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Approvato il nuovo statuto del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani apre ai familiari a carico e ai collaboratori coordinati e continuativi. Sono due novità approvato definitivamente dalla Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione italiani). Finora gi iscritti erano obbligati a versare l’intero importo della quota annuale del TFR al fondo. Da ora sarà possibile anche destinare al fondo soltanto il 50%.



Roma, 31 gennaio 2019 - Il Fondo complementare dei giornalisti apre ai familiari a carico e ai collaboratori coordinati e continuativi. Sono due novità contenute nel nuovo Statuto approvato definitivamente dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione italiani. Vediamo in dettaglio le principali novità.





1) Apertura dell’iscrizione (con contributo a loro carico) ai giornalisti professionisti o pubblicisti titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa che percepiscano per tale attività un compenso annuo non inferiore a 3000,00 (tremila) euro;





2) Apertura dell’iscrizione ai familiari fiscalmente a carico dei giornalisti aderenti;





3) Apertura dell’iscrizione ai dipendenti degli enti di categoria previo accordo con gli organismi interessati;





4) Inserimento nell’ordinamento del Fondo della RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata);





5) Una nuova disciplina per i giornalisti dipendenti di enti pubblici iscritti al Fondo;





6) Possibilità di rivedere la scelta con riguardo alla quota di TFR da destinare al Fondo;





7) Possibilità di versare al fondo contributi aggiuntivi anche in costanza di rapporto di lavoro;





8) Possibilità di ottenere riscatti parziali fino ad un massimo dell’80% (vecchio statuto 50%).





9) Possibilità per le aziende editoriali di versare quote di TFR dovute al fondo anche con scadenza mensile.





Con l’introduzione di queste nuove norme il Fondo raggiunge alcuni obiettivi fondamentali:





a) si struttura secondo le più recenti normative richieste da Covip;





b) ha la possibilità di allargare ulteriormente la platea degli iscritti fornendo a co.co.co, familiari e ai dipendenti degli enti una opportunità competitiva sul mercato per scegliere una forma di previdenza complementare;





c) diventa uno strumento ancora più flessibile. Vanno in questa direzione, per esempio, le nuove norme riguardanti il conferimento del TFR. Finora un aderente era obbligato a versare l’intero importo della quota annuale del TFR al fondo. Da ora sarà possibile anche destinare al fondo soltanto il 50%. (ASR)




 



 



 






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