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CORRIERE DELLA SERA. Dopo l’accordo siglato al Ministero del Lavoro venti redattori sulla strada del prepensionamento (entro l’ottobre del 2015). Erano originariamente 37, ma 17 giornalisti sono già in pensione (ex art. 33 Cnlg) o si sono dimessi. I prepensionamenti possono essere imposti svela Daria Gorodisky ed è bufera in via Solferino. Slitta di 24 ore l'assemblea di redazione. - IN ALLEGATO gli accordi 18 aprile, 25 luglio e 2 ottobre 2013 - IN CODA la nota critica di Daria Gorodisky.


Milano, 29 ottobre 2014. Venti giornalisti del Corriere della Sera hanno imboccato la strada del prepensionamento (procedura che dovrà concludersi entro l’ottobre del 2015) dopo l’accordo siglato ieri al Ministero del Lavoro, presenti l’azienda e le rappresentanze sindacali (Cdr, Lombarda ed Fnsi). Gli esuberi originariamente erano  37, ma 17 redattori hanno già abbandonato via Solferino. Di questo accordo (pubblichiamo il testo in coda) il Cdr ha fatto una sintesi, che proponiamo ai nostri lettori in forma integrale:


1) Lo stato di crisi al Corriere è iniziato un anno fa. Visto che dura  da due anni siamo esattamente a metà del guado


2) In tutto l'accordo azienda-cdr dell'aprile 2013 prevede 37 uscite a qualunque titolo (dimissioni, pensione, prepensionamento). Visto che dall'inizio dello stato di crisi a oggi sono usciti 17 colleghi con pensione (art.33 del Contratto nazionale) e dimissioni, l'accordo di ieri porta il numero di 20 uscite mancanti da qui a fine ottobre del prossimo anno. Abbiamo quindi a disposizione fondi pubblici per 20 prepensionamenti ma si tratta di un numero massimo. Visto che saranno conteggiate anche le uscite con pensionamento e dimissioni, è molto probabile che alla fine i prepensionamenti siano meno di 20.


3) Finora lo stato di crisi è stato "tenuto vivo" in attesa dei fondi per i prepensionamenti tramite la cassa a rotazione. Un giorno a testa partendo dai colleghi con l'età più elevata. Da oggi la cassa a rotazione si blocca. Faranno un brevissimo e indispensabile passaggio per la cassa integrazione  SOLO ED ESCLUSIVAMENTE  i colleghi che SU BASE VOLONTARIA  troveranno un accordo con l'azienda per uscire con il prepensionamento. Il riferimento che trovate nel testo alla "organizzazione del lavoro" è stato concertato con Ministero ed Fnsi al fine di ricondurre la materia  della gestione delle esuberi ai nostri accordi e quindi alla vigilanza del Cdr che da contratto nazionale (art.34) può intervenire sull'organizzazione del lavoro.


4) Nell'accordo si parla di 15 uscite a Milano e 5 a Roma. E' stato necessario mettere questa specifica per esplicita richiesta del Ministero. Si tratta di un rapporto indicativo che sarà  aggiornato in corso d'opera a seconda dell'andamento delle trattative sui prepensionamenti. Per intenderci: non ci sarà per forza una proporzione uno a tre tra i prepensionamenti a Roma e a Milano.


5) Nel testo troverete il rimando all'accordo del 2 ottobre che ancora giuridicamente il nostro stato di crisi a tutti gli  accordi sottoscritti in precedenza da cdr e azienda. Prima fra tutti la volontarietà dei prepensionamenti.



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Ministero  del Lavoro e delle Politihe sociali - Direzione generare della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali – Divisione VII – Roma


                     VERBALE DI ACCORDO


(verbale di modificazione/integrazione dell’accordo ministeriale del 2.10.2013)


Il giorno 28 ottobre 2014, presso il  Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla presenza della dott.ssa  Fabiana Natale, si sono incontrate, formalmente convocate, le Parti interessate alla situazione occupazionale di RCS MEDIAGROUP apa, per l’espletramento della procedura di  esame congiunto ai sensi  dell’art. 2 Dpr 218/00 e per gli effetti  della legge 416/81, al fine della modifica/integrazione del verbale di accordo ministeriale del 2.10.2013.


Sono presenti:     -per la SOCIETÀ, Vito Ribaudo e Antonio D’Antoni;  -per la FIEG, Stefano Scarpino e  Fabrizio Di Rosario; -per il COMITATO DI REDAZIONE, Giuseppe Guastella, Virginia Piccolillo, Ernesto Menicucci, Polo Ligammari e Rita Querzè; -per l’ASSOClAZIONE LOMBARDA GIORNALISTI, Giovanrn Negri; -per la Fnsi, Daniela Stigliano, Luigi Ronsisvalle, Giampaolo Gozzi e Giuseppe Catelli.


