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Stampa

Risposta di Franco Abruzzo
all’articolo di www.fnsi.it
e “rapporto” agli iscritti.
La memoria corta e le bugie
di “Nuova Informazione”
(“Autonomia e Solidarietà”). ////

Senza Bavaglio:
“Finalmente
un'Assemblea
dell'Ordine
dei Giornalisti
della Lombardia vera”.//////

Franco Abruzzo
a “Senza Bavaglio”:
“Bisogna leggere
Gobetti e Bobbio”




“Nuova Informazione“ (“Autonomia e Solidarietà” in campo nazionale)  mena vanto per la “contestazione del bilancio” dell’Ordine di Milano e “anche delle modalità di votazione” senza spiegare la natura di detta contestazione. I bilanci, comunque, sono stati approvati a maggioranza.  Esponenti di primo piano di questa componente sono presenti almeno dal 1996 nel Consiglio dell’Ordine. Le polemiche nascono solo oggi, quando nel  Consiglio hanno una sola rappresentante (Letizia Gonzales), che  dice no, aprioristicamente, a tutto quello che decidono gli altri consiglieri, dimenticando il suo passato e il suo presente di collaboratrice del presidente (come responsabile, con Laura Mulassano, dell’Urp...su delega del presidente). E’ una sua libertà, che va rispettata. Vediamo la sostanza delle polemiche:


a)      affitto della sede. L’affitto costa 116 mila euro (con le spese incluse, compresi riscaldamento, servizio portineria nonché aria condizionata d’estate). E’ un ufficio di 355 mq, che ha un archivio di altri 100 metri quadrati. E’ all’ottavo piano del “Palazzo dei Giornali” di via Antonio da  Recanate 1 (di proprietà della Curia milanese). Il contratto d’affitto, con costi contenuti rispetto a quelli di mercato, è stato approvato dall’intero Consiglio  (Gonzales compresa) e dai revisori.


b)     Tabloid. Il mensile ha una foliazione di 32-40 pagine  e una tiratura di circa 25mila copie a numero (10 numeri all’anno, presente anche  dal gennaio 2000 nel portale dell’Ordine www.odg.mi.it). Nel 2005 è costato 142mila euro (tenendo conto della spesa di 169mila euro e delle entrate pubblicitarie per 27mila euro). Nel costo figurano la stampa, l’opera di un grafico, la spedizione (2.600 euro circa  a numero), le collaborazioni (retribuite solo a coloro ai quali vengono chiesti gli articoli). “Tabloid”  oggi è considerato dagli Ordini di altre categorie un modello sotto il profilo dell’informazione e del dibattito sui problemi della professione. Nel 2006  sono previsti 6 numeri con una contrazione delle spese  legata anche all’incremento prevedibile del gettito pubblicitario. Delle 25mila copie, 22.300 vanno agli iscritti e altre 2.200 vanno a giornalisti e istituzioni (comprese le biblioteche) di altre regioni. 500 copie vengono divise tra l’Ordine, l’Ifg e l’agenzia pubblicitaria, che cura il periodico. L’Ordine ha l’obbligo di comunicare (vedi articolo 1 della legge 150/2000) con iscritti e società civile ( e lo fa con Tabloid e il portale nonché con le email).


c)      Consulenze legali. Le spese per consulenze legali e notarili nel 2005 sono ammontate a € 61,768,57 con un incremento di  € 26.835,57 (€ 35.533,00 circa nel precedente esercizio): dobbiamo pur difendere le nostre decisioni disciplinari nelle sedi giudiziarie (Tribunale, Corte d’Appello e Cassazione) e questo costa; altre volte abbiamo bisogno di pareri legali e anche questa voce costa. I giornalisti condannati impugnano le nostre decisioni e  quelle del Consiglio nazionale. Bisogna essere presenti nei Tribunali per difendere la linea deontologica dell’Ordine. L’Unione pensionati (l’unica struttura corporativa sopravvissuta al regime fascista) ci ha costretto a difenderci  (vittoriosamente) davanti al Ministero della Giustizia a seguito della delibera, che nel 2005  ha aumentato la quota di 10 euro a sostegno dell’Ifg “De Martino”. Il ricorso dell’Unione è stato archiviato  in base al principio del silenzio assenso (alla delibera dell’Ordine di Milano). L’Ifg è stato ed è il laboratorio più avanzato della professione di giornalista in Italia.


