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Secco no del Governo al taglio delle pensioni per chi é già in quiescenza e al ricalcolo. Lo ha rivelato il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi. E' uno dei dati più interessanti emersi ieri durante l'importante Convegno sulle pensioni promosso dall'Associazione dei magistrati e degli avvocati dello Stato in quiescenza (il 1° in 60 anni di storia dell'Associazione). Alla luce di questi principi che fine farà ora la riforma INPGI (unica cassa sostitutiva dell'Inps) attualmente al vaglio dei ministeri del Lavoro e dell'Economia che prevede, invece, un contributo da parte di tutti i giornalisti in pensione a partire dal 1° gennaio 2016? Pubblichiamo l'odg approvato da Palazzo Madama (accolto dal Governo e vincolante per la riforma previdenziale 2016)


dall'inviato Francesco M. De Bonis

Roma, 11 novembre 2015. Secco no del Governo al taglio delle pensioni per chi é già in quiescenza e al ricalcolo degli assegni. Lo ha rivelato il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi. E' uno dei dati più interessanti emersi ieri durante l'importante Convegno sulle pensioni promosso dall'Associazione dei magistrati e degli avvocati dello Stato in quiescenza (il 1° in 60 anni di storia dell'Associazione). In particolare il Governo, tramite la Sottosegretaria per il Lavoro e le Politiche Sociali Teresa Bellanova, si é, tra l'altro, impegnato a presentare nel corso del 2016 un disegno di legge contenente disposizioni utili ad integrare e consolidare la recente riforma del sistema previdenziale che "rispetti le regole vigenti per coloro che già sono titolari di prestazione previdenziale o sono prossimi a conseguirla nel nome del principio per cui ogni cambiamento deve potenzialmente consentire al cittadino un recupero operoso di reddito, come evidenziato dalla giurisprudenza costituzionale". Nella seduta del 3 novembre scorso della Commissione 11a Lavoro e Previdenza Sociale del Senato é stato infatti accolto l'Ordine del Giorno G/2111/2/11, vincolante per la riforma previdenziale 2016, presentato dai senatori Anna Maria Parente (PD), Pippo Pagano (AP (NCD-UDC) e Hans Berger (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE). In sostanza, in nome della certezza dell'ordinamento giuridico e della sicurezza giuridica, sono stati bocciati dall'Esecutivo con l'avallo della Commissione Lavoro del Senato non solo la riduzione delle pensioni in corso, ma anche l'eventuale ricalcolo delle pensioni stesse per coloro che sono ormai prossimi a lasciare il lavoro per raggiunti limiti di età pensionabile. Alla luce di questi principi che fine farà ora la riforma INPGI (unica cassa sostitutiva dell'Inps)  attualmente al vaglio dei ministeri del Lavoro e dell'Economia che prevede, invece, un contributo da parte di tutti i giornalisti in pensione a partire dal 1° gennaio 2016? Per quanto riguarda i sacrifici nel Convegno é stato ribadito che devono coinvolgere tutti i cittadini (e non soltanto i pensionati come è accaduto nel 2008, nel 2011 e nel 2013). I "contributi di solidarietà" devono scomparire dal vocabolario parlamentare. I giudicati costituzionali sono inviolabili come impone l'articolo 136 della Carta repubblicana. L'assistenza deve essere finanziata dalla fiscalità generale. L'Unpit ha chiesto lotta con stile americano agli evasori: "Il Governo dia la caccia agli evasori e non ai pensionati. Oggi mille miliardi annui del malaffare non sono tassati". Secondo il Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano il ricalcolo conviene ai pensionati "ricchi", non ai pensionati "poveri".  Da Maurizio Sacconi un no deciso ai "provvedimenti da guerra" (ipotizzati da Tito Boeri). La Commissione Lavoro del Senato ha approvato un odg (accolto dal Governo e vincolante per la riforma previdenziale 2016) che esclude il ricalcolo delle pensioni e che garantisce l’affidamento dei cittadini nella certezza dell’ordinamento giuridico e nella sicurezza giuridica. (dall'inviato Francesco M. De Bonis - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19072)


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Ecco l’Ordine del Giorno G/2111/2/11, presentato dai senatori Anna Maria Parente (PD), Pippo Pagano (AP (NCD-UDC) e Hans Berger (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), che è stato illustrato nella seduta della Commissione 11a Lavoro e Previdenza Sociale del Senato nella seduta pomeridiana del 3 novembre 2015 ed è stato accolto per conto del Governo dalla Sottosegretaria per il Lavoro e le Politiche Sociali Teresa Bellanova:            


                               ORDINE DEL GIORNO   G/2111/2/11


http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=942337


PARENTE, PAGANO, BERGER


La 11a Commissione del Senato, considerato il carattere straordinario e limitato nei soggetti beneficiari delle misure contenute nel disegno di legge di Stabilità in materia previdenziale,


valutato che all'articolo 18 del disegno di legge n. 2111 (legge di stabilità 2016) sono previste misure per la salvaguardia dei lavoratori cosiddetti "esodati",


richiamati gli annunci da parte del Governo di un prossimo intervento organico sulla stessa materia,


tenuto conto del sistema "a ripartizione" - e non a capitalizzazione - che caratterizza e sostiene tanto il regime fondato sul calcolo retributivo quanto quello sul calcolo contributivo,


