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Stampa

La lunga notte della
stampa italiana: eppure
c’è chi vuole respingere
l’aiuto del Governo all’Inpgi
e lo stesso contratto. Ma la
crisi detta, comunque,
i tempi e le soluzioni.
Gli editori non hanno
la libertà di trasferire e
distaccare i redattori
come e quando vogliono.

NOTA di FRANCO ABRUZZO

I dati  Nielsen(vedi http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3719) dicono che la pubblicità accusa un calo del  19,5% in gennaio e febbraio (Tv: -16%. Radio: -27,2%; carta stampata: -27,4%; periodici: -29,6%; la free press segna un  -25,3%. Solo il web sorride: + 3,9%). Questi numeri significano che la notte della stampa italiana è lunga. Qualcuno, invece, sostiene che stiamo uscendo dalla crisi e  che il nuovo contratto firmato il 27 marzo sia da respingere al mittente (Fieg). Il 2009, ripete con pazienza Franco Siddi, è un annus horribilis e probabilmente lo sarà anche il 2010 (i miglioramenti sono attesi prudentemente nella seconda parte dell’anno). Il problema è l’organico delle testate giornalistiche: è abnorme aver  sottoscritto un contratto che sostanzialmente garantisce l’adeguamento degli organici alle entrate pubblicitarie e  diffusionali del 2009? O questa scelta è stata imposta  dalla realtà  economica oggettiva dei nostri tempi? La crisi detta, purtroppo, i tempi e le soluzioni in collegamento con le nuove tecnologie e le direttive comunitarie in tema di lavoro e di flessibilità.


Attenzione alla concorrenza di internet: la stampa ha bisogno di  sovvenzioni statali per sopravvivere come dimostra l’esperienza francese della ”carta verde”. La nuova amministrazione Obama, che è arrivata alla Casa Bianca grazie ad internet, “è già al lavoro per plasmare direttamente e senza intermediari (=giornalisti) la conversazione tra governo e cittadini” (così scrive Enrico Beltramini su Limes del 14 aprile). La stampa italiana ha bisogno di cospicui aiuti pubblici per garantire un salario e una protezione sociale a chi verrà espulso dalle redazioni. Leggo, e sono sgomento, che il Governo ha garantito un finanziamento di 20 milioni di euro all’anno soltanto al fine di  cacciare i giornalisti dai quotidiani e dai periodici. In sostanza bisognava respingere quell’aiuto, perché agevola i piani mostruosi degli editori di prepensionare centinaia e centinaia di redattori. Chi scrive queste amenità nega in sostanza le conseguenze della crisi e nega la crisi stessa. C’è molta confusione sotto il cielo. Mancano razionalità e ragionevolezza. Oppure si crede che quando non c’è il pane si può fronteggiare la carenza distribuendo brioches. Addirittura si fa un confronto tra i 20 milioni garantiti all’Inpgi e i 30 milioni del primo stanziamento del Governo per l’Abruzzo martoriato dal terremoto. Per dire che quei 20 milioni sono una cifra enorme, quando si sa che consentiranno grosso modo di prepensionare 320 giornalisti solo nel 2009.


Un bravissimo collega milanese mi ha scritto questo messaggio: “Caro Abruzzo, ti vorrei sollecitare un chiarimento su distacchi e trasferimenti come sono previsti dal nuovo contratto. non solo in termini di legge, ma anche alla luce delle scorciatoie che gli editori potrebbero mettere in atto, di cui già circolano numerose ipotesi”. Ho risposto così: “Scrivo alla luce della mia esperienza giuridica, contrattuale e ...maturata sul campo nei lunghi anni di lavoro e di impegno sindacale. Finché sono in vigore gli articoli 2, 3, 4 e 41 della Costituzione e 13 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970) è difficile che un giornalista possa essere distaccato o trasferito contro la sua volontà. Se vuoi possiamo parlarne quando credi e dove pensi sia produttivo. Gli editori non hanno fatto i conti con le potenzialità garantiste della nostra Carta. Il contratto non può cancellare il valore (giuridico) della dignità della persona, che, ex art 41 cost, è un argine alla libertà d'impresa. Tieni conto, però, che io ho uno spirito combattivo anche a 70 anni, ma non so se i colleghi giovani d'oggi abbiano la stessa voglia di battersi in difesa dei principi fondamentali della nostra bellissima Carta. Resto a disposizione”. Nota finale:Mi chiedo come facciano gli editori a spaccare una famiglia, trasferendo uno dei due coniugi e allontanandolo dai figli. Bisogna leggere le sentenze della Corte costituzionale al riguardo. La giurisprudenza costituzionale, -  che afferma la piena equiparazione tra stranieri e cittadini italiani per quanto concerne il godimento dei diritti in materia di famiglia -, evidenzia che i principi di protezione dell’unità familiare trovano riconoscimento non solo nella Costituzione ma anche «in svariate disposizioni dei trattati internazionali ratificati dall’Italia». La nostra Repubblica, quindi, tutela lo straniero e il suo diritto  a mantenere l’unità del suo nucleo familiare. Può un contratto togliere ai giornalisti italiani un diritto che lo Stato garantisce a chi non è italiano?”. E' possibile difendersi. Anche con ampie possibilità di successo.