d)            Causa civile dell’Inpgi v. Tabloid e il suo direttore. Il 2005 s’è infine caratterizzato per una voce negativa e imprevista senza la quale l’avanzo d’esercizio (83mila euro) sarebbe stato ancora più consistente. Si tratta di  € 47.255,30 versati all’Inpgi a seguito di una sentenza esecutiva che vede l’Ordine soccombente in primo grado in una causa per diffamazione promossa dall’Inpgi. Le attività dell’Ordine sono coperte da polizza assicurativa: attualmente, a seguito di delibera consiliare,  siamo in lite giudiziaria con Milano Assicurazioni (Nuova Maa Assicurazioni) per il recupero dei 47.255 euro versati dall’OgL all’Inpgi. Va aggiunto, comunque, che i revisori dell’OgL, con pronuncia 1 luglio 2002, hanno ritenuto unanimi che il presidente dell’OgL-direttore di  Tabloid  sia “legittimato a intervenire su questioni inerenti l’Inpgi”  e che “nulla osta alla nomina di uno o più legali difensori del Presidente e dell’intero Consiglio. Il nostro punto di vista è che la delibera per la nomina di un organo di difesa sia dovuta (art. 166 Cpc)”. In sostanza i revisori hanno applicato la delibera 18 giugno 2001 (approvata anche da Gonzales & C.), che al punto 2 assicura al direttore di Tabloid  la “tutela legale automatica  a carico dell’Ordine e la copertura integrale dell’Ordine per quanto riguarda richieste di risarcimento danni  in sede civile e penale  nonché le spese legali”. Questa delibera (in https://www.odg.mi.it/docview.asp?DID=1134)  assicura al direttore di Tabloid un tutela ampia, come condizione di miglior favore rispetto alla clausola contrattuale della nota a verbale dell’articolo 47 del Cnlg 2001/2005:Le parti esamineranno entro 90 giorni dalla data di stesura del presente contratto la possibilità di stipula di polizza assicurativa generale per l'intero settore finalizzata alla copertura parziale dei danni conseguenti a responsabilità civile individuando criteri e limiti della relativa copertura”. Questo argomento, mai definito dalle parti, è oggetto della trattativa in corso tra Fnsi e Fieg per il rinnovo del contratto. L’articolo 7 della legge 741/1959 consente la deroga alle norme contrattuali  “sia con accordi o contratti collettivi che con contratti individuali, soltanto a favore dei lavoratori”.  La delibera “migliorativa” 18 giugno 2001 (riconfermata il 10 giugno 2004), quindi, è coperta dall’articolo 7 della legge n. 741/1959. Osservo che i direttori responsabili quando assumono l’incarico ottengono la malleveria dall’editore con  accordi espliciti sul punto. Questo è un uso consolidato a Milano come a Roma. Una sentenza di I grado non è, comunque, una condanna definitiva. Nel 1999 abbiano perso una causa (per presunta diffamazione collegata a  un articolo su Tabloid)) con Paolo Occhipinti (direttore di Oggi) con un esborso di lire  47.471.000. Poi nel 2002  abbiamo  vinto in appello con il conseguente recupero dei quattrini. Allora non ci furono polemiche e richieste di pareri (da parte di Gonzales & C.). Eppure quella  sconfitta iniziale ebbe una eco sulla stampa italiana (il tema in discussione riguardava i messaggi giornalistici ingannevoli, che mascheravano marchette). Per quanto riguarda la sentenza del 19 luglio 2005 esecutiva sul piano economico ma non definitiva, bisognerà attendere le sentenze di II e III grado. Poi si potranno tirare le somme. Rivendico il mio diritto costituzionale alla  Giustizia, che è articolato in tre gradi di giudizio e non in uno solo (come qualcuno erroneamente pensa).


