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GIANCARLO SIANI FU UCCISO 35 ANNI FA. NAPOLI NON DIMENTICA L’ESEMPIO DEL GIORNALISTA-GIORNALISTA. Numerose iniziative per ricordarlo. Era un cronista precario. L’Ordine dei giornalisi lo iscrive simbolicamente nell’albo dei professionisti. Pubblicati tre libri.

OSSIGENO, ROMA 23 Settembre 2020 - Trentacinque anni dopo la morte di Giancarlo Siani i suoi familiari hanno ricevuto il suo tesserino di giornalista professionista alla memoria. L’Ordine dei Giornalisti nazionale e quello regionale della Campania hanno voluto premiare con questo riconoscimento simbolico il “giornalista-giornalista” celebrato nel film “Fortapasc” di Marco Risi, il suo lavoro e la sua passione. E' stata presentata anche la nuova edizione del volume “Le parole di una vita”, che riproduce gli scritti giornalistici di Giancarlo Siani. Questo anniversario è celebrato con numerose altre iniziative.


LE INIZIATIVE –  In occasione del trentacinquesimo anniversario della morte di Siani, la Fondazione Giancarlo Siani – Onlus (creata nel 2019 dal fratello Paolo e dai suoi figli allo scopo di tenerne vivo il ricordo e l’esempio), ha promosso una serie di iniziative: la deposizione di fiori presso le Rampe Siani, la XVII edizione del Premio Giancarlo Siani, il convegno “Dalla carta stampata al web giornalisti sotto tiro – in Campania nasce l’Osservatorio”, a cura dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, una celebrazione religiosa. Le iniziative sono promosse in collaborazione con la Fondazione Polis della Regione Campania, il Comune di Napoli, l’associazione Libera, l’Ufficio Scolastico regionale per la Campania, il Coordinamento campano familiari vittime innocenti di criminalità, Il Mattino, l’Ordine dei Giornalisti della Campania, il Sindacato Unitario dei Giornalisti Campania, l’Università Suor Orsola Benincasa, AsCenDer, il Centro di Documentazione e Ricerca, Iod edizioni, Radio Siani.


Lunedì 21 settembre, in edicola, è uscito con il quotidiano Repubblica il libro scritto dal pubblico ministero D’Alterio che ha fatto condannare all’ergastolo mandanti e assassini del giornalista. Il libro si intitola “La stampa addosso – Giancarlo Siani, La vera storia dell’inchiesta” ed è stato presentato all’Università Federico II di Napoli. Anche il Mattino ha voluto omaggiare il 35esimo anniversario della morte del cronista con la presentazione del volume “Giornalista-giornalista”, realizzato dallo stesso quotidiano e presentato all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Al ricordo di Giancarlo Siani e della sua storia è stato dedicato uno spazio all’evento Cortile di Francesco ad Assisi


LA STORIA – La storia di Giancarlo, le indagini che hanno portato ad accertare i responsabili della sua morte, la sua eredità giornalistica e civile sono ricostruite nel sito Cercavano la verità – www.giornalistiuccisi.it – il portale creato da Ossigeno per l’Informazione che racconta le storie dei trenta giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro. Cronista precario al Mattino, Siani – come ha ricostruito Repubblica nei giorni scorsi –  aveva condotto inchieste scomode sui boss locali e sui patti e le lotte che caratterizzavano i rapporti fra i vari clan per contendersi la grande torta dei finanziamenti pubblici che si dovevano spendere per la ricostruzione dei centri abitati distrutti dal terremoto del 1980. Giancarlo aveva buone fonti e molto coraggio. Aveva raccontato che una “soffiata” del clan Nuvoletta ai carabinieri aveva favorito l’arresto del boss rivale Valentino Gionta. Quell’articolo, pubblicato il 10 giugno del 1985, segnò la sua condanna a morte. Il 23 settembre successivo, Giancarlo fu ucciso sotto casa sua.


Ci sono voluti dodici anni per venire a capo delle cause che avevano spinto le mani della criminalità organizzata a togliere la vita a Siani. Alla verità si è giunti grazie alle indagini condotte dal giovane Procuratore della Repubblica Armando D’Alterio insieme con la squadra mobile di Napoli.


 


 


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