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Previdenza/.Un comunicato dell’Istituto. L’Inpgi: «Da Lavoro e Mef l’ok al 75% della riforma» - LE NOVITÀ IN ARRIVO/ Dal 1° gennaio 2016 aumentano i contributi per datori e dipendenti e scendono rivalutazioni e coefficienti di rendimento. - Mimma Iorio (dg dell'ente): "I ministeri hanno dato delle linee guida: il calcolo contributivo, l’inserimento dell’aspettativa di vita e quindi l’allungamento dell’età pensionabile, la revisione di tutte quelle misure di salvaguardia inserite a tutela degli iscritti e non più sostenibili». Nel futuro dei giornalisti, quindi, ci saranno pensioni più basse, età pensionabile più alta e una stretta sul welfare; in pratica un graduale allineamento all’Inps. (Franco Abruzzo/presidente Unpit: "Mimma Iorio ha rottamato il trionfalismo della Fnsi. La verità è amara, l'Inpgi diventa l'Inps incorporando le norme Fornero").

di Federica Micardi - Il Sole 24 Ore 4.2.2016

L’istituto di previdenza dei giornalisti, l’Inpgi, incassa un via libera parziale alla riforma varata a luglio per cercare di riportare in equilibrio i conti. In un comunicato diffuso ieri l’Inpgi scrive che è stato «approvato il 75% delle misure adottate » e aggiunge che «i ministeri chiedono approfondimenti sulle prestazioni». Per calcolare questa percentuale l’Inpgi ha fatto il rapporto tra gli interventi approvati che, una volta a regime, valgono circa 45 milioni di euro e il valore complessivo della riforma varata a luglio pari a 60 milioni nei primi anni. La comunicazione congiunta arrivata all’Inpgi e firmata dai ministeri del Lavoro e dell’Economia non è stata finora resa pubblica, né dall’Inpgi, che attribuisce il bisogno di riservatezza ai ministeri, né dai ministeri che «non diffondono lettere indirizzate agli enti vigilati». Gli effetti della comunicazione, però, sono noti. Dal 1° gennaio 2016 si alzano le aliquote contributive: per i giornalisti passano da 8,69% a 9,19% mentre per i datori di lavoro da 22,28% a 23,81%; sempre da quest’anno la rivalutazione delle retribuzioni sarà fatta solo in base all’indice di variazione dei prezzi al consumo che non sarà più maggiorato dell’1% e il coefficiente di rendimento delle pensioni scende dal 2,66 al 2,30% per le anzianità contributive acquisite dal 2016. Dal 2017 per i datori di lavoro è previsto un ulteriore incremento dell’1% delle aliquote contributive destinato a sostenere la cassa integrazione straordinaria .



Secondo il direttore generale dell’Inpgi, Mimma Iorio, «le misure approvate sono il cuore della riforma». Iorio spiega che «a parte l’aumento delle entrate contributive, è molto importante il punto percentuale sugli ammortizzatori perché significa che i ministeri si sono finalmente resi conto che l’ente è molto esposto su questo fronte e quindi va tutelato. Non potevamo restare con l’1,61 per cento». In merito ad altre misure «finalizzate a canoni di sostenibilità», i ministeri vigilanti richiedono «ulteriori riflessioni e approfondimenti» al fine di renderle più incisive. La lettera dei ministeri chiede all’ente di sviluppare «in tempi brevi» opportune riflessioni. Ma cosa significa tempi brevi? «Considerando che il nuovo consiglio di amministrazione si insedierà ad aprile - le elezioni sono il 22 e 23 febbraio, ndr - e dovrà votare il bilancio consuntivo 2015 - spiega Iorio - è ragionevole pensare che entro fine anno il Cda potrebbe sapere quali possono essere le soluzioni da adottare. I ministeri hanno dato delle linee guida: il calcolo contributivo, l’inserimento dell’aspettativa di vita e quindi l’allungamento dell’età pensionabile, la revisione di tutte quelle misure di salvaguardia inserite a tutela degli iscritti e non più sostenibili». Nel futuro dei giornalisti, quindi, ci saranno pensioni più basse, età pensionabile più alta e una stretta sul welfare; in pratica un graduale allineamento all’Inps . I numeri aiutano a capire l’urgenza di interventi più stringenti. Nel bilancio previsionale 2015 il disavanzo tra entrate contributive (408 milioni) e uscite per prestazioni (498 milioni) è di 90 milioni. Nel 2015 l’istituto ha dato ammortizzatori sociali dalla disoccupazione alla Cigs a 6.400 persone e ha registrato 826 prepensionamenti dal 2010 a oggi, con un anticipo medio di cinque anni e mezzo. Per gli ammortizzatori sono usciti nel 2015 circa 38 milioni di indennità, di cui 25 milioni coperti con la contribuzione dei datori di lavoro. Va poi aggiunta anche, come debito per l’ente, la contribuzione figurativa che viene erogata in assenza di versamenti, che ammonta a circa 52 milioni (cifra che non pesa sul disavanzo corrente).È inoltre necessario tenere in considerazione alcuni fenomeni, come la trasformazione del lavoro giornalistico sempre più autonomo - gli iscritti alla gestione separata sono 41mila contro i 24mila della gestione principale - e il nuovo contratto nazionale attualmente in discussione che potrebbe incidere sulla platea degli iscritti. La partita resta ancora da chiudere e il compito di trovare una soluzione spetterà al prossimo Cda. Per il presidente uscente dell’Inpgi, Andrea Camporese, è «importante che i ministeri abbiano dato il via libera alle misure di immediato e forte impatto economico. I futuri dirigenti dell’Inpgi dovranno esercitare la responsabilità di una ulteriore proposta sul versante della riduzione delle prestazioni». Dovranno, cioè, studiare il modo per garantire la sostenibilità di lungo periodo.



