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Stampa

Direttivo di STAMPA ROMANA all'unanimità: "Respingiamo l’attacco degli editori al contratto nelle redazioni. Mobilitiamo la categoria a difesa delle regole della professione giornalistica". La vicenda di Askanews riguarda tutta la categoria: tetti salariali, demansionamenti, scatti di anzianità bloccati e congelati. E’ l’inaccettabile soluzione proposta dall’azienda ai giornalisti.

Roma, 2 dicembre 2019 - Tetti salariali, demansionamenti, scatti di anzianità bloccati e congelati. E’ l’inaccettabile soluzione proposta dall’azienda ai giornalisti di Askanews, per togliere dal tavolo, peraltro senza alcuna vera garanzia per il consolidamento dei livelli occupazionali, i 23 licenziamenti annunciati. L’evoluzione della crisi conferma il vero obiettivo della proprietà dell’agenzia di stampa: disarticolare il Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico, ciò nonostante la redazione si sia già detta disponibile a farsi carico di un ennesimo, grave sacrificio economico per il tempo necessario a superare la nuova situazione di difficoltà dell’azienda, che, va ricordato, come le altre agenzie, fruisce di convenzioni pubbliche.La vicenda di Askanews riguarda tutta la categoria. L’attacco frontale al Contratto nazionale è infatti in atto in molte aziende, in quelle in crisi, in quelle che utilizzano le momentanee difficoltà come un pretesto per imporre ingiusti sacrifici alle redazioni, riducendo diritti, retribuzioni e occupazione, e in quelle che in crisi non sono, ma forzano, disapplicano o aggirano le norme del Cnlg, gli accordi integrativi aziendali e le stesse norme di legge per ottenere iniqui tagli al costo del lavoro, a solo vantaggio degli azionisti.

L’evoluzione del settore richiede progettualità e regole che garantiscano con la dignità del lavoro giornalistico la qualità dell’informazione. Per questo sono necessarie risorse pubbliche a sostegno del pluralismo cardine della democrazia, tutelato dall’articolo 21 della Costituzione. Ma necessaria è anche la vigilanza sull’uso di queste risorse, sul rispetto delle regole, perché non possano ripetersi vicende come quella de il Velino, che potrebbe, dopo un lungo periodo di gravissime violazioni contrattuali da parte dell’editore, essere purtroppo arrivata all’epilogo, con la richiesta di licenziamento collettivo per la residua redazione.


Richiede attenzione la vicenda del gruppo Gedi, che mette in apprensione i colleghi del gruppo editoriale, a cominciare da quelli di Repubblica e de la Stampa. Occorrono chiarezza sul destino dei quotidiani e garanzie sull’indipendenza delle testate, sui progetti industriali e gli investimenti, per superare una fase di incertezza e disorientamento durata troppo a lungo, che ha già costretto   i colleghi al sacrificio dei contratti di solidarietà.


Per queste ragioni è urgente una mobilitazione guidata dalla Fnsi, con le Associazioni Regionali della Stampa e i Comitati di Redazione, di tutta la categoria, a difesa delle regole della professione giornalistica, di fronte agli attacchi degli editori, e perché si apra  con il governo un confronto serio per il riordino e il sostegno del settore, con una legge di sistema,  una risposta  alle evoluzioni  dell’informazione, che superi la logica, senza prospettive, di un nuovo ricorso ai prepensionamenti, non compensata da equivalenti assunzioni. - Direttivo ASR All’unanimità. (ASR)


 


 


 


 


 





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