e)                 Dipendenti e collaboratori dell’OgL. I dipendenti sono 9 da sempre (10 soltanto nel 2005). Il ministero del Tesoro (Ragioneria generale dello Stato) ha riconosciuto che sono pochi in rapporto ai carichi effettivi di lavoro.  I cococo riguardano due professionisti che curano, progettano e coordinano rispettivamente i due corsi annuali riservati ai praticanti e i due corsi annuali riservati agli aspiranti pubblicisti degli uffici stampa;  due (oggi tre) collaboratori interni addetti agli uffici; il professionista che assiste, analizzando la stampa periodica,  il consigliere relatore dei procedimenti disciplinari; la donna delle pulizie. L’Ordine non ha uscite in  nero, nemmeno un euro. Di tutte le  collaborazioni si parla nella delibera citata  (in https://www.odg.mi.it/docview.asp?DID=1134). L’uso di moderne tecnologie anche nella trasmissione delle raccomandate attraverso il web ha consentito risparmi cospicui e ne consentirà altri in futuro. Abbiamo un sistema informatico d’avanguardia.  Tengo a precisare che l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia è ente pubblico non economico disciplinato anche dal Dlgs n. 165/2001. L’articolo 7 (comma 6) del Dlgs n. 165/2001 consente all’Ogl “ per esigenze cui non può far fronte con personale in servizio di conferire incarichi individuali ad esperti di provata competenza, determinando preventivamente durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione”. In  base all’articolo 1 (punto 2), la “legge Biagi” (Dlgs n. 276/2003) non si applica alle pubbliche amministrazioni alle quali  l’Ogl appartiene. I contratti dei cococo scadono con la fine della consigliatura (giugno 2007).


f)       Quote. Sono incassate tramite Esatri. I morosi triennali vengono cancellati. Il 50% della quota va all’Ordine nazionale.


g)     Spese iniziative culturali.  L’impegno 2005 è stato di 424mila euro così suddiviso: 205mila euro all’Ifg “De Martino” (è il gettito unatantum dell’aumento di 10 euro della quota associativa); 167mila euro per i 4 corsi dedicati ai praticanti e agli uffici stampa (contro entrate pari a 179mila euro); 44mila euro per il Premio tesi di laurea; 3mila euro ai Premi Gavinelli e  Giornalisti Brianza; 3.973 euro per i tre esami di cultura generale (dedicati a chi non ha il diploma per accedere al praticantato); 898 euro per beneficenza). Per quanto riguarda il Premio tesi di laurea e il potenziamento della biblioteca (13mila euro in acquisto  libri e giornali, abbonamenti a banche dati e a cd giuridici) il discorso diventa più complesso.  Anche queste sono attività culturali. La Lombardia parla all’Italia dal 1764 (con il “Caffè) e, nel campo dei media, l’Ordine di Milano parla all’Italia, sviluppando  una scelta ideale vecchia di 240 anni. L’Ifg è aperto a tutti i laureati italiani. La Biblioteca è un unicum sul giornalismo con i suoi 4mila volumi in via di catalogazione. E’ frequentata dai laureandi impegnati nella stesura delle tesi. L’Ordine di Milano ha segnato dal 1965  tutte le svolte della professione in campo deontologico,  della formazione (con l’Ifg), delle interpretazioni sul praticantato e sulle procedure disciplinari,  sul collegamento forte con l’Università, etc.


h)      Convocazione delle assemblee con le “delibere interpretative Abruzzo” (con un risparmio di 130mila euro negli ultimi 4 anni). Per l’assemblea del 24 marzo 2005 sono state spese per l’invio delle lettere di convocazione (per posta prioritaria al posto delle lettere raccomandate) € 19.723,85  in linea con il precedente esercizio 2004 (€ 16.057,00 circa) con un risparmio di 26mila euro. Lo stesso  risparmio è stato realizzato nel 2003 e nel 2004 in occasione delle elezioni e non solo, come detto, in occasione dell’assemblea di marzo (4x26= 104mila euro ai quali sono da aggiungere i 26mila euro del 2006= 130mila euro). Devo far notare che il ricorso alla posta prioritaria – ineccepibile sotto il profilo interpretativo – oggi è norma con l’avvenuta modifica apportata dal Parlamento all’articolo 4 della legge professionale. Il Parlamento, su iniziativa del Presidente della Commissione Giustizia del Senato (avv. Antonino Caruso, An,  pubblicista iscritto nell’Albo di Milano), ha accolto un emendamento elaborato da me e che rifletteva le mie delibere interpretative che hanno consento all’Ordine di Milano di risparmiare  130mila euro  nelle 5  convocazioni delle assemblee citate (1 nel 2003, 2 nel 2004, 1 nel 2005 e  1 nel 2006).


