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IL FATTO QUOTIDIANO/L'ente nei guai. Il caos degli immobili sui conti dell'Inpgi - Quest' anno il bilancio della cassa dei giornalisti potrebbe finire per la prima volta in rosso. Lamentele dei consiglieri di "maggioranza" dell'ente per l'attività giornalistica di Franco Abruzzo sui problemi dell'Istituto.

di LUCIANO CERASA


11.2.2017 - Ma quanto vale veramente il patrimonio immobiliare dell' Inpgi? È intorno a questa cifra che si gioca la difficile partita tra i ministeri del Lavoro, dell' Economia e il Cda per salvare l' autonomia dell' ente che amministra le pensioni dei giornalisti.
Separato dalla previdenza generale fin dal 1951, l' Inpgi è arrivato oggi davanti al bivio tra il commissariamento e la confluenza nell' Inps. I ministeri competenti sarebbero in procinto di comunicare il loro parere sulla riforma taglia-deficit delle prestazioni dell' ente, vista però non di buon occhio dagli editori che vedono allontanarsi il limite di età pensionabile e con esso l' occasione di collocare altri esuberi.
E intanto nessuno sa quale sia la vera consistenza del deficit di gestione. Il valore degli immobili comprati dall' Inpgi con i contributi versati dai giornalisti e posti a garanzia delle prestazioni dell' istituto, è stimato in circa 1,16 miliardi di euro. La legge prevede che la consistenza del patrimonio degli enti di previdenza, comprese le proprietà immobiliari, sia almeno 5 volte quanto erogato in un anno per le pensioni. L' Inpgi, in base a quanto inscritto in bilancio, sarebbe già al 3,54. Ma la realtà potrebbe essere ben peggiore. La settimana scorsa la presidente Marina Macelloni e buona parte dei consiglieri "di maggioranza" del Cda si sono lamentati per l'attività pubblicistica di Franco Abruzzo, un decano dei giornalisti economici italiani e uno dei sindaci dell'istituto, che sta conducendo una strenua campagna informativa sul suo sito utilizzando quello che si capisce dai documenti ufficiali, per denunciare lo stato in cui versa l'Inpgi, ancora tutto da chiarire. Dal 2013 è cominciato il trasferimento delle proprietà immobiliari dell' istituto al fondo "Giovanni Amendola" di cui l'Inpgi detiene il 100% delle quote. Questa operazione ha permesso di rivalutare automaticamente il patrimonio, passando dall' applicazione dei prezzi storici di acquisto alle quotazioni ben più alte del mercato, creando delle plusvalenze (in media circa 90 milioni di euro l' anno dal 2013 al 2016) che hanno mantenuto formalmente i bilanci al di sopra della linea rossa. Ma l'attivo inscritto finora si è andato sempre più restringendo. Per il 2016 il margine si sarebbe ridotto a poco più di un milione e al termine del 2017 finirà probabilmente per la prima volta in rosso. Intanto il presunto apporto delle plusvalenze dovrà vedersela con i prezzi del depresso mercato immobiliare attuale. Circa il 50% degli immobili infatti è stato messo in vendita per fare cassa. La cospicua rivalutazione, fatta al momento del trasferimento al Fondo immobiliare è stata costantemente confermata da un valutatore "indipendente" nel corso di questi anni, da quando il Fondo Amendola ha affidato la gestione finanziaria degli immobili, affitti e vendite, alla società InvestiRe Sgr. Il socio di maggioranza è la banca Finnat controllata dalla famiglia Nattino. Gli altri azionisti sono Beni Stabili di Leonardo Del Vecchio, Regia della Famiglia Benetton e la Fondazione Cariplo. Ai vecchi uffici Inpgi continuano a occuparsi della manutenzione e della gran parte dell'amministrazione.
InvestiRe incassa, con l'impiego di tre dipendenti, una commissione annua calcolata sul valore stimato del patrimonio di circa lo 0,4%, quasi 5 milioni di euro. I prezzi richiesti sono troppo alti, denunciano gli inquilini, che vorrebbero acquistare le abitazioni con un congruo sconto e ai valori medi di mercato, decisamente più bassi di quanto messo in bilancio dall' Inpgi.  Che intanto, insieme al gestore, cerca di tenere duro per non deprimere gli asset e non far esplodere i conti.


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6.2.2017 - INPGI - L'INERZIA DEL GOVERNO RASENTA L'IRRESPONSABILITA' DOPO AVER CHIESTO UN ANNO FA  "TEMPI BREVI" PER LA RIFORMA. IL FUTURO DELL'ISTITUTO E' SOLTANTO LA CONFLUENZA NELL'INPS. - I ministeri vigilanti del Lavoro e dell'Economia, con la riforma varata dal Cda il 28 settembre 2016, devono approvare anche il bilancio preventivo del 2017,  l'assestamento al bilancio preventivo 2016 e il bilancio consuntivo del 2015. Signori ministri Padoan e Poletti, vogliamo svegliarci? Frattanto di giorno in giorno aumentano pensionamenti e  prepensionamenti, mentre diminuisce il numero degli occupati. La situazione precipita: ora si dubita della "profezia" dell'attuario che ha collocato al 2030 l'esaurimenti dei mezzi finanziari e patrimoniali del'Istituto. I signori ministri hanno memoria di quello che hanno scritto nella lettera 3 febbraio 2016?  "I ministeri reputano necessario evidenziare che l'Inpgi deve 'intervenire in breve con ulteriori modifiche che permettano il rientro del disavanzo, adottando norme che potrebbero risultare anche più restrittive di quanto prevede il sistema generale'". "E' rimesso alle scelte responsabili di efficace gestione degli Organi di codesto Istituto - si legge ancora nella lettera - considerare la possibilità dì armonizzare il proprio ordinamento previdenziale al sistema generale" (normativa Inps/Fornero). In quella occasione fu bocciato il prelievo sulle pensioni in essere. FATE IN FRETTA! NON SI POSSONO GETTARE NELL'ANGOSCIA I GIORNALISTI IN QUIESCENZA E I GIORNALISTI ATTIVI (ANCH'ESSI OGGI SENZA FUTURO PENSIONISTICO). IL GIORNALISMO E' IL CUORE DEL SISTEMA DEOCRATICO. - di FRANCO ABRUZZO/presidente di UNPIT - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22620



 



 


 


 


 





 






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