                                       impegna il Governo


a presentare nel corso del 2016 un disegno di legge contenente disposizioni utili ad integrare e consolidare la recente riforma del sistema previdenziale sulla base dei seguenti criteri:


- la sostenibilità inerente tanto la finanza pubblica, il cui vincolo va considerato con attenti calcoli degli effetti finanziari, quanto la coesione sociale in considerazione della mancata previsione nella riforma stessa di un regime transitorio e graduale, della divisione prodottasi nelle generazioni adulte con la giusta tutela dei cosiddetti "esodati", degli straordinari cambiamenti indotti dalle tecnologie nelle mansioni dei lavoratori, la persistente debolezza delle donne adulte e degli invalidi a vario titolo nel mercato del lavoro;


- il rispetto delle regole vigenti per coloro che già sono titolari di prestazione previdenziale o sono prossimi a conseguirla nel nome del principio per cui ogni cambiamento deve potenzialmente consentire al cittadino un recupero operoso di reddito, come evidenziato dalla giurisprudenza costituzionale;


- il completamento del metodo di calcolo contributivo con la possibilità di cumulare e ricongiungere, senza oneri, tutti i contributi versati alle diverse gestioni previdenziali;


- adeguati incentivi fiscali ai versamenti volontari tanto dei lavoratori quanto dei datori di lavoro, anche in favore degli ex dipendenti, per periodi di studio, di lavoro a tempo parziale e di non lavoro;


- la possibilità di utilizzare a fini di versamento volontario il TFR o gli accantonamenti nei fondi complementari nei limiti consentiti dalle esigenze di loro sostenibilità;


- il recupero di periodi di studio non solo secondo il calcolo "ora per allora", particolarmente oneroso quando riferito a periodi regolati dal metodo retributivo, ma anche  "ora per ora" con la modularità consentita dal metodo contributivo;


- la previsione di età di pensione moderatamente anticipate rispetto all'età ordinaria, sulla base di una prestazione penalizzata in relazione al conseguente allungamento del periodo di corresponsione della prestazione stessa;


- la definizione di misure transitorie più favorevoli per le persone, con particolare attenzione alle donne e agli invalidi, che alla data di entrata in vigore della riforma avevano già raggiunto una determinata età adulta anche allo scopo di evitare disparità di trattamento rispetto ai cosiddetti "esodati" tutelati;


- la individuazione di misure di defiscalizzazione delle somme corrisposte dai datori di lavoro ai lavoratori a titolo di integrazione del reddito o dei versamenti contributivi con lo scopo di accompagnarli all'età di pensione.


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SENATO DELLA REPUBBLICA


legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 192 del 03/11/2015


http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=942337


LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE    (11ª)


MARTEDÌ 3 NOVEMBRE 2015


192ª Seduta (2ª pomeridiana)


Presidenza del Presidente  SACCONI 


Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Teresa Bellanova.            


La seduta inizia alle ore 19,10.


Legislatura 17ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 192 del 03/11/2015


http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=942337


IN SEDE CONSULTIVA 


(2112) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018  


- (Tab. 4) Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l'anno finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018


(2111) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)


(Rapporto alla 5a Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio)


Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.


Il PRESIDENTE (AP NCD-UDC)) relatore ricorda che in tale seduta si è svolta la discussione generale e si sono svolte le repliche del Governo e dei relatori. Comunica altresì che allo scadere del termine sono stati presentati sei ordini del giorno al disegno di legge di stabilità, pubblicati in allegato al resoconto della seduta. 


La senatrice PEZZOPANE (PD) illustra l'ordine del giorno G/2111/1/11 che muove dalla considerazione che nei pareri espressi dalle Commissioni lavoro di Camera e Senato sullo schema di decreto attuativo del Jobs Act n. 150 era stata esplicitata la raccomandazione a prevedere misure specifiche volte a favorire l'inserimento lavorativo e l'accompagnamento verso l'autonomia di giovani provenienti da comunità di tipo familiare o famiglie affidatarie, esposte al rischio di esclusione sociale e indigenza. L'ordine del giorno intende appunto impegnare il Governo a dar seguito a tale raccomandazione.


La senatrice PARENTE (PD) illustra l'ordine del giorno G/2111/2/11, da lei sottoscritto insieme ai senatori Pagano e Berger, che impegna il Governo alla presentazione di un disegno di legge contenente disposizioni volte a integrare e consolidare la recente riforma del sistema previdenziale sulla base di determinati criteri. Illustra altresì l'ordine del giorno G/2111/3/11, del pari sottoscritto congiuntamente ai senatori Pagano e Berger, finalizzato ad impegnare il Governo a garantire le risorse necessarie per rendere realmente incisivo il nuovo sistema di politiche attive del lavoro.