i)     Trasparenza: tutto quello che l’Ordine fa (assistenza legale, contrattuale e fiscale) è illustrato nel portale e su  Tabloid. Non abbiamo scheletri negli armadi. Paghiamo i collaboratori delle nostre attività poco e male (come sa Marina Cosi, nostra preziosa docente di moda nel corso riservato ai praticanti). I bilanci sono pubblicati nella home page del portale.


k)                   Impegno “a titolo onorifico e gratuito”. Il presidente, i consiglieri e i revisori dell’Ordine di Milano, per una loro libera scelta consacrata nella delibera citata, non percepiscono  indennità di carica  e gettoni di presenza. Non ho alcun “rapporto di servizio” con l’ente. Svolgo le funzioni di presidente e di direttore (anche del sito web dell’OgL) a titolo gratuito e onorifico (come si diceva nell’800).  Come direttore di  Tabloid, svolgo “una attività eminentemente privatistica del tutto separata da quella di natura pubblicistica connessa alla  carica ricoperta in seno all’Ordine dei Giornalisti” (decreto di archiviazione 30 aprile 1997 del Gip Luca Pistorelli) e pertanto, nella veste di direttore,  sono un collaboratore dell’OgL.


j)        Conclusioni. Una contestazione inutile, strumentale, da parte di chi, Nuova Informazione, ha condiviso fino al giugno 2004 la gestione dell’Ordine, l’organizzazione delle assemblee, tutte le spese e tutte le politiche verso gli iscritti. Una sola cosa è cambiata: i consiglieri di Nuova informazione da 4 si sono ridotti a uno. Una sconfitta bruciante.  E’ la prima volta che una forza che si dice di sinistra contesta l’acquisto dei libri per la biblioteca e un premio riservato alle migliori tesi di laurea sul giornalismo dopo averne condiviso lo spirito e i fini con Bruno Ambrosi. Era il 1998. Eravamo…alleati in maniera pulita e  senza baratti!!!


Per quanto riguarda la deontologia, il portale parla da solo con le decisioni pubblicate a tutto campo.


Sui controlli interni nulla da eccepire: il presidente del Collegio dei revisori, Giacinto Sarubbi, è un  noto e affermato commercialista. E’ una garanzia per tutti.


Rimane lo sconcerto provocato (dalle polemiche pretestuose e infondate in fatto e diritto)  negli 85 neo praticanti e nei 24 colleghi meno giovani onorati con la medaglia d‘oro per i 50 anni di Albo.


La mia competenza, acquisita in tanti anni di studio e di lavoro sul campo,   è e rimarrà a disposizione dei colleghi finché lo vorranno. Le miserie e le provocazioni rafforzano il mio spirito combattivo. “Il conflitto è vita”    dicevano gli antichi greci. La memoria corta e le bugie suscitano soltanto malinconia.


Franco Abruzzo/presidente OgL


 


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Da www.fnsi.it del 24 marzo 2006


Nuova Informazione: "Contestato


il bilancio dell’Ordine dei giornalisti


della Lombardia e anche le modalità di votazione" 


   


Per la prima volta, nella più che ventennale storia della reggenza francoabruzziana dell'Ordine lombardo dei giornalisti, il Bilancio non è stato approvato all'unanimità, ma con una consistente espressione di dissenso. 31 voti a favore, 20 contrari e 4 astenuti per il Consuntivo 2005. 35 sì, 21 contrari e 1 astenuto per il Preventivo 2006. 


