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LA NOTA DI FRANCO ABRUZZO.

Diciamo le cose come stanno.
La Fnsi non ha mai tradito
i giornalisti deboli sul mercato,
anche se collaboratori e free lance
non fanno parte di un Contratto
di lavoro “costruito” nei decenni
soltanto per i giornalisti dipendenti.
Bisogna dire ai giovani pubblicisti
di non credere alle “sirene bionde
o nere” che promettono (mentendo)
un futuro professionale radioso.

La soluzione potrebbe essere quella di dar vita a una “Federazione nazionale dei giornalisti autonomi”, che collabori strettamente con la Fnsi e che stipuli convenzioni specifiche con gli editori della carta stampata, del web, delle tv e delle radio.


I risultati positivi del Cnlg  vengono oscurati dal “fronte del no”: sono 4.112 i parasubordinati iscritti all’Inpgi/2 ai quali dal gennaio scorso le aziende applicano le nuove aliquote (per due terzi a carico delle aziende stesse). Estesi ai parasubordinati i riscatti, la contribuzione volontaria, l'indennità di malattia e di degenza, l'indennità di maternità nella stessa misura prevista per la gestione principale dell’Inpgi. Poste le premesse per estendere ai giornalisti lavoratori autonomi il sistema degli ammortizzatori sociali e l’assicurazione contrattuale. L’Inpgi spenderà 32 milioni di euro sotto forma di sgravi contributivi per la stabilizzazione di oltre 600 collaboratori coordinati e continuativi (attraverso contratti a termine di almeno 24 mesi). I contrattualizzati a termine percepiranno lo stesso stipendio di chi è assunto stabilmente con un aumento del 38%. I primi tre scatti per i giovani redattori restano biennali e al 6 per cento. Limitata la possibilità delle aziende di richiedere ore supplementari a chi lavora a tempo parziale.  IN CODA il nuovo Contratto con i minimi e l’indennità di contingenza.


 


Nota di FRANCO ABRUZZO


Milano,  2 giugno 2009. Diversi giornalisti liberi professionisti  e free lance sono vittime della propaganda di alcuni movimenti/correnti sindacali che promettono miracoli “contrattuali” e un futuro radioso. Raccontano balle come ha fatto oggi un esponente di uno di questi movimenti.. Ho ricevuto diversi messaggi, messaggi di delusione, perché  “la Fnsi non ha affrontato i problemi dei free lance e dei collaboratori”.  La verità  è questa: il Cnlg Fnsi/Fieg riguarda dal 1911/1913 soltanto i giornalisti dipendenti. Dice l’articolo 1: “Il presente contratto regola il rapporto di lavoro fra gli editori di quotidiani, di periodici, le agenzie di informazioni quotidiane per la stampa, anche elettronici, l'emittenza radiotelevisiva privata di ambito nazionale e gli uffici stampa comunque collegati ad aziende editoriali, ed i giornalisti che prestano attività giornalistica quotidiana con carattere di continuità e con vincolo di dipendenza anche se svolgono all'estero la loro attività”. E’ un  Contratto di lavoro “costruito” nell’arco di un secolo soltanto per i giornalisti dipendenti. Questa è la verità!


Fnsi e Fieg  si sono, comunque,  impegnate a “prevedere la definizione di specifici ammortizzatori sociali a beneficio dei giornalisti titolari di rapporto di lavoro autonomo” (il cenno è alla indennità di disoccupazione garantita agli altri autonomi dal Governo). Il riferimento è a quei giornalisti, che perdono il lavoro per il mancato rinnovo del contratto di collaborazione coordinata e continuativa (artt 2222 e seguenti del Codice Civile). I free lance, invece, sono coloro che scrivono articoli e che sono pagati a pezzo senza alcun legame giuridico con la testata sulla quale pubblicano gli articoli stessi. Nel nuovo Cnlg, a proposito delle collaborazioni, si legge che “Il corrispettivo di massima scaturisce dalla quantità e qualità della collaborazione effettivamente prestata” e che “il corrispettivo deve essere comunque liquidato entro la fine del mese successivo a quello di pubblicazione con l’emissione delle ricevute fiscali previste dalla legge. Il costo dei mezzi organizzati resta a carico del collaboratore”. Questo principio figura nel dlgs 9 ottobre 2002 n. 231 ”sull’attuazione della direttiva! 2000/35 /CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”. L’Europa comunitaria chiede agli Stati di fare in modo, per difendere la concorrenza, che le collaborazioni siano pagate  dai committenti entro 30 giorni dalla consegna.  L’accordo contrattuale, invece, afferma che le collaborazioni vadano “liquidate entro la fine del mese successivo a quello di pubblicazione”. Magari questo assunto fosse rispettato dagli  editori! 


