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FERMATE LE MACCHINE - La tecnologia limiterà la libertà di pensiero.

(La Verità, 3 agosto 2018) - Pubblichiamo un manoscritto inedito di Enzo Lo Giudice, avvocato simbolo del garantismo negli anni di Mani Pulite, morto nel 2014. In questa sua analisi profetica anticipava il rischio dell' innovazione come strumento di controllo delle idee e delle persone.


di Enzo Lo Giudice


Lo Stato moderno non ha risolto la grave questione della libera manifestazione del pensiero, inevitabilmente connessa all' esigenza vitale di garantire la verità alla conoscenza di tutti i cittadini. Intendiamo per «verità» non quella assoluta, che non esiste, ma quella relativa che realizza storicamente l' interesse generale della società. Cos' è la verità? È l' evidenza del fatto nella quale si realizza la conoscenza del dato concreto utile a proseguire l' infinito percorso a spirale del processo stesso della conoscenza. Un punto di arrivo che si pone immediatamente come punto di partenza verso una nuova evidenza dell' altro fatto. Ciò significa che la verità è ricerca dialettica perché il movimento è determinato dall' unità dei contrari che si scontrano e si contrappongono.


Sul piano puramente penalistico, in tema di libera manifestazione del pensiero, si è da secoli imposto un compromesso che potrebbe essere utilmente considerato una corretta mediazione ove confessasse che non realizza l' esigenza di far conoscere la verità, ma solo la versione mediata della verità. Quella che serve per consentire la comunicazione corretta e contenere la deviazione della diffamazione, cioè le quattro regole fondamentali che disciplinano l' aspetto divulgativo della ritenuta verità: la verità del fatto, l' interesse pubblico, la continenza dell' esposizione e delle modalità espressive. Cioè, la legislazione più moderna e la più avanzata interpretazione giurisprudenziale, partendo dal principio della libertà di manifestazione del pensiero, sono pervenuti a una corretta regolamentazione della materia ponendo come punto di partenza non il diritto naturale di conoscere la verità, prerogativa di ogni essere umano, ma la possibilità di esporre e divulgare quella che appare la verità più attendibile senza che lo Stato possa opporre censure o limitazioni, se non la «ragione di Stato», tutelata con le varie forme previste, dal segreto, alle guarentigie, alle prerogative. Ecco, appunto, lo Stato. In linea puramente teorica il diritto alla verità potrebbe esistere ove non esistesse lo Stato e i diritti fondamentali dell' uomo si esprimessero come manifestazione dell' autogoverno del popolo, non come prova della democraticità dell' istituzione statale, poiché la funzione primaria dello Stato è quella della mediazione tra esigenze e interessi diversi e quindi come imposizione della verità di maggioranza. La democrazia niente altro è se non il governo della maggioranza dei rappresentanti del popolo che, però, è cosa diversa dalla verità del fatto.


Se solo si pensa alla forza mediatrice degli strumenti di diffusione e divulgazione del pensiero si capisce come il pensiero pensato dalla maggioranza del popolo è stato prima pensato, sistematizzato, incasellato da coloro che usano i mezzi e gli organi di informazione. Un pensiero ripetuto costantemente da personaggi prestigiosi, poi viene assimilato supinamente dai destinatari del messaggio. Cosicché è possibile, attualmente, che un pigmeo della cultura, un mediocre imbonitore, usando abilmente i mezzi di informazione, pur rispettando i criteri formali, della verità del fatto, dell' interesse pubblico, della continenza dell' esposizione e delle modalità espositive, possa diventare un potente governante, magari guerrafondaio. Ma non è questo il pericolo maggiore nell' epoca in cui si è affermato come principio di libertà, anzi di civiltà, quello per cui lo Stato democratico garantisce la libera manifestazione del pensiero e dunque della «verità» purché espressa con le forme corrette e non offensive.


[...] Oggi, il sistema di pensiero pensato dallo Stato viene introdotto nel cervello umano attraverso la forza deterministica dell' elettronica. Sia il pensiero che il metodo di pensiero sono precostituiti e adottati come modello di vita alla struttura psichica dell' individuo. Il pensiero pensato ufficialmente nella molteplicità delle versioni al di là di tutti i pensatori diventa la cultura pensabile degli individui che così saranno in grado di pensare solo al di là della realtà: dunque, un pensiero che non è quello vero, che non si produce nel movimento reale delle cose, attraversandole criticamente. Nessuno dei grandi cervelli che dominano il mondo era stato in grado di prevedere e vedere la grande crisi del sistema che ha camminato con le sue gambe autonomamente e originalmente piombando addosso al pianeta quasi all' improvviso.


Diritto alla libera manifestazione del pensiero e tutti gli strumenti dell' informazione non sono serviti all' esigenza della scoperta della verità perché hanno prodotto una cultura che non è né verità né realtà, ma è il più forte potere politico mai conosciuto perché induce l'uomo a porsi spontaneamente contro sé stesso. Così il pensiero che si riteneva non imprigionabile, oggi diventa una merce, la più importante, essenziale, imprescindibile merce. È la merce del potere per il potere in sé e per sé, il potere che si autoesercita indipendentemente dalla legittimazione originaria e dalla società destinataria. Attorno a questa merce si è organizzata il più vasto apparato produttivo. Il pensiero viene prefabbricato, ripulito, sperimentato, e poi diffuso come pensiero valido, da far pensare acriticamente alla società che conserva l' illusione di pensare liberamente e originalmente. Dominio reale, dunque, significa non soltanto sfruttamento, ma anche emanazione di modelli che si riproducono attraverso lo stesso popolo che si identifica in essi.


Lo strumento fondamentale del dominio reale è l' elettronica. Il controllo sociale, aiutato dall' elettronica è più incisivo, veloce, capace di cose che la televisione e l' automobile potevano in parte. L' informatica e la telematica cominciano a creare modelli di vita, di pensiero, di comportamento adatti a recepire le nuove tecnologie e i prodotti che ne scaturiscono. [...] Già l' informazione costituisce un elemento importantissimo nella costruzione del consenso, ma l' elettronica inserisce un altro dato: attraverso il mezzo informatico si tenta una vera e propria ricostruzione della personalità, del ragionamento, delle reazioni agli stimoli a livello fisiologico. [...] 9In questa situazione c' è una sola possibilità di sopravvivenza della verità e della libertà: occorre liberarsi, liberarsi per poter rivendicare veramente il diritto di manifestare il proprio pensiero nell' incessante processo della ricerca della verità.






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