansa: - 100

  • Repubblica: - 60

  • La Stampa: -60 (34 prepensionati)

  • Il Messaggero: - 48

  • Poligrafici: -34

  • Il Sole 24 Ore: - 40 

  • Il Mattino: -33

  • Apcom: - 30

  • Agi: -21

  • Dire: - 20

  • Tuttosport: - 19

  • Gazzettino: - 17

  • Unità: -17

  • Liberazione: -19

  • Arena e Giornale di  Vicenza: - 12

  • Telereporter: 12 redattori su 23 in cassa integrazione;senza speranze 10 redattori a termine.

  • Conti Editore: - 12

  • Eco di Bergamo: -9

  • Provincia di Como: -9

  • Prealpina: -6

  • La Cuba editori: 10 contratti di solidarietà

  • Olympia: - 4

  • Agr: - 12

  • Giornali trentini e altoatesini del gruppo Repubblica: -7

Riguardo allo stato di salute dell'editoria, Carlo De Benedetti  ha annunciato che "dai primi di luglio partirà una riduzione del personale a Repubblica, come del resto al Corriere della Sera".I conti dell’Inpgi appaiono pertanto in pericolo: l’Istituto perde entrate sostanziose legate a stipendi pesanti, mentre sul rovescio dovrà pagare pensioni alte. Gli editori potrebbero presto essere chiamati ad aumentare i contributi per ogni giornalista assunto, passando dal 23,04 di oggi al 29,26 per le aziende con 15 dipendenti; al 29,56 per le aziende con 50 dipendenti  e al 29,86 per le aziende con più di 50 dipendenti. Si tratta di una differenza cospicua che supera i 6 punti percentuali (che valgono un gettito annuale di almeno 50 milioni di euro). Oggi i giornalisti costano agli editori di meno rispetto ai dipendenti poligrafici.  In alternativa rimane il vecchio progetto di riportare l’Inpgi nell’area pubblica, perché è l’unica Cassa sostitutiva dell’Inps, assicurando giornalisti dipendenti e non autonomi. I giornalisti autonomi e parasubordinati sono “coperti” dall’Inpg/2 simile alle altre casse riservate a quanti esercitano professioni intellettuali. E’ un discorso che la Fnsi farebbe bene ad avviare informalmente con i ministeri dell’Economia e del  Lavoro. Anche l’Inpdai, dopo una brevissima esistenza ex dlgs 509/1994 come Fondazione (al pari dell'Inpgi) nel 1995 tornò ad essere ente pubblico con le regole Inps per poi confluire nel 2003 nell’Inps (i cui bilanci macinano accantonamenti annuali di 8-10 miliardi di euro).


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


GIORNALISTI: INCONTRO FNSI-INPGI-INPS SU PREVIDENZA


Roma, 26 giugno 2009. La definizione della convenzione bilaterale sulle contribuzioni previdenziali incrociate (Inps-Inpgi) per definirne le corrette impostazioni, semplificando i rapporti aziende-giornalisti: questo il tema al centro dell'incontro di oggi tra il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, il segretario generale della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi e il presidente dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti Andrea Camporese. Nell'occasione - spiega la Fnsi in una nota - è stata affrontata anche la problematica dei giornalisti dell'ufficio stampa dell'Inps nazionale. Il presidente si è impegnato, anche in questa occasione, a risolvere in tempi brevi le questioni organizzative ed amministrative attraverso la costituzione di un tavolo tecnico che nelle prossime settimane dovrà prospettare ai vertici dell'Inps, della Fnsi e dell'Inpgi - conclude la nota - le soluzioni più adeguate«. (ANSA).


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


ASSOCIAZIONI STAMPA DI NAPOLI E ROMA CON FNSI: PREOCCUPA MATTINO.


Roma, 27  giugno 2009.  «L'Associazione Napoletana della Stampa, l'Associazione Stampa Romana, d'intesa con la Fnsi, sono profondamente preoccupate per il clima di tensione che si registra all'interno della redazione de Il Mattino di Napoli». Lo spiegano in una nota congiunta. «La spaccatura creata dalla firma di un accordo da parte del Comitato di Redazione e che non ha visto la partecipazione del sindacato nazionale e regionale è ormai evidente. Non c'è dubbio - aggiungono - che ora più che mai è indispensabile un libero e vero esercizio di democrazia affinchè tutti i redattori de Il Mattino, singolarmente e nel complesso toccati da questo accordo che ridisegna la struttura redazionale cancellando anche accordi pregressi e creando intollerabili disparità all'interno della redazione, possano esprimersi sui contenuti dell'intesa siglata al Ministero. La Fnsi e le Associazioni di Napoli e Roma, auspicando che la situazione possa tornare presto alla normalità, nel rispetto delle volontà e dei diritti di ciascun giornalista, sono disponibili, in qualsiasi momento, ad un processo di chiarificazione delle questioni aperte e contrattualmente controverse».(ANSA).


 


CDR MATTINO AD ASSOSTAMPA: ASCOLTARE REDAZIONI


Roma, 27 giugno 2009.  «Durante le trattative sullo stato di crisi del Mattino la Fnsi il 22 giugno aveva assicurato che avrebbe firmato qualsiasi accordo che soddisfacesse il Comitato di redazione. Ma al momento conclusivo si è sfilata insieme alle associazioni territoriali». A sostenerlo, in una nota, è il Comitato di redazione della testata che risponde all'intervento di Federazione della stampa e associazioni di Roma e di Napoli. «È vero che il clima in questi giorni è teso - aggiunge il Cdr -, perché a nessuno piace affrontare uno stato di crisi; ma le tensioni non si stemperano parlando di 'intollerabili disparita» e di mancanza di democrazia senza aver prima ascoltato l'insieme della redazione e lo stesso Cdr, il quale è favorevole al voto. Peraltro in importanti testate con situazioni economiche non dissimili dal Mattino - dalla Stampa al Gazzettino - si sono firmati accordi dolorosi, siglati dai Cdr senza contrasti con la Fnsi”.(ANSA).


 





Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com