Non solo, per la prima volta dopo tanti anni, giovedì 23 marzo 2006 gran parte della platea, riunita al Circolo della stampa di Milano, ha contestato vivacemente le modalità di votazione e l'ordine del giorno dell'Assemblea degli iscritti. Come tradizione, infatti, il presidente Abruzzo aveva unito in un unico appuntamento riconoscimenti, premi, medaglie e votazioni, col risultato di avere la sala stracolma e il pensiero delle persone coinvolte e dei loro amici e parenti rivolto ad altro rispetto all'impegnativo appuntamento di vaglio di due bilanci da oltre tre milioni di euro ciascuno.


All'ingresso non era avvenuta nessuna procedura di riconoscimento, né tanto meno veniva consegnato agli aventi diritto alcun elemento di identificazione per il voto (i "cartellini colorati", come fa ogni altro organismo di categoria). Come sempre, la votazione sarebbe dovuta essere un elemento della festa: "chi è d'accordo alzi la mano, chi c'è c'è, tanti auguri e saluti, accomodiamoci al buffet". Ma questa volta l'atmosfera è cambiata: dopo un'accesa contestazione sulle modalità di voto (tali da consentirne l'invalidazione), il presidente Abruzzo ha dovuto far almeno identificare il titolo a votare. E così, solo dopo una lunga attesa, dopo premi, cartigli, foto e abbracci, con la sala oramai decimata nelle presenze, si è passati finalmente ad un'analisi approfondita del Bilancio.


Le nostre critiche si sono incentrate su voci di spesa locatarie e gestionali molto elevate, sull’elargizione di notevoli fondi a iniziative non ordinistiche e spesso non lombarde (anziché privilegiare il rafforzamento della cultura deontologica di categoria), sul pesante esborso per il giornale, sulle lievitate spese legali e su quelle per il personale (ben 16 fra dipendenti, 10, e collaboratori)…. Qualche esempio dal consuntivo: affitto da 116mila euro (più: 21mila di pulizie, 25mila di manutenzioni, 42mila poste-tel, ecc), “Tabloid” cartaceo 170mila euro, legali per 62mila euro, “iniziative culturali” 220mila euro…


Ma ancora più importanti gli interventi critici, sia di merito che di stile, andati alla decisione di mettere in Bilancio, fra i costi, i 47mila euro e rotti di danni versati per aver diffamato l’Inpgi (in un articolo senza firma su “Tabloid”) così come imposto dal Tribunale di Milano.


Una spesa che gli stessi revisori dei conti ritengono debba essere pro tempore (“un costo sopportato direttamente dall’Ordine per l’urgenza… che andrà riconsiderato a conclusione dell’iter giudiziario”).


Una spesa che non tocca all’Ordine della Lombardia pagare, come ha ricordato dal palco anche la consigliera Letizia Gonzales, motivando il proprio voto contrario col ribadito convincimento che l’unico a dover sostenere l’intero onere dell’ammenda dovesse, e debba, essere Franco Abruzzo, per la sua veste di direttore di Tabloid e, in quanto presidente dell’Ordine, di rappresentante legale dell’editore.


Ci è molto dispiaciuto che colleghi con 50 anni di anzianità e giovani neopraticanti siano stati – nostro malgrado - coinvolti in una discussione anche aspra: i primi hanno certamente saputo comprendere e spesso condividere, grazie alla loro esperienza, lo scrupolo con cui si è voluta giudicare l’utilizzazione dei soldi di tutti gli associati; i secondi hanno sperimentato come la distinzione dei ruoli ed il rispetto delle regole debbano essere guida non solo nella vita civile, ma anche nel cammino da loro intrapreso in una professione bella e difficile.


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Senza Bavaglio: “Finalmente


un'Assemblea


dell'Ordine dei Giornalisti


della Lombardia vera”


    


Giovedì 23 marzo Senza Bavaglio ha rotto un incantesimo che durava da vent'anni almeno: la presenza di molti colleghi ha consentito di mettere fine ad una sorta di rito, una cerimonia durante la quale vengono premiati colleghi iscritti da 50 all'Ordine, che arrivano a festeggiare con i loro parenti, ricevono la tessera di praticanti giovani della scuola di giornalismo (l'IFG), ricevono un premio le migliori tesi di laurea. 


