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Casagit decide di esternalizzare la non autosufficienza per gli under 75 affidandosi a una compagnia di assicurazione privata, la Poste Vita.

di Carlo E. Gariboldi/Componente del Cda Casagit

14.12.2017 - La decisione assunta a maggioranza dal Cda (7 favorevoli, 2 contrari -Azzolini e Gariboldi-e 2 astenuti) è stata accolta tra mille dubbi, perplessità e aperte contrarierà dall’assemblea dei delegati riunita a Roma giovedì 14 dicembre. D’ora in avanti, in un settore così importante, i soci Casagit diventano clienti di una compagnia di assicurazione, che ragiona con logiche d’impresa e non di servizio. È un cambiamento epocale. Nei prossimi giorni spiegherò nei dettagli il meccanismo, a chi interessa. Un’assemblea di fuoco, quella di debutto del Cda retto dal pluripresidente Daniele Cerrato (eletto per un terzo mandato quando lo statuto ne prevede al massimo due) e il suo nuovo ufficio di presidenza (i vice Gianfranco Giuliani, vicario, e Gianfranco Summo). Ventuno delegati hanno anche sottoscritto una mozione per chiedere di rinviare il contratto con Poste Vita. “Servono maggiori delucidazioni”, hanno proposto Costantino Muscau e Mario Antolini, primi firmatari. Il presidente, in evidente difficoltà, ha detto che proporrà a Poste Vita un rinvio limitato per dare tempo ai 20 fiduciari regionali di essere informati in modo approfondito sui meccanismi di polizza. Cosa prevede la delibera? Dal primo gennaio 2018 i soci di Casagit under 75, che hanno la disavventura di diventare non autosufficienti, non devono fare richiesta del contributo mensile a Casagit, ma attivare la polizza di Poste Vita. Una commissione medica di questa assicurazione valuterà se riconoscere o meno lo status. I parametri scattano se in seguito a malattia o infortunio:



 - il cliente si trovi ad aver bisogno dell’assistenza permanente di una terza persona per adempiere ad almeno 3 dei 6 atti elementari della vita quotidiana;



 - oppure sia affetto da una grave demenza invalidante comprovata da una diagnosi con l’assoluta necessità di una costante e permanente assistenza di una terza persona.


 


 


A chi è riconosciuto lo status di non autosufficienza godrà di un assegno a vita di 500 euro mensili. L’iscritto Casagit in caso di diniego della richiesta dovrà farsi carico del ricorso nominando (e pagando) un medico nell’ambito di un collegio medico-arbitrale di tre specialisti (il secondo sarà scelto dall’assicurazione e il terzo congiuntamente dalle due parti). Il prezzo della polizza è di 12,5 euro a persona (circa mezzo milione di euro l’anno per 10 anni). Il piano è apertamente finalizzato a contenere la spesa in una materia, quella della non autosufficienza, che purtroppo è destinata ad essere sempre più importante e sempre meno garantita dal servizio pubblico. Attualmente Casagit spende per le non autosufficienze circa 3 milioni e 200 mila euro l’anno. Per i soci esclusi dalla polizza (chi è già non autosufficiente e gli over 75) varranno regole analoghe, ma il servizio continuerà ad essere erogato da Casagit. Contestatissima anche la composizione delle commissioni di lavoro, che escludono quasi totalmente (presenti il sottoscritto e Corrado Chiominto) le liste che hanno stravinto le elezioni a Roma e Milano. “Un’occasione persa- ha detto Chiominto - per ricostruire un clima di reale confronto, così come era in passato, fuori dai diktat sindacali”. L’assemblea nazionale dei delegati ha approvato il piano pluriennale presentato dal consiglio di amministrazione (per una volta in modo unitario) con 5 astensioni. Era l’unico testo portato in votazione. Per il resto solo comunicazioni, non tutte gradite.


 




 


 


 






 





 





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