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DELITTO TOBAGI
Tribunale di Monza

L'audizione del gen.
Nicolò Bozzo
e del brig. Dario Covolo

TRIBUNALE DI MONZA


SEZIONE MONOCRATICA


Dott.ssa Maupoil Giudice


VERBALE DI UDIENZA REDATTO DA FONOREGISTRAZIONE


PAGINE VERBALE: n. 49


PROCEDIMENTO PENALE N. 1205/06 R.G.


A CARICO DI: MAGOSSO RENZO + 1


UDIENZA DEL 11 Luglio 2007


Esito: Rinvio al 20 Settembre 2007


Consorzio Astrea - Lutech


Numero verde: 800.177.171


Mail: cgs@mdg.lutech.it


1205/06 - 11 Luglio 2007 Redatto da Società Cooperativa Athena 2


INDICE ANALITICO PROGRESSIVO


Teste NICOLO’ BOZZO...............................................................................................................................


Difesa, Avv. Biancolella ..............................................................................................................................


COVOLO DARIO........................................................................................................................................


Giudice......................................................................................................................................................13


Difesa, Avv. Biancolella ............................................................................................................................


Pubblico Ministero ............................................................................................................................


Difesa di Parte Civile, Avv. Pellicciotta .....................................................................................................


Consorzio Astrea - Lutech


Numero verde: 800.177.171


Mail: cgs@mdg.lutech.it


1205/06 - 11 Luglio 2007 Redatto da Società Cooperativa Athena 3


TRIBUNALE DI MONZA - SEZIONE MONOCRATICA


Procedimento penale n. 1205/06 Udienza del 11 Luglio 2007


Dott.ssa Maupoil Giudice


Dott. Pepè Pubblico Ministero


Collaboratore Athena Ausiliario tecnico


PROCEDIMENTO A CARICO DI – MAGOSSO RENZO + 1 -


Viene chiamato a deporre il


Teste NICOLO’ BOZZO


Difesa, Avv. Biancolella


G: Lei sempre... buongiorno, è sempre sotto giuramento.


L’avvocato deve farle delle altre domande, penso su


delle dichiarazioni...


AVV: Sì, c’era il problema un po’ di com’era strutturata la


Divisione Antiterrorismo, chi si occupava di riferire al


Generale Della Chiesa com’era la struttura, se in


particolare Lei ha trovato eventualmente dei documenti,


stiamo parlando ovviamente relativi un po’ alla


problematica di Tobagi, non in generale di tutti i...


Se ha trovato dei documenti che ci aiutino magari a


capire un po’ qual era la sua struttura, quali erano i


suoi compiti, se Lei si è occupato direttamente, se ha


riferito al Generale, se faceva da coordinamento.


G: (inc)


AVV: Se ha dei documenti appunto.


DICH: Dunque...- pronto?


G: Sì, sì.


AVV: Sì, sì.


DICH: Siamo nel 1980, Generale Della Chiesa, Comandante


della Divisione, dal 31 gennaio dell’anno precedente.


Quindi quando succede il fatto Tobagi, a maggio, la


struttura Antiterrorismo della Divisione Pastrengo di


Milano, era costituita da un ufficio Criminalità, che


dirigevo io, e che aveva il compito di, non di comandare


ma di coordinare l’attività delle quattro Sezioni


Anticrimine operanti nel territorio divisionale, cioè


quella di Milano, di Torino, di Genova e di Padova.


Però mentre... ciò che riguarda le Sezioni di Torino,


Genova e Padova, e avevano una certa non dico autorità


ma avevano una maggiore presenza e una disponibilità,


soprattutto da parte dell’Arma locale, delle tre... di


quei tre centri, su Milano avevamo delle difficoltà. Ma


difficoltà perché? Perché era in corso un... c’era un


provvedimento disciplinare in corso. Provvedimento


disciplinare che riguardava il sottoscritto e gli


ufficiali della Sezione Speciale Anticrimine di Milano.


Cioè il Maggiore Bonaventura, Capitano Ruffino e il


Capitano Arlati. Un provvedimento disciplinare che


risaliva addirittura al 1° ottobre del 1978 e quindi era


già vecchio di un anno e mezzo. Con questo provvedimento


disciplinare...


G: Procedimento, diciamo, non c’era ancora la decisione. Era


già un provvedimento definito?


DICH: No, era in corso.


G: Un procedimento quindi.


DICH: Questo procedimento, e il titolo era questo, di


colpevolezza: mancanza contro la lealtà. Da parte


soprattutto del sottoscritto e dei tre ufficiali della


Sezione Speciale Anticrimine di Milano. Il rapporto era


stato firmato dal Colonnello Rocco Mazzei, all’epoca


della Legione Carabinieri, indirizzato al Comando


Brigata Generale Ferrari, e baipassando la Divisione


dell’epoca, quella del ’78, è stato inoltrato al Comando


Generale. Il Comando Generale non aveva ancora assunto


delle decisioni.


AVV: Ma cosa riguardava in sintesi, poi andiamo avanti però,


cosa riguardava in sintesi (inc)


DICH: Riguardava il nostro comportamento nei confronti


dell’Arma locale, dell’Arma provinciale di Milano e


della Legione.


AVV: Ma perché, qual era il fatto?


DICH: Il fatto è questo, che dell’operazione clamorosa, come


risultati del 1° ottobre ’78 noi non avevamo dato


notizia dell’andamento delle indagini alle Autorità


locali. Cioè al Comandante Provinciale, al Comandante di


Legione.


AVV: Ma cos’è questa operazione del ’78 che...


DICH: ’78 siamo intervenuti in alcuni covi delle Brigate


Rosse...


AVV: Cos’è Monte Nevoso, no?


DICH: ...a Milano, e in particolare via Monte Nevoso.


AVV: Ecco, parlando adesso, entrando un po’ nel merito del


discorso Tobagi, se ha qualche cosa che dimostri che


Lei si è occupato, com’era struttura, se ha trovato dei


documenti, qualcosa?


DICH: Dunque, io all’epoca ovviamente, come ho già detto poco


fa, avevo dei limitati rapporti con l’Antiterrorismo di


Milano; proprio per questo motivo e anzi, il Generale


Della Chiesa era al corrente, a sua volta era stato


invitato a non interferire in questa inchiesta


disciplinare, che era condotta a Milano dal Generale


Ferrari, e quindi praticamente io per ciò che riguarda


Milano svolgevo un’attività sicuramente inferiore a


quella che svolgeva Torino, Genova e anche nel Veneto.


Ciò è dimostrato dal fatto che...


AVV: Generale scusi ha trovato qualche... abbiamo capito, ha


trovato qualche documento...


DICH: Sì.


AVV: ...ha trovato qualcosa (inc)


DICH: Io ho trovato copia...


AVV: ...non è un problema.


DICH: Trovato copia delle relazioni che io mensilmente


indirizzavo al Comandante... al Generale Della Chiesa,


copia delle relazioni, queste sì. Tanto...


AVV: Ma sono relative all’omicidio Tobagi?


DICH: Si parla anche dell’omicidio...


AVV: E possiamo eventualmente averne visione, valutare se


possono essere interessanti ai fini di (inc)


DICH: Che cosa risulta? Risulta che l’indagine...


G: Cioè relazioni redatte da Lei.


DICH: Le ho fatte io.


G: Redatte da Lei al...