Per carità, niente di male, se non per il fatto che il tutto avviene durante un'assemblea importante nel corso della quale dovrebbe essere discusso ed esaminato con una certa attenzione il bilancio dell'Ordine (milioni di euro solo in Lombardia, miliardi di vecchie lire): cifre di un certo livello e, a nostro parere, in alcuni casi, proprio mal spese.


Comunque temi e problemi da discutere con calma e senza la pressione psicologica di parenti e amici che premono per avere - giustamente - il loro minuto e mezzo di gloria.


Ma veniamo al dunque:


L'eterno (7 mandati) e inossidabile (varie negli anni le maggioranze che l'hanno sostenuto) presidente dell'Ordine della Lombardia, Franco Abruzzo, mette sempre all'ordine del giorno prima il bilancio, poi le premiazioni, creando - a nostro parere - una commistione impropria ed una pressione inevitabile dei premiandi su chi deve discutere e approvare o respingere


quel bilancio.


Una discussione tra gli iscritti. che rappresenta un'occasione unica e si presenta una volta, all'anno viene ridotta a riunione superficiale e rituale della durata di pochi minuti. Tutto ciò appare come un tentativo di far passare la discussione e l'esame del bilancio a pura formalità cui ottemperare (magari) all'unanimità.


Per la cronaca, Franco Abruzzo riempie i colleghi di decine, centinaia forse migliaia di mail e non si è degnato di inviare a casa degli iscritti un messaggio di posta elettronica con il bilancio, in modo tale che potesse essere studiato con un certo anticipo. Anzi, l'Ordine di Milano non ha inviato il bilancio neppure a chi l'ha esplicitamente richiesto.


Durante l'Assemblea Senza Bavaglio ha:


1) contestato il fatto che i colleghi aventi diritto al voto non venissero registrati correttamente (non veniva loro chiesto di esibire neppure il tesserino dell'Ordine...) e ha vinto. Il notaio ha dovuto far registrare in fretta e furia i presenti distribuendo le schede di voto.


2) appoggiato l'inversione dell'ordine del giorno, prima la premiazione, poi il bilancio: vittoria anche su questo punto. La premiazione è una cosa, il bilancio tutt'altra storia: niente confusioni.


Verso le 16.30 siamo riusciti finalmente ad entrare nel merito del bilancio secondo lo schema che avevamo proposto


I nostri interventi sono stati puntuali, argomentati ed educati. Ogni tentativo di buttarla in caciara non ha avuto successo. I colleghi di Nuova Informazione si sono uniti ai nostri interventi per contestare spese veramente faraoniche, talvolta improprie.


Abruzzo ed i consiglieri hanno accettato di scorporare le spese di stampa e spedizione dell'inserto di Tabloid, portandole sotto la voce "finanziamenti IFG". Si sono impegnati a ridurre i numeri cartacei di Tabloid a sei (da dieci) con l'obiettivo di eliminare in tempi realistici la versione cartacea, dispendiosissima, lasciando la sola edizione elettronica.


Alcuni interventi hanno sottolineato il fatto che l'Ordine spende soldi per borse di studio a giovani laureati italiani, mentre potrebbe usare i soldi (2500 euro a borsa di studio più le spese per i giurati!) a favore di colleghi disoccupati, freelance ecc. realmente bisognosi. Che ha sviluppato un apparato (numero impiegati, affitto sede, spese connesse ecc.)


assolutamente faraonico. E che si appresta a spendere una cifra inammissibile (sul bilancio di quest'anno sono accantonati ben 70.000 euro per le elezioni del prossimo anno).


