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GIORNALISTI. L’OSCE ALL’ITALIA: NO AL CARCERE PER LA DIFFAMAZIONE, IL PARLAMENTO DEPENALIZZI IL REATO. LETTERA DEL RAPPRESENTANTE PER LA LIBERTA’ DEI MEDIA AL MINISTRO DEGLI ESTERI EMMA BONINO DOPO IL CASO PANORAMA

Roma, 29 maggio 2013. L’ Italia riformi la legge e depenalizzi il reato di diffamazione. E’ l’invito rivolto dalla rappresentante per la libertà dei media dell’Osce, Dunja Mijatovic, in una lettera al ministro degli esteri Emma Bonino in cui esprime “preoccupazione” per le pene detentive inflitte per diffamazione ai tre giornalisti di Panorama Marcenaro, Mulé e Arena. In una moderna democrazia nessuno dovrebbe essere imprigionato per quello che scrive”, scrive Mijatovic. Nella lettera al ministro Bonino Mijatovic ricorda il caso Sallusti e sottolinea il fatto che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito ripetutamente che “la reclusione per il reato di diffamazione è sproporzionata e dannosa per una società democratica”. “I tribunali civili sono del tutto in grado di rendere giustizia alle rimostranze di coloro i quali si ritengano danneggiati nella propria reputazione”, scrive ancora la rappresentante per la libertà dei media nella lettera pubblicata sul sito dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. ”La reclusione per diffamazione ha un grave effetto raggelante che mina l’efficacia dei mezzi di comunicazione”, dichiara ancora Mijatovic. “Continuerò a lavorare a stretto contatto con le autorità italiane per promuovere la depenalizzazione della diffamazione. Dovrebbe essere fatto presto per evitare ulteriori accuse di diffamazione e per stimolare l’attività giornalistica investigativa”, sottolinea infine la rappresentante per la libertà dei media dell’Osce, che ha esortato tutti gli altri Stati membri dell’organizzazione che hanno leggi penali sulla diffamazione ad abrogarle. (ANSA)


 


 


 





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