DICH: Sulla scorta delle relazioni che facevano le quattro


Sezioni. Io le riepilogavo e poi le mettevo


all’approvazione del Generale Della Chiesa. Queste


relazioni... queste relazioni, da queste relazioni cosa


risulta? Risulta che effettivamente la questione Tobagi


già da giugno era una questione ormai chiara. Difatti


che cosa dico io come proposte? “Sezione Speciale


Anticrimine di Milano. Proposte: rivolgere l’attività


investigativa del reparto all’individuazione dei


componenti delle basi della sedicente Brigata 28 marzo –


tra parentesi: omicidio Tobagi” – già davamo... io davo


per scontato.


G: Questo quando?


DICH: A giugno...


G: A giugno quando?


DICH: ’80.


G: Sì, no ma che giorno?


DICH: Dunque... la relazione riguardava fatti... i fatti al 30


giugno, 30 giugno e quindi... E difatti mentre invece è


più diffusa per ciò che riguarda le altre Sezioni che


avevano sicuramente problemi inferiori come importanza.


A parte Genova, perché Genova aveva già avuto... In quel


di luglio, sempre riguardando la questione di Milano,


le proposte sono queste, alla fine di luglio: “La pista


Barbone, pur non avendo fatto registrare nel periodo in


esame novità di rilievo, è indubbiamente quella più


suscettibile di futuri positivi sviluppi relativamente


all’omicidio Tobagi. È necessario però pazientare e


saper attendere che i nostri personaggi già tutti


individuati e sotto controllo, sempre più numerosi...” -


perché ovviamente venivano fuori sempre numerosi –


“...commettano un qualsiasi errore. Nel frattempo si


potrebbe prendere in esame l’attività di qualche


personaggio implicato in passato in attività eversive.”


– Tutto qua per ciò che riguarda... è una cosa scontata.


G: E poi?


DICH: Su questa relazione, su questa relazione che si conclude


con un bilancio di tutta l’attività svolta nei primi sei


mesi... nei primi sei mesi dell’80, il Generale Della


Chiesa mi fa un elogio: “Bravo” – mi dice – “Bravo, ma


stimolare Genova, Torino e Padova, non Milano”


G: Ho capito.


DICH: Perché Milano non dovevamo andare oltre un certo


limite...


G: Ho capito.


DICH: ...di controllo in quanto c’era la questione. La


questione disciplinare si è risolta... si è risolta


sette anni dopo, a seguito...


AVV: Ci sono altri documenti? Solo queste relazioni?


G: Due relazioni sono. Una...


DICH: Sono tre relazioni.


G: Una a fine giugno, una a fine luglio...


AVV: E la terza?


G: E la terza?


DICH: La terza è di fine agosto.


G: Fine agosto, tre mesi... quindi ogni mese faceva queste


relazioni?


DICH: Tutti i mesi.


G: Ho capito.


DICH: Io me le sono...


AVV: Possiamo vederle un attimo...


G: Sì. Sono in copia o sono già...


DICH: No, fotocopie sono.


G: Sono fotocopie?


DICH: Sì, sì. Poi di...


AVV: Giugno non ha nient’altro?


DICH: No, no. No, di giugno ci ho una fotocopia di una


lettera, che la Sezione Anticrimine di Milano, a firma


del Comandante, del Capitano Comandante Umberto


Bonaventura, scrive al Centro Investigazione


Scientifiche Carabinieri di Roma e invia delle copie di


manoscritti... Ah, ecco l’oggetto è Barbone Marco,


quindi già l’11 giugno c’è questa attività di contorno,


da questa appare che ormai la persona, il colpevole è


Barbone Marco. Si tratta solamente di raccogliere altre


prove, in particolare se ci sono affinità di scritture


con dei documenti reperiti, 11 giugno.


G: Quindi questa lettera cos’è, un’accompagnatoria di


documenti?


DICH: Sì. Si mandano dei documenti a questo Centro di


Investigazioni Scientifiche, perchè faccia...


G: Per vedere le scritture.


DICH: Le perizie...


G: Ah, sulla grafia, ho capito.


DICH: Calligrafiche.


AVV: Che data è?


DICH: 11 giugno 1980.


AVV: Di questi documenti possiamo acquisirne copia?


DICH: Qualcuno si potrà chiedere: ma come ha avuto questa


documentazione? Perché non è indirizzata a me. Dal


Capitano Bonaventura, perché ogni qualvolta mi


chiamavano, in Tribunale eccetera, dato che io conoscevo


solo parzialmente l’andamento delle indagini a Milano


solo, non delle altre parti, e allora... allora mi


inviava delle fotocopie, mi faceva degli appunti l’amico


Bonaventura.


G: Gliele mandava.


DICH: Eh?


G: Gliele dava...


DICH: Me le mandava. Tenga presente che io ho sempre avuto la


massima fiducia del Capitano Bonaventura. Io fino al


1988/89 ho sempre avuto la massima fiducia...


AVV: Mi scusi... no, no, anche quella se cortesemente...


Scusi, un’ultima domanda, ma quindi a Milano allora, in


coordinamento a chi rispondevano questi soggetti, chi


aveva il coordinamento dell’antiterrorismo?


DICH: Ah, beh loro avevano una scala gerarchica, che era


costituita dal Comandante del Nucleo Operativo, poi dal


Comandante del Reparto Operativo, il Comandante del


gruppo.


AVV: I nomi se li ricorda? E poi abbiamo finito.


DICH: Eh...


AVV: Va beh, non fa niente Generale, per me va...


DICH: Non so, forse il Comandante provinciale era il Tenente


Colonnello Pannella, però non... Pannella forse, sì.


AVV: Va beh, ma queste sono fotocopie, le possiamo tenere o


dobbiamo fare le fotocopie?


G: Eh, appunto volevo chiedere anch’io.


DICH: Ma se si potesse fare delle fotocopie perché le vorrei


conservare io eh?


G: Le altre Parti le hanno visto? Il Pubblico Ministero adesso


è uscito un attimo. Comunque penso che non avrà nessun


problema. Facciamo delle fotocopie anche di questo sì.


Sono importanti.


(ndt., intervento svolto lontano dal microfono)


DICH: Sì, aspetto.


AVV: Va beh, no, nel frattempo continuiamo Generale, salvo che


gli altri non abbiamo delle domande ovviamente...


G: Sì. Ci sono altre doman... Aspetti un attimo che c’è il...


Esaurite le domande, il teste viene congedato.


* * * * * *


Viene chiamato a deporre


COVOLO DARIO


Giudice


G: Questo testimone noi lo abbiamo fatto venire con il


Difensore, Lei mi pare se non sbaglio è stato indagato


per questo procedimento e poi...


DICH: Rinviato a giudizio.


G: Rinviato a giudizio, quindi Lei può anche non rispondere


alle domande che le vengono fatte.


DICH: Certo.


G: Quindi può scegliere come fare, comunque assistito dal


Difensore. Se anche non risponde il procedimento andrà


avanti.


DICH: Perfetto.


G: Quindi veda Lei come...


DICH: Beh, dipende dalle domande che mi verranno poste.


G: Al limite risponderà a singole domande.


DICH: Certo.


G: Allora... (inc) le generalità. Allora, Lei è?


DICH: Dario Covolo.


G: Nato?


DICH: A Thiene, Th.


G: Thiene, sì. Provincia Trento?


DICH: Vicenza.


G: Vicenza. Il?


DICH: 12.1.52.


G: Residente?


DICH: A Tenerife, Isole Canarie.


G: Come si scrive, poi Canarie...


DICH: Isole Canarie.


G: Isole Canarie. È lo Stato.


DICH: Sì, sono delle isole che appartengono alla Spagna.


G: Va bene.


DICH: Appartado...


G: O mamma!


DICH: Lo scrivo io?


