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CHIESA: CERCANSI AUTORI 2.0 PER RILANCIARE EDITORIA CATTOLICA. Il presidente dell'Unione editori e librai cattolici: siamo in recessione, bisogna parlare ai lettori con un linguaggio meno dottrinale e più comprensibile, ponti non steccati.

di Elena Davolio/Adnkronos

Roma, 7.6.2019 - Cercansi autori 2.0 per l'EDITORIA cattolica. L'Unione editori e librai cattolici italiani, per arginare la recessione che investe anche l'EDITORIA cattolica, sta pensando a come uscire dallo stallo e tra i rimedi allo studio c'è anche quello di aprire il mercato ad autori che si rivolgano al grande pubblico, soprattutto ai giovani, con un linguaggio più comprensibile, meno dottrinale. Autori, per così dire, 2.0 "Il mercato si è ristretto, siamo in recessione, siamo terz'ultimi, il fanalino di coda in Europa", dice in un'intervista all'Adnkronos Giovanni Cappelletto, presidente della Uelci. Il presidente degli editori cattolici ragiona sulle possibili vie di uscita: "Il tema del linguaggio è imprescindibile. Di fronte ad una società che sta cambiando per tutti, dove la tecnologia e i social fanno la parte del leone, dobbiamo considerare che chi si avvicina ai temi religiosi spesso è allontanato da prodotti che ricorrono ad un linguaggio più preoccupato della corretezza della definizione che della comprensione del target a cui ci rivolge. Intendo dire che spesso non ci si fa capire, si diventa incomprensibili: molti si preoccupano di dire la cosa corretta teologicamente, dal punto di vista della dottrina. Ne esce un linguaggio che non è semplice per chi non è addetto ai lavori". Di conseguenza respingente. Da qui l'appello del presidente degli editori cattolici: "Dobbiamo riuscire con linguaggio più fresco ad accorciare le distanze con il destinatario che non è solo cattolico praticante ma è rappresentato da una serie di persone, anche non credenti alla ricerca risposte e quindi si devono intercettare. Si tratta di costruire ponti non di innalzare steccati e di cercare un confronto non infarcito di slogan che non funzionano". Un linguaggio più semplice e comprensibile, dice il presidente degli editori cattolici, passa necessariamente dalla ricerca di "nuovi autori che sappiano parlare ai giovani, porre domande importanti. Il Papa ha ragione quando dice che si corre il rischio di non essere capiti dalle giovani generazioni parlando esperanto". Dati alla mano, il presidente dell' Unione editori e librai cattolici italiani, Giovanni Cappelletto, rileva che "nel 2018 sono stati pubblicati 4.089 titoli dagli editori cattolici e 1.949 da editori laici sempre su temi religiosi. Questo è il 9,1% della produzione libraria in Italia dove si pubblicano oltre 66 mila titoli". Sino al 2012 l'EDITORIA cattolica ha vissuto un momento felice. "Nonostante la crisi economica che ha sconvolto il mercato finanziario con ripercussioni nel mondo dell'EDITORIA - rileva Giovanni Cappelletto - la crisi non ha coinvolto l'EDITORIA religiosa. E' emerso un dato interessante che ci ha sorpreso: il 38% di chi leggeva almeno un libro religioso all'anno - e il dato è pressochè ancora stabile - non era cattolico praticante, spesso non credente. La percentuale più alta era costituita di persone dai 18 ai 50 anni: giovani professionisti con titolo di studio elevato che cercavano di approfondire i grandi temi della vita per trovare risposte". Nel 2018, invece, per l'EDITORIA cattolica le cose sono cambiate: "L'analisi di questo periodo si è chiusa con segno negativo. La verità è che dal 2012 ad oggi l' EDITORIA cattolica ha perso una bella fetta di fatturato". Il trend negativo, come segnala il presidente Uelci, ha coinvolto anche gli editori laici: "L'EDITORIA laica che ha prodotto libri di ordine religioso dal 2012 al 2018 ha perso il 44, 7% contro il 20,4% degli editori confessionali cattolici". Unico dato incoraggiante, per dirla con Giovanni Cappelletto, è che i libri di argomento religioso "per i 2/3 continuano ad essere venduti nelle librerie religiose cattoliche". (AdnKronos)





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