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29.8.2018 -PREVIDENZA. Michele Carugi torna a sfidare Luigi Di Maio: "Lei è riuscito a cumulare nelle sue esternazioni dall’Egitto, in tema di pensioni, due cose non vere in una breve dichiarazione. Lei parla di tagli alle pensioni superiori ai 4.000 euro netti/mese, ma il contratto di governo parla di 5mila euro. La seconda bugia, che riguarda invece direttamente noi pensionati, è nella sua insistenza a dichiarare che le pensioni sarebbero tagliate sulla base dei contributi versati; le ho già ripetutamente sottolineato nelle precedenti comunicazioni come il progetto presentato in Parlamento non preveda affatto questo ma miri a decurtare gli assegni, anche quelli pienamente giustificati dai contributi, sulla base dell’età dei percettori all’atto del pensionamento. Non le darò tregua su questo argomento sino a che la verità non sarà ristabilita e torno a invitarla a un confronto pubblico sull’argomento, certo anche che lei continuerà a sfuggirlo".

29.8.2018 - Egregio di Maio, leggendo quanto i giornali riportano stasera, lei è riuscito a cumulare nelle sue esternazioni dall’Egitto in tema di pensioni due cose non vere in una breve dichiarazione. La prima, che non riguarda direttamente i pensionati, ma i suoi alleati di governo, è che nel volere tagliare le pensioni superiori a 4.000 euro netti /mese  lei vorrebbe semplicemente attuare il contratto di governo. Avendo lei pubblicizzato largamente  quel contratto, tutti coloro che sono i  grado di legge , intendere e volere, sanno benissimo  che a pag. 33 dello stesso, sotto la voce 24. TAGLI DEI COSTI DELLA POLITICA, DEI COSTI DELLE ISTITUZIONI E DELLE PENSIONI D’ORO, la cifra scolpita come i comandamenti nelle tavole è di 5.000 euro netti e quella di 4.000 è un suo successivo ripensamento che, ritengo, non era stato oggetto di discussione. Ma questo, come detto, riguarda gli estensori del contratto, sarà eventualmente  l’altro soggetto firmatario (la Lega) a farglielo rimarcare se lo riterrà opportuno; in fondo sono loro a essere presi in giro su questo punto. La seconda bugia, che riguarda invece direttamente noi pensionati, è nella sua insistenza a dichiarare che le pensioni sarebbero tagliate sulla base dei contributi versati; le ho già ripetutamente sottolineato nelle precedenti comunicazioni come il progetto presentato in parlamento non preveda affatto questo ma miri a decurtare gli assegni, anche quelli pienamente giustificati dai contributi, sulla base dell’età dei percettori all’atto del pensionamento. La sua insistenza su questo punto è tale da far dubitare della sua capacità di comprendere i testi che legge in quanto il testo della proposta di legge è sufficientemente chiaro per chicchessia e l’alternativa alla sua incapacità di capirlo sarebbe solo, tristemente, la volontà di propagare insistentemente false comunicazioni; peraltro, la falsa comunicazione sociale forse configurerebbe anche un reato. Se ha difficoltà nel comprendere quel testo potrebbe farsi aiutare dal suo portavoce o da qualcuno dei suoi parlamentari, ce ne sarà bene uno in grado di capire la differenza tra ricalcolo contributivo e calcolo attuariale. Una volta che le fosse stato ben spiegato, forse lei eviterebbe anche di lanciarsi in invettive verso i pensionati che lei, mistificando la realtà, dipinge come rapaci difensori delle proprie pensioni anche in presenza di un onesto ricalcolo. I pensionati cd “d’oro” non protestano per l’eventuale ricalcolo, ma, al contrario, per il fatto che tale ricalcolo proprio non sia previsto dal progetto di legge; non mi stancherò mai di spiegarle come vi siano pensioni già oggi inferiori all’importo che sarebbe dovuto in base ai contributi; posso comprendere come  la sua esperienza di lavoro non le consenta di contemplare come si possa avere lavorato per moltissimi anni con impegno e successo per sé e per i datori di lavoro, percependo retribuzioni significative e così versando significativi contributi, ma questa è la realtà, ne prenda atto e la finisca di proferire frasi offensive come: "si stanno trattando queste persone come disperati che adesso dobbiamo andare a salvare”. Noi pensionati non le chiediamo proprio nessun salvataggio, ma rispetto per le nostre pensioni quando sono il giusto frutto di anni e anni di lavoro. E neppure coloro ai quali implicitamente lei imputa di voler venire in soccorso di pensionati abbarbicati all'assegno stanno facendo nulla di diverso dal farle rimarcare le sue incongruenze; le allego le “Osservazioni sulla proposta di ricalcolo  ricalcolo delle pensioni” preparato in maniera dettagliata e competente da tre esperti di previdenza come Alberto Brambilla, Antonietta Mundo e Gianni Geroldi; se lo legga o se lo faccia spiegare e troverà che quanto le ho esposto è rigorosamente corretto. Come le ho già detto precedentemente, non le darò tregua su questo argomento sino a che la verità non sarà ristabilita e torno a invitarla a un confronto pubblico sull’argomento, certo anche che lei continuerà a sfuggirlo. Invito anche i giornalisti che leggono in copia a sottolineare con un po’ più di puntualità e senza timori reverenziali le incongruenze, non verità e affermazioni tendenziose che lei continua a diffondere soprattutto sui social networks a uso, ritengo, dei suoi elettori, soprattutto quelli più sprovveduti in materia. E anche ai giornalisti rivolgo l’invito a cercare di organizzare un confronto pubblico se non con lei, con qualcuno del suo movimento che lei voglia indicare. Saluti, Michele Carugi*


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*Michele Carugi è un ingegnere pensionato ex Direttore Generale e Amministratore Delegato di aziende multinazionali. Sposato con due figli studenti universitari, vive a Milano. Si occupa di pensioni dal 2011. Ha sostenuto battaglie prima come esodato e poi come pensionato colpito dai successivi prelievi. Socio di Federmanager Lombardia. Scrive sulla versione digitale di Dirigenti Industria e tiene un blog sul Fatto Quotidiano on line. - e-mail: carugim@gmail.com





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