G: Sì, tanto qui è tutto provvisorio, poi lo ricopiamo. – Va


bene, così poi il cancelliere lo copia. Va bene, Lei è


testimone, cioè testimone, è stato chiamato dalla Difesa


degli imputati. Sa di cosa si tratta penso.


DICH: Sì, sì so tutto.


G: E quindi deve rispondere innanzitutto alle domande


dell’avvocato...


(?): Giudice mi scusi l’avviso sulle dichiarazioni che


riguardano la responsabilità di altri?


G: Ah, sì se viene a rispondere su fatti o circostanze che


riguardano altre persone, cioè sostanzialmente accusando


altre persone di reati, su questa parte però è tenuto a


dire la verità. Quindi Lei può difendersi come crede,


nel senso che comunque anche questa posizione


particolare che è anche imputato...


DICH: Perfetto.


G: ...(inc), però su altre persone è tenuto a dire la verità.


DICH: Certo.


G: Capito? Va bene. – Prego. Quindi è stato ammonito di tutto


quanto, (inc), abbiamo scritto? Con l’avvocato Scuto,


queste sono le generalità. – Prego.


Difesa, Avv. Biancolella


AVV: Buongiorno. Sono l’Avvocato Biancolella e sono il


difensore di Renzo Magosso. Brevemente, anche perchè la


parte che più ci interessa è quella relativa alle


indagini, che poi dopo sono state svolte in relazione a


F.C.C. e ai vari confidenti se ne aveva o meno, quale è


stato il suo iter all’interno dell’Arma e di che cosa si


è occupato.


DICH: Dunque io mi sono arruolato come allievo sottoufficiale.


Venni trasferito a Torino Nucleo Radio Mobile, dopodiché


avendo fatto un corso di specializzazione come Polizia


di Frontiera, venni inviato in un posto fisso a


Domodossola, dopodiché venni chiamato alla Sezione


Anticrimine di Milano.


AVV: Da chi era composta, come Comandanti, come struttura, e


di che cosa si occupava?


DICH: Quando arrivai a Milano c’era...


G: Intanto che anni siamo quando è arrivato Lei a Milano?


DICH: Penso...


G: Più o meno.


DICH: ...agosto ’78 mi sembra.


G: Va bene. E poi?


DICH: Dunque, nella Sezione c’era il Capitano Arlati che era


il Comandante, il Capitano Ruffino, che era ufficiale


anche lui, e poi c’era il Capitano Bonaventura, che però


io non conobbi che era Roma, conobbi solamente molto più


tardi.


AVV: Era a Roma in che senso?


DICH: Era a Roma perché mi dissero, si diceva nella Sezione


che era nell’ufficio direttamente col Generale Della


Chiesa.


AVV: Quindi stiamo parlando nel momento in cui era già stato


creato il Nucleo Antiterrorismo?


DICH: O era stato creato o si stava creando. Forse era già


stato creato. Io comunque arrivai in quel periodo,


arrivai...


AVV: Di che cosa si occupava la sua Sezione?


DICH: Quando arrivai io si occupava soprattutto di terrorismo,


solo di terrorismo.


AVV: Senta, Lei ha avuto possibilità di avere rapporti


confidenziali con qualche appartenente all’area


chiamiamola con un lessico forse inappropriato, delle


versioni di sinistra ed eventualmente di gestire i


rapporti con questo o questi confidenti e se sì come è


nato questo rapporto...


DICH: Dunque, a seguito di perquisizioni effettuate in Varese


il Capitano Arlati mi assegnò la gestione di una fonte


confidenziale che chiamavamo ‘il postino’.


AVV: E il nome se lo ricorda, nome e cognome?


DICH: Non me lo ricordo. Cioè scusi no, lo ricordo Ricciardi


Ro. Era apparso su tutti i giornali.


G: Questo era ‘il postino’.


DICH: Come questo era postino.


AVV: Come nasce questo rapporto, come mai diventa una fonte


confidenziale e soprattutto a che area apparteneva e che


cosa le dice.


DICH: Dunque, apparteneva all’autonomia di Varese, all’FCC,


allora c’era un’infinità si sigle. Questo rapporto


nacque perché ripeto, io in quel periodo svolgevo


accertamenti nella zona di Varese. Effettuammo una


perquisizione nella casa del Ricciardi e il Capitano


Arlati, dopo la perquisizione... non trovammo nulla,


anche se aveva una pistola nascosta, mi disse: “Portami


il Ricciardi a Milano”. Lo portai nell’ufficio della


Sezione. Parlò brevemente con il Capitano Arlati e poi


mi venne assegnato da gestire come fonte confidenziale


perché decise di collaborare.


AVV: Ecco, allora se può parlarci un pochino di questa


collaborazione, che cosa le disse, se le ha fatto fare


delle operazioni. Su questo punto se può essere un po’


esaustivo nei limiti in cui ha ricordo.


DICH: Beh, dunque...


AVV: Un po’ tutte le cose che le ha detto questo Rocco


Ricciardi e se sono state effettuate operazioni sulla


base delle confidenze che fa questo soggetto.


DICH: Dunque, ci fece individuare i diversi appartenenti a


frange eversive.


AVV: Scusi non ho sentito.


DICH: Ci fece individuare diversi appartenenti a frange


eversive. Mi spiego meglio, io andavo con delle


fotografie, con delle fotografie magari... mi ricordo ad


esempio che c’era la fotografia di un ragazzo


inginocchiato che stava sparando in una manifestazione e


lui confermò o ci disse...


AVV: La foto famosa, quella di Milano, (inc)


+DICH: Sì, lui confermò, ci disse che ‘il coniglio’ mi sembra


che quella persona si chiamasse coniglio si trattava


di... ci disse il nome, adesso io non ricordo bene. Poi


ci fece arrestare sei o sette persone a Como che stavano


transitando nelle Brigate Rosse. Ci fece arrestare il


Felice Pietro Guido che era latitante alla Stazione


Centrale. Ci fece pedinare il Serafini Roberto con il


Pezzoni Walter, che poi purtroppo furono oggetto di


conflitto a fuoco.


AVV: Non ho capito. “Ci fece”?


G: Pedinare.


DICH: Pedinare, cioè ci fece agganciare il Serafini Roberto e


il Pezzoni Walter. E poi... e poi mi diede la notizia


del discorso Tobagi.


AVV: Senta...


DICH: E poi non ricordo, adesso in questo momento non ricordo


se...


AVV: Ma lui militava... innanzitutto vorrei capire i motivi,


se glieli ha detti, della sua volontà di collaborazione


e poi se queste confidenze si fondavano su dei ricordi o


se aveva ancora rapporti con questi soggetti delle (inc)


DICH: Ma vede Avvocato in quel periodo era molto difficile


trovare ed era molto difficile avere confidenti


nell’ambito del terrorismo. O per lo meno la Sezione di


Milano ne aveva molto pochi, forse era solo ‘il


postino’. Quindi ‘il postino’ diceva: “Dovrebbe, si


dovrebbe fare, potrebbe accadere” – non diceva mai con


precisione determinati fatti, però ha dato e dava delle


notizie importanti. Cioè fece recuperare anche armi, che


mi sono dimenticato prima. Voglio dire, forse, non lo


so, probabilmente era stanco della situazione in cui


viveva, era stanco... io non so il motivo...


AVV: Quindi aveva ancora rapporti, delle notizie recenti...


DICH: Ma sicuramente avvocato, dalle notizie che ci dava


sicuramente aveva ancora rapporti. Non dimentichiamoci


che era una persona che era anche... aveva fatto una


rapina, aveva una pallottola nella schiena e con il


Capitano Arlati ci... non so, cercavamo in qualche modo


di farlo vedere da un medico per farlo operare,


operazione che era molto difficile; quindi era una


persona che era ancora... sicuramente era molto in


contatto con appartenenti.


