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EX FISSA. Una bomba su Inpgi ed Fnsi. Sentenza storica della Corte d’appello Lavoro di Roma. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dai legali di Giancarlo Minicucci, ex vice direttore del Messaggero ed ex direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, contro la sentenza di primo grado che dava ragione a Inpgi e in riforma della sentenza di primo grado hanno condannato Inpgi al pagamento in toto dell’ex fissa, oltre agli interessi legali dalla maturazione del credito fino all’effettivo soddisfo. E hanno condannato Inpgi e FNSI, in solido tra loro, a rimborsare all’appellante le spese dei due gradi di giudizio. - IN CODA la storica sentenza Conte di I grado.


Roma, 30 gennaio 2018 - Sentenza storica della Corte d’appello Lavoro di Roma sull’ex fissa. I giudici hanno accolto il ricorso presentato dai legali di Giancarlo Minicucci, ex vice direttore del Messaggero ed ex direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, contro la sentenza di primo grado che  dava ragione a Inpgi e in riforma della sentenza di primo grado hanno condannato Inpgi al pagamento in toto dell’ex fissa, oltre agli interessi legali dalla maturazione del credito fino all’effettivo soddisfo. E hanno condannato Inpgi e FNSI, in solido tra loro, a rimborsare all’appellante le spese dei due gradi di giudizio che vengono liquidate per ciascun grado in  11.280 euro oltre epa ed Iva nonché il contributo unificato versato per l’appello. Questa sentenza cade come una bomba su tutta la vicenda ex fissa e sulle responsabilità gravissime di Inpgi e Fnsi e non potrà non avere effetti dirompenti sulla vicenda che riguarda gli oltre duemila pensionati che reclamano il pagamento dei loro diritti cancellati con gli accordi contrattuali ed extra del 2014 dall’allora segretario Fnsi Franco Siddi.





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.ROMA (22.10.2015). PREVIDENZA DEI GIORNALISTI SEMPRE PIU' IN AFFANNO. Nel giorno della riunione del Consiglio generale dell'Inpgi esplode di nuovo la grana dell'ex fissa con la pubblicazione integrale della sentenza n. 5978/2015 (finora ignota a tanti) con la quale il giudice monocratico della sezione lavoro del Tribunale, Dario Conte, condanna l’Inpgi  a versare, a  titolo di ex fissa, 81mila euro a un giornalista pensionato. L'Inpgi e la Fnsi  dovranno pagare 7mila euro “per compensi” (ai legali di controparte). L'accordo Fnsi/Fieg 2014 sull'ex fissa non ha forza giuridica retroattiva e  non si può opporre a chi aveva già maturato l'indennità. La sentenza è un pesantissimo attacco al vertice dell'Istituto:"Sebbene l'Inpgi stesso assuma di essere in crisi di liquidità da almeno 4 anni non consta che esso abbia mai assolto all'obbligo di chiedere il reintegro della liquidità agli editori".  Nella storia sociale del nostro Paese fa sensazione che un sindacato si sia costituito in giudizio accanto all'Inpgi e  contro un suo rappresentato. Questa mossa della Fnsi fa il paio con l’altra diretta a chiedere il taglio delle pensioni dei giornalisti in quiescenza. FRANCO ABRUZZO (presidente UNPIT): “La Fnsi sta subendo un cambiamento genetico che la oppone ai diritti e agli interessi dei   giornalisti italiani. Ha perduto i titoli morali, con gli editori della Fieg, che ne giustificavano la presenza nel CdA dell'Inpgi. La Fnsi deve comportarsi come Cgil, Cisl e Uil che hanno abbandonato il Cda dell'Inps riconoscendo che all'Istituto servivano 'amministratori di mestiere'. Discorso, questo, che vale anche per l'Inpgi in difficoltà sul fronte previdenziale (entrate/prestazioni)" . - di FRANCESCO M. DE BONIS -   LA SENTENZA È IN ALLEGATO. - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=18863



 






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