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Stampa

RAI. CDA APPROVA
MAURO MASI DG.
OK al BILANCIO 2008.
FRANCESCHINI:
PREMIER FA
LE NOMINE IN CASA.

Roma, 1 aprile 2009. Il consiglio di amministrazione della Rai propone Mauro Masi come nuovo direttore generale dell'azienda: domani mattina si terrà l'assemblea totalitaria dei soci, per raggiungere l'intesa sul nome del dg prevista dalla legge, poi si riunirà ancora il cda per la nomina formale. A favore della designazione del segretario generale di Palazzo Chigi votano in sei, compreso il presidente Paolo Garimberti; contrari i consiglieri in quota Pd Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, si astiene l'Udc Rodolfo De Laurentiis. Fuori da Viale Mazzini, intanto, è polemica sulle possibili nomine imminenti: «Troverei orrido che siano decise a casa del presidente del Consiglio», accusa il segretario del Pd Dario Franceschini all'indomani della riunione di maggioranza a Palazzo Grazioli. Critiche arrivano anche dal leader Udc, Pier Ferdinando Casini («C'è un monopolio dell'informazione enorme, che riguarda in particolare il presidente del Consiglio») e da Federazione nazionale della stampa e Usigrai, che definiscono la riunione di Pdl e Lega «un pessimo viatico per l'autonomia dei nuovi vertici aziendalì. Prende le distanze, invece, Antonio Di Pietro: quelle di Franceschini, dice, sono »solo lamentele al vento«. La giornata Rai si apre con un messaggio di Garimberti a tutti i dipendenti, con un impegno preciso, »essere garante della libertà e del pluralismo« e insieme una difesa dell'azienda, »sana e senza debiti«, da chi preferisce »dipingerla come un carrozzone«. Nel primo round, il cda approva il progetto di bilancio 2008 - con l'astensione del solo De Laurentiis, che avrebbe deciso di non esprimersi sui risultati della precedente gestione - con una perdita da 7,1 milioni a fronte di una contrazione degli introiti pubblicitari da 47,4 milioni. Dati migliori rispetto alle previsioni di budget, tanto che il dg uscente Claudio Cappon parla di »base di solidità e serenità« per affrontare le sfide future. Nel secondo round, arriva la designazione di Masi. Garimberti plaude al »clima di fattiva collaborazione« in consiglio e definisce »naturali differenziazioni« le divergenze sul nome del nuovo dg. Ma Rizzo Nervo è molto critico: »È stato designato il nome che da mesi avevamo letto sui giornali e quindi il voto di oggi ha assunto purtroppo il significato di una ratifica di scelte effettuate fuori dall'azienda«, sottolinea, pur riconoscendo »le qualità di alto dirigente« di Masi. Analogo il commento di Van Straten, che intravede il rischio di »esautorare il ruolo del cda«: »Non vorrei che ritrovarsi come dg un nome che leggiamo da due mesi sui giornali fosse propedeutico ad altri nomi, letti oggi sui giornali«. Nel mirino dell'opposizione, ci sarebbe in particolare il possibile approdo di Maurizio Belpietro alla guida del Tg1 (al posto di Gianni Riotta, diventato direttore del Sole 24 Ore): »Il predestinato sarebbe un dipendente del proprietario di Mediaset (e presidente del Consiglio)«, ironizza dal suo blog il responsabile comunicazione del Pd Paolo Gentiloni. Nel totonomine di queste ore, sarebbe ancora in discussione il numero dei vice dg (in corsa Antonio Marano, Giancarlo Leone, Lorenza Lei, Gianfranco Comanducci), mentre tra le prime caselle da riempire ci sarà sicuramente Raiuno, di cui Fabrizio Del Noce ha l'interim da mesi e alla quale potrebbe arrivare Mauro Mazza. Il Tg2 potrebbe così passare a Mario Orfeo, Raidue a Clemente Mimun. Tra i candidati al Tg3 a David Sassoli e Antonio Caprarica, ma non si esclude la conferma di Antonio Di Bella (come quella di Paolo Ruffini a Raitre). Piero Vigorelli sarebbe in pole position per la Testata regionale. (ANSA).


