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Il Covid non perdona. Addio a Maurizio Michelini, un grande cronista di raro equilibrio negli anni bui di Milano.

11.12.2020 - Ieri, nella sua casa sul laago di Como, è morto  Maurizio Michelini, giornalista di giudiziaria negli anni bui di Milano (1970/90) lavoando prima per l'Uunità e successivamente per il Sole 24 Ore. Un cronista equilibrato e lucido nelle analisi. Erano gli anni del terrorismo rosso e nero, dei sequestri (mafiosi) di persona.


 Maurizio Michelini nasce a Udine il 14 aprile 1941: figlio di Sirio, militare di carriera e partigiano dopo l’8 settembre ‘43, e di Wanda Gozzi, orfana. Vive per un periodo presso la casa del nonno Angelo, Cavaliere di Vittorio Veneto e ciabattino, sposato con Teresa, mondina. Passa l’infanzia a Mirandola (Modena), dove studia (alle elementari ha come maestro lo zio Hidalgo) e poi segue l’itinerario lavorativo del padre, che lo porta prima a Sassari, poi a Pesaro e quindi a Como, dove Sirio comanderà la Caserma. Nella città frequenta il Liceo classico, dove incontra la sua futura moglie, Luce Glauca Summa, figlia di immigrati (padre lucano e madre ciociara, dipendenti pubblici). Si iscrive con Luce alla Facoltà di Lettere di Milano, appassionato di storia: prima di laurearsi inizia ad insegnare alle scuole medie, come Luce, che sposa nel 1965: nel 1966 nasce il figlio Luca. Pur scrivendo la tesi, non si laurea e inizia a lavorare come funzionario nel PCI comasco, diventandone uno dei giovani dirigenti, a fine anni sessanta. Nel 1972 entra nel quotidiano “L’Unità”, nella sede di Milano. Cronista, inizia a seguire la cronaca giudiziaria, seguendo tutti i principali processi degli anni ’70. Sarà membro dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. La fine dell’esperienza all’Unità è concomitate ad un periodo di disillusioni politiche legate alle vicende nazionali. Dopo un periodo come “free lance”, con la CGIL di Como crea il giornale “Contatto” e lavora con la casa editrice Red. Approda quindi al “Sole24Ore”, dove seguirà, tra le altre cose, la pagina “Norme e tributi”, fino alla pensione, raggiunta nel 2000, poco prima della morte di Luce. A Como, progetta e realizza il periodico “Geniodonna”, che vincerà un bando europeo, diventando una delle anime della cultura comasca legata all’associazione il Senato delle Donne, da lui fondata. Appassionato di giocattoli e di arte, lascia quattro nipoti, amatissimi (Leone, Michelangelo, Viola, Angelica), e la nuora Iride e il figlio Luca, con i quali ha trascorso gli ultimi anni di vita.


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 IL Sole 24 Ore 12.12.2020.


LUTTO. Addio a Maurizio Michelini, cronista giudiziario e giornalista del Sole 24 Ore.


12.12.2020 - È mancato Maurizio Michelini, per tanti anni nostro collega al Sole 24 Ore, nella redazione di Norme e Tributi. Maurizio approda al Sole dopo una lunga esperienza all' Unità e qualche anno da free lance. Si è formato nella cronaca giudiziaria, seguendo i principali processi degli anni Settanta. Un periodo, questo degli anni Settanta, di eventi di grande rilievo che gli consente di maturare un' esperienza giornalistica di indubbio valore.


E anche al Sole 24 Ore Maurizio porta l' approccio della cronaca nei temi che costituiscono il pilastro di Norme: il fisco e soprattutto la giurisprudenza. Sempre curioso, Maurizio ha tanti interessi; appassionato, tra le altre cose, di arte, era collezionista di vecchi giocattoli.


Maurizio nasce a Udine il 14 aprile 1941: figlio di Sirio, militare di carriera e partigiano dopo l' 8 settembre del 1943, e di Wanda Gozzi. Vive per un periodo presso la casa del nonno Angelo, cavaliere di Vittorio Veneto e ciabattino, sposato con Teresa, mondina. Passa l' infanzia a Mirandola, in provincia di Modena, dove comincia gli studi (alle elementari ha come maestro lo zio Hidalgo) e poi segue l' itinerario lavorativo del padre, che lo porta prima a Sassari, poi a Pesaro e quindi a Como, dove Sirio comanderà la caserma. In questa città frequenta il liceo classico, dove incontra la futura moglie, Luce Glauca Summa, figlia di immigrati (padre lucano e madre ciociara, dipendenti pubblici).


Si iscrive con Luce alla facoltà di Lettere di Milano. Appassionato di storia, prima di laurearsi inizia ad insegnare alle scuole medie, come Luce, che sposa nel 1965: nel 1966 nasce il figlio Luca. Pur scrivendo la tesi, non si laurea e inizia a lavorare come funzionario nel Pci comasco, diventandone uno dei giovani dirigenti, a fine anni Sessanta. Nel 1972 entra nel quotidiano «L' Unità», nella sede di Milano. La fine dell' esperienza all' Unità è concomitante a un periodo di disillusioni politiche legate alle vicende nazionali. Dopo un periodo come free lance, con la Cgil di Como crea il giornale «Contatto» e lavora con la casa editrice Red.


Approda quindi al «Sole 24 Ore», dove farà anche attività sindacale. La pensione arriva nel 2000, poco prima della morte di Luce. A Como progetta e realizza il periodico «Geniodonna», che vincerà un bando europeo, diventando una delle anime della cultura comasca legata all' associazione il Senato delle Donne, da lui fondata. Lascia quattro nipoti, amatissimi, Leone, Michelangelo, Viola, Angelica, la nuora Iride e il figlio Luca, con i quali ha vissuto sino alla fine.


 


 


 


 


 


 





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