Abbiamo chiesto che le elezioni la prossima volta avvengano in una sede, o il Circolo della Stampa o l'Associazione Lombarda dei Giornalisti, certamente meno cara, nella quale i soldi per l'affitto rimangano almeno in casa dei giornalisti (spiace che il Presidente, Giuseppe Gallizzi ed il segretario generale, Edmondo Rho, del Circolo della Stampa, presenti in assemblea, non ci abbiano appoggiati almeno su questo punto, visto l'evidente beneficio economico che il bilancio del Circolo ne avrebbe ricavato...).


Voto finale.


Bilancio consuntivo 2005: a favore 31, contro 20, astenuti 4.


Bilancio preventivo 2006: 35 a favore, 22 contro, 1 astenuto.


Senza Bavaglio, grazie anche all'intervento di tanti colleghi e colleghe ritiene un grande successo il fatto di essere riuscito a contestare, e su molti punti a vincere, per la prima volta durante la Presidenza Abruzzo, dimostrando che l'interesse dei 22.000 colleghi iscritti all'Ordine Lombardo, a noi, sta veramente a cuore.

Senza Bavaglio (da www.fnsi.it del 27 marzo 2006)

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Franco Abruzzo 


a “Senza Bavaglio”:


“Bisogna leggere


Gobetti e Bobbio”


Milano, 27 marzo 2006. Ho letto la nota di “Senza bavaglio” (alias Massimo Alberizzi) pubblicato oggi nel sito della Fnsi (www.fnsi.it).  Molte risposte sono contenute nella mia replica a “Nuova Informazione”. E  non mi ripetoma rimando a quelle pagine il lettore interessato. Vanno precisati  pochi punti:


1)                 Assistenza agli iscritti. l’Ordine non svolge (per le legge) i compiti di assistenza propri del sindacato e che la Fnsi svolge contrattualmente essendo destinataria di uno 0,10% mensile pagato dai giornalisti dipendenti. Va precisato che, in base al contratto, lo status di disoccupato spetta soltanto a professionisti e  praticanti.


2)                 Formazione professionale. Per quanto riguarda la formazione, il compito spetta alle parti sociali (Fnsi e Fieg) in base alla legge 388/2000. Fnsi e Fieg sono tenute a costituire un apposito Fondo. La somma annuale, che gli editori versano all’Inpgi, ammonta a 2,4 milioni (euro) e  viene legittimamente trattenuta dall’Inpgi per le sue finalità. E ciò accadrà finché le parti sociali non troveranno un accordo.


3) Accantonamento di 70mila euro per le elezioni 2007. Bisogna trovare una sede, che dia sicurezza e che abbia vie di fuga e che sia predisposta per accogliere gli eventuali ritardatari. Non hanno questi requisiti né la sede dell’Associazione lombarda dei Giornalisti né il Circolo della Stampa.  Non possiamo pretendere di  immobilizzare il Circolo della  Stampa per 8 giorni divisi  in due frazioni di 4 giorni. Gli scrutatori e le persone addette al seggio vanno retribuiti con riferimento al tariffario (sia pure tagliato, come abbiamo fatto in passato, del 50 per cento). L’ente pubblico “Ordine dei giornalisti della Lombardia” deve organizzare le elezioni, rispettando parametri fissati in sede legislativa: “L'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai princìpi dell'ordinamento comunitario” (articolo 1, I comma, della legge 241/1990).


