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L'AGCOM DICE NO A UN UNICO CONFRONTO TRA DUE LEADER IN TV. La via d'uscita potrebbe essere un format che preveda diversi faccia a faccia tra due o più big.

di ADRIANA LOGROSCINO/Corriere della sera 25/8/2022

Roma. Non si può fare un unico duello tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta negli studi di Porta a Porta a due giorni dal voto: determinerebbe «un indebito vantaggio elettorale» per i due leader di partito.


L'autorità garante delle comunicazioni si è espressa in questi termini ieri, deliberando a maggioranza.


Esulta Carlo Calenda che aveva sollevato il problema: «Abbiamo avuto ragione. Ora si organizzi un confronto vero e serio». Anche Giuseppe Conte commenta: «Il confronto a lume di candela su cui si erano accordati Letta e Meloni non rispetta il diritto dei cittadini a essere informati. Non sono le uniche alternative per l'Italia. Lo avevamo detto». Ma il Pd, attraverso una nota di Antonio Nicita, candidato al Senato e già commissario Agcom, precisa: «L'Agcom non vieta confronti a due ma format che prevedano un unico dibattito e le relative comunicazioni». La soluzione «compatibile con la delibera di Agcom», sostiene l'esponente dem, potrebbe essere «un format» che preveda «più confronti tra due o più leader e una connessa unica comunicazione».


Nella delibera i commissari di Agcom partono dall'esame della legge elettorale: «Prevede - scrivono - un sistema misto, maggioritario e proporzionale, che consente a ogni lista di presentarsi in coalizione o singolarmente»: quindi non sarebbe «equilibrato» dare voce a due «capi di coalizione» visto che la stessa legge non ne prevede l'individuazione. «La programmazione di un unico confronto televisivo tra due soli soggetti politici, nonché le attività di comunicazione ad esso correlate - continua Agcom - risulta non conforme ai principi di parità di trattamento e di imparzialità dell'informazione». L'annuncio della trasmissione condotta da Bruno Vespa su Raiuno, già fissata per il 23 settembre, aveva provocato proteste degli altri partiti. Del caso era stata investita la commissione parlamentare di vigilanza Rai, che si era rivolta all'Autorità. La delibera adottata dall'Agcom «richiama le emittenti televisive e radiofoniche nazionali al rigoroso rispetto della parità di trattamento dei soggetti politici nei programmi di approfondimento concernenti la campagna elettorale». Il Consiglio ha esaminato anche i dati di monitoraggio relativi al periodo 3 agosto-20 agosto. E «richiamato tutta l'emittenza» a tener presente che, «dopo la presentazione delle liste, la ripartizione dello spazio concesso non si basa più sulle forze politiche in Parlamento», ma, appunto, sulle liste che saranno presenti sulla scheda elettorale.





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