AVV: A che gruppo apparteneva, per quello che Lei ricorda?


DICH: Guardi, lui era legato a Corrado Alunni, era legato alla


Maria Teresa Azoni, era legato un po’ a tutto


l’autonomia del varesotto. Aveva contatti con la


Belloli, aveva contatti col Serafini, che era già nelle


Brigate Rosse perché per farcelo...


AVV: E se le faccio il nome di Franzetti.


DICH: Certo. Franzetti, Marchettini, la Belloli.


AVV: Ecco, veniamo adesso un po’ alle modalità, prima di


entrare nel rapporto... nella relazione che Lei ha


redatto, sulla quale credo sia già stato anche sentito,


come funzionava il vostro reparto in relazione ai


rapporti o alle relazioni relative a fonti


confidenziali. Quindi sistema operativo. Come venivano


documentate queste cose?


DICH: Dunque, io avevo un contatto con la fonte, che quando


c’era il Capitano Arlati avvenne in un modo e


successivamente avrei dovuto farlo in un altro modo, poi


mi spiegherò meglio. Avevo un incontro con la fonte,


compilavo un appunto, lo facevo vedere ai miei


superiori, il Capitano Arlati soprattutto quando c’era


lui e il Capitano Rufino quando il Capitano Arlati si


congedò, e se c’erano sicuramente... ripeto, siccome ‘il


postino’ diceva: “dovrebbe, potrebbe” – sicuramente in


base a quell’appunto fatto poi si facevano ulteriori


accertamenti. Quali erano gli ulteriori accertamenti?


Che si chiedeva ad esempio al postino: “Ma tu mi hai


detto che... informati maggiormente su questo punto”.


Quindi veniva fatto un appunto, veniva letto e poi


venivano espletati ulteriori accertamenti, non sempre,


quasi sempre.


AVV: Ma venivano redatte una sola copia, più copie, chi le


deteneva?


DICH: Veniva redatta sempre una sola copia, per lo meno io


redavo sempre una copia. Le tenevo io nel mio cassetto.


Ci fu un periodo poi che queste... la Sezione... non


so se in quel periodo c’era altro personale


all’esterno, io mi ricordo che queste relazioni le


mettevo nel cassetto della mia scrivania, però non ero


l’unico ad avere le chiavi di questo cassetto; perché


ogni scrivania c’erano due o tre sottoufficiali. E


quindi...


AVV: Va bene, senta venivamo un attimo un po’ al motivo


diciamo della sua convocazione specifica. Lei ebbe a


redarre, ritengo, lo do come affermativo, un po’ un modo


di formulare la domanda diretta che forse non dovrebbe,


però guadagniamo del tempo signor Giudice...


G: Sì, sì.


AVV: ...se le Parti faranno opposizione. Un appunto, appunto


relativo all’attività della fonte confidenziale ‘il


postino’, in cui le descriveva una serie di avvenimenti


che a sua volta aveva conosciuto, contattando un’altra


persona. Se Lei ricorda chi era la persona che aveva


dato queste informative e in particolare poi si parla


del problema di Tobagi. Quindi se Lei ricorda questo


appunto, se vuole possiamo anche, se il Giudice, le


altre Parti consentono a farglielo rileggere. Se vuole


prima descriverlo e parlarne.


DICH: No, no io questo appunto lo ricordo. Ricordo che lui


ebbe un contatto col Franzetti e fra le varie cose che


raccontò, tipo della Belloli, tipo del Franzetti che mi


sembrava fosse stato fermato, anche se era già


latitante, disse anche...


AVV: Quindi Franzetti chi era allora innanzitutto?


DICH: Era un latitante, un appartenente al gruppo eversivo.


AVV: Ed era latitante.


DICH: Non ricordo la sigla che appartenesse, però era


latitante.


AVV: La Belloli invece?


DICH: La Belloli anche lei mi sembra che fosse latitante. La


Belloli era, se non mi sbaglio amica o la fidanzata o la


convivente del Serafini Roberto. Non lo so. Cioè non lo


so, sì.


AVV: Va bene. Quindi allora entriamo nel merito, che cosa


(inc)


G: Scusi qual è avvocato questo qui, questo punto qui? Qual è,


mi dice?


AVV: E’ quello del... il 15 dicembre del ’79.


G: Sì.


AVV: No, 16.


G: 16...


AVV: 16 dicembre ’79.


DICH: Disse, fra le varie notizie disse che dovevano ammazzare


il giornalista Tobagi e descrisse chiaramente la zona,


via Solari, descrisse la...


(ndt., intervento svolto lontano dal microfono)


G: E’ la solita questione.


(ndt., intervento svolto lontano dal microfono)


G: No, aveva la vostra... la vostra produzione.


(ndt., intervento svolto lontano dal microfono)


G: Abbiamo queste produzioni della Parte Civile così...


DICH: Disse che dovevano ammazzare giornalista Tobagi, fra le


varie notizie che ci sono in quell’appunto.


AVV: Ecco, chi doveva ammazzarlo, cioè o che cosa disse, chi


lo stava organizzando...


DICH: Avvocato ritorniamo al punto di prima, il postino


diceva: “Dovrebbero, avrebbero dovuto fare” – quando


disse dei latitanti di Como, disse: “Si dovrebbero


incontrare” – effettivamente si incontrarono ed


effettivamente... lui non disse chiaramente: “Lo deve


ammazzare Tizio, Caio, Sempronio” – però: “Lo devono


ammazzare”- disse. C’è in quell’appunto ben specificato.


Lui disse mi pare: “E’ un vecchio obiettivo dell’FCC” –


disse: “Il gruppo... il gruppo sta operando” , mi sembra


che ci sia la frase dove lui disse: “il gruppo sta


operando in via Solari, in quella zona lì”


AVV: Va bene senta e a questo punto ricevute queste


informazioni dal postino che cosa fece?


DICH: IO compilai un appunto...


AVV: E poi?


DICH: Lo diedi... cioè lo diedi ai miei superiori.


AVV: A chi?


DICH: Al Capitano Ruffino mi sembra che ci fosse lui in quel


periodo, Capitano Ruffino che era il Comandante.


AVV: Dopodiché Lei dice sulla base di quello che veniva


comunicato venivano eventualmente presentate delle alter


domande o...


DICH: Certo, delle altre...


AVV: Ecco, in particolare per quanto riguarda questa


operazione che stavano operando, che avevano come


obiettivo Walter Tobagi, Lei ebbe ancora modo di


parlarne con ‘il postino’, venne approfondita la


situazione o la situazione si ferma allo stato di questo


appunto?


DICH: Avvocato ma ci sono degli appunti successivi a questo,


dove si fa nome e cognome di quelli che devono


ammazzare. O per lo meno si fa il nome, si dice... mi si


fa nome e si dice: “Guarda che il gruppo che sta


operando dovrebbe essere la Caterina e il suo fidanzato,


il suo convivente, Barbone Marco” – non mi si fanno i


nomi degli altri però quei nomi vengono fatti in


successivi appunti.


AVV: Ecco, mi perdoni allora mi spieghi meglio, dopo questo


primo appunto, che è l’unico che abbiamo, che cosa


succede? Qui dovrebbe essere molto preciso e parlare con


estrema attenzione...


DICH: Succede...


AVV: ...e dettagli.