PREMESSO CHE


.in data 02.10.13 le Parti sociali interessate alla situazione occupazionale della Società in oggetto sono state convocate presso lo scrivente Ufficio, al fine del recepimento in sede governativa dell’intesa sindacale del 25.07.13, con la quale, in attuazione del "Piano dì riorganizzazione in presenza di crisi” predisposto dall’azienda, , avevano convenuto di gestire i giornalisti dichiarati in esubero attraverso il ricorso alla Cigs anche finalizzata al prepensionamento con riguardo a n.34 unità giornalistiche;


.nel corso del suindicato incontro, stante la indisponibilità a quella data di posizioni di prepensionamento dei giornalisti, le Parti convenivano sull'esigenza di attivare. comunque, da subito il Piano di riorganizzazione aziendale per dar corso agli investimenti e agli altri interventi previsti.


Le Parti concordavano, altresì, con riguardo agli esuberi - ridottisi nel frattempo a n. 31 unità lavorative - il ricorso al trattamento di Cigs a rotazione sull'intera platea in forza presso le sedi redazioni interessate, per la durata di 24 mesi, a decorrere dal 01.11 J 3, e presentando contestualmente istanza di modifica/integrazione dell'accordo, al fine di attivare n. 31 posizioni di prepensionamento, non appena fossero comunicate al Ministero ulteriori capienze da parte dell'Istituto di previdenza:


.nel corso del presente incontro - convocato con nota prot. 19927 del 16. lO .14 - la Società ha dichiarato che, a seguito di dimissioni nel frattempo intervenute, il numero degli esuberi prepensionabili si è ridotto complessivamente a nr. 20 unità giornalistiche.


CONSIDERATA


la nota INPGI del 15.09.14 prot. n. 256 relativa al "Rifinanziamento dell'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata per i giornalisti", con la quale l'Istituto previdenziale ha comunicato che - a seguito dell'art. l-bis del D.L. n. 90/2014, convertito con modificazioni dall'art.l. co.l  della legge 114/14, che ha autorizzato per l'anno 2014 la spesa di ulteriori 3 milioni di euro per i prepensionamenti –lo scrivente Ministero potrà decretare ulteriori n. 80 casi.


VISTO


l'art. l-bis del D.L n. 90/2014. convertito con modificazioni dall'art.l , co.1 della legge 114/14, il quale prevede al comma 2 che "i trattamenti di vecchiaia anticipata di cui all’art. 37, comma l, lettera b), della legge 5 agosto 1981, 11. 416 ss.mm.ii, finanziati ai sensi del presente articolo sono erogati in favore di giornalisti dipendenti da aziende che hanno presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali piani di ristrutturazione o riorganizzazione (. .. ) a condizione che prevedano, anche mediante integrazione dei piani (. . .) già presentati, la contestuale assunzione di personale giornalistico in possesso di competenze professionale coerenti con la realizzazione dei programmi di rilancio e sviluppo aziendale, nel rapporto minimo di un'assunzione a tempo indeterminato ogni tre prepensionamenti. ( ... )".



           TUTTO CIO' PREMESSO, VISTO E CONSIDERATO,


1.le Parti raggiungono il seguente accordo, di cui quanto premesso costituisce parte integrante.


Le Parti concordano che, a modifica/integrazione del verbale ministeriale di accordo del 02.1 0.13, la Società presenterà istanza alla Div. IV della Direzione generale degli ammortizzatori sociali ed i.o. - ai sensi degli artt. 35 e 37, 1 CO. letto b), Legge 416/81 ss.mm.ii, - alfine dì attivare le posizioni di prepensionamento per complessivi n. 20 giornalisti, di cui n. 15 della sede di Milano e n. 05 della sede di Roma.


2.   I giornalisti, nel numero massimo suindicato, saranno sospesi in Cigs a zero ore senza rotazione, all'atto della maturazione dei requisiti per il prepensionamento, secondo le gradualità rispondenti alle esigenze della organizzazione del lavoro.


3.   Con riferimento ai citati n. 20 prepensionamenti, l'assunzione di ciascun nuovo giornalista - ai sensi del comma 2, del citato art. l-bis - dovrà realizzarsi all'atto del perfezionamento del terzo prepensionamento. A tal fine saranno considerate valide anche le assunzioni effettuate successivamente alla sottoscrizione del verbale di accordo governativo e precedentemente al Decreto di autorizzazione della Direzione generale ammortizzatori sociali e i.o., qualora tali assunzioni siano collegate al Piano aziendale presentato. L'INPGI effettuerà il monitoraggio relativo all'obbligo di assunzione da parte della Società e darà tempestiva comunicazione ai competenti Uffici dello scrivente Ministero delle eventuali risultanze negative dell'adempimento di tale obbligo. La mancata assunzione comporterà la revoca dei tre prepensionamenti alla stessa collegati.


4.   Per quanto non espressamente previsto ed in quanto non incompatibile con il presente verbale, le Parti si rimandano all'accordo ministeriale del 02.10.l3.


Letto, confermato e sottoscritto



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Daria Gorodisky  attacca: “Con questo accordo addio volontarietà del prepensionamento  e tutele”. Il CdR rinvia a domani venerdì l’assemblea. Sconcerto in redazione.



di Daria Gorodisky*



30.10.2014 - Dall’accordo che il Cdr ha firmato martedì al Ministero del Lavoro è sparita la volontarietà del prepensionamento. Cioè, è sparita quella reale: quella formale e fittizia resta, perché per legge il prepensionamento è sempre un atto volontario, essendo una richiesta che il singolo deve avanzare di propria mano per potervi accedere.



