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31.7.2020 - Caso Dallocchio/ENPAM: importante decisione della Cassazione: spetta alla Corte dei Conti processare l'amministratore di un ente previdenziale privatizzato (come l'Inpgi, ndr) per il risarcimento del danno causato da gravi perdite per investimenti finanziari rischiosi.

Lettera di Pierluigi Franz al Collegio sindacale dell'Inpgi

Caro Presidente,Cari colleghi, vi accludo l'importante decisione della Cassazione sul caso del prof. Dallocchio in relazione alla gravissima perdita di valore dei titoli di proprietà dell'ENPAM, avvenuta anni fa. La Suprema Corte ha stabilito che spetta alla Corte dei Conti processare l'amministratore di un ente previdenziale privatizzato per il risarcimento del danno causato da gravi perdite per investimenti finanziari rischiosi. La Procura della Corte dei Conti del Lazio ha chiesto al professor Maurizio Dallocchio della Università Bocconi di Milano un risarcimento di 65 milioni di euro per danno erariale.


Le Sezioni Unite Civili della Cassazione hanno dato quindi via libera al processo contabile chiesto un anno fa dalla Procura regionale per il Lazio della Corte dei conti nei confronti del professor Maurizio Dallocchio (docente di Finance e Past Dean dello Sda Bocconi, la scuola di alto management che rappresenta un’eccellenza nel panorama formativo internazionale) per rispondere di danno erariale, quale ex consigliere di amministrazione dell'ENPAM (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri), esperto in materia finanziaria, assieme all'ex direttore generale dell'istituto Leonardo Zongoli per aver causato al patrimonio della Fondazione un danno complessivo di oltre 65 milioni di euro per investimenti finanziari azzardati con perdite rilevanti a carico del bilancio dell'Ente previdenziale. Secondo la Procura regionale della Corte dei Conti per il Lazio i plurimi e continuati investimenti finanziari a notevolissimo rischio avrebbero violato le norme dello statuto dell'Ente, il principio prudenziale nella gestione degli investimenti e le delibere del Consiglio di amministrazione inerenti i parametri d'investimento.


I 65 milioni di euro si compongono delle seguenti 5 distinte "voci" di danno:


1) commissioni liquidate agli advisors per i titoli CDO - Collateralized Debt Obligation per euro 43.678.532;


2) spese legali per la rinegoziazione dei titoli CDO per euro 761.109,38;


3) spese legali inerenti ad azioni di rivalsa nei confronti delle banche emittenti i titoli CDO per euro 3.148.985,82;


4) minusvalenza realizzata in bilancio a seguito della dismissione dei titoli Saphir e dei titoli Anthracite per euro 17.590.641,74;


5) spese legali attinenti la negoziazione dei titoli Lehman Brothers per euro 619.967,06.


L'ordinanza della Cassazione n. 7645 del 1° aprile 2020 (presidente Giovanni Mammone), cliccare su http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20200401/snciv@sU0@a2020@n07645@tO.clean.pdf , che accludo in calce, va letta con particolare attenzione perché ha affermato importanti principi giuridici sulla figura pubblicistica delle Casse previdenziali privatizzate, come l'ENPAM e l'INPGI, ed ha attribuito alla Corte dei Conti la piena competenza a giudicare l'operato degli amministratori ed ex amministratori, nonché dei direttori generali ed ex direttori generali delle Casse previdenziali privatizzate.


Cordialmente e buone vacanze a tutti!


Pierluigi Franz /335-820.12.40





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