DICH: ...succede che sicuramente io ho un altro appuntamento


con ‘il postino’, un altro incontro e gli vengono


chieste... e sicura... non sicuramente, sono certo, gli


chiedo ulteriori delucidazioni su questo discorso. E


venne compilato un altro appunto. In seguito a questi


ulteriori incontri che mi viene detto: “Il Tobagi,


guarda che mi sono informato, guarda che ho saputo,


guarda che so” – dovrebbe essere... dovrebbe, non


dovrebbe, è questo, questo e questo. Quindi ci sono


degli altri appunti. Perché tutte le relazioni non si


portano qui e si controllano. Non solo, quando arrivò il


Capitano Bonaventura da Roma, un giorno... o era già a


Milano, prese il plico di tutte le relazioni, le lesse


in una notte, mi sembra che dormiva o abitava nella


caserma dove c’è Radio Mobile e fece un’infinità di


annotazioni a margine degli appunti, per indagini o


accertamenti che erano stati svolti. Non dimentichiamoci


la capacità investigativa del Capitano Bonaventura. Cioè


era una persona che... infatti i documenti, infatti di


queste storie qua, controllava, verificava, analizzava.


AVV: Ecco mi scusi siamo al 13 di dicembre del ’79. ci sono


queste ulteriori indagini tra virgolette


confidenziali...


DICH: Indagini, appuntamenti. Sì.


AVV: chiamiamoli indagini confidenziali (inc), quanto tempo


dopo avvengono se ne ha memoria, ma poi soprattutto


quello che mi interessa sapere che cosa venne fatto.


Cioè Lei a un certo momento riferì ai suoi superiori che


c’è un preciso piano omicidiario. Che cosa venne fatto e


se Lei ne è al corrente.


DICH: Guardi, dopo quelle relazioni, che io consegnai al


Capitano Ruffino, il Capitano Ruffino le lesse, io...


AVV: Stiamo parlando quella col nome o la prima?


DICH: Stiamo parlando quella coi nomi. Lei si riferisce alla


prima?


AVV: No, no, quella con i nomi.


DICH: Poi io non so onestamente cosa venne fatto. Io so che ad


un certo punto ebbi un grosso diverbio con il Capitano


Ruffino quando ammazzarono Tobagi, da solo nel suo


ufficio. Un grosso diverbio ebbi con lui.


G: Sempre per questo proposito?


DICH: Per questa relazione, su questo proposito. Adesso poi


tenga presente un’altra cosa, che in quel periodo caddi


anche un attimino in disgrazia ai miei superiori della


Sezione perché io ero una persona che ero molto legato


al capitano Arlati e quando il Capitano Arlati se ne


andò purtroppo mi trovai un po’ spiazzato. Pensi che


quando c’era il Capitano Arlati io mi incontravo una


volta alla settimana con la fonte confidenziale e


rischiando personalmente, (inc) per questo, e quindi non


mi lamento, andavo io solo agli appuntamenti. Quando il


Capitano Arlati si congedò mi venne detto: “Tu da oggi


in poi non vai più da solo a parlare con il confidente,


devi andare con un’altra persona.“


AVV: Le venne detto da chi?


DICH: Dal Capitano Ruffino. “Perché se per caso ti ammazzano,


se per caso succede qualcosa, devi essere... dobbiamo


stare sicuri” – pensi che a questo sottufficiale, che mi


venne assegnato fra virgolette come scorta, mi misi


d’accordo e gli dissi: “Tu vai al cinema, vai al


ristorante. Alla fonte confidenziale continuo ad andarci


io da solo come ho sempre fatto fino adesso”


AVV: MI scusi possiamo tornare a questa discussione che Lei


ebbe nell’ufficio con il suo superiore dopo l’omicidio


Tobagi, che cosa vi siete detti?


DICH: Io caddi in disgrazia perché... perché di notte oltre a


lavorare, perché ho sempre lavorato e fatto il mio


dovere, il mio lavoro perfettamente, nessuno può dirmi


il contrario, mi piaceva molto andare in giro e


divertirmi. Ebbi non so, in quel periodo ai vertici che


mi comandavano questo discorso non gli andava bene.


Successe quello che successe e mi trasferirono a fare


intercettazioni al Tribunale di Milano.


AVV: ma scusi Lei parlò di questo suo appunto con il... il


motivo del conflitto, perché Lei parlò di questo suo


appunto con il...


DICH: No, il motivo del conflitto secondo me sono due. Il


primo è che io ero legato ad Arlati e in quel periodo


Arlati non c’era più e tutti quelli che eravamo ad


Arlati... allegati ad Arlati ci trattavano un po’ così.


E poi secondo, perché ripeto, forse davo fastidio perché


andavo in giro di notte, forse perché... non lo so, io


non ho mai capito bene il perché. Ripeto, io di punto in


bianco mi sono trovato a fare intercettazioni


telefoniche alla Procura di Milano.


AVV: Siamo nell’epoca successiva all’omicidio Tobagi, giusto?


DICH: Siamo...


AVV: Lei...


DICH: ...siamo prima dell’omicidio Tobagi.


AVV: ah, prima dell’omicidio.


DICH: All’intercettazioni telefoniche siamo prima


dell’omicidio Tobagi.


AVV: Senta, la fonte chi ha continuata a gestirla, ‘il


postino’, le è stata tolta, Lei ha avuto degli ulteriori


contatti, ha saputo qualche cosa, l’ha vista dopo


l’omicidio Tobagi?


DICH: La fonte mi dissero di non contattarla più perché io


continuai a contattarla. La vidi anche dopo l’omicidio


Tobagi e mi disse: “Ma io te l’avevo detto”.


G: E Lei ne riferì a qualcuno di questa cosa?


DICH: Dopo questo incontro ebbi una discussione col capitano


Ruffino.


G: Dopo questo incontro che ha avuto col ‘postino’...


DICH: Certo. Adesso io non ricordo bene perché sono passati


trent’anni, non ricordo bene i termini esatti, il


periodo quale fu, però questi sono i fatti accaduti.


AVV: Senta, dell’iter successivo e cioè del processo dei


memoriali che scrisse Franzetti alla Corte di Appello,


delle dichiarazioni che eventualmente fece, adesso non


mi ricordo se di persona, anche lui con un memoriale ‘il


postino’, sa nulla... che in pratica - chiedo scusa,


sintetizzo la domanda in maniera diretta, però arriviamo


al dunque- sia ‘il postino’, quindi Rocco Ricciardi,


sia Franzetti, in pratica negano di aver dato una


informativa su chi fossero i soggetti fisici che


stavano organizzando questo tipo di attentato a Walter


Tobagi. Cioè le sintetizzo un po’, atti successivi


all’omicidio, atti che emergono dopo la confessione di


Barbone nell’ambito del processo. Per cui sia Rocco


Ricciardi ma soprattutto Franzetti, che poi dovrebbe


essere un po’ la fonte di Rocco Ricciardi, scrivono che


in realtà non avrebbero dato questo tipo di


informazioni. Lei sa qualcosa, può dirci...?


DICH: Io questi documenti li ho visti poco tempo fa, non


sapevo l’esistenza. Però se è così, perché non si fa un


bel confronto con queste persone? Con ‘il postino’, che


venga qui a dire che lui non ha detto queste cose qua.


D’altra parte alla luce di oggi che interesse ci ha ‘il


postino’ a dire: “Sì ho detto determinate cose, ho fatto


determinate cose” – non ha nessun interesse. Però che


vengano qui davanti a me, ne parliamo. Che portino


qui...


G: Quindi la lascia molto stupita questa cosa.


DICH: Come?


G: La lascia stupita?


DICH: Non mi lascia stupita, mi lascia... mi lascia così, cioè


io mi metto nei panni di questa persona, che interesse


ci ha questa persona oggi come oggi a sollevare altri


vespai? È tranquillo, non so dove sarà, sarà tranquillo,


senza problemi. Perché deve venire qui? Però che venga


qui che ne parliamo.


