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Stampa

CONCORSO RAI PER GIORNALISTI.

Data di nascita non anteriore
al 1/01/1978. Franco Abruzzo;
“Norma anticostituzionale. Nel
settore pubblico il limite d’età
è saltato da diversi anni. Per la
Cassazione la Rai è un’amministrazione
pubblica.Anche sull’obbligo delle laurea
c’è da discutere. Il giornalista professionista
è tale perché ha superato un esame di Stato
a prescindere dal titolo di studio”.

Selezioni Rai per contratti
a termine. Bandi già al via
per le sedi di Campania,
Lombardia, Piemonte,
Sardegna, Veneto.

Usigrai: “Soddisfazione per
principio ma rigidità da rivedere”.

Botta e risposta Ordine-Rai.

Roma, 1 agosto 2008. Rai e Usigrai hanno siglato, con un verbale d'incontro, un'intesa di fondo per le nuove assunzioni a termine, le cosiddette "prime utilizzazioni" laddove risultino indisponibili precari dei "bacini" precedentemente individuati. Passa l'importante e più volte richiesto criterio delle selezioni pubbliche, ma sui limiti d'età e altri requisiti permangono significative riserve.  Il sindacato dei giornalisti ritiene che l'accesso alle selezioni dovrà essere aperto a tutti io giornalisti professionisti, con eventuali griglie differenziate. L'Usigrai ha raggiunto un primo significativo risultato, quello della selezione pubblica, che ha valore primario, ma conferma le riserva sulla griglia dei requisiti e per il futuro esige modifiche. Il testo del verbale.


 VERBALE DI INCONTRO


 Il giorno 29 luglio 2008 si sono incontrate la RAI e l'Usigrai, in merito alla richiesta del Sindacato di adottare procedure trasparenti per il reperimento del personale giornalistico da utilizzare con contratti a tempo determinato, in particolare per le esigenze delle redazioni regionali connesse all'avvio del nuovo progetto editoriale "Buongiorno Regione". L'Azienda, nel condividere l'obiettivo, comunica al Sindacato che tale reperimento, che non riguarderà la redazione regionale del Lazio, dove non si ravvisano le suddette esigenze, avverrà con le modalità di seguito indicate:


 Requisiti soggettivi


 a) Data di nascita non anteriore al 1/01/1978.


 b) Titolo di studio: diploma di laurea (DL) "vecchio ordinamento"; oppure laurea specialistica (LS), o laurea magistrale (LM) "nuovo ordinamento"; oppure diploma rilasciato dalle Scuole di Giornalismo riconosciute dall'Ordine dei Giornalisti purché acquisito dopo il conseguimento della laurea breve o triennale (L). Votazione di laurea richiesta non inferiore a 110/110.


 c) Iscrizione all'Albo dei Giornalisti, Elenco dei Professionisti.


 d) Residenza nell'ambito della regione ove ha sede la redazione di interesse.


 e) Buona conoscenza della lingua inglese e, per quanto riguarda la redazione di Aosta, fluente conoscenza della lingua francese.


 f) Buona capacità di utilizzo dei più diffusi strumenti di informatica (software applicativi in ambiente Windows).


 Prove


 • Prova scritta:


- test a risposta multipla (multiple choice) finalizzato alla verifica del livello di cultura generale e di conoscenza del mondo dei media. Il superamento di tale prova e' condizione per l'ammissione alle successive fasi del percorso selettivo.


 • Prove orali e pratiche articolate su:


 - colloquio di cultura generale e sulle specifiche competenze professionali; svolgimento di attività di radio-telecronaca/conduzione;


- redazione di un testo e stand up;


redazione di un vivo/improvvisazione su un tema;


- valutazione conoscenza lingua inglese (ed anche di quella francese per la redazione di Aosta);


- navigazione web e utilizzo software applicativi in ambiente Windows.


La partecipazione alla prove sarà subordinata alla contestuale esibizione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti di cui ai punti a), b), e) e d) dell'elenco sopra riportato.


Le domande di partecipazione con allegato Curriculum vitae - dal quale sia anche possibile evincere con chiarezza il possesso dei requisiti previsti ai punti a), b), e) e d) dell'elenco di cui sopra -dovranno essere inviate mediante e-mail all'indirizzo ricercagiornalistitgr@rai.it


Le convocazioni alle prove selettive, che si terranno a Roma, verranno effettuate tramite posta elettronica, al medesimo recapito utilizzato dai giornalisti per l'invio della domanda di partecipazione.


L'Usigrai, nel prendere atto con soddisfazione dell'accoglimento delle proprie istanze in ordine alla trasparenza del reclutamento, ma ritenendo la griglia dei requisiti eccessivamente rigida, chiede all'Azienda che in un futuro bando pubblico, che resta obiettivo del sindacato, vengano adottate procedure selettive che consentano la partecipazione a tutti i giornalisti professionisti.


L'Azienda prende atto di quanto rilevato dal Sindacato, facendo presente che le suddette modalità di reperimento si sono rese necessarie a causa delle ristrette contingenze temporali dell'attuale fase di "Buongiorno Regione", precisando a tal proposito che le domande per le redazioni regionali di Sardegna, Lombardia, Campania, Piemonte e Veneto dovranno pervenire agli Uffici della RAI, al predetto indirizzo e-mail, entro il 10/09/2008, mentre per le restanti redazioni esse potranno essere presentate fino al 30/09/2008.  (da: www.fnsi.it).