RAI. MAURO MASI: UN TECNICO TRA BANKITALIA ED EDITORIA.


Roma, 1 aprile 2009. Un tecnico bipartisan per la direzione generale della Rai. Mauro Masi indicato dal Cda della Rai alla poltrona più difficile di viale Mazzini ha collaborato sia con Massimo D'Alema, di cui è stato Capo di Gabinetto nel precedente governo, che con Silvio Berlusconi che lo ha nominato segretario di Palazzo Chigi. Nato a Civitavecchia il 26 agosto del 1953, Masi è sposato con due figli. Laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, entra in Bankitalia nel 1978 dopo essersi diplomato alla alla Scuola di direzione aziendale della Università Bocconi di Milano in «Gestione e controllo dell'attività bancaria». In Banca d'Italia lavora prima nell'Ufficio di Vigilanza Bancaria della sede di Milano per poi passare dal 1982 al 1988 prima all'Ufficio Stampa e successivamente è nominato Dirigente nell'Ufficio di Collegamenti Internazionali della Segreteria Particolare del Direttorio della Banca d'Italia stessa.Dal 1988 al 1990 è distaccato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dove è nominato consigliere per la comunicazione economica. Dopo un ritorno in Banca d'Italia nel periodo tra il 1990 e il 1994, nel maggio del 1994 è nominato Capo della segreteria particolare del Ministro del Tesoro Lamberto Dini, Direttore dell'ufficio stampa e portavoce del Ministro.Masi segue poi Lamberto Dini a Palazzo Chigi dove dal 1995 al 1996 è direttore dell'ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e portavoce del Presidente. Nel 1996 è nominato Capo del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Nell'ambito di tale incarico Masi è membro del comitato per la politica dell'informatica e delle telecomunicazioni della Presidenza del Consiglio, vice presidente del comitato per un codice di autoregolamentazione su TV e minori. È estensore della legge che modifica e integra la legge sul diritto d'autore; della nuova legge sull'editoria, di cui è membro del comitato sulla riforma; della legge sui nuovi punti vendita dei prodotti editoriali.Nella comunicazione pubblica Masi ottiene anche il riconosocimento di «Miglior Comunicatore professionale dell'anno 1997» assegnato dal Gruppo Pubblicità Italia. Dal maggio del 1999 a giugno 2003 Masi è stato Commissario straordinario della Siae contribuendo a risanarne il bilancio. Un risultato ottenuto non solo con un contenimento drastico dei costi di gestione, ma anche grazie agli accordo con il Ministero delle Finanze, con l'Enpals e l'Inps per il recupero dei contributi previdenziali per i lavoratori dello spettacolo, con l'Unidim e con la Rai per la riscossione dei canoni speciali dei pubblici esercizi.Dalla Siae a Palazzo Chigi, dove nel luglio del 2001 è nominato Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio e nel marzo del 2005 è nominato Segretario Generale. Con il cambio di governo e il ritorno di Prodi a Palazzo Chigi, Masi viene chiamato nel maggio del 2006 dal Vice Presidente del Consiglio Massimo D'Alema a ricoprire l'incarico di Capo di Gabinetto. Nel novembre del 2006 D'Alema lo nomina Delegato italiano per la proprietà intellettuale.Con il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi nel maggio del 2008 Masi viene richiamato a svolgere il ruolo di Segretario Generale della Presidenza del Consiglio. Adesso, lo aspetta una nuova sfida: la direzione generale della Rai. (Adnkronos).


 


RAI: MAURO MASI È IL NUOVO DG CON TRE ASTENSIONI


Roma, 2 aprile 2009.  Il voto del consiglio d'amministrazione della Rai sulla nomina di Mauro Masi a direttore generale non è stato all'unanimità. A quanto si apprende ci sarebbero state tre astensioni, mentre era assente giustificato il consigliere Angelo Maria Petroni che è in viaggio negli Stati Uniti. Ieri avevano votato contro la proposta del nome di Masi - su cui oggi c'è stata l'intesa con l'azionista - i consiglieri Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, mentre si era astenuto Rodolfo De Laurentiis. Sarebbero loro a quanto si apprende le tre astensioni di oggi. (ANSA).


 


 





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