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Il Messaggero 30 maggio 2021.
L'emittenza di Stato al bivio.Bufera sulla Rai a Milano, asse tra i candidati sindaco: la tv deve restare a Roma. Fuoco di sbarramento dopo l'ok del cda uscente alla Saxa Rubra del Nord Raggi, Gualtieri e Calenda: difendere il ruolo imprenditoriale della Capitale.


LA POLEMICA. ROMA. Una Saxa Rubra del Nord. La notizia del via libera da parte del Cda Rai in scadenza di una nuova mega sede di produzione della tv pubblica a Milano ha terremotato la campagna elettorale per il Campidoglio. Perché è evidente che portare a Milano una fetta della produzione tv, rischia concretamente di impoverire l' industria dell' audiovisivo che vede in Roma la sua capitale.


AZIENDA SORPRESA Anche in azienda, sussurrano i bene informati di viale Mazzini, c' è stato molto stupore sul fatto che l' ad Fabrizio Salini - romano - abbia consentito questa operazione eterodiretta dalla Lega, alle cui indicazioni, com' è noto, il presidente uscente, Marcello Foa, è assai sensibile. Sta di fatto che un' operazione messa in cantiere anni fa per razionalizzare le spese immobiliari della tv pubblica al Nord, ha finito per assumere i contorni di una scelta politica decisamente anti romana. E piombando in piena campagna elettorale per le comunali, la questione ha di fatto creato un inedito asse tra i candidati sindaco già in campo.


«La Rai non può fare a meno di Roma», avverte la sindaca uscente, Virginia Raggi. «È qui che l' Italia si incontra, lavora, sogna, mostra le sue bellezze. È la capitale di tutti gli italiani, quella città che riesce a mettere insieme tutti perché tutti noi, in ogni parte del nostro paese, abbiamo un ricordo legato a Roma. Il Messaggero ha lanciato un allarme: il cda della Rai starebbe dirottando ingenti risorse economiche altrove, dimenticandosi di investire nella città che accoglie gli studi, gli uffici e la stragrande maggioranza dei lavoratori.


Questo, lo dico senza alcuna diplomazia, non è accettabile».


«La tv pubblica - continua - ha il suo cuore qui, al centro dell' Italia, ed è qui che si concentrano le risorse legate al mondo dell' audiovisivo, dall' industria del cinema a quella delle grandi produzioni televisive.


Roma è la città della ripartenza. Investire su Roma significa investire sull' Italia intera. La Rai custodisce eccellenze di cui l' Italia può andare orgogliosa. Vanno preservate e rilanciate».


Roberto Gualtieri, l' ex ministro candidato del Pd, non è da meno: «Monitoreremo con attenzione i passi della Rai», avverte. «Un conto è razionalizzare la presenza a Milano, altro sarebbe compiere scelte strategiche che certo non spettano a un Cda in scadenza. Roma è la capitale della produzione audiovisiva del Paese e questa sua leadership deve essere rafforzata. Sarà una delle mie principali priorità mettere in campo iniziative e proposte per consolidare il ruolo della città in un settore così strategico».


ECONOMIA DISTRUTTA Carlo Calenda rilancia e alza il tiro: «In questi anni Roma il tessuto economico è stato distrutto e nessuno lo ha difeso.


Le grandi aziende pubbliche e private, le banche e gli effetti del federalismo sulla centralità della capitale. Non è accettabile che se ne vada neanche un altro singolo pezzo. Anzi il mio lavoro prioritario come sindaco sarà quello di riportare le grandi imprese nella capitale.Anche potenziando il rapporto con le università».


Barbara Jerkov





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