Bologna, 1 luglio 2009. Prosegue il programma di iniziative dell'Agit (Associazione giornalisti Terzo Millennio), che ha partecipato venerdì scorso a Bologna alla prima assemblea del coordinamento freelance e precari. L'incontro, che si è tenuto presso la sede dell'Ordine regionale dei giornalisti dell'Emilia Romagna, alla presenza dei vertici dell'Ordine e della Fnsi, ha avuto come principale obiettivo la prossima costituzione di un coordinamento nazionale volto a tutelare la categoria dei freelance e dei precari. Il dibattito si è orientato sulla volontà di realizzare, sin dal prossimo autunno, un coordinamento dei giornalisti freelance e precari, sulla scorta di quanto già avvenuto in Veneto e di quanto sta accadendo sia in Friuli Venezia Giulia che nel Lazio, regioni dove il sindacato ha appoggiato le diverse iniziative. "E' indispensabile - si legge nel comunicato della nuova associazione messinese - arrivare a riformare il sistema giuslavoristico anche a benificio di quanti, e sono centinaia, svolgono lavoro autonomo senza adeguate garanzie né sul piano contributivo, né assistenziale, né previdenziale. In base alle fonti ufficiali sono circa 24 mila gli iscritti alla gestione separata dell'Inpgi (l'Inpgi 2) e 8.700 i parasubordinati iscritti sempre all'Inpgi/2. Da questi dati, avvalorati anche dalle testimonianze dei precari bolognesi (anche loro costretti a scrivere mediamente per 6 euro lordi ad articolo e destinatari di rappresaglie qualora decidano di ricorrere alla magistratura), è emersa le necessità di ampliare la base che aderisce al progetto di un coordinamento nazionale. Lo scopo è quello di poter dare vita ad un'autentica rappresentanza di categoria in grado di intraprendere ogni necessaria iniziativa e sedersi al tavolo della contrattazione per ragionare con i datori di lavoro e regolamentare in maniera adeguata i minimi tariffari, la previdenza sociale e gli altri aspetti che contribuiscono a conferire stabilità e sicurezza anche a chi opera da libero professionista. L'impegno, da qui all'autunno è quello di diffondere il più possibile, su tutte le realtà regionali, la conoscenza e le finalità del progetto, in un'ottica di collaborazione con l'Ordine, con il sindacato e con le associazioni già costituite nelle diverse regioni". (comunicato stampa)
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3635
Lettera in redazione
sul nuovo contratto:
cosa ha fatto la Fnsi per i
redattori anche a termine
e dell’online nonché
per i giornalisti autonomi?
Cos’è la carriera parallela?
Ci sarà spazio per gli
stagisti nelle redazioni?
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Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3925
LA NOTA DI FRANCO ABRUZZO.
Diciamo le cose come stanno.
La Fnsi non ha mai tradito
i giornalisti deboli sul mercato,
anche se collaboratori e free lance
non fanno parte di un Contratto
di lavoro “costruito” nei decenni
soltanto per i giornalisti dipendenti.
Bisogna dire ai giovani pubblicisti
di non credere alle “sirene bionde
o nere” che promettono (mentendo)
un futuro professionale radioso.
La soluzione potrebbe essere quella di dar vita a una “Federazione nazionale dei giornalisti autonomi”, che collabori strettamente con la Fnsi e che stipuli convenzioni specifiche con gli editori della carta stampata, del web, delle tv e delle radio.
I risultati positivi del Cnlg vengono oscurati dal “fronte del no”: sono 4.112 (oggi 8.700, ndr) i parasubordinati iscritti all’Inpgi/2 ai quali dal gennaio scorso le aziende applicano le nuove aliquote (per due terzi a carico delle aziende stesse). Estesi ai parasubordinati i riscatti, la contribuzione volontaria, l'indennità di malattia e di degenza, l'indennità di maternità nella stessa misura prevista per la gestione principale dell’Inpgi. Poste le premesse per estendere ai giornalisti lavoratori autonomi il sistema degli ammortizzatori sociali e l’assicurazione contrattuale. L’Inpgi spenderà 32 milioni di euro sotto forma di sgravi contributivi per la stabilizzazione di oltre 600 collaboratori coordinati e continuativi (attraverso contratti a termine di almeno 24 mesi). I contrattualizzati a termine percepiranno lo stesso stipendio di chi è assunto stabilmente con un aumento del 38%. I primi tre scatti per i giovani redattori restano biennali e al 6 per cento. Limitata la possibilità delle aziende di richiedere ore supplementari a chi lavora a tempo parziale. IN CODA il nuovo Contratto con i minimi e l’indennità di contingenza.
Nota di FRANCO ABRUZZO
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