La senatrice PAGLINI (M5S) dà infine conto dell'ordine del giorno G/2111/6/11, che chiede al Governo di assumere iniziative concrete affinché il calcolo dell'ISEE sia effettuato tutelando i soggetti più deboli della società, quali gli anziani malati e i disabili in condizioni di gravità.


La sottosegretaria BELLANOVA dichiara di accogliere gli ordini del giorno G/2111/1/11, G/2111/2/11, G/2111/3/11 e G/2111/5/11. Sull'ordine del giorno G/2111/4/11 esprime parere favorevole a condizione che esso venga riformulato, invitando il Governo a valutare l'opportunità di intraprendere idonee iniziative volte a garantire il riconoscimento del beneficio della Dis-Coll anche ai soggetti che, in seguito alla perdita involontaria della propria occupazione con primo giorno di disoccupazione dal 1° gennaio 2015 fino a tutto il 31 gennaio dello stesso anno, possano far valere un periodo complessivo di 4 mesi di contributi, sommando quelli versati dell'anno precedente e quelli versati pro rata sino al verificarsi dell'evento di disoccupazione.


Il senatore ZIZZA (CoR), primo firmatario dell'ordine del giorno, dichiara di accettare l'indicazione del Governo e presenta pertanto l'ordine del giorno G/2111/4/11 (testo 2), allegato al resoconto della seduta.


Quanto all'ordine del giorno G/2111/6/11, la rappresentante del GOVERNO non ritiene di poterlo accogliere, a meno che non venga riformulato, impegnando il Governo ad intraprendere ogni iniziativa per rafforzare la tutela in termini economici dei soggetti più deboli.


La senatrice PAGLINI (M5S) prende atto della dichiarazione di non accoglimento da parte del Governo e, non intendendo accedere alla proposta di riformulazione, che eliminerebbe ogni riferimento al calcolo dell'ISEE, anticipa che ripresenterà l'ordine del giorno in Assemblea.


Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.


La seduta termina alle ore 19,30.


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27.7.2015 - Giornalisti. CdA dell'INPGI. IL GOVERNO SI SPACCA. La riforma passa con 9 sì (otto esponenti della maggioranza della Fnsi + Andrea Mancinelli l'uomo di Palazzo Chigi), due no (Punto e a capo-INPGI FUTURO), l'astensione della rappresentante del Ministero del Lavoro, Fiorella Kostoris, che ha definito “anticostituzionale” il “contributo straordinario di partecipazione al riequilibrio finanziario della gestione previdenziale” (che avrà una durata temporanea di 5 anni dalla data di approvazione dei Ministeri vigilanti). Assenti i due rappresentanti della Fieg e un consigliere giornalista. Franco Abruzzo (presidente di Unpit): “La battaglia comincia ora. I giornalisti pensionati non si lasceranno massacrare da sedicenti Robin Hood. Ci saranno risvolti in tutte le sedi. I giornalisti pensionati frattanto farebbero bene ad abbandonare in massa la Fnsi, un sindacato che ha fatto fallire il Fondo ex fissa e che ora taglia gli assegni di quiescenza. Camporese in sostanza suggerisce a Boeri la strada pericolosa di imporre prelievi anche ai pensionati Inps, ignorando Parlamento, Consulta e Cassazione”. Sarà consentito il riscatto del praticantato anche per i giornalisti che abbiano svolto il tirocinio professionale presso le Scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine. IN CODA tutte le misure votate dal Cda. - di Francesco M. de Bonis – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=18364


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10.11.2015 - ROMA.  Convegno sulle pensioni promosso dalla Associazione dei magistrati e degli Avvocati dello Stato in quiescenza. Sacrifici? I sacrifici devono coinvolgere tutti i cittadini (e non soltanto i pensionati come è accaduto nel 2008, nel 2011 e nel 2013). I "contributi di solidarietà" devono scomparire dal vocabolario parlamentare. I giudicati costituzionali sono inviolabili come impone l'articolo 136 della Carta. L'assistenza deve essere finanziata dalla fiscalità generale.  L'Unpit ha chiesto lotta con stile americano agli evasori: "Il Governo dia la caccia agli evasori e non ai pensionati. Oggi mille miliardi annui del malaffare non sono tassati". Secondo Cesare Damiano il ricalcolo conviene ai pensionati "ricchi", non ai pensionati "poveri".  Da Maurizio Sacconi un no deciso ai "provvedimenti da guerra" (ipotizzati da Tito Boeri). La Commissione Lavoro del Senato ha approvato un odg (accolto dal Governo e vincolante per la riforma previdenziale 2016) che esclude il ricalcolo delle pensioni e che garantisce l’affidamento  dei cittadini nella certezza dell’ordinamento giuridico e nella sicurezza giuridica. - dall'inviato Francesco M. De Bonis - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19072





 



 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 





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