Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
  » Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Attualità
Stampa

Ossigeno, 3122 giornalisti minacciati dal 2011. Impunità sopra il 90%. "Il senatore Primo Di Nicola - amnuncia Vito Crimi - ha già' depositato un disegno di legge con la possibilità di un risarcimento al contrario nel caso di querela per diffamazione a scopo intimidatorio".

di Daniela Giammusso/ANSA



ROMA, 22  ottobre 2018.  Minacciati, aggrediti, intimiditi. In Italia, dal 2006 a oggi, sono 3.722 i giornalisti vittime di gravi violazioni della libertà' di stampa. Dato ancora piu' preoccupante se si conta che 3122 sono concentrati solo dal 2011, con un tasso di impunità del 98,3%. A raccontarlo e' Ossigeno per l'informazione, l'osservatorio FNSI e Ordine dei Giornalisti, promotore al Senato del Convegno Giornalisti aggrediti, colpevoli impuniti: l'allarme ONU, patrocinato dall'Unesco in vista della Giornata Mondiale contro l'impunita' per i reati contro i giornalisti, indetta dall'Onu il 2 novembre. Un panorama spesso avvolto da nebbie e omerta', perche' "gli stessi governi non forniscono dati - denuncia il presidente di Ossigeno, Alberto Spampinato - I numeri Unesco 2018 rivelano 1010 giornalisti uccisi in tutto il mondo, dei quali il 93% erano cronisti locali e solo il 7% inviati all'estero o corrispondenti di guerra. Solo in un caso su 10 qualcuno paga per la loro morte". Anche in Italia "l'impunita' per i reati contro i giornalisti negli ultimi 12 mesi e' rimasta altissima, pari al 90,1% - dice - Ma con una sensibile diminuzione delle minacce: 316 attacchi, dei quali 31 hanno avuto una qualche forma di giustizia". Anche se i reporter sotto scorta salgono "da 19 a 20", due episodi sembrano aver fatto da spartiacque nell'intervento della magistratura: l'attacco a Ostia a Daniele Piervincenzi e in Sicilia a Paolo Borrometi. "Speriamo sia un trend", commenta. Parallelamente, pero', c'e' un esercito di professionisti "intimiditi" con l'arma della querela per diffamazione. "In tre anni - dice Spampinato - abbiamo avuto condanne a 7 anni in tutto. Dai numeri del ministero della Giustizia emergono 6 mila procedimenti penali, il 90% dei quali finisce nel nulla: il 70% gia' in istruttoria, il 20% nelle fasi del processo. Ogni anno sono 155 condannati a pene mediamente di un anno di reclusione, quindi 103 anni di carcere ogni 12 mesi, 303 dal 2015. Insistiamo per depenalizzare il reato, che dovrebbe essere un illecito civile, come nelle altre professioni". Insistendo sulla "responsabilita' innanzitutto dell'editore", la proposta e' anche quella di "regolamenti extragiudiziali, come esistono in Inghilterra". Ma a rendere meno libera la stampa italiana e' anche la precarieta' diffusa. "Solo un quarto dei giornalisti ha un contratto da dipendente - dice Angelo Cardani, presidente Agcom - Il 40% guadagna meno di 5 mila euro l'anno". Una prima proposta arriva intanto dal sottosegretario all'editoria Vito Crimi. "Il senatore Primo Di Nicola - dice - ha gia' depositato un disegno di legge con la possibilita' di un risarcimento al contrario nel caso di querela per diffamazione a scopo intimidatorio". Se la querela si rivela "infondata, si potra' essere condannati a pagare fino a meta' di quanto richiesto al giornalista querelato. La stampa - aggiunge . sia sempre libera e indipendente, soprattutto dalla politica". "Non si puo' essere liberi senza una vita dignitosa e il nostro reddito di cittadinanza va anche in questo senso", aggiunge il sottosegretario all'interno Luigi Gaetti, mentre Guy Berger, direttore Divisione Liberta' di Stampa Unesco, ricorda che "le piu' colpite da violenze individuali sono le donne, in una sorta di bullismo sotterraneo. Quando muore un giornalista - aggiunge - muore anche quello che voleva dire. Possiamo fare un minuto di silenzio o molto rumore". Tra i relatori anche il giornalista minacciato dalla 'ndrangheta Michele Albanese e il senatore Luigi Grasso. (ANSA).






Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com