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Cambiano i comparti, arriva il lifecycle: le mosse anti crisi del Fondo dei Giornalisti. La novità più éclatante riguarda il passaggio da 3 a quattro comparti, la loro ridenominazione e la ridefinizione delle strategie di investimento. A partire da luglio avremo tre comparti distinti per orizzonte temporale: Breve Termine (di nuova costituzione), Medio Termine (l’ex Prudente) e Lungo Termine (l’ex Mix), cui si aggiunge il comparto Garantito, che resta inalterato ma chiuso a nuovi ingressi.

29.5.2020 - Con le decisioni adottate dall’ultimo CdA, il Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani cambia pelle, nella direzione di offrire risposte alle problematiche che la categoria vive in questa fase, sia dal punto di vista del risparmio previdenziale sia per quanto riguarda il percorso di scelte fino alla pensione.


La novità più éclatante riguarda il passaggio da 3 a quattro comparti, la loro ridenominazione e la ridefinizione delle strategie di investimento. A partire da luglio avremo tre comparti distinti per orizzonte temporale: Breve Termine (di nuova costituzione), Medio Termine (l’ex Prudente) e Lungo Termine (l’ex Mix), cui si aggiunge il comparto Garantito, che resta inalterato ma chiuso a nuovi ingressi. La ragione risiede nel fatto che la polizza assicurativa che compone l’asset class unica del comparto stesso, per quanto offra una garanzia, ha una capienza limitata (5milioni/anno), che non possiamo sforare.


Da lì la necessità di offrire un ulteriore comparto per le scelte a bassissimo rischio per chi si trova vicino alla pensione, il comparto Breve Termine, appunto.


Abbiamo inoltre deciso di costruire un percorso lifecycle: si tratta di un meccanismo “automatico” destinato a chi non ha tempo o competenze adeguate per compiere scelte esplicite, per passare progressivamente con il crescere della sua età anagrafica da un comparto a maggior potenziale di rischio/rendimento/volatilità, a uno che presenta minori potenziali in questo senso. Una precisazione: ognuno resta libero di scegliere in piena autonomia esplicitamente il comparto in cui destinare i propri contributi previdenziali.


Ma il Fondo ha deciso – su nostra sollecitazione – di prendersi carico delle esigenze previdenziali di chi si espone a una serie di rischi non consapevoli. Da sempre il Fondo consiglia di scegliere, con il passare degli anni,  comparti via via meno rischiosi: dal Mix quando si ha un orizzonte temporale di almeno 15 anni, al Prudente, per passare definitivamente al Garantito con l’avvicinarsi della pensione. Oggi il 40% degli aderenti al Mix ha più di 55 anni, mentre dovrebbero in questa fase del proprio percorso ridurre il proprio profilo di rischio. D’altra parte il 60% degli iscritti al comparto Garantito, destinato elettivamente a chi è prossimo alla pensione, è composto da under50, i quali in questo modo non colgono le opportunità stesse dell’adesione al Fondo pensione. .


Da qui la decisione di adottare, per i nuovi iscritti,  un percorso lifecycle che, come detto, ma solo in assenza di indicazioni, sposterà automaticamente gli investimenti da un comparto all’altro con il passare dell’età. Chi è già iscritto al Fondo potrà decidere se scegliere il percorso lifecycle,  restando comunque salva, ovviamente, la libertà di ciascuno di modificare il proprio posizionamento in modo tattico, ad esempio in vista di una richiesta di anticipo, o anche di frazionare i propri contributi in più comparti.


Per quanto riguarda il mandato ai gestori dei comparti Medio Termine e Lungo Termine, abbiamo deciso di ridurre complessivamente l’esposizione azionaria introducendo nel contempo, per limitare la volatilità delle gestioni,  la possibilità di investire per porzioni ridotte del portafoglio in fondi di private equity e private debt, il che punta a migliorare la qualità della gestione ed essere potenzialmente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati. Infine, abbiamo deliberato di far sì che i gestori dei nostri contributi scelgano anche le società in cui investire secondo criteri Esg (rispetto di tutela ambientale, sociale e di governance).


Sono misure particolarmente importanti, soprattutto in questa fase in cui vediamo gli effetti negativi della crisi pandemica sui mercati finanziari e inevitabilmente anche sulle nostre gestioni. Ai ribassi di febbraio e di marzo ha fatto seguito un recupero nel mese di aprile; tuttavia invitiamo i colleghi a non farsi spaventare dai ribassi e a prescindere dalle oscillazioni di breve periodo per le proprie scelte: quando i valori calano, i nostri contributi “acquistano” un maggior numero di quote del fondo e, soprattutto per chi ha davanti a sé più di 3 o 4 anni di permanenza, c’è la ragionevole possibilità di tornare ai valori pre-crisi, così come accaduto dopo i ribassi del 2018 o prima ancora del 2008 o del 2011. Insomma, nervi saldi.


Fin qui le decisioni adottate. Molto resta ancora da fare, ovviamente. Stiamo lavorando per modificare il calcolatore pensionistico presente sul nostro sito web, con uno di più facile consultazione; vogliamo iniziare a discutere con gli editori di ampliare la possibilità di aderire al Fondo pensione a colleghi, come le partite Iva o i giornalisti degli uffici stampa attivi in aziende o nella pubblica amministrazione, cui l’iscrizione è attualmente preclusa con l’obiettivo di allargamento della base contributiva, un tema già affrontato in Casagit e in discussione all’Inpgi.


Abbiamo in programma di comunicare di più e meglio, anche in vista di questi importanti cambiamenti della natura stessa del Fondo che, in questo modo, compie un salto di qualità importante, in vista anche delle esigenze poste dalle nuove norme in arrivo.


Quello che non siamo riusciti (ancora) a fare è invece nominare un Direttore Generale, al posto dell’attuale – Giancarlo Tartaglia – dimissionario ormai da parecchi mesi. La short list seguita alla pubblicazione del bando di gara pubblica – un percorso di selezione che ha unito trasparenza e qualità, per individuare sul mercato una figura professionale adeguata alle nostre esigenze e a quelle di un mondo in rapida evoluzione –  non ha portato ancora ad una indicazione unitaria tra noi e la Fieg che ci auguriamo possa essere trovata nei prossimi giorni superando le rigidità manifestate dagli editori. Siamo convinti che questo pericoloso stallo si possa superare con la volontà di realizzare una scelta condivisa, necessaria per una figura di snodo del nostro Fondo pensione che deve affrontare le novità del mercato a garanzia del tesoretto pensionistico dei giornalisti italiani.


La Componente Giornalistica del Consiglio di Amministrazione Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani


 


 


 


 


 


 





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