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Possibile sconfiggere l’economia illegale con due misure: l’ABOLIZIONE DEL CONTANTE CARTACEO E i PAGAMENTI SOLO ELETTRONICI DAI 5 EURO IN SU. Resterebbe solo il contante metallico per i pagamenti più modesti (caffè, giornali, piccole elemosine, ecc.).

di Gianfranco Avella
Procuratore Generale aggiunto on. della Corte di Cassazione


Voglio esprimere  un pensiero che mi preme dentro, anche se può essere inesatto, correggibile e, naturalmente criticabile.  Perché dobbiamo aver paura della trasparenza? Il debito pubblico cresce, cresce inesorabilmente. Non si può pensare di affrontare il problema con un ennesimo attacco alle pensioni.  La questione è un’altra: il nostro Paese non può continuare a vivere con un’economia in nero di enormi dimensioni, diffuse condotte illegali, di ogni tipo, - fra le quali primeggiano l’evasione fiscale e la corruzione  - e attività criminali di vastissime proporzioni.  Si possono affrontare questi importanti problemi anche recuperando e mettendo a punto una idea già espressa dalla giornalista Gabanelli: ABOLIZIONE DEL CONTANTE CARTACEO E PAGAMENTI SOLO ELETTRONICI DAI 5 EURO IN SU. Resterebbe solo il contante metallico per i pagamenti più modesti (caffè, giornali, piccole elemosine, ecc.). Con questa misura tutti i pagamenti e i versamenti sarebbero tracciati: molto più difficile commettere rapine per impossessarsi di contante (che non c’è), molto più complicato pagare occultamente i fornitori di droga, più difficile corrompere e venire corrotti, certamente meno agevole sfuggire al fisco, problematiche le transazioni criminali di ogni genere. Certo non tutto di punto in bianco: il nuovo sistema dovrebbe essere adeguatamente preannunciato e portato in essere gradualmente, ma inesorabilmente,  nel termine di 5 anni (anche per dare la possibilità chi lo voglia, mi riferisco soprattutto all’economia in nero,  di rientrare nella legalità). In questo modo, con un qualche sacrificio in termine di privacy ma con un grande acquisto in termini di trasparenza e di recupero della legalità, il sistema-Italia conoscerebbe le entrate effettive di ciascuno con la possibilità di procedere ad una tassazione realmente distribuita ed equa, di spartire fra tutti il costo dei servizi pubblici e di affrontare con ben altra forza il problema delle povertà e delle disuguaglianze: lo stesso sviluppo del sistema economico riceverebbe un grande impulso dal riacquisto di legalità da parte del Paese e sul piano individuale ciascuno, fruendo delle opportunità offerte da tale riacquisto, potrebbe realizzarsi al meglio, raggiungendo con maggiore facilità quegli obbiettivi che gli consentono le proprie capacità.


Penso che nessuno - salvo chi abbia qualcosa (o molto?) da nascondere - debba essere contrario a questa trasparenza. Se invece i contrari sono una moltitudine, o magari la maggioranza, allora smettiamo di credere in una Italia migliore ed di invocare nuove riforme, che sono solo palliativi. Senza una cura veramente drastica, che faccia pulizia nei nostri angoli (o meglio nelle nostre stanze, quando non piazze) sporchi/e, il Paese non si salva.


E nel ritenere che ciascuno debba dare secondo le sue (vere) possibilità, in una cornice di legalità, non siamo nel contesto di un pensiero socialista, ma nell’ambito del pensiero realmente liberale: che però si invera e non resta pura declamazione.



 






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