AVV: Ma ha degli elementi per poter affermare o comunque può


riferire degli elementi che possano far capire che


eventualmente ‘il postino’ mentre collaborava con Lei,


continuava a svolgere attività nel gruppo, avere


contatti ed eventualmente a svolgere attività tra


virgolette politica eversiva? Però non opinioni, fatti.


DICH: Fatti io non ne ho. Però avvocato se uno mi dice che


devono ammazzare Tobagi, se uno mi dice che si è


incontrato con un latitante, se uno mi dice che ha visto


la Belloli, se uno mi dice che si devono incontrare a


Como, cioè voglio dire non penso che...


AVV: (inc) di questo incontro di Como, cioè che cosa le


riferisce, scusi questo è un episodio che qui non


risulta...


DICH: Come, vennero... vennero arrestati...


AVV: No, non risulta in questo appunto e quindi non lo


conosciamo...


DICH: Vennero...


AVV: ...spieghi un attimino ‘il postino’ che cosa le disse?


DICH: Vennero arrestate sette, otto persone. ‘il postino’


disse: “Guarda che ci sono degli appartenenti


all’autonomia che si incontrano a Como per discutere il


passaggio alle B.R.”- con il capitano Arlati si


organizzò un servizio. Queste persone qui dovevano


salire su un traghetto, pranzare sul traghetto,


discutere sul traghetto. Poi... era una mattinata che


pioveva, non salirono sul traghetto. Girammo nei vari in


zona, un sottufficiale anziano della Sezione riconobbe


uno di queste persone che erano già clandestine,


attenzione, e disse: “Sono in questo bar” – niente,


entrammo in azione e li arrestammo, sette, otto, sei,


adesso non mi ricordo quanti erano.


AVV: Lei ha riferito anche di un pedinamento che sfociò in un


conflitto a fuoco. Se può specificare un pochino meglio.


DICH: Beh, ‘il postino’ aveva un contatto anche con il


Serafini Roberto.


AVV: Cos’era, B.R. Serafini?


DICH: Era già passato alle B.R. sì. E...


AVV: Scusi, rispetto a questa data del 15, 13 dicembre del ’79


siamo qualche mese prima, qualche settimana prima, un


mese dopo, cioè se ci può collocare all’incirca.


DICH: Io penso che siamo prima. Io penso che siamo prima.


Como sicuramente siamo prima. Serafini forse siamo


dopo. Comunque lui disse che si doveva incontrare, lui


disse, ‘il postino’ disse che si doveva incontrare con


il Serafini. Quindi una persona che si incontra con un


latitante, che è già B.R., penso che... penso che faccia


ancora, se non parte integrante ma sia ancora in


contatto con determinate cose...


AVV: E che cosa succede, quindi le dice che si deve incontrare


con Serafini...


DICH: Succede che agganciamo il...


AVV: Cioè avviene l’incontro? Scusi se lo racconta un po’


bene, non (inc)


DICH: No, no, avviene... avviene l’incontro...


AVV: Tra chi, tra ‘il postino’ e Serafini?


DICH: Fra ‘il postino’ e Serafini. Il Serafini insieme a


un’altra persona, che poi risulta essere il Pezzoli


Walter.


AVV: Anche lui in B.R.?


DICH: Penso di sì. Venne iniziato un pedinamento. ‘il postino’


a un certo punto si sganciò. Continuammo il pedinamento,


io non c’ero, ero... ero in Sezione. Continuarono il


pedinamento e pare che il Serafini si accorse di


qualcosa, estrasse la pistola e scoppiò un conflitto a


fuoco, ma fu ferito anche un pastore tedesco, mi sembra


che c’era gente mentre facevano il pedinamento, e fu


ammazzato il Serafini Roberto e il Pezzoli Walter,


questo...


AVV: Ah, quindi furono uccisi entrambi?


DICH: Sì, questo è una notizia che arrivò da ‘il postino’, non


arrivò dallo spirito santo.


AVV: Quindi la data la possiamo ricondurre...


DICH: Avvocato...


AVV: ...che la morte di Serafini avviene praticamente a


seguito di questo pedinamento no?


DICH: Certo.


AVV: Cioè a me interessa la data e quindi...


DICH: Certo. La data...


AVV: No, no ma è facilmente rinvenibile.


DICH: Sì, è un fatto...


AVV: Per capire se dopo eventualmente questo (inc). Io non ho


altre domande per il momento.


Pubblico Ministero


PM: Signor Covolo mi scusi Lei ha letto l’articolo che ha


scritto Renzo Magosso?


DICH: Certo.


PM: Ha visto che le vengono attribuite delle frasi anche


virgolettate, diciamo attribuite a Lei?


DICH: Sì.


PM: E quindi la mia prima domanda, Lei riconosce queste frasi


come proprie insomma?


DICH: Sì.


PM: In generale quelle... ci sono alcune frasi che non le


vengono...


DICH: Sì, sì ho letto, ho letto, sì.


PM: Eh?


DICH: Sì.


PM: Ecco. Parliamo della informativa che noi abbiamo...


DICH: Sì.


PM: ...13 o 15 dicembre ’79. in questa informativa Lei aveva


comunicato i nomi di coloro che stavano preparando


l’attentato a Walter Tobagi?


DICH: Quella che appare sul giornale di cui abbiamo qui copia?


PM: Sì.


DICH: No, successivamente.


PM: Quindi innanzitutto in questa informativa non vi sono nomi


di organizzatori dell’attentato.


DICH: In questa informativa c’è la zona e la persona che...


G: La vittima.


DICH: ...che dovevano ammazzare, la vittima.


PM: E ‘il postino’ gliel’aveva riferita come cosa certa o come


cosa... sì non mi ritorni a dire che ‘il postino’


parlava sempre con ‘avrebbero, potrebbero...’


DICH: Ritorno a dire quello perché questo succedeva.


PM: Lei cosa ha scritto nella informativa? Se lo ricorda?


Glielo leggo io?


DICH: Me la legga Lei.


PM: “Per quanto riguarda l’azione da compiere qui a Milano, e


la zona nella quale il gruppo sta operando, ‘il postino’


ritiene che vi sia in programma un attentato o il


rapimento... o il rapimento di Walter...” – quindi


ritiene, cioè Lei qui lo riferisce come una opinione del


‘postino’. È vero questo, in questa fase siamo...


DICH: Chiaro, siamo d’accordo.


PM: Siamo in questi termini?


DICH: Certo.


PM: Quindi riferisce Lei a questa data quella che era


l’opinione del ‘postino’.


DICH: Sì, le notizie, l’opinione del ‘postino’.


PM: L’opinione del ‘postino’. Lei delle successive


informative, dei successivi appunti ha copia?


DICH: No.


PM: MI è sembrato di sentire prima che Lei aveva conservato in


un suo cassetto gli appunti che preparava...


DICH: No, no, attenzione...


PM: ...all’epoca.


DICH: Quand’ero alla Sezione Anticrimine.


PM: Ecco, quindi Lei li preparava e poi li conservava per un


po’...


DICH: Tutti tenevamo, chi aveva...


PM: Lei ha fatto copia di questi altri atti?


DICH: Assolutamente no.


PM: No. Eppure erano atti importanti, quelli in cui Lei poi,


stando a quello che ci dice oggi, avrebbe scritto i


nomi.


DICH: Cioè fatto copia in che senso? Non ho capito scusi.


PM: in senso letterale.


G: Conservati.


PM: Ha fatto copia, come si fa a...


DICH: Io facevo una copia, la... cioè...


PM: Una fotocopia, non so...