Delusione anche per il  mancato inserimento di un tariffario nel contratto. Chi svela ai free lance e ai collaboratori che i tariffari professionali sono stati aboliti nel 2006 dalla legge 248 “Visco/Bersani”? L’ultimo Tariffario dell’Ordine risale al 2007, poi l’Antitrust è intervenuto proibendo al Consiglio nazionale la stesura di altri tariffari.


Recentemente è stata attuata dal Governo, in sintonia con la Fnsi e l’Inpgi, una parte importante del protocollo sul welfare (legge 247/2007), offrendo più tutela al lavoro autonomo. Queste le novità più rilevanti riguardanti la nuova disciplina dei cococo: - l'aliquota contributiva è passata, dal primo gennaio 2009, dall'attuale 12% (10% a carico del lavoratore 2% a carico del committente) al 18,75% per due terzi a carico del committente; - l'aliquota crescerà gradualmente negli anni successivi fino a pareggiare quella applicata dalla Gestione Separata dell'Inps, pari al 26%, nel 2011; - differentemente da quanto previsto in precedenza l'obbligo di versamento è posto in carico all'editore; - per i collaboratori coordinati e continuativi titolari di altra posizione assicurativa (ad esempio iscritti alla Gestione principale Inpgi) o pensionati l'aliquota sale al 12,75%, sempre dal primo gennaio 2009, per pervenire al 17,11% nel 2011. L'aumento graduale delle aliquote, la copertura di maternità, paternità e malattia, la degenza ospedaliera e l'assegno al nucleo familiare, la possibilità del riscatto della laurea, la contribuzione volontaria e l'indennità di adozione o affidamento preadottivo, sono solo alcuni dei nuovi istituti che sanano un vuoto a favore di una platea di giornalisti che nella stragrande maggioranza non raggiunge redditi rilevanti. Sono 4.112 i parasubordinati ai quali le aziende applicano le nuove aliquote.


A completamento della piena attuazione del Protocollo sul welfare, il Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi ha assunto anche un’altra delibera, tuttora sottoposta al vaglio dei Ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia). Si tratta della possibilità da parte delle aziende editoriali di stabilizzare i collaboratori coordinati e continuativi, attraverso contratti a termine di almeno 24 mesi o a tempo indeterminato, vedendo azzerati interessi, sanzioni e contributi derivanti da ispezioni pregresse da parte dell’Inpgi. “Anche in questo caso – ha detto Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi – siamo di fronte ad una grande possibilità affidata dalla norma agli accordi in sede regionale tra datori di lavoro e Associazioni Regionali di Stampa, sentite le rappresentanze aziendali. L’Istituto stima gli aventi titolo, sulla base degli accertamenti ispettivi seguiti, in oltre 600 unità. Se è vero che l’editoria italiana attraversa un periodo di notevole difficoltà dovuta, tra l’altro, al crollo dell’afflusso pubblicitario, si tratta di un’opportunità che auspico venga valutata a fondo per il futuro di tanti giornalisti e per il valore professionale che potrebbe rappresentare per le aziende”. Questa operazione costerà all’Inpgi 32 milioni di euro sotto forma di sgravi contributivi. Tale impostazione è in linea con la sentenza 21031/08 della Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito in sostanza che non sempre le prestazioni saltuarie possono essere considerate lavoro precario: il mettere a disposizione del datore di lavoro le proprie energie lavorative e sottostare alle disposizioni dei superiori, può significare essere inseriti nell'organizzazione aziendale, così da determinare un rapporto di lavoro subordinato e non autonomo. Secondo i supremi giudici, infatti, l'elemento caratterizzante un lavoro subordinato è la «la disponibilità del prestatore nei confronti del datore di lavoro con assoggettamento alle direttive da questo impartite circa le modalità di esecuzione dell'attività lavorativa». Quindi anche se saltuarie, prestazioni specifiche possono far rientrare i lavoratori nel quadro organico dell'azienda come dipendenti e non come «lavoratori autonomi».


