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FNSI. Il sindacato dei giornalisti si interroga sulla sua esistenza e sul suo ruolo. Appuntamento di tutte le “anime” a Fiuggi per due giornate di lavoro e riflessione, il 10 e 11 giugno, sulla situazione del settore editoriale e per arrivare ad attuare scelte condivise in un momento difficile per la professione.


20.5.2015 - Protagonisti del cambiamento: i giornalisti italiani si danno appuntamento a Fiuggi per due giornate di lavoro e riflessione, il 10 e 11 giugno,  sulla situazione del settore editoriale e per arrivare ad attuare scelte condivise in un momento difficile per la professione. Diritti, tutele e libertà per tutti e per tutte: ecco il documento da cui si partirà per il confronto: “Il settore dell’editoria è in costante cambiamento. L’intero mondo delle comunicazioni è in una fase di rivoluzione. Quotidiani europei siglano accordi con Google, network internazionali fanno intese con facebook, il nostro Paese si prepara allo sbarco di Netflix, la partita sul piano per la banda larga è entrata nel vivo. La crisi economica ancora non è superata. Molte colleghe e  colleghi sono fuori dai sistemi di garanzia contrattuali. La necessità di processi di inclusione diventa un dovere. Pur in un mercato del lavoro stravolto dal Jobs Act, con l’apertura ai licenziamenti facili e ai demansionamenti autorizzati, sfidare gli editori sull’innovazione dei prodotti editoriali, sulla qualità dell’informazione, su nuovi modelli organizzativi e, soprattutto, sulla crescita dell’occupazione è un passaggio imprescindibile. Così come la costruzione di un sistema di tutele e di garanzie, di un welfare rafforzato e sostenibile per i lavoratori autonomi. La riduzione delle diseguaglianze deve diventare il tratto distintivo di un processo di riforma profonda di tutto il sistema, come affermato nei documenti di Bari e di Assisi. Bisogna poi riportare al centro del dibattito la necessità di mettere mano in maniera profonda e radicale ad una legge professionale ormai fuori dal tempo e dal mondo e ad un Ordine professionale impegnato a conservare se stesso e sempre meno custode e garante delle regole e dei doveri della professione, da cui è colpevolmente distante. Intanto in Europa avanza un desiderio di bavaglio. Dalla Francia all’Italia passando per la Spagna si discute di leggi che in un modo o nell’altro rischiano di ridurre la libertà di informazione. Un altro pezzo di democrazia finisce sotto attacco attraverso i tentativi di indebolire i Media di Servizio Pubblico. Nel 2016 deve essere rinnovata la Concessione della Rai. Identica discussione è in atto in Francia e in Gran Bretagna. E mentre da noi il governo presenta un disegno di legge che rafforza il suo controllo sulla Rai, a Londra il premier Cameron apre alla depenalizzazione dell’evasione del canone. Sono tutti temi che richiedono una visione di insieme, di sistema, che non possono più essere affrontati in maniera “parcellizzata”. Chiunque tiene ai valori della libera informazione, dell’articolo 21 della Costituzione, al giornalismo di qualità, quello che mira a raccontare i perché dei fatti, a illuminare le periferie oscurate, ha il dovere di trovare risposte che portino il nostro mercato editoriale fuori dalle secche della crisi, che consentano all’Italia di risalire da quell’umiliante 73.o posto nella classifica sulla libertà di stampa. È necessario per questo tornare a discutere, confrontarsi, approfondire, fare laboratorio. Aperto alle migliori esperienze e professionalità, con una proiezione internazionale e l’ambizione di costruire uno “sportello delle idee”, che affianchi lo “sportello dei diritti”. Serve un approccio che smantelli qualunque tentazione conservatrice. Anche degli attuali assetti sclerotizzati in componenti non più attuali. È indispensabile andare oltre. Ritrovarsi intorno a progetti e proposte concrete da offrire alle giornaliste e ai giornalisti per aprire le porte alle nuove generazioni, troppo spesso ai margini del mercato del lavoro, e quindi anche ad un rinnovato impegno sindacale. Progetti e proposte da offrire, più in generale, ai cittadini, con una impronta chiara, caratterizzata da capacità di innovazione e coraggio riformatore. Questo è ciò che vogliamo costruire a Fiuggi, il 10 e 11 giugno. Un appuntamento aperto. Ma con un obiettivo preciso: mettere insieme tutte le forze riformatrici che vogliono costruire il futuro. 



Domenico Affinito, Monica Andolfatto,  Umberto Avallone, Serena Bersani,  Enrica Cefaratti, Ezio Cerasi, Rocco Cerone, Nicola Chiarini, Alessandra Costante, Anna Del Freo, Caterina Fogliaroli, Paolo Francesconi, Benoit Girod, Ottavio Lucarelli, Alessandra Mancuso, Bepi Martellotta, Mimmo Mazza,  Carla Monaco, Mattia Motta, Carlo Muscatello, Marco Patricelli, Patrizia Pennella, Paolo Perucchini,  Edmondo Rho, Giovanni Rossi jr, Giorgio Santelli, Daniela Scano, Paolo Serventi Longhi, Gianfranco Summo, Celestino Tabasso, Stefano Tallia,  Giulio Todescan,  Vincenzo Varagona, Carlo Verna, Lucia Visca, Stefan Wallisch, Massimo Zennaro (www.assostaampafvg.it)



 



 



 






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