4) Gli enti pubblici hanno particolari e peculiari poteri di autonomia normativa o di autodichia. L’Ordine, pubblica amministrazione, ha un potere di autogoverno e di autoregolamentazione (Cass. civ. Sez. unite, 10/6/2003 n. 9296; Cass. civ. Sez. unite, 10/7/2003 n. 10842; Cass. civ. Sez. unite, 11/11/2003 n. 16943; Cass. Civ. Sez. unite, 23/1/2002 n. 762; Cass. civ. Sez. unite, 6/6/2002 n. 8225; Cass. civ. Sez. III, 6/4/2001 n. 5156; Cass. civ. Sez. Unite, 22/6/1990 n. 6312);  potere riconosciuto anche dal Ragioniere generale dello Stato (Ispettorato generale dello Stato per gli ordinamenti del personale; Divisione IV, prot. 177755/14 ottobre 1997) in tema di fissazione delle indennità spettanti ai consiglieri; indennità poi fissate dal Consiglio nazionale, ma rifiutate dai consiglieri e dai revisori dell’Ordine di Milano. L’Ordine di Milano si avvale da decenni del potere di autodichia, autogoverno e autoregolamentazione (delibera sul praticantato d’ufficio; delibera istituiva di una Scuola di giornalismo con il praticantato alternativo a quello tradizionale; delibere (ripetute negli anni) di sostegno economico della Scuola di giornalismo; delibera sull’assistenza legale/amministrativa/fiscale a favore degli iscritti economicamente deboli; delibera istitutiva di un contributo una tantum di 10 euro a carico degli iscritti per sostenere la Scuola di giornalismo; delibera con la quale ha liberato il direttore di Tabloid  dal pagamento di spese legali  e di risarcimenti a terzi a seguito di condanna; delibera di pagamento delle spese legali a favore di giornalisti disoccupati; delibera di acquisto di mezzi tecnici di stampa del giornalino dei detenuti di San Vittore; delibera  per la premiazione delle migliore tesi di laurea sul giornalismo e per il sostegno di premi giornalistici organizzati da enti della categoria; delibera per la concessione di medaglia d’oro agli iscritti con 50 anni di Albo; delibere con impegni finanziari in occasione di ricorrenze particolari con stampa anche di volum; delibera di sostegno dell’assistenza svolta dalla Fnsi e dall’Alg a  favore di giornalisti  senza lavoro; delibera con stanziamenti economici a favore del Circolo della stampa, etc).


5) Conclusioni. Bilanci  e relazioni vengono pubblicati con almeno 4 giorni di anticipo sulla data dell’assemblea nella home page del  portale www.odg.mi.it. “Senza bavaglio” peraltro non può appropriarsi oggi di decisioni del  Consiglio (il taglio dei numeri di  Tabloid da 10 a 6 all’anno). E’ una vittoria l’inversione dell’ordine del giorno oppure era un  atto dovuto verso colleghi giovani e meno giovani in attesa di medaglie e  tessere ? Quali sono le spese faraoniche? “Senza bavaglio” sa che il rinnovo del contratto della vecchia sede di via  Appiani sarebbe costato quanto il nuovo? Con alcune differenze: 355mq di ufficio contro 270; 100 mq di archivio contro 45; con in più l’aria condizionata. Massimo Alberizzi lavora in un  giornale (Corriere della Sera) che ama il metodo storico applicato alle indagini (fa parte del “metodo Mieli”). Prima di rilasciare sgangherate e  irrazionali dichiarazioni a ruota libera sui bilanci dell’Ordine dovrebbe studiarli e  compararli almeno con quelli dell’Ordine nazionale  e dell’Ordine del  Lazio (che è grande quanto quello di Milano). Ma non posso chiedere ciò: Massimo è impegnato per lo più in Africa dove utilizza per ore e ore  il computer spesso in condizioni disperate e disagevoli. E dall’Africa spedisce via Internet (anche lui) migliaia di email.  Come faccio a pretendere da un chimico (Massimo è stato battezzato simpaticamente “Alì il chimico”) che dedichi tempo  ai massicci e complessi  bilanci del suo Ordine? Davvero i libri della nostra biblioteca  e le tesi di laurea sul giornalismo sono spese che non rientrano nell’attività culturale  di un Ordine professionale? Spingere le università a fare ricerca sul nostro mondo è un progetto velleitario? I libri e le tesi danno prestigio e immagine  all’Ordine o no?


Queste sono le domande che “Senza bavaglio” e “Nuova Informazione” devono porsi e alle quali devono rispondere con equilibrio e distacco. Non ci si può definire liberali (come Massimo Alberizzi) e democratici  di sinistra (come Marina Cosi) e poi  fare polemiche  da conservatori, incapaci di riconoscere la lungimiranza e la complessità delle visioni e  delle scelte dell’avversario, che ha letto almeno Gobetti e Bobbio.


Franco Abruzzo/presidente OgL


(da www.odg.mi.it)


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 



 


 


 


 



 


 





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