Attiro l’attenzione di chi legge su un punto: le provvidenze citate riguardano coloro, tra gli autonomi, che sono vincolati da un contratto ex art 2222 e seguenti del Cc. Non i collaboratori ad articolo, i quali erano, sono e resteranno esposti alle insidie di un mercato che paga poco, tanto l'offerta è abbondante.


Un altro chiarimento deve essere fatto rapidamente: il Cnlg considera disoccupati solo i professionisti e i praticanti. Un impiego temporaneo non fa venire meno lo “stato di disoccupazione” e pertanto anche i precari vanno considerati a tutti gli effetti come disoccupati. E' quanto stabilisce la Corte di Cassazione (sentenza n. 48361/2008) sottolineando che "un rapporto di impiego precario e temporaneo non può essere ritenuto sufficiente a fare venire meno il requisito dello stato di disoccupazione". Corollario: chi spiega ai  tanti giovani pubblicisti che non hanno un futuro professionale in presenza di  1.700 giornalisti professionisti senza lavoro e in presenza di 18 scuole di giornalismo che sfornano ogni due anni 600 professionisti, mentre coloro che sono in uscita dalle redazioni sono appena 250 all’anno? I giovani pubblicisti farebbero bene a trovarsi un lavoro diverso e a non perdere tempo, inseguendo un reddito che non c’è neanche come collaboratori quando un articolo viene pagato 5/10 euro (comprensivo di spese telefoniche e di viaggio). Bisogna dire ai giovani pubblicisti di non credere alle “sirene bionde o nere” che promettono (mentendo) un futuro professionale radioso.


Va detto anche che la legge Biagi  (art 61 sui cococo) non si applica ai professionisti iscritti agli Albi. La soluzione, per affrontare gli argomenti cari a collaboratori e  free lance, potrebbe essere quella di  dar  vita a una “Federazione nazionale dei giornalisti autonomi”, che collabori strettamente con la Fnsi e che stipuli convenzioni specifiche con gli editori della carta stampata, del web, delle tv e  delle radio. Le norme generali sono già presenti nel Codice civile: si tratta di aggiungere date, scadenze, vincoli e impegni precisi a carico degli editori. I giornali, che hanno diverse edizioni locali, senza collaboratori difficilmente potrebbero essere presenti nelle edicole. Il problema è rispettare la dignità di quanti lavorano nei borghi italiani  a caccia  di notizie. Una scuola durissima di giornalismo dalla quale i quotidiani hanno attinto nell’ultimo secolo tanti grandi cronisti e inviati. Per ora, la Fnsi (soltanto) sul fronte dei parasubordinati ha ottenuto risultati eccellenti e anche clausole vincolanti sul fronte dei regolari pagamenti a favore dei collaboratori a pezzo. Il sindacato, che non ha figli e figliastri, si deve muovere nella cornice normativa che non dà spazio a chi promette sogni e scenari impossibili.


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Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3906


FNSI: 23 MOTIVI PER DIRE SÌ


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Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3823


Protocollo firmato da Sacconi e Bonaiuti.


RATIFICATA A PALAZZO CHIGI


L’IPOTESI DI ACCORDO DI


RINNOVO DEL CONTRATTO


NAZIONALE DI LAVORO


GIORNALISTICO 26 MARZO 2009.


 


A seguito della ratifica, confermata la piena operatività della rinnovata disciplina collettiva secondo i termini e le decorrenze indicati nel testo. Il Governo – nel ribadire la volontà di realizzare gli Stati Generali dell’Editoria - prende atto con soddisfazione della conclusione positiva delle trattative tra FNSI e FIEG che hanno consentito la firma di rinnovo del CCNL giornalistico e si impegna ad avviare tempestivamente un apposito tavolo di confronto con le parti sociali sulla base delle richieste concordemente avanzate da FIEG e FNSI. Sarà finanziato il Fondo per la “mobilità e la riqualificazione professionale dei giornalisti”. Previsto un intervento per la stabilizzazione (per almeno due anni) di 667 collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata. Serviranno almeno tre interventi legislativi per attuare le istanze Fnsi/Fieg con la indicazione dei mezzi di copertura. Chiesti dalla Fnsi (con dichiarazione a verbale condivisa dal Governo) gli ammortizzatori sociali anche per i collaboratori autonomi, che perdono il lavoro. IN CODA IL TESTO INTEGRALE DEL PROTOCOLLO.


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Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3855


Il nuovo Contratto illustrato


punto per punto dalla


Federazione della Stampa


IN CODA i nuovi minimi + la indennità di contingenza


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