DICH: No, io avevo un contatto con ‘il postino’, tornavo in


ufficio, facevo un appunto, lo leggevo con i miei


superiori, lo commentavo o lo leggevano, dopodiché


veniva messo un plico nel cassetto della...


PM: Faccio la domanda più esplicita. Lei poi è stato


trasferito ad altri servizi non graditi a Lei, possiamo


dirlo? Intercettazioni telefoniche...


DICH: Beh, certo da...


PM: Ha pensato in quel momento di preparare una copia di un


appunto di tale importanza?


DICH: Assolutamente no, perché?


PM: No, va beh, ne prendo atto.


DICH: Cioè non avevo nessun motivo. Sono già stato interrogato


dal dottor Pamarici per questo anni fa. Quando quello


appunto venne fuori sul giornale, l’Avanti, Craxi ma...


PM: Questo appunto.


DICH: Questo appunto.


PM: Questo, non gli altri.


DICH: Penso che io sia... ero troppo piccolino per poter


arrivare a Craxi e consegnare questi appunti. Lo dissi


anche al dottor Pomarici...


PM: No, io le ho chiesto se aveva...


DICH: ...per arrivare a...


PM: ...le ho chiesto signor Covolo se l’ha fatto Lei, se ha


fatto per sé una copia di un atto in cui Lei comunicava


i nominativi.


DICH: Le ho già detto...


PM: No, e io ne ho preso atto e poi era Lei che ha insistito.


DICH: Preferiusco chiarire, ha capito?


PM: Mi rendo conto che è difficile, sono passati davvero tanti


anni ma Lei, rispetto diciamo all’appunto 13, 15


dicembre, dico così perché non si legge bene la data,


dicembre ’79, Lei rispetto quindi alla metà del dicembre


del ’79 per quanto tempo ancora ha avuto incontri con


‘il postino’, provi a fare...


DICH: Io ho avuto incontri da quando ero a Vicenza con ‘il


postino’, perchè ormai si era creato... cioè allora, da


diventare operativo passo alla sala intercettazioni...


G: Ma quand’è che è passato a questa sala intercettazioni?


DICH: Come?


G: Qaund’è che è passato alla sala intercettazioni, cioè


rispetto al dicembre ’79?


DICH: Io ricordo perfettamente dopo, dopo...


PM: Cioè una settimana dopo...


DICH: Ma forse un po’ di più.


PM: Un mese dopo diciamo?


DICH: Non ricordo. Dopo quegli appunti comunque.


G: Dopo quell’appunto?


DICH: Dopo quell’appunto e gli appunti successivi.


PM: quindi diciamo così, che l’incontro in cui Lei ha ricevuto


l’indicazione dei nomi degli attentatori, di coloro che


stavano organizzando è immediatamente successivo alla


metà di dicembre. Possiamo dire così?


DICH: Certo.


PM: Quindi di poco, parliamo di settimane?


DICH: Ma io avevo un incontro settimanale con ‘il postino’.


PM: Quindi diciamo negli incontri immediatamente successivi.


DICH: Immediatamente successivi, ma risulta da...


PM: Quindi Lei avrebbe ricevuto l’indicazione degli autori


dell’attentato di Tobagi nella, possiamo dire ancora a


dicembre del ’79.


DICH: Circa sei mesi prima, circa sei mesi prima.


PM: A dicembre del ’79.


DICH: Sì ma...


PM: allora scusi signor Covola. Il Difensore molto


correttamente le ha chiesto prima se ha tenuto conto


delle indicazioni contrarie alla sua versione, che


provengono da Franzetti e da Ricciardi...


DICH: Sì.


PM: ...e Lei ha detto: “Ognuno dice quello che vuole”.


DICH: Certo.


PM: Questo è, però diciamo sono in due che dicono... e in


particolare Ricciardi, glielo faccio presente, se vuole


leggiamo pure le parti.


DICH: NO, l’ho letto, l’ho letto. Non perda tempo.


PM: Dice: “Io avevo espresso una mia opinione” – siccome qui


abbiamo detto che Lei scrive: “Ricciardi ritiene che...”


- Ricciardi conferma questa ricostruzione e dice: “Io in


effetti avevo detto la mia ipotesi e l’avevo ben


evidenziato” – forse è il caso guardi di dirlo...


“Sottolineai senza possibilità di equivoci che si


trattava solo di una mia ipotesi in quanto il Franzetti


non si era certo aperto con me e non escludevo neppure


di aver equivocato sulla effettività delle intenzioni


dei reparti di colpire qualcuno”. Quindi siccome è in


linea con quello che Lei aveva scritto nell’unico atto


che noi...


AVV. BIANCOLELLA: Chiedo scusa però...


PM: E’ una domanda Avvocato...


AVV. BIANCOLELLA: Sì ma in linea...


PM: E’... va beh, insomma ha capito il senso della mia


domanda. Quello che scrive Ricciardi nel memoriale è in


linea con quello che aveva...


(ndt., intervento svolto lontano dal microfono)


DICH: Sì però mi pare che in un appunto c’è anche scritto. Il


gruppo dove sta operando è via Solari, piazza Amendola,


dove venne ucciso Tobagi.


PM: No, le domande se permette le faccio io.


DICH: Non le faccio... io non sto facendo la domanda, la sto


facendo... sto dicendo...


(ndt., intervento svolto lontano dal microfono)


DICH: ...Tobagi dove venne ucciso? Venne... sto continuando,


solo che Lei...


PM: Che Tobagi poi sia stato ucciso è un fatto...


DICH: Eh ma...


PM: ...(inc) andiamo a vedere se era possibile a dicembre che


Lei avesse saputo questa indicazione e quindi...


DICH: Ma certo che l’ho saputo, l’ho ripetuto che dopo...


PM: Allora dico, ha tenuto conto di questa indicazione di


Ricciardi? Glielo devo domandare anche se il Difensore


già la domanda l’aveva fatta. Ha tenuto conto quantomeno


nel momento in cui ha reso le dichiarazioni al


giornalista, che Ricciardi aveva smentito la sua


ricostruzione?


DICH: MI pare che non lo sapevo.


PM: Non lo sapeva. L’ha saputo dopo.


DICH: L’ho saputo dopo mi sembra.


PM: Quindi non si era...


DICH: Ma io al giornalista ho detto quello che effettivamente


era successo e quello che io sapevo essendo parte


integrante, non gli ho...


PM: E allora...


DICH: Scusi permetta.


PM: Prego, prego.


DICH: Non gli ho riferito al giornalista quello che sapevo in


funzione di quello che aveva dichiarato Franzetti o


Ricciardi. A me poco importava quello che avevano


dichiarato loro.


PM: E forse invece diciamo per la nostra ricostruzione può


essere importante. Lei aveva riferito, se lo sapeva, se


no mi dice che non lo sapeva, aveva riferito al


giornalista: “Io ti do la mia ricostruzione ma ci sono


versioni diverse dalla mia”


DICH: No, io non lo sapevo che c’erano queste versioni.


PM: Non lo sapeva.


DICH: Anche perché non avevo gli atti...


PM: In particolare Lei sa meglio di me da chi poi è stato


ucciso Walter Tobagi. Lei sa che cosa ha detto Barbone


in relazione alla scelta dell’obiettivo Tobagi?


DICH: No.


PM: No. Non si è documentato?


DICH: Avvocato io ho letto sui giornali quello che stava...


PM: (inc) per nessuno...


DICH: ...(inc)


PM: ...sono il Pubblico Ministero.


