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CASO MORO, per il volantino delle Br (per ora) 38 offerte e il prezzo all'asta vola a 15mila euro. Il caso segnalato da Pier Luigi Franz alla Procura generale della Repubblica di Roma, che dispone una perquisizione.

Pubblichiamo l'esposto di Pier Luigi  Franz  al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Roma dott. Antonio Mura. L'asta, iniziata online, si concluderà il 18 gennaio h. 15 presso un'importante ed autorevole Casa d'Aste, la Bertolami Fine Arts con sede in Roma piazza Lovatelli 1 (tel. 0632609795 e 0668307799, Fax 063230610, info@bertolamifineart.com) - lotto n. 43 - Sezione "Autografi & Memorabilia".


 OGGETTOAll'asta online il 18 gennaio h. 15 da Bertolami Fine Arts a Roma lotto n. 43 il volantino con cui le Br rivendicarono il sequestro Moro e la strage di via Fani in cui furono barbaramente trucidati i suoi 5 eroici agenti della scorta. Partita da un prezzo base di 600 euro la più alta delle 38 offerte sinora arrivate online ha raggiunto gli 11 mila euro! Ma non va subito sequestrato e conservato in un Museo della Memoria? Non sarebbero, forse, ravvisabili i reati di apologia del terrorismo cui fanno riferimento gli artt. 414, terzo comma, c.p. e l'art. 270 bis c.p., e/o la violazione dell’art. 21 della Costituzione e dell'art. 15 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 -Disposizioni sulla stampa sulle pubblicazioni a contenuto impressionante o raccapricciante, che richiama l’applicabilità dell’art. 528 del codice penale?


 Roma, 7 gennaio 2022 - Eccellenza, mi scuso di nuovo per il disturbo. Sono un giornalista professionista in pensione, già cronista giudiziario per 34 anni presso le redazioni romane del "Corriere della Sera" e de "La Stampa" accreditato presso la Corte Costituzionale, la Corte Suprema di Cassazione e la Corte dei Conti. Mi chiamo Pierluigi Roesler Franz, nato a Roma il 21/8/1947, residente in Roma in via Alessandro Serpieri 7, cf RSLPLG47M21H501H, cell. 335-8201240, casa 06-3214574. Attualmente sono consigliere nazionale dell'Ordine dei giornalisti (ente pubblico) con sede operativa in Roma via Sommacampagna 19 e Presidente del Sindacato Cronisti Romani presso l'Associazione Stampa Romana (sindacato unitario dei giornalisti del Lazio fondato nel 1877) con sede in Roma piazza della Torretta 36, riconosciuto “Amicus Curie” dalla Corte Costituzionale, vedere punti 1.8 e 2.5 della sentenza della Corte Costituzionale n. 150 del luglio 2021, cliccare su https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2021&numero=150 .


Mi permetto richiamare la Sua cortese attenzione sugli aggiornamenti di una notizia di gravità inaudita e a mia memoria senza precedenti, cioè sulla messa all'asta online il 18 gennaio h. 15 nella sezione "Autografi & Memorabilia" presso un'importante ed autorevole Casa d'Aste, la Bertolami Fine Arts con sede in Roma piazza Lovatelli 1 (tel. 0632609795 e 0668307799, Fax 063230610, info@bertolamifineart.com) - lotto n. 43 il 1° volantino con cui il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse rivendicarono il sequestro dell'ex Presidente della Dc Aldo Moro e la strage in via Fani in cui furono barbaramente trucidati i suoi 5 agenti della scorta, come scritto in modo assolutamente spregiativo nelle prime 4 righe delle 2 pagine del documento.


L’asta online del volantino, che misura circa cm.33x22, presenta lievi strappi ai bordi, pieghe centrali e che è in condizioni molto buone, è partita da un prezzo base di 600 euro rispetto alla sua stima di 1.300-1.700 euro, ed ha già raggiunto gli 11 mila euro (è questa la più alta delle 37 offerte sinora pervenute), cliccare su https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/122055/moro-aldo-maglie-23-settembre-1916-/ e su https://auctions.bertolamifinearts.com/it/cnt/1-169/web-auction-110/ .


La notizia lanciata il 4 gennaio 2022 dall'agenzia ANSA è stata poi ripresa da molti tg, quotidiani e siti online. L'ex direttore de "La Stampa" e di "Repubblica" Mario Calabresi, figlio del Commissario Calabresi, una delle vittime degli anni di piombo, ha giustamente scritto su Twitter: "Queste pagine grondano sangue, non possono essere comprate e vendute, diventare oggetto da collezione. L'unico luogo dove possono stare è nelle case della Memoria a ricordarci la barbarie che fu il terrorismo".


Anche molti deputati di tutte le forze politiche, come l'on. Filippo Sensi (Pd), hanno sollecitato un "sussulto di pietà" che impedisca la vendita. Per l'on.le Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia: "Mettere all’asta il volantino originale delle Brigate Rosse, con il quale i terroristi rivendicarono la strage di via Fani, è una vergogna. La testimonianza del sequestro dell’allora presidente del Consiglio, Aldo Moro, e il drammatico massacro degli uomini della sua scorta non può e non deve essere venduto al miglior offerente, ma dovrebbe essere preteso dallo Stato in nome delle generazioni future: segno intangibile dell’orrore di quegli anni. Uno dei documenti che rappresenta l’età più buia della nostra Repubblica deve essere e restare un patrimonio collettivo a difesa della memoria. Da me e da Fratelli d’Italia la più sincera solidarietà ai figli, in particolare un abbraccio affettuoso a Maria Fida, e alle famiglie di questi eroi caduti per difendere la democrazia".


