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Oggetto: Interrogazione a risposta orale sull'INPGI al ministro del Lavoro presentata il 17 dicembre 2010 dalla senatrice Fiammetta Modena (Forza Italia) e rimasta ancora senza riscontro.

ATTO SENATO


INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02182


Dati di presentazione dell'atto


Legislatura: 18


Seduta di annuncio: 284 del 17/12/2020


Firmatari


Primo firmatario: MODENA FIAMMETTA


Gruppo: FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE-UDC


Data firma: 17/12/2020


http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=3/02182&ramo=SENATO&leg=18 


 


Commissione assegnataria


Commissione: 11. COMMISSIONE (LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE)


Destinatari


Ministero destinatario:


MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI


Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI delegato in data 17/12/2020


Stato iter: IN CORSO


Fasi iter:


ASSEGNATO IN COMMISSIONE IL 17/12/2020


 


Atto Senato


 


Interrogazione a risposta orale 3-02182


presentata da


FIAMMETTA MODENA


giovedì 17 dicembre 2020, seduta n.284


MODENA - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Premesso che:


 


l'Istituto nazionale per la previdenza dei giornalisti italiani, come ha scritto qualche giorno fa uno dei sindaci dell'Istituto, il giornalista Pierluigi Roesler Franz, si trova in lenta, graduale ed inesorabile agonia, anzi, è ormai sull'orlo del baratro per l'esponenziale svuotamento dalle redazioni di giornalisti di quotidiani, periodici e agenzie di stampa per effetto di prepensionamenti, susseguitisi a catena soprattutto dal 2009 in poi con conseguente drastica riduzione dei lavoratori subordinati, assunti a tempo indeterminato, che da tempo sono stati via via sostituiti da giornalisti lavoratori autonomi con versamento di contributi all'INPGI 2. Ente questo che registra, invece, un vero boom di iscritti e naviga a gonfie vele e con le casse piene: per il 2020 si prevede un utile di circa 35 milioni di euro;


 


l'INPGI 1, nato nel 1926 e privatizzato come Fondazione dal 1994, è un ente previdenziale incaricato di pubbliche funzioni, in base all'articolo 38 della Costituzione ed è oggi l'unico ente sostitutivo dell'INPS in Italia in base alla "legge Rubinacci" (legge n. 1564 del 1951), tuttora in vigore da 69 anni;


 


proprio per questo si è addossato l'onere degli ammortizzatori sociali della categoria per ben mezzo miliardo di euro (disoccupazione, cassintegrazione, contratti di solidarietà, TFR in caso di fallimento, prepensionamenti a catena da aziende in crisi, mancati recuperi da aziende fallite, contributi figurativi da corrispondere anche in base all'art. 31 dello Statuto dei lavoratori sulle pensioni dei numerosi giornalisti eletti deputati, senatori, parlamentari europei, sindaci di grandi città, consiglieri e governatori di Regioni e crediti irrecuperabili da aziende fallite), ma senza alcun ristoro da parte dell'Erario;


 


di conseguenza l'INPGI 1 ha dovuto intaccare il suo patrimonio addirittura per 1 miliardo e 200 milioni di euro (circa 2 mila 300 miliardi di vecchie lire), essendo stato costretto a disinvestire titoli, fondi ed immobili. E la sua riserva tecnica reale ed effettiva (rapporto tra le pensioni in corso di pagamento ed il suo patrimonio) è scesa a soli 2 anni contro i 5 previsti per legge;


 


per salvare l'INPGI 1 dal commissariamento, garantendone la sua tenuta e sostenibilità, occorre riconoscere a questo benemerito ente il suo ruolo decisivo a presidio della democrazia e dell'informazione nel nostro Paese, ma è necessario ampliare al più presto la platea degli iscritti inserendovi tutti coloro che a qualsiasi titolo oggi svolgono attività giornalistica nel senso più ampio di questa parola come free lance o nelle redazioni di agenzie di stampa, quotidiani, periodici, come "comunicatori", "bloggers", informatici, uffici stampa pubblici e privati, finti Co.co.co., finte partite IVA, finte cessioni del diritto d'autore, autori di testi;


 


è indilazionabile anticipare al massimo l'ingresso nell'INPGI 1 di circa 9.000 "comunicatori" privati e di altri 5.500 "comunicatori" pubblici che oggi versano i contributi all'INPS. L'art. 16-quinquies della legge n. 58 del 2019 prevede, infatti, solo dal 1° gennaio 2023 l'ingresso nell'INPGI 1 di questi circa 14.500 "comunicatori" pubblici e privati, che oggi versano all'INPS, per i quali è stato già accantonato ora per allora fino al 2031 nel bilancio dello Stato complessivamente circa un miliardo e mezzo di euro dei loro futuri contributi previdenziali, proprio per garantire la tenuta e la sostenibilità dell'ente dei giornalisti,


 


si chiede di sapere quali interventi urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per risanare l'Ente ed evitare il disastro finanziario.


 





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