La volontarietà vera era garantita da un accordo interno (del 18 aprile 2013) nel quale si stabiliva che la cigs sarebbe stata usata soltanto per i giornalisti che avrebbero manifestato l’intenzione di accedere al prepensionamento. Questo significava che l’azienda non poteva mettere un collega davanti alla “scelta”: o vai in prepensionamento, oppure ti metto in cassa integrazione.



Purtroppo adesso questa tutela non c’è più, perché:



-    l’accordo di martedì è ufficialmente un “verbale di modifica/integrazione dell’accordo del 2013”; perciò, i richiami (uno in premessa e uno alla fine) a accordi vecchi valgono soltanto per le parti che non sono state modificate dal nuovo accordo (come infatti è specificato nel punto 4);



-    la modifica di martedì stabilisce al punto 2 che “I giornalisti, nel numero massimo suindicato, saranno sospesi in Cigs a zero ore senza rotazione all’atto della maturazione dei requisiti per il prepensionamento, secondo le gradualità rispondenti alle esigenze dell’organizzazione Dunque, appena “maturati” 58 anni di età e 18 di contributi, un collega può essere messo in cigs: di fatto costretto ad andare in prepensionamento (a meno che non scelga la cigs a 900 euro al mese). Addio volontarietà. E dunque addio anche possibilità di trattare alcunché.



-    qualcuno parla di “garanzie” contenute nel punto 4: che rimanda sì all’accordo ministeriale del 2013. Non è così: il rinvio a carte precedentemente firmate vale soltanto (così è scritto) “per quanto non espressamente previsto e non incompatibile con il nuovo verbale”. E il nuovo verbale prevede espressamente, appunto, che l’azienda possa mettere un collega in cigs allo scattare “della maturazione dei requisiti”;



-    non è neppure stato definito alcun criterio di tutela nell’individuazione dei colleghi da mandare via. La direzione, con assoluta discrezionalità,  potrà scegliere “tu vai, tu resti” come vorrà; a maggior ragione forte della dicitura sempre al punto 2 “secondo le gradualità rispondenti alle esigenze dell’organizzazione del lavoro”. E il cdr – come da articolo 34 del contratto - non ha alcun potere di intervenire nell’organizzazione del lavoro, può soltanto esprimere pareri non vincolanti e formulare proposte. Il direttore, invece, ha sull’organizzazione del lavoro “competenza specifica ed esclusiva” (articolo 6).



-    per fermare la cassa integrazione a rotazione sarebbe bastato indicarlo, senza bisogno di aggiungere altro, ancor meno quanto contenuto nel punto 2. 



-    Anche sui numeri la situazione è aggravata dal fatto che, con le modifiche di martedì scorso, l’azienda dispone di 20 prepensionamenti “puri”: perché anche su questo la modifica annulla e sostituisce quanto pattuito in accordi precedenti. L’azienda perciò potrà avviare 20 prepensionamenti anche OLTRE le eventuali uscite a qualunque altro titolo.      



Se queste affermazioni fossero infondate, cdr e azienda non avrebbero avuto difficoltà a firmare un’interpretazione autentica congiunta sulla validità degli accordi interni che contenevano le vere garanzie su volontarietà e numeri, quello del 18 aprile 2013 e quello del 25 luglio 2013. Risulta, invece, che l’azienda si sia appena rifiutata di firmare questo impegno: “non possiamo”, “non serve”, “non si preoccupi…”. 



E’ ovvio che le rassicurazioni verbali di chicchessia non costituiscono tutela; neppure quelle della Fnsi (basti pensare agli ultimi due contratti nazionali che ci hanno regalato). E purtroppo neppure le buone intenzioni e le spiegazioni contenute nella nota di ieri del cdr possono tradursi in un antidoto legale a quanto sottoscritto. Un esempio? Eccolo:



Il 29 luglio 2013, un bollettino del cdr ci informava sulla cassa integrazione a rotazione affermando: “Abbiamo calcolato, chiedendo conferma anche alla Fnsi, che il danno per ogni giornalista sarà di circa 30 euro lordi (in due anni), qualunque sia il suo reddito e la sua anzianità”. Ma sappiamo bene quanto cara sia costata realmente quella giornata! Quando ho visto la mia trattenuta, ho citato all’azienda il bollettino del cdr e questa è stata la risposta che ho ricevuto il 9 agosto: “Non c’è violazione di quanto garantito dal cdr con comunicazioni unilaterali rilasciate dal cdr stesso il 29 luglio 2013 o prima o dopo. Non sono tenuto a smentire dichiarazioni che non fanno parte degli accordi e che non ricevo nemmeno dal sindacato stesso”.



Non fa una piega: valgono soltanto gli accordi scritti e sottoscritti. Tutto il resto è nulla.



*redattrice della sede romana del Corriere della Sera  



 



 


 


 


 


 


 


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