DICH: Sì, scusi, mi scusi. Però... non sono più abituato a...


però io ero tranquillamente a Vicenza, avevo dato tanto,


avevo ricevuto quasi nulla perché ero tornato a lavorare


a Vicenza descritto come il peggior delinquente della


faccia di questa Terra e quindi di quello che stava


succedendo a Milano, di quel processo lì, sinceramente


mi interessava molto di più che non succedesse nulla al


‘postino’ e invece l’arrestarono, che quello che


poteva dichiarare il Barbone, che ormai era un capitolo


chiuso, era una storia chiusa.


PM: Cioè Lei rende dichiarazioni che tendono a ricostruire un


fatto storico...


DICH: Sì.


PM: ...e le rende senza documentarsi in particolare recependo,


valutando, criticando l’indicazione di colui che poi è


risultato essere l’autore di questo omicidio. Ci sta


dicendo questo.


DICH: Avvocato io le ripeto, ho riferito al giornalista quello


che sapevo io come parte integrante, non in funzione di


quello che dichiarava Tizio, Caio o Sempronio.


PM: Allora io le faccio presente che dagli atti del processo


risulta che Barbone ha anche qui il... diciamo lo schema


del difensore e non le ripropongo tutto il racconto ma


lo schema, la sintesi è che l’obiettivo Tobagi è stato


scelto dopo la rappresaglia del 28 marzo dell’80 e dopo


aver valutato diversi altri possibili obiettivi. Barbone


stesso dice: “Io proposi (inc), si parlò di altri” –


eccetera, eccetera. Allora, nella ricostruzione che Lei


fa, nella descrizioni dei fatti che Lei ha conosciuto di


persona, è importante verificare che cosa dice l’autore


dell’omicidio?


DICH: Ma perché? Io dico la mia verità, dico quello che


conosco io. Tenga presente che io vivevo tranquillo e


felice con...


PM: Noi ne diamo atto, ne prendiamo atto...


DICH: Scusatemi, scusate un attimo...


PM: ...(inc) le nostre valutazioni poi...


DICH: No, no, scusate un attimo, io vivevo tranquillo e felice


a Tenerife, con il mio lavoro...


G: Ma da quanto è a Tenerife?


DICH: Da 16 anni.


G: Ah, okay.


DICH: Mi chiama il mio ex comandante e mi dice: “Covolo stiamo


scrivendo un libro sull’omicidio di Tobagi, ci sono


delle cose che non ricordo, mi dai una mano?” – io gli


dissi: “Sì”


G: Quindi a sua memoria, cioè...


DICH: Cioè io gli dissi: “Sì quello che mi ricordo” –


attenzione io non ho aiutato il Capitano Arlati o dato


una dichiarazione a Renzo Magosso in funzione di


quello che aveva detto...


G: Cosa vuol dire ‘in funzione’? Cioè non ha fatto


riferimento a quello che aveva detto...


DICH: Ma certo, ma a...


G: ...ha fatto riferimento ai suoi ricordi.


DICH: A quello che sapevo io. A me non importava nulla.


PM: Non ha fatto nessun’altra attività diciamo così di


riscontro rispetto alle sue dichiarazioni?


DICH: Ma perché Avvocato, cioè scusi perché Pubblico


Ministero.


PM: Ma perché, perché scusi signor Covolo, se io accuso,


indico alcuni comportamenti che possono essere


censurabili di Tizio e di Caio, provo ad avere dei


riscontri alle mie dichiarazioni. Questo è il senso,


capisce? Altrimenti lo faccio sulla base dei miei


ricordi e me ne assumo la responsabilità.


DICH: Sì ma sono io la parte integrante di tutto ciò. Non è...


PM: ne prendo atto.


DICH: ...non è il Barbone, non è Ricciardi...


PM: Non ho altre domande.


DICH: ...non è il Magosso, non è...


PM: Non ho altre domande.


DICH: ...sono io.


PM: Abbiamo capito tutti. Grazie.


G: Senta, mi dica una cosa ma cioè quindi Lei è stato


richiesto di quello che si ricordava, sulla...


DICH: Certo. Mi è stato detto: “Aiutami perché ho...”


G: E com’è che li ha aiutati, cioè ha fatto... cos’è che...


sono venuti lì, cosa... (inc) articolo qui di Magosso


come...


DICH: Tirando fuori dei ricordi. Tenga presente che prima


dell’articolo di Magosso viene scritto il libro.


G: Il libro.


DICH: Quindi insieme al Capitano Arlati ci sediamo,


analizziamo le cose, vediamo, ricordiamo.


G: E dove è avvenuto questo incontro? Quello per l’articolo.


DICH: L’incontro dell’articolo? No, dell’articolo nessun


incontro, venne fatto telefonicamente.


G: Ah, al telefono. E invece per il libro?


DICH: Con il Capitano Arlati ci incontrammo qui in Italia, in


occasione di una mia visita qui.


G: Col Capitano Arlati. Ma Lei con Magosso ha parlato?


DICH: Certo, al telefono.


G: Al telefono. Va bene, scusate. Altre domande? Parte Civile?


Non ci sono domande? Se non ci sono più domande può...


DICH: Cioè io vorrei solamente poter dire una cosa sola.


G: Dica, dica.


DICH: Cioè io ero tranquillo a Tenerife, a fare il mio lavoro,


sono stato interpellato, l’ho detto, adesso sono qui


come teste, più avanti sarò come imputato per aver fatto


cosa? Cioè io ho avuto...


G: Adesso Lei qui non è imputato qui...


DICH: No, beh qui come teste, più avanti come... per aver


fatto cosa? Per aver fatto il mio lavoro in quel periodo


e per esser stato descritto dai giornalisti e da chi ha


scritto libri, (inc) per cosa? Per aver fatto cosa?


G: Senta, mi dica una cosa quand’è che è andato... si è


congedato Lei dall’Arma o...


DICH: Allora sì, finito... finito... ci sarebbe una lunga


storia sul mio trasferimento a Vicenza e la trala...


G: E dopo Vicenza quanto...


DICH: Vado a Vicenza. A Vicenza sto lì tre o quattro anni e


comando la squadra Antidroga del Nucleo Operativo e


dopodiché Vicenza mi stava stretta e faccio domanda per


Roma, Napoli e Palermo. Palermo perché? Perché il mio ex


Comandante del Nucleo Radio Mobile stava a Palermo. Vado


a Palermo, faccio un anno e mezzo a Palermo e mi congedo


con le note superiori alla media. Non inferiori alla


media, come avevo ricevuto alla Sezione Anticrimine di


Milano.


G: Quindi si è congedato...


DICH: Mi sono congedato a domanda, non come hanno scritto i


giornali allontanato dall’Arma dei Carabinieri.


G: Okay.


DICH: Questo è molto importante. A domanda.


G: VA bene. Domande ancora?


Difesa di Parte Civile, Avv. Pellicciotta


AVV: Sì grazie Giudice. Avvocato Pellicciotta, buongiorno


signor Covola.


DICH: Buongiorno.


AVV: Una cosa sola, Lei quando andò ad occuparsi di


intercettazioni, come ci ha detto prima, vuole dire al


Giudice di che intercettazioni si occupò?


DICH: Mi occupai delle intercettazioni sul caso Tobagi.


AVV: Quindi quelle di Marco Barbone...?


DICH: Anche quelle di Marco Barbone.


AVV: Okay, grazie non ho altro.


Esaurite le domande, il teste viene congedato.


* * * * * *


Si dispone la sospensione del dibattimento.


Il presente verbale è composto da totale caratteri (incluso


gli spazi):51.222


Il presente verbale è stato redatto a cura di Società


Cooperativa Athena


L'ausiliario tecnico: Collaboratore Athena


Collaboratore Athena


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