In altri interventi si è sottolineato che “si è violata la decenza”. Altre prese di posizione sulla penosa vicenda sono riportate nell'articolo di ieri de "Il Giornale", cliccare su https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/vergognoso-mettere-allasta-il-volantino-br-del-caso-moro/ar-AASu3uu?ocid=uxbndlbing 


Ci si chiede: il volantino delle Brigate Rosse, datato 16 marzo 1978, distribuito il giorno dopo, in cui si annunciava il sequestro dell'allora Presidente della Dc Aldo Moro e presentato nei giorni scorsi all’asta come “originale” non è, forse, un corpo di reato sottratto alla magistratura o agli atti della Camera e del Senato relativi alla Commissione parlamentare sul caso Moro? Come è possibile metterlo all'asta? Non va sequestrato subito e conservato eventualmente in un Museo della Memoria, ed esposto con tutte le dovute cautele e spiegazioni prendendone le distanze dal suo delirante contenuto?


In proposito non sarebbe, forse, ravvisabile la violazione sia dell'art. 21 della Costituzione in tema di stampati illegali, sia dell'art. 15 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 - Disposizioni sulla stampa? Quest'ultima norma, intitolata "Pubblicazioni a contenuto impressionante o raccapricciante" prevede che: "Le disposizioni dell'art. 528 del Codice penale si applicano anche nel caso di stampati i quali descrivano o illustrino, con particolari impressionanti o raccapriccianti, avvenimenti realmente verificatisi o anche soltanto immaginari, in modo da poter turbare il comune sentimento della morale o l'ordine familiare o da poter provocare il diffondersi di suicidi o delitti."


Peraltro la pubblicità di tale volantino, amplificata dalla possibilità di vederlo sul computer e stamparlo online moltiplicandone così la sua diffusione non può forse integrare il reato di apologia di delitti con finalità di terrorismo: banco di prova per la tenuta dei principi fondamentali dell’ordinamento penale cui fanno riferimento gli artt. 414, terzo comma, c.p., che punisce con la reclusione da uno a cinque anni «chi pubblicamente fa l'apologia di uno o più delitti» e l'art. 270 bis c.p., che prevede il reato di associazione con finalità di terrorismo, vedasi nota di Giulia Bonora nel sito online Diritto.it, https://www.diritto.it/reato-di-apologia-di-delitti-con-finalita-di-terrorismo-banco-di-prova-per-la-tenuta-dei-principi-fondamentali-dellordinamento-penale / alla sentenza n. 41628 del 15 aprile 2019 della prima sezione penale della Corte di Cassazione (Presidente Enrico Giuseppe Sandrini, relatore Monica Boni), cliccare su http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20191010/snpen@s10@a2019@n41628@tS.clean.pdf? 


Indubbiamente questo bando di vendita al migliore offerente di un oggetto-corpo di reato rappresenta una bruttissima pagina anche per i collezionisti: basti pensare solo all'elevato numero di offerte (sinora ben 37).


Ma non si può proprio far nulla per bloccare quest'asta che potrebbe rasentare, addirittura, una possibile tentata "truffa" se si tiene conto che la Casa d’aste Bertolami presenta questo macabro documento di 2 pagine come un “originale”, mentre, per il ministero dei Beni Culturali e per il ministero dell’Interno di identici volantini ve ne sarebbero, invece, in circolazione molte decine o addirittura molte centinaia?  Ma pubblicizzando il macabro volantino-corpo di reato quasi come una rarità assoluta non verrebbero indotti forse in errore gli stessi offerenti illudendoli sulla presunta eccezionalità del documento, come dimostra il prezzo sinora offerto di 11 mila euro più diritti d’asta rispetto ad una base di partenza di 600 euro più diritti d’asta? Paradossalmente se ognuna delle altre 500 copie fosse messa all’asta e giungessero offerte analoghe verrebbero spesi incredibilmente 5 milioni e mezzo di euro!! Non sarebbe una follia?


E non è un esempio da stoppare subito per evitarne l’emulazione? Altrimenti chi potrebbe assicurare che in un prossimo futuro da tutti gli archivi giudiziari italiani non spariscano reperti di analoghe drammatiche vicende o di fatti di cronaca che hanno diviso l'opinione pubblica nell'ultimo secolo e che potrebbero essere messi scandalosamente sul mercato come rarità assolute al migliore offerente?  Ma di questo passo dove si andrebbe a finire? E' davvero tutto normale?


Per la Casa d’Aste è comunque tutto regolare, come ha dichiarato il suo Amministratore Delegato Giuseppe Bertolami, cliccare su https://www.primapaginanews.it/articoli/delitto-moro-volantino-br-all-asta-giuseppe-bertolami-tutto-assolutamente-regolare-3-506999 


Ma i familiari dei cinque valorosi ed eroici agenti di scorta barbaramente trucidati dai brigatisti in via Fani si attendono, invece, che lo Stato continui a tutelare sempre il loro ricordo per aver sacrificato la vita per salvare quella di Aldo Moro. E semmai questa singolarissima ed anomala asta senza precedenti dovesse ugualmente svolgersi il suo ricavato dovrebbe essere quanto meno sequestrato ugualmente dallo Stato e devoluto al Fondo delle vittime del terrorismo affinché la memoria di quei drammatici anni venga preservata con assoluto rispetto e in silenzio.


La ringrazio anticipatamente della cortese attenzione e resto a Sua disposizione per ogni eventuale necessità.


Cordialità


Dott. Pierluigi Roesler Franz


Presidente del Sindacato Cronisti Romani presso l'Associazione Stampa Romana


 





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