Milano-Roma, 19 aprile 2009.


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3715


Contratto ed economia dei media.


Riflessione sul rapporto Fieg


sull’editoria 06/08, mentre


la situazione in queste ore


punta purtroppo ad aggravarsi.


Il 2009 (come il 2010) annus horribilis.


 


La crisi della stampa è un fatto epocale e di non breve durata:


il merito del sindacato è quello di aver rafforzato, lavorando con


il Governo e gli editori, le tutele a protezione di quanti potrebbero


perdere il posto nel giro di due anni. Le “anime belle” che dicono solo “no”


fingono di ignorare che il contratto  è l’incontro di due volontà antitetiche


in una determinata situazione  economica (=crisi), tecnologica


(=multimedialità) e normativa (=vincoli della Comunità europea


in tema di lavoro e di flessibilità).


NOTA di FRANCO ABRUZZO


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3705


Dibattito sul "Livre vert".


EDITORIA: SIDDI E MALINCONICO


chiedono gli STATI GENERALI ANTICRISI.


CONFRONTO CON BERNARD SPITZ sulla


RICETTA FRANCESE: 600 milioni di aiuti in tre anni.


Un quotidiano gratuito per un anno a ogni 18enne.


 


«Il metodo francese — ha detto Ferruccio de Bortoli — ci dice che questa non è un'industria come le altre ma un pezzo dell'identità nazionale: una consapevolezza culturale che purtroppo qui non c'è». Un suggerimento: leggere "LA CASTA DEI GIORNALI - Così l’editoria italiana è stata sovvenzionata e assimilata alla casta dei politici" di Beppe Lopez.


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3708


Rapporto su “La stampa in Italia”.


EDITORIA. FIEG: SI AGGRAVA


CRISI, CALA il BUDGET


PUBBLICITÀ. CONSUMI


IN FLESSIONE NEL 2009,


MENO RECESSIONE NEL 2010.


 


Nel consueto studio annuale, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull'esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d'imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie. BONAIUTI: PARTITA PIÙ URGENTE SONO i POSTI DI LAVORO. FIEG: NEL 2008 PERDITE QUOTIDIANI +100%; UTILI -30%. CIFRE IN PEGGIORAMENTO NEL 2009 CON CALO del 25% PUBBLICITÀ. MISURE URGENTI O IMPRESE NON SOPRAVVIVONO: APPELLO DEL PRESIDENTE MALINCONICO A GOVERNO E PARLAMENTO. Enzo IACOPINO: gli editori rispettino il lavoro dei giornalisti.


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VADEMECUM


L'IPOTESI D'ACCORDO per il rinnovo del contratto Fieg-Fnsi e l'accordo sugli ammortizzatori sociali sottoscritti la notte del 27 febbraio 2009 sono pubblicati  in:


http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3591


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I NUOVI MINIMI CONTRATTUALI dell'ipotesi d'accordo Fieg-Fnsi  per il biennio 2009-2011.La tabella è in: http://www.fnsi.it/ArchivioPdf/tabella_nuovi_minimi_cngl2009-2012.pdf


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L’indennità di CONTINGENZA (art. 6 delle Norme transitorie e di attuazione del Cnlg)


in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3673


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