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Stampa

Contratto giornalistico FNSI/FIEG:
domani la firma. Il mancato rinnovo
dell’Ivc messaggio ultimatum indiretto
ai giornalisti. Rasentata la crisi,
sfiorata la rottura. Siddi: “Il rischio di
restare senza contratto per tre anni
almeno era una certezza”. Il ritorno
alle regole del ’59 poteva diventare
una amara realtà, che il sindacato ha
scongiurato con un accordo che è di
difesa in una fase drammatica
sia a livello mondiale sia nazionale.

Franco Siddi deve firmare il nuovo contratto. Un giorno lo ringrazieremo del coraggio e della lungimiranza. E anche della sua testardaggine, tutta sarda, di aver tenuto per lunghi durissimi mesi il tavolo delle trattative aperto. Ha evitato la catastrofe: è bene dire che i giornalisti senza contratto sono res nullius, degli sconfitti, votati alla scomparsa come categoria e come soggetti attivi della società italiana.

IN CODA assemblee alla
Nazione e al Messaggero.
Ok di Assostampa sarda
e del Sindacato veneto.
Dichiarazione di Siddi.

NOTA DI FRANCO ABRUZZO

Roma, 24 marzo 2009. Il Segretario generale della Fnsi, Francio Siddi, nell'illustrare l'ipotesi di accordo sul rinnovo contrattuale ha sottolineato come l'ipotesi contenga elementi di positività specie per i più giovani e per i precari e garantisca a tutti i giornalisti un vero contratto di lavoro. "Il rischio di restare senza contratto per tre anni almeno – ha detto Franco Siddi - era una certezza. Non era possibile rompere il tavolo e tenerci il vecchio contratto. Quel contratto non c'è più e quella ipotesi non era percorribile". Questa frase figura nel resoconto 20 marzo diffuso dall’Aser (Associazione Stampa Emilia Romagna) a firma del presidente Camillo Galba e di Marco Gardenghi (coordinatore della commissione contratto Aeranti Corallo). Proprio il 20 marzo "la Giunta Esecutiva della Fnsi e la Consulta dei presidenti delle Associazioni regionali di stampa hanno esaminato le ipotesi di soluzione per la chiusura della trattativa del rinnovo del contratto collettivo nazionale dei giornalisti dando mandato alla Segreteria e indicazione alla Commissione contratto a concludere il negoziato con la Federazione Editori Giornali, definendo le opzioni più idonee sia per quanto riguarda la normativa che per quanto concerne la parte economica e sociale, del nuovo contratto”. Che voleva dire Siddi con quella frase allarmante, preoccupante ma anche alquanto oscura?


La Fieg blocca l'aumento dell’Ivc e la Fnsi  tace. Per  capire la frase di Franco Siddi  bisogna fare un passo indietro fino al 2 marzo, quando Giorgia Cardini del Cdr dell’Adige diffonde questo comunicato sul mancato aggiornamento dell’Ivc (Indennità di vacanza contrattuale): “Aspettando il rinnovo del contratto di lavoro, i giornalisti dipendenti hanno ricevuto in questi quatto anni in busta paga, ogni mese di gennaio, un piccolissimo aumento: l'indennità mensile di vacanza contrattuale (Ivc), pari al 50% del tasso  annuo di inflazione programmata.  Un'indennità variabile a seconda della qualifica (più bassa per i praticanti, più alta per i caporedattori) e che - solo a titolo di esempio – per un redattore ordinario assunto prima del 1995 ha avuto questa progressione: 18,60 euro nel 2005,  38,36 euro nel 2006, 58,12 euro nel 2007 e 77,88 euro nel 2008.  Con la busta paga di gennaio 2009 si attendeva  un ulteriore incremento. E la sorpresa è stata rilevante quando di questo aumento non si è vista traccia. Il Cdr dell'Adige, giornale trentino dove gli  stipendi vengono liquidati all'inizio del mese  successivo a quello di riferimento, si è accorto del mancato adeguamento e il 7 febbraio scorso ha immediatamente chiesto chiarimenti alla  segreteria della Fnsi.  Trascorse tre settimane senza ricevere alcuna  risposta, il Cdr ha rimandato il 25 febbraio la richiesta. Quella che segue è la risposta, questa volta tempestiva, fornita il 26 dal direttore della Fnsi, Giancarlo Tartaglia: "L'ufficio di presidenza della Federazione degli  Editori ha deliberato di non procedere all'adeguamento dell'indennità di vacanza  contrattuale a partire da gennaio 2009. Si tratta, ovviamente, di una decisione unilaterale  che non ci trova affatto concordi e che abbiamo  fortemente contestato, ponendo anche la questione sul tavolo di questa lunga vertenza  contrattuale. La Giunta esecutiva sta valutando le azioni da Intraprendere nell'ambito di un contenzioso che sembrerebbe in via di risoluzione". Al di là del problema specifico, che ancora una volta dimostra quanto la controparte sia arrogante e quanto le risposte sindacali siano  inadeguate, la domanda è: perché la Fnsi non ha avvisato subito tutti i Cdr di questa grave  decisione unilaterale? Non dovrebbe essere suo dovere informare le redazioni che un diritto dei lavoratori introdotto  dal Protocollo del 23 luglio 1993 tra Governo e parti sociali è stato violato da una delle parti che quel protocollo ha voluto?”. Quel comunicato scatena le reazioni dei Cdr di Corriere della Sera, Stampa e altri giornali.


Il protocollo 23 luglio 1993. L’Istituto dell’Ivc è regolato dal  Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo (23 luglio 1993). Nel protocollo si legge: “Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a 3 mesi dalla data di scadenza del Ccnl, ai lavoratori dipendenti ai quali si applica il contratto medesimo non ancora rinnovato sarà corrisposto, a partire dal mese successivo ovvero dalla data di presentazione delle piattaforme ove successiva, un elemento provvisorio della retribuzione. L'importo di tale elemento sarà pari al 30% del tasso di inflazione programmato, applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti, inclusa la ex indennità di contingenza. Dopo 6 mesi di vacanza contrattuale, detto importo sarà pari al 50% dell'inflazione programmata. Dalla decorrenza dell'accordo di rinnovo del contratto l'indennità di vacanza contrattuale cessa di essere erogata. Tale meccanismo sarà unico per tutti i lavoratori”.  Il dettato è chiaro. L’Ivc cessa “dalla decorrenza dell'accordo di rinnovo del contratto l'indennità di vacanza contrattuale cessa di essere erogata”  L'indennità di vacanza contrattuale è concepita, quindi, come elemento provvisorio della retribuzione in attesa del rinnovo contrattuale; ha la duplice funzione di tutela del cd. "stipendio reale" e di sanzione a garanzia degli obblighi posti a carico delle parti contraenti ed è un istituto operante soltanto in relazione alla contrattazione collettiva stipulata ai sensi della nuova disciplina di procedimentalizzazione introdotta dal protocollo del 1993.


Il mancato  adeguamento messaggio minaccioso della Fieg.  La Fieg, con decisione unilaterale, non ha provveduto all’adeguamento dell’indennità, adeguandosi ad alcune sentenze minoritarie che dicono: “Il protocollo del 23 luglio 1993 non è idoneo a costituire in capo ai lavoratori un diritto alla c.d. indennità di vacanza contrattuale, prevista dal protocollo stesso”. La posizione della Fnsi fa capo, invece, a un altro indirizzo giurisprudenziale: “L'indennità di vacanza contrattuale, introdotta dal Protocollo del 1993, ha efficacia normativa e quindi immediatamente precettiva, così come risulta dalle stesse disposizioni dell'accordo, di guisa che esso è stato ritenuto vincolante anche nei confronti e a favore di terzi. Ne consegue che le clausole dell'accordo, relative alla vacanza contrattuale, introducendo un istituto a carattere retributivo in favore dei lavoratori, sono idonee a far sorgere un vero e proprio diritto soggettivo, direttamente azionabile in via ordinaria, in relazione al periodo rispetto al quale è riconosciuto. Il presupposto fondamentale dell'indennità di vacanza contrattuale non è il dato formale della successione di due contratti omogenei e dello stesso tipo, ma il dato di natura sostanziale che fra la disciplina precedente e quella successiva intercorra un periodo di vacanza, tale da alterare gli equilibri retributivi in termini di inadeguatezza del salario rispetto al costo della vita, secondo la funzione propria della indennità in parola”.


La Fnsi ha preferito agire sotto traccia, accantonando per il momento il ricorso giudiziario, perché dalla Fieg era partito un messaggio minaccioso e  preciso che Franco Siddi e il direttore generale della Fnsi Giancarlo Tartaglia avevano subito decrittato. La Fieg, bloccando l’Ivc,  in sostanza aveva detto: ”BASTA CON L’ADEGUAMENTO DELL’IVC DOPO 4 ANNI. O SI FA IL CONTRATTO O ROMPIAMO IN MANIERA TOTALE. Tanto il contratto lo avete disdettato voi della Fnsi nel 2005 quando avete presentato la piattaforma contrattale. La rottura significa che il contratto del 2001 non ci sarà più,  che saranno applicati i minimi del 2003 (tutelati dall’articolo 36 della Costituzione) soltanto a coloro che ne hanno goduto finora e che per i nuovi assunti vedremo cosa  fare”. In poche parole significava tornare alle regole (non alle clausole economiche) del contratto-legge, quello del 1959 (dpr 153/1961), un contratto scarno sulla professione, sui poteri del direttore e del Cdr, sulle sinergie, sulle tutele.  Solo sugli scatti quel Cnlg parla di una maggiorazione biennale pari al 5% del minimo di stipendio della categoria di appartenenza per i primi sei scatti e del. 6 % per i successivi sei scatti (in tutto 12 scatti). Oggi, invece, il 6% (fino a 15 scatti) viene calcolato ogni due anni sul “minimo di stipendio della categoria di appartenenza aumentato dell’indennità di contingenza”. Con il nuovo contratto (2009-2013) solo i primi tre scatti rimarranno biennali al 6 per cento, mentre poi diventeranno triennali all’infinito.  In sostanza, senza contratto rinnovato, sarebbero entrate in vigore subito le norme sulla flessibilità previste  dalla “legge Treu” (196/1997) e  dalla “legge Biagi”  (276/2003), mentre il  dlgs 368/2003 ingloba le direttive comunitarie sul lavoro a termine.    Quindi, cassintegrazione, assunzioni a termine, prepensionamenti,  trasferimenti e distacchi a gogò. Corretto, quindi, il giudizio di Franco Siddi del 20 marzo: “"Il rischio di restare senza contratto per tre anni almeno era una certezza”. Il ritorno alle regole  del ’59 poteva diventare una amara realtà, che il sindacato ha scongiurato con un accordo che è praticamente di  difesa in una fase economica drammatica a livello internazionale e nazionale. Marco Benedetto, intervistato da Paolo Modron (Il Sole 24 Ore dell’8 marzo), ha spiegato che “questo è il momento della transizione, ovvero il peggiore. Gli editori si ritrovano con un vecchio apparato dai costi sproporzionati alle diffusioni e alla raccolta pubblicitaria. Bisognerà ridimensionare tutto senza far morire il mestiere”. Franco Siddi deve firmare il nuovo contratto. Un giorno lo ringrazieremo del coraggio e della lungimiranza. E anche della sua testardaggine, tutta sarda, di aver tenuto per lunghi durissimi mesi il tavolo delle trattative aperto. Ha evitato la catastrofe: è bene dire che i giornalisti senza contratto sono res nullius, degli sconfitti, votati alla scomparsa come categoria e come soggetti attivi della società italiana.


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3527


CONTRATTO GIORNALISTICO:


via libera della Giunta della Fnsi


alla firma (prevista per il 25 marzo).


Mandato ampio per Siddi. Aumento


di 260 euro per il redattore ordinario.


Scatti: i primi tre restano biennali


e al 6%; gli altri (senza un tetto)


avranno cadenza triennale.


La Cigs sarà pagata dagli


editori (con un gettito per l’Inpgi


di 4/5 milioni di euro all’anno).


I due punti più innovativi della parte


normativa: multitestata e migrazione


da una testata all’altra per i redattori.


I “capi” diventano dirigenti e, quindi,


saranno licenziabili (riceveranno 26


stipendi al posto dei 13 attuali).


Il sindacato prepara il referendum.


 


PENSIONATI: nel giro di un anno nascerà un “Fondo di perequazione”, alimentato dagli editori, che assicurerà un assegno sistematico innanzitutto ai giornalisti in quiescenza con un reddito basso. Sarà un nuovo istituto fortemente innovativo. Gli editori daranno un contributo economico simile a quello che da lunghi anni riconoscono al “Fondo dei poligrafici”. Per ogni giornalista contrattualizzato, ogni mese gli editori verseranno in questo Fondo 5 euro.


di FRANCO ABRUZZO


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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3552


Pensionati romani:


Fondo di perequazione


“conquista importante”


del nuovo Contratto


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GIORNALISTI: STRETTA FINALE PER IL NUOVO CONTRATTO


Roma, 24 marzo 2009. Stretta finale per il nuovo contratto di lavoro dei giornalisti. Domani la Giunta della Fnsi, i presidenti regionali e la commissione contratto del sindacato nazionale dei giornalisti si riuniranno a Roma per gli ultimi aspetti. In giornata la Fnsi incontrerà quindi la Fieg, e dovrebbe essere il momento della firma delle parti al testo elaborato e che dopo quattro anni porterà i giornalisti ad avere un nuovo contratto collettivo di lavoro.


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GIORNALISTI. CONTRATTO. ASSEMBLA LA NAZIONE: GIUDIZIO NEGATIVO


Firenze, 24 marzo 2009. Forte “preoccupazione” per il futuro della categoria e “assolutamente insufficiente” a ripagare i colleghi di un’attesa durata ormai quasi quattro anni e costata ben 18 giorni di sciopero. Questo, in sintesi, il giudizio dell’assemblea dei redattori de La Nazione sull’ipotesi di contratto nazionale illustrata dalla giunta della Fnsi. I giornalisti, per questo, hanno inviato una lettera al presidente della stessa Federazione e alla commissione contratto per chiedere “di proseguire la trattativa”. Pur riconoscendo il difficile quadro generale per l’editoria, accentuato dalla crisi, i redattori della Nazione, ritengono “non accettabile” che a cedere terreno siano ancora i giornalisti e i loro istituti. In particolare critiche vengono rivolte su alcuni punti dell’ipotesi di accordo: la multimedialità, “che non può essere lasciata sulle sole spalle dei cdr”; il distacco ad altre testate; le qualifiche di scrittura. Ancora più duri i redattori sono sulla parte economica sia sull’ipotesi dell’aumento di circa 260 euro in due anni, soprattutto in assenza di una una tantum, sia sul raffreddamento del meccanismo degli scatti che, scrivono, avrebbe “conseguenze non solo sulla busta paga, ma soprattutto sulle casse dell’Inpgi”.


IMPREPARAZIONE


L’una tantum è esclusa dal percepimento dell’Ivc dal 2005 ad oggi. Conseguenze per l’Inpgi non ce ne sono perché gli editori hanno affermato che  faranno fronte ai bisogni dell’Istituto. Circostanze entrambe note d tempo. Ma i giornalisti non sono quelli che si informano prima di scrivere? (Franco Abruzzo)


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GIORNALISTI. CONTRATTO. MESSAGGERO: PREOCCUPA L’IPOTESI di ACCORDO


Roma, 24 marzo 2009.  I giornalisti del Messaggero manifestano «tutta la loro preoccupazione per l'ipotesi di accordo sul nuovo contratto di lavoro che la Federazione della Stampa si appresta a siglare con gli editori». «Non si profila infatti una vittoria, e neppure, come qualcuno sostiene, un contratto di difesa - si legge in un documento approvato oggi dall'assemblea del quotidiano - ma una sconfitta pesante per l'intera categoria. Un punto fra tutti: gli scatti d'anzianità, che rappresentano la tutela economica del giornalista che vuole mantenere la schiena dritta, vedrebbero rallentata del 50 per cento la loro frequenza e ridotto drasticamente il loro effetto sulla retribuzione, a causa di un cambiamento dei criteri di calcolo». «In ogni caso - conclude il documento - l'assemblea di redazione chiede che l'ipotesi di accordo sia sottoposta a referendum, come prevede la mozione approvata all'ultimo Congresso federale, e che il risultato di questo abbia naturalmente un carattere vincolante». (ANSA).


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GIORNALISTI. CONTRATTO. ASSOSTAMPA SARDA: OK IPOTESI ACCORDO


Cagliari, 24 marzo 2009.  Il consiglio direttivo dell'Associazione della stampa sarda si è riunito oggi a Cagliari per esaminare l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico. «Il giudizio espresso - sottolinea una nota dell'Assostampa - è stato positivo. Sull'ipotesi si sono pronunciati, sempre positivamente, i Cdr delle maggiori redazioni della Sardegna. Nel corso del dibattito è emersa l'esigenza di chiamare la categoria ad un rinnovato impegno - conclude la nota - per sostenere la corretta applicazione del contratto di lavoro nelle redazioni e per affrontare in modo organico il problema del precariato giornalistico, sempre in crescita, anche in Sardegna». (ANSA).


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Il direttivo del sindacato dei giornalisti del Veneto approva l'ipotesi di rinnovo del contratto nazionale e propone un ultimo tentativo di mediazione sulla "moratoria" 


Venezia,  24/03/09. Dopo ampia e dettagliata discussione, il Direttivo del Sindacato giornalisti del Veneto, riunitosi oggi a Venezia, si è espresso a favore (13 sì, 2 no, 1 astenuto) della bozza di ipotesi di rinnovo di contratto nazionale di lavoro, illustrata nel merito dal vicesegretario nazionale, Enrico Ferri e dal segretario regionale Daniele Carlon, la quale dovrebbe essere siglata da Fnsi e Fieg nella giornata di domani.  In particolare il Direttivo raccomanda alla Segreteria trattante di esperire ulteriori tentativi di mediazione relativamente alla prospettata moratoria per l’anno corrente degli scatti di anzianità in scadenza, alla griglia di riparametrazione degli aumenti retributivi per meglio tutelare le fasce deboli della categoria e alla limitazione di eventuali usi strumentali dell’istituto del distacco.


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SIDDI:  PREOCCUPANTE È’ RESTARE SENZA. DOMANI INCONTRO FORSE DECISIVO CON FIEG. MARTEDÌ la riunione dei CDR.


Roma, 24 marzo 2009. La Federazione nazionale della stampa è impegnata per «un nuovo contratto sostenibile che tuteli i valori professionali e materiali essenziali per tutti i giornalisti, e non solo per una parte di essi»: a rivendicarlo è il segretario, Franco Siddi, alla vigilia dell'incontro con la Federazione degli editori, previsto per domani dopo la riunione della Commissione contratto della Fnsi, che potrebbe portare alla chiusura dell'ipotesi di accordo. Giovedì 26 marzo è in programma il Consiglio nazionale della Fnsi, mentre per martedì 31 marzo alle 10 è convocata la Conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione per l'esame e il parere sull'ipotesi di intesa. «La preoccupazione più grande, in questo momento - sottolinea Siddi - è lasciare i giornalisti senza un nuovo contratto. Puntiamo a un accordo che tuteli chi ha già la garanzia di un contratto a tempo indeterminato, chi entra per la prima volta nella professione e chi lavora da anni con i contratti a termine. Colleghi che possono trovare Cerchiamo il massimo equilibrio possibile nel tempo che viviamo e non in una condizione immaginaria». Il nuovo contratto, insiste il segretario della Fnsi, «deve essere non per singoli ma per la collettività dei giornalisti, nella ormai il 30% della popolazione occupata è rappresentata dai contratti a termine che, come è noto, non hanno gli scatti di anzianità; colleghi che in questa fase possono trovare ristoro solo in un aumento adeguato dei minimi contrattuali. E soprattutto l'equilibrio delle nuove norme deve combinarsi con quello del quadro economico con il quale si confronta il sistema dell'editoria in questo difficile momento di crisi». (ANSA).


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