.........................................


Del Boca: assunzioni Tg, una discriminazione per i giornalisti disoccupati?


“E’ immorale - prima ancora che illogica - la decisione (avallata dall’Usigrai) di pretendere che le nuove assunzioni, per i telegiornali del mattino della Rai, avvengano nel ristretto bacino dei giovani sotto i trent’anni, con laurea e punteggio di 110.


E tutti gli altri in cerca di lavoro? Ai precari (quelli storici e quelli di recente conio)… agli abusivi (di lungo corso e di breve esperienza)…ai disoccupati a caccia di una sostituzione, quale che sia…e ai freelances, disposti a lavorare per un rimborso spese…un solidale messaggio: “arrangiatevi!” Se hanno ancora schiena e spalle robuste, possono vedere se è rimasta una pila di casse da scaricare, ai mercati generali. Assunzioni, in giro, ce ne sono poche e se l’unica azienda che offre qualche stipendio si rivolge ai super-giovani super-selezionati, significa che tutto l’universo dei giornalisti, ai margini della professione, ha di fronte l’alternativa di cambiare mestiere o suicidarsi direttamente. I colleghi più deboli ai quali il sindacato dovrebbe riservare maggiori attenzioni, sono anche ignorati.


Penso che il futuro della professione passi per l’Università e spero che - presto - possa realizzarsi una riforma legislativa, capace di indicare in quello accademico l’unico percorso utile per l’accesso alla professione.


Ma fin tanto che non cambiano, valgono le vecchie regole. Accanto all’eccellenza dell’Università, resta il praticantato tradizionale (con i riconoscimenti d’ufficio). Entrambi i canali hanno dignità e tutti i colleghi hanno uguale diritto di cittadinanza.


Ho ancora negli orecchi i lai di chi (nel sindacato) sosteneva che gli studenti dei master di giornalismo si pongono in diretta concorrenza con i giornalisti disoccupati. Non è totalmente vero ma per quel tanto di giusto che esiste in un’affermazione del genere, l’Ordine ha deliberato che chi frequenta le scuole non può sviluppare il suo stage nei giornali, nei mesi di luglio e agosto. Un divieto che dovrebbe evitare l’utilizzo degli studenti come sostituti dei colleghi in ferie, vanificando la possibilità delle poche assunzioni a termine che gli editori determinerebbero nel periodo estivo.


E, ora, lo stesso sindacato che l’altro ieri protestava, accetta che vengono assunti soltanto giornalisti dell’Università. E nemmeno tutti: perché il limite dei trent’anni riduce anche il loro bacino alle ultime tre sessioni d’esame.


La polemica di questi giorni, in parlamento, sulla discriminazione dei precari non suggerisce niente? Chissà che cosa dirà il capogruppo socialdemocratico del parlamento europeo, Schultz, alla ripresa dei lavori? Ha fatto votare a maggioranza una censura nei confronti dell’Italia che – a suo dire – maltrattava la “minoranza” dei Rom. Cosa dobbiamo aspettarci se la discriminazione (del sindacato) riguarda la “maggioranza” dei giornalisti senza lavoro?


Meglio sarebbe stato se l’Usigrai si fosse battuta per assicurare ai direttori maggiore autonomia, in modo che possano scegliere, secondo il loro giudizio e le necessità delle loro redazioni, senza dover rendere conto ai potenti e ai potentini che, in Rai, abitualmente, sono di casa. (www.odg.it-Inserito il MAr, 05/08/2008 - 10:22)


 ......


RAI. L'AZIENDA: “DA NOI CONTRIBUTO ENORME CONTRO DISOCCUPAZIONE GIORNALISTI. NECESSARIO AVVIARE OPERAZIONE BASATA SU TRASPARENZA E MERITÒ”.


Roma, 5 agosto 2008. «Nel corso degli ultimi 15 anni, la Rai ha assunto la quasi totalità dei propri giornalisti nell'ambito delle liste di disoccupazione della Fnsi. Il contributo che la Rai ha dato e continua a dare per il riassorbimento della disoccupazione prodotta da altri è quindi enorme». Lo afferma la Rai in una nota. «Ma la categoria giornalistica non è fatta solo di disoccupati -continua la Rai- sorprende che in vista dell'avvio delle morning news regionali e alla vigilia delle profonde trasformazioni indotte dalla digitalizzazione dei sistemi di produzione che apriranno nuovi spazi professionali si voglia vanificare un'operazione di trasparenza che ha l'obiettivo di realizzare uno screening tra i migliori giovani professionisti che potrebbero diventare i protagonisti della nuova Rai». «Quello che la Rai è determinata ad avviare è quindi -spiega l'azienda- un'operazione basata esclusivamente su trasparenza e merito, analogamente a quanto avvenuto con i giovani laureati recentemente inseriti, al termine di una selezione, nelle aree dei programmi, in quelle tecniche e -conclude- in quelle gestionali dell'Azienda». (Adnkronos) 





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