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IL QUADRO DELL’ENTE



01 RIFORMA INPGI
Il 27 luglio l’Inpgi ha varato una riforma che prevedeva un aumento della contribuzione dell’1,53% a carico del datore di lavoro e dello 0,5% a carico del lavoratore; l’età pensionabile veniva alzata a 66 anni (per gli uomini dal 2016, per le donne dal 2020); ridotta l’aliquota di rendimento e tagliati gli ammortizzatori sociali e le pensioni ai superstiti; ai pensionati veniva chiesto un contributo di solidarietà dallo 0,5 all'1,5% (sopra i 60mila euro)
02 L’APPROVAZIONE
Ieri l’Inpgi ha ricevuto un primo via libera: approvati l’aumento della contribuzione e la riduzione della rivalutazione e del coefficiente di rendimento. Da rivedere l’età pensionabile, il calcolo delle pensioni, attualmente retributivo, e il contributo a carico dei pensionati che rischiava, per come era scritto, di essere bocciato dai tribunali
03 I NUMERI
Gli iscritti alla gestione principale Ago dell’ente di previdenza dei giornalisti sono circa 24mila, di cui 15.434 attivi e 8.234 pensionati; gli iscritti alla gestione separata Inpgi due sono circa 41mila.
Il costo totale della gestione previdenziale e assistenziale dell’Inpgi nel bilancio di previsione 2015 supera i 498 milioni, con un rosso di oltre 90,7 milioni.
Nel 2015 sono stati erogati ammortizzatori sociali a circa 6.400 giornalisti per un importo complessivo di 38 milioni di euro, di cui 25 milioni coperti con contributi dei datori di lavoro. Dal 2010 al 2015 sono andati in prepensionamento 826 giornalisti.


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ARTICOLO CORRELATO  https://unitasindacalefnsi.wordpress.com/2016/02/04/inpgi-segretati-i-no-alla-riforma-ma-il-dg-iorio-rivela-sul-sole-i-ministeri-chiedono-contributivo-pensione-piu-lontana-e-revisione-di-tutte-le-salvaguardie/#more-4450



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3.2.2016 - INPGI/RIFORMA: approvato il 75% degli effetti delle misure adottate dal CdA il 27  luglio 2015 (aliquote contributive + 0,50 per i redattori e + 1,53% per gli  editori,  via la maggiorazione dell'1% della retribuzione pensionabile, coefficiente di rendimento dal 2.66 al 2.30) con un  saldo positivo di 45 milioni di euro (sui 60 previsti). I Ministeri chiedono approfondimento sulle prestazioni (età pensionabile, ridefinizione dei requisiti per l’accesso alle pensioni di anzianità e alle clausole di salvaguardia connesse escludendo deroghe di ampio respiro, contributo straordinario a carico dei pensionati ritenuto controverso sul piano giuridico e passibile di contenzioso, rimodulazione del trattamento di disoccupazione). Ritenuto necessario che, per quanto riguarda le altre misure ora sospese,  "l'Ente sviluppi in tempi brevi ulteriori riflessioni e approfondimenti in funzione di una maggiore incisività dei loro effetti, “anche in considerazione dei requisiti decisamente più stringenti in vigore per il sistema pubblico per l'accesso ai trattamenti pensionistici e per le relative modalità di calcolo”. Andrea Camporese presidente uscente: “Passaggio decisivo, il lavoro non è finito, serve responsabilità non demagogia. Importante il rapporto con le Parti Sociali”. Franco Abruzzo (presidente Unpit): "I ministeri vigilanti hanno dato l'ok  alle misure pesanti e hanno bloccato le misure dolci della riforma, sollecitando l'adeguamento delle stesse alla normativa durissima in vigore all'Inps. Il CdA dell'Inpgi esce perdente dalla verifica governativa".  TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19843



 



3.2.2016 - Riforma Inpgi, la stangata di Camporese & co. su contributi e pensioni future passa senza salvaguardie. Bocciate tutte le altre misure. - di Daniela Stigliano/Giunta Esecutiva Fnsi – candidata con Inpgi/La Svolta - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19847  



 



3.2.2016 - INPGI, INUTILI TRIONFALISMI E CONTEGGI DI FANTASIA. SUI GIORNALISTI L'OMBRA DELLA FORNERO.  - di Carlo Chianura/portavoce di Puntoeacapo -  TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19857



 



3.2.2016 - RIFORMA INPGI. RAFFAELE LORUSSO (FNSI) : "POSSIBILE DANNO A PENSIONANDI CON I RICHIAMI DEI MINISTERI". - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19849



 



3.2.2016 - INPGI. LETTERA.  ALCUNE IDEE DI INNOCENZO CRUCIANI PER SALVARE L'ISTITUTO.  "Cari Colleghi Abruzzo, Antolini e Franz, avrete il mio voto e quello dei colleghi che con me condividono le preoccupazioni per lo stato del nostro Istituto di previdenza. C’è bisogno del contributo e del rigore di professionisti che hanno già dimostrato sul campo come si serve la categoria. Bisogna voltare pagina e aprire a una stagione coraggiosa di riforme". - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19846



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TUTTI I CANDIDATI DI 'INPGI FUTURO' E 'INPGI/LASVOLTA'.  (si vota via web il 22-23-24 febbraio - il 27 e il